Knights of Cydonia

04 febbraio 2009 ore 13:17 segnala

Era così tanto che non aggiungevo nulla...

i miei fan ( :nono1 ) si saranno preoccupati :-P

Comunque, giusto perché ho passato una settimana tentando di farla, ed abbiamo naturalmente fallito, le dedicherò un post, sperando che si raddolcisca... Il video comunque mi lascia perplessa :-)))

è il momento del metallo...

30 settembre 2008 ore 15:32 segnala

Dopo gli ultimi post folk passiamo a qualcosa di più power... questi sono i Korpiklaani (folk metal band finlandese), ma al tempo di questa canzone credo si chiamassero Shaman...

Cantano in finlandese, sono fantastici :-)))

Whiskey in the Jar

23 agosto 2008 ore 21:23 segnala

Beh dopo il viaggio che ho fatto direi che postare una canzone del luogo è d'obbligo :-)))

Questi sono i The Dubliners e cantano musiche popolari irlandesi, praticamente se andate a Dublino non potrete evitare di sentirli almeno una dozzina di volte :-))) Si sentono ovunque, dai negozi ai pub, e se vi capita di trovare qualche gruppo che suona... sicuramente canterà almeno una di queste :-)))

Vi propongo Whiskey in the Jar, ci è rimasta così impressa che l'abbiamo cantata allegramente sia nei pub che in giro per le strade :-)))

Ah, il folklore :love

 

Lacrime di Mandragola

28 giugno 2008 ore 13:31 segnala

After the storm

when the magic is gone

drawn in the tears of a mandrake...

 

Abbiamo canticchiato questa ieri sera mentre sotto il diluvio universale (prima ha piovuto in orizzontale, poi ha piovuto addirittura dal basso verso l'alto... ) cercavamo di salvare le scenografie con dei teli impermeabili, qualcuno di noi ha giurato di aver visto un'arca salpare da qualche parte nel cielo sconvolto da acqua e fulmini... Ci siamo bagnati completamente, come se ci fossimo tuffati in acqua, e dopo esserci rintanati sotto ad un arco attendendo che smettesse e sperando che nel frattempo non ci chiudessero dentro al fortino... finalmente alle 5 del mattino il diluvio universale è finito, è arrivata una colomba portando un rametto di ulivo nel beccuccio ed io ho potuto rivedere il mio letto... :love

 

Eco e Pan

25 giugno 2008 ore 12:56 segnala

Gioiosamente canto la fine di uno studio immenso :-)))

 

Renderò omaggio alla rinnovata libertà con una poesia molto virtuosa di Angelo Poliziano, uno dei migliori poeti ed umanisti della Firenze Medicea. E' Pan a parlare in questa poesia e chiama la ninfa Eco, di cui è innamorato, comunicandole il suo amore, lei risponde, come fa l'eco appunto, ripetendo le ultime parole di Pan. La ninfa Eco non può ricambiare l'amore del dio silvano, infatti il suo cuore è di Narciso, che muore cadendo nel fiume dove si stava specchiando.

 

Che fa' tu Ecco, mentre io ti chiamo? Amo.

Ami tu dua o pure un solo? Un solo.

E io te sola e non altri amo. Altri amo.

Dunque non ami tu un solo? Un solo.

Questo è un dirmi: i' non t'amo. I' non t'amo.

Quel che tu ami, amil tu solo? Solo.

Chi t'ha levata dal mio amore? Amore.

Che fa quello a chi porti amore? Ah, more!

 

 

Seven eyes...

12 giugno 2008 ore 21:03 segnala

Questa è una canzone dalla metal opera di Tobias Sammet, Avantasia.

Nella prima parte dell'opera un giovane domenicano di nome Gabriel deve salvare la sorellastra Anna dall'accusa di stregoneria e viene a scoprire uno strano libro in possesso del suo maestro spirituale, frate Jackob, che non appena viene a sapere che Gabriel ha visto il libro lo fa incarcerare. Nelle prigioni Gabriel incontra Vandroiy, un druido che lo aiuta a fuggire e chiede il suo aiuto per salvare il regno di Avantasia, reame della fantasia e della libertà di pensiero, della verità che viene oscurata dal dogmatismo. Il libro che Gabriel aveva infatti trovato nelle mani di Jackob era uno dei sette che il papa stava cercando, credendo di fare del bene per l'umanità in realtà stava agendo contro di essa, chiudendole per sempre le porte della verità.

 

Questa canzone è cantata da coloro che impersonano il papa, frate Jackob ed vescovo Falk von Kronberg, gli intramezzi sono di Gabriel, del re degli elfi e Regrin, creature del mondo di Avantasia che lo aiuteranno a compiere la sua missione.

