Da Milano a Bolzano.......

05 aprile 2009 ore 15:07 segnala
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman";} Da MILANO a BOLZANO in BICI con JAMES BOND

sognando l''ASTON MARTIN…..
Il grande Antonio Della Croce,, storico capobarman del Laurin di Bolzano, decide di fare una festa di addio all''adorata capitale delle Terra Santa per far rotta verso il lusso di Abano Terme..
di Edward Coffrini Dell’Orto


Marino Bartoletti presenta Magni, Rutelli, Formigoni alla conferenza stampa del 64° salone internazionale della Bici di Milano magistralmente organizzata da Proserpio, Grande Ruggero e Sapori. Politici a parte tutta gente di assoluto rispetto.
Il vantaggio di presenziare con il presidente della Dell'Orto, solo a vita come direbbe Sanchez, nonché mio zio, garantisce una sorta di pass partout negli stand più riservati: "Ue ciao Moser ciao Gimondi" "Ciao Dell'Orto" "Ti ricordi a Imola, l'hai fregato il Mercx ehh…" Gimondi:" Mi è andata bene che non aveva la gamba se no lui una volata così mica la perdeva…"
Malgrado debba preparare tutto il materiare per la festa al Laurin e sciropparmi 300 km, andare in fiera con lo zio che saluta vecchi amici campioni del mondo come Adorni Gimondi Martini chiamandoli ragazzi, mi fa sentir fiero del nome che porto. "L'Eddy non aveva la gamba se no quella volata li non la sbaglia…" Pazzesco, si parla del massimo corridore della storia tra una mela del trentino e un bicchiere di vino "Ma, qui dovremmo vendere bici, no vino" salta su Moser. E' tardi e devo lasciare Milano, capitale mondiale delle fiere e, per 4 giorni, delle bici …purtroppo in autostrada per fare della velocità ci vorrebbe una bici non l'auto, visto il casino che c'è. FLASH BACK Parigi 1950 appuntamento di Lavoro. "Gino ma in che la ca chi se chamen tuti Lumier?" (Gino ma in questa casa si chiamano tutti Lumier?) "Ma no Costantino l'è el pulsant per inpizzà la luce." (…è per accendere la luce) Qualche ora più tardi sul treno (beati i cugini transalpini che già allora avevano le ferrovie che da noi ancora oggi non arrivano) "Te Gino T'è vist che han firmà, adess fan anca la Pedemontana." "Ma Costantino vedarem mi ghe credi no…"  Bollzano 16 settttembrre ''06 Faccio rotta su Bolzano a passo di ciclista pensando a quando mio nonno 56 anni fa dubitava del fatto che avrebbero realizzato una nuova autostrada…penso anche che mi devo accontentare di 6 cilindri nel cofano visto che i 12 dell'Aston me li ha fregati Pierino, il legittimo proprietario. Definire la A4 una AUTOSTRADA "è una cagata pazzesca" Al posto dei 92 minuti di applausi di fantozziana citazione mi trovo un assetto da guerra con telecamere cartelli intimidatori telecamere per la media ponderata, da chi poi?, casello casello e Polizia. Nient'altro ? Il traffico mostruoso e tutta una serie di avversari antisportivi pronti a mettere in atto
leggi stronze, indistintamente fatte da governi di destra sinistra e di centro, mi perseguitano fino all'autostrada del Brennero
obbligandomi a fare più frenate di Villeneuve a Monaco quando nel 1981, sotto il diluvio, rimontò 58 secondi ad Alan
Jones e vinse la gara. Certo è molto più facile stangare con video camere radar satelliti o laser alla Goldfinger piuttosto che trovare i veri motivi degli inci- Quarterdeck la rivista dello 007 Admiral Club numero 0014 anno 2007 Quarterdeck la rivista dello 007 Admiral Club numero 0014 anno 2007 ballerini trasformisti denti mortali quali alcool, mancato rispetto della
