il pensiero debole

06 agosto 2007 ore 18:17 segnala
LUCIANA LITTIZZETTO Che blssa. Che tradotto sarebbe poi: Che bellezza. E' tempo di chiudere i battenti. Un'ultima depilata alle gambe che non stanno più avvolte nel collant 6000 denari e alle ascelle che non se la vivono più al calduccio dentro i golfoni. Ancora una piccola capatina al magazen per accaparrarsi l'ultimo bikini in saldo. Peccato per il trauma da camerino. Inutile pensare di esserne immuni. Non esiste luogo al mondo dove un vestito ti stia più di merda che davanti allo specchio di un camerino. Roba da mettere a repentaglio quel minimo di equilibrio psico-fisico conquistato in anni di analisi, pranayama, training e corsi di rebirthing.

Stare così allo stretto e vedersi tanto da vicino non è mai un'esperienza gratificante. Incredibile come in mutande tu possa acquistare l'aspetto di una grossa rata vouloira. Con la cellulite a buccia di ananas, a ciuffi. A casa è diverso. Lì ti puoi specchiare da lontano. E se sei miope meglio. E poi le luci. Che razza di luci piazzano dentro ai camerini? Urfidissime. Sembra che lo facciano apposta a farti venire la faccia sversa, smunta e sinistra da Dracula di Bram Stoker. Io ve lo dico, commercianti d'abbigliamento. O vi date una mossa e chiamate un direttore della fotografia come al cinema che piazzi delle luci decenti nei camerini, o finirà che tutte noi pitonesse saremo costrette a comperare i vestiti su internet. Per evitare il trauma. Se non potete permettervi la spesa, piuttosto lasciate i camerini al buio. E poi dite che vi dispiace ma si è bruciata la lampadina. Son quelle bugie che risolvono la vita a tutti quanti. Che noi missitalie abbiamo già da digerire il ritorno di moda del cerchietto.

Non c'è fine al peggio. Non ritornano di moda i lozza, il gelato alla fragola a forma di piede, le palline clik clak, la borsa di Pool o i gonfiettini di plastica della Mio che impiastricciati di saponetta si appiccicavano sul muro della vasca da bagno. No. Il cerchietto. Un oggetto francamente ributtante. Io ne avrò credo 800. E tutti ottocento mi fanno venire le piaghe dietro le orecchie. Perché anche il cerchietto, come il reggiseno, c'ha il ferretto. Un ferro di cavallo che ti stringe il cranio. Intorno può avere cotone, velluto, gro, carta scoppiettina, gommapiuma, o ripieno delle polpette,ma la verità è che dentro nasconde una bella anima di piombo che ti pesa sulla fontanella e a lungo andare te la grattugia. Col cerchietto se non sei Gwyneth Paltrow ti senti badola. Molly ha portato il cerchietto per tutta l'infanzia. E per tutta l'infanzia ha avuto l'emicrania. Anche se sua mamma lo infilava attorno alla pentola dopo aver cotto la pasta. Per allargarlo. E poi c'è il problema orecchie. Dove vanno? Dietro certo. Peccato quel bell'aspetto a metà tra Mariangela di Fantozzi e un elfo dei boschi. Perché anche una creatura che possegga orecchie normali, se ci spara dietro un paio di centimetri di salsiccia si ritrova la faccia ad anfora con due manici. La creative infilano il cerchietto fra i capelli lasciandone un po' dentro e un po' fuori. Effetto levriero afgano. Orribile. Per l'estate niente cerchietto, per piasì. E bikini acquistati rigorosamente al buio. Mi raccomando.

tra padre e figlia

03 agosto 2007 ore 20:31 segnala
non sarai più libero.Ora vivi due vite,quella di lei e la tua. E il dolore maggiore è lasciarle fare le sue scelte, qualsiasi cosa preveda la tua esperienza. Grazie al cielo questo legame per la vita porta tanta felicità quanto batticuore.Ti è concesso di partecipare alle sue gioie, di condividere le vittorie e l’eccitazione. La distanza non può dividervi. Ci saranno notti insonni. Giorni d’attesa di una parola.Ma  anche lettere. Telefonate inattese. lo stupore di vederla sulla porta quando la pensavi lontana mille miglia. E una felicità superiore a quella che credevi possibile. Sorpresa. Meraviglia. Perchè lei è la tua preziosa figlia, in grado di occuparti il cuore e la mente....

cuccioli

01 agosto 2007 ore 22:58 segnala

non fate agli altri ciò che non vorreste vi venisse fatto......


 


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