Alberi stanchi

19 febbraio 2021 ore 10:19 segnala


fronde bagnate senza ritegno
Urlano al vento il loro sdegno
Fronde riverse miti e piagate
Sognano estati calde e assolate.

A Braccia aperte somiglio a loro
Su terra arida vivo e lavoro.

Non urlo al mondo il mio tormento
non ogni dubbio comportamento.

Compostamente io vivo il presente
Occhi nel vuoto e la mente assente,

Quello che arriva sarà il domani
Ora c