distanza di sicurezza, auto inefficienti, voragini in strade, o lavori (pardon interruzioni visto che lavorano solo 5 giorni su 7 e 8 ore su 24 anziché full time come nei paesi civili) in corso. Ma finalmente arriva il Brennero col suo inconfondibile
asfalto, la via d'accesso alla Terra Santa: il triveneto. Il 6 cilindri BMW se ne accorge e cerca di non far rimpiangere il 12 di sua maestà, Bond Theme al massimo e la macchina prosegue in conduzione come su un paio di sci da gigante. Passo la fabbrica di spumante Ferrari, la Subaru e mentre i monti mi fanno ciao il telefono continua a non darmi tregua: La Gazzetta dello sport, del Candido ma non troppo ex direttore, sta organizzando a Milano la maratona e ha bisogno di alloggi… business is business. La segnaletica stradale è perfetta, qui il turista è sacro e non un invasore da rapinare nella speranza che se ne vada quanto prima, e sarebbe impossibile perdersi se anziché telefonare riuscissi a guidare. Come un somaro mi infilo in ztl e mi perdo. "Scusi mi sa dire dov'è il Laurin?" "Scusi ma lei non è Edward Coffrini Dell'Orto?" "Ce l'ho scritto in faccia?" "Ma no sono Zorzi, una spia di BZ e ci sto andando anch'io." I maestri del turismo, cordiali, eleganti precisi, i bolzanini, onorano alla grande la festa di addio di Antonio Della Croce che da 12 anni dirige il bar del Laurin.
Per l'occasione ha fatto le cose alla grandissima, sull'invito si raccomandava la black tie. Invitati d'onore il leggedario Maureo Lotti, uno dei più grandi barman al mondo, cui il mondo ovviamente, dopo averlo girato tutto, non basta. Collaborano anche Pietro Ferrario co-presidente dell'associazione Shaken not stirred e il Casinò di Innsbruck tanto cara, anzi speciale a Pierino Gross, primo e a Re Gustavo Thoni secondo, nelle Olimpiadi del '76 che videro anche un bronzo in gigante dell'inarrivabile Stenmark. Ingo si prese la rivincita a Lake Placid 4 anni più tardi e seppe fare, come Tomba nell'88, doppietta: oro in slalom oro in gigante. "Alle tre del mattino l'odore di un casinò -sentore di fumo e di traspirazione- diventa nauseante. Poi la tensione provocata dal gioco d'azzardo-un misto di avidità, di paura e di logorio nervoso-si fa insopportabile; i sensi si risvegliano e si ribellano. Improvvisamente James Bond si accorse di essere stanco." Al Laurin non c'è odore di sudore ma un trionfo di ballerini trasformisti, Aston Martin, sigari, video di Bond, musiche, foto della collezione dello 007 Admiral Club e la sosia di Christmas Jones. Ogni volta che passo dalle parti del CASINO' Mauro Lotti mi fa assaggiare i suoi capolavori. Alla fine sono completamente ubriaco. I soci dell'Admiral Club sono intervenuti in massa: Thomas Pickler e tutti i soci di Bolzano si mischiano a veronesi come Michele Zanin e ai Milanesi come Ghost rider
Tedeschi che non vedevo da una vita. Solo Bolzano sa esser così accogliente. Ci sarà un motivo se questa è la Terra Santa per la neve e non solo. La festa verso le due entra nel momento magico e il carburatore che batte dentro al petto miscela alla perfezione fumo di Cohiba, il maestro Lotti ottiamente assistito Vesper di Lotti e aria fresca e pulita delle Dolomiti. Della Croce è incredibile funziona come un DHLA della Lotus di 007, sembra una macchina. Dalle 12 (staccherà alle 7 del mattino) coordina tutto la staff alla perfezione e trova persino il tempo di presentarmi tutti soci del club intervenuti
che, fino a quel momento, erano soltanto un nome senza volto. Non sono l'unico ad essere al limite con l'alcool…chi mi chiama dottore, chi dottore presidente… non sono mica Berlusconi quasi mi imbarazzano ma sono felice come un bambino. La festa finisce alle 4 e 39 e in smoking, in perfetto Bond style, smonto quadri e foto fino alle 5 del mattino poi, dopo aver omaggiato i libri rimasti, faccio la conta dei fiumi di alcool che Mauro Lotti mi ha sapientemente preparato: un