Omaggio alla poesia nonsense

10 giugno 2008 ore 13:13 segnala

Ho deciso di omaggiare questo grande della letteratura burlesca, mi ha proprio regalato attimi felici dopo il lungo excursus petrarchesco del libro che stavo leggendo, dove ad ogni sonetto si cadeva nella depressione più profonda, ed il poeta è triste, ed il poeta è malinconico, ed ora è pentito, ora è disperato... Poi è arrivato il Burchiello :love Da un lato c'era la corte Medicea, con i suoi grandi come Marsilio Ficino, Poliziano, Lorenzo il Magnifico, che indubbiamente sono dei grandi della letteratura ma mantengono una buona dose di serietà ed una ricerca umanistica senza pari, dall'altro lato c'era la bottega del Burchiello, un barbiere che si dilettava di poesia, gicosamente se la prendeva con gli umanisti e tutto il loro immenso bagaglio di sapere classico e si dilettava con una poesia umoristica e piena di nonsense, dopo Petrarca devo dire che Burchiello mi ha rischiarato la mattinata :-)))

Ve lo cito, secondo me quest'uomo è geniale :-)

 

Nominativi fritti e mappamondi

e l'arca di Noè fra due colonne

cantavan tutti <<Kyrielesionne>>,

per la 'nfluenza de' taglier mal tondi.

 

La luna mi dicea <<Ché non rispondi?>>

et io risposi <<I' temo di Giansonne,

però ch'i' odo che 'l diaquilonne

è buona cosa a fare i cape' biondi>>.

 

E però le testuggine e ' tartufi

m'hanno posto l'assedio alle calcagne

dicendo <<Noi vogliàn che tu ti stufi>>,

 

e questo sanno tutte le castagne;

perché al dì d'oggi son sì grassi e gufi

c'ognun non vuol mostrar le suo magagne.

 

E vidi le lasagne

andare a Prato a vedere il Sudario,

e ciascuna portava lo 'nventario.

 

 

 

Ricerca del Graal, alcune immagini...

24 maggio 2008 ore 13:33 segnala

Giusto per rendere omaggio alla Saga Arturiana ed all'adorabile Chretien de Troyes che mi tiene sveglia fino alle 2 per leggere cosa avviene ai suoi cavalieri (di giorno non ho il tempo per dedicarmici ;-(  ), ecco un po' di iconografia riguardante la cerca del Graal :-)

Vorrei scrivere di più al riguardo ma il pranzo è pronto :-)  In ogni caso le immagini parlano da sé...

Spleen

15 maggio 2008 ore 18:40 segnala

Quanto tempo che non passavo di qui a scrivere qualcosa, mi dispiace per i miei pochi lettori ma è un periodo pazzesco...

 

Giusto per rendere omaggio al mio stato d'animo, ecco una gran poesia che si esprime con la forza di un tuono, o meglio, come il rintocco di una campana, per restare in tema, avete mai sentito la campana di Notre Dame, quella grossa, come fa vibrare tutta l'aria intorno con quel timbro cupo ma fortissimo... ecco :-))) 

 

Spleen 

 

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle
Sur l'esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l'horizon embrassant tout le cercle
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;

 

Quand la terre est changée en un cachot humide,
Où l'Espérance, comme une chauve-souris,
S'en va battant les murs de son aile timide
Et se cognant la tête à des plafonds pourris;

 

Quand la pluie étalant ses immenses trâinées
D'une vaste prison imite les barreaux,
Et qu'un peuple muet d'infâmes araignées
Vient tendre ses filets au fond de nos cerveaux,

 

Des closches tout à coup sautent avec furie
Et lancent vers le ciel un affreux hurlement,
Ainsi que des esprits errants et sans patrie
Qui se mettent à geindre opiniâtrement.

 

- Et de longs corbillards, sans tambours ni musique,
Défilent lentement dans mon âme; l'Espoir,
Vaincu, pleure, et l'Angoisse atroce, despotique,
Sur mon crâne incliné plante son drapeau noir.

 

E di seguito, come di consueto, la traduzione:

 

 Quando come un coperchio il cielo pesa
grave e basso sull'anima gemente
in preda a lunghi affanni, e quando versa
su noi, dell'orizzonte tutto il giro
abbracciando, una luce nera triste
più delle notti; e quando si è mutata
la terra in una cella umida, dove
se ne va su pei muri la Speranza
sbattendo la sua timida ala, come
un pipistrello che la testa picchia
su fradici soffitti; e quando imita
la pioggia, nel mostrare le sue striscie
infinite, le sbarre di una vasta
prigione, e quando un popolo silente
di infami ragni tende le sue reti
in fondo ad i cervelli nostri, a un tratto
furiosamente scattano campane,
lanciando verso il cielo un urlo atroce
come spiriti erranti, senza patria,
che si mettano a gemere ostinati.

 

E lunghi funerali lentamente
senza tamburi sfilano nè musica
dentro l'anima: vinta, la Speranza
piange, e l'atroce Angoscia sul mio cranio
pianta, dèspota, il suo vessillo nero.

 

 

Direi che non c'è nulla da aggiungere.

Un plauso ai poeti cercatori di infinito.

 

Raven of Dispersion

01 maggio 2008 ore 17:27 segnala

Resterò sul tema del Raven :-)))

Giusto una capatina per dire che se anche sto lavorando e studiando come una folle ogni tanto torno :hihi

Un po' di musica di sottofondo mentre impazzisco nell'archiviare...