vesper, un mint juleps, champagne e orient express. Agitati non mescolati a sigari fumati in quantità degna di un turco, alla stanchezza per aver tirato fino alle 5 del mattino svengo nel letto. Alle 9 sveglia caffe triplo e via si torna a casa. Lascio lo splendido hotel e salgo in macchina. Sebbene la sbarra del parcheggio sia aperta decido comunque di infilare il biglietto nell'apposita obliteratrice. Per tutta risposta ottengo un "non giocare" "Come non giocare? Non sono mica il Raschi"…beh litigare con una macchina forse è un poco eccessivo. Accendo la radio. Boniperti dichiara che il Comunale Olimpico, dal 1946 è casa sua, un spot pubblicitario, tanto per rimanere in tema Fleming, si interroga su how many carats is love …praticamente la versione femminista dello slogan dell'Avv. Pierluigi De Biasi , al secolo Pierino: "Sotto la quarta non è vero amore". Poi arrivano un gruppo di estremisti islamici del cazzo infuriati col Papa per aver espresso la sua contrarietà assoluta al guerra santa. Ha ragione Benigni: Non vale mettere il Santo dietro alla guerra per giustificarsi, sennò vale tutto: "Stupro!? No trombata Santa." No dico, arrivano a casa nostra e insultano la chiesa cattolica e le nostre usanze senza che nessuno possa dire nulla poi, Calderoli mostra le vignette su Maometto e succede una casino politico. Aveva ragione la Fallaci. Chi non è d'accordo provi a fare lo stesso a casa loro poi vediamo se gli viene risparmiata la vita. Qualcosa non mi quadra... Mi sto allontanando dalla Gran Risa che... mi ritorna in mente bella come sei … che la prima volta che l'ho fatta, ero in scia a Giglio Tomasi, ex nazionale, nei primi 20 al mondo di gigante, che godevo come un riccio. Mi devo ricordare di insultare Antonio per non aver messo il logo dell'Admiral Club sull'invito della festa riuscitissima. Ricominciano i cartelli intimidatori Mi hanno spiegato che la scritta 110, dentro un cartello rotondo bianco bordato di rosso, non si riferisce agli anni di chi ha costruito la strada ma ad un fantomatico, quanto impossibile da rispettare, limite di velocità. Ma andateci voi a 110 se avete piacere. Forse sugli sci, in bici, o a piedi ma non in macchina. Mi rendo conto che solo per un miracolo ho ancora 22 punti sulla pantente. Un miracolo con la C maiuscola. Le minacce continuano sotto forma di veicoli parcheggiati a bordo pista con bastardi senza giubbotto che fanno infartare pensando sia la polizia. Non resta che il saluto internazionale all'autovelox: Quello col medio della mano destra. 110 km/h? Dio fulmini il ministro Ferri che, in quanto ad accidenti subiti, è secondo solo ad Amato (quello che mise le mani nei conti correnti degli italiani dopo aver azzerato il suo) e del ministro Formica, il sosia di Filini, che, con la rivalutazione obbligatoria degli immobili, rubò dalle tasche delle società immobiliari l'equivalente di 12 anni di utili di esercizio. In pratica ha imposto agli interessati l'ibernazione nella
grafite come al comandante HAN SOLO, come unico mezzo di sopravvivenza. Bastardo e in ottima compagnia! I cartelli Fiera Milano City impongono di abbassare il carrello per prepararsi all'atterraggio. Missione compiuta: Grande Antonio, Grande Laurin, Grande Bolzano. We have been back alive.

 

10715492
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm...
Post
05/04/2009 15:07:59
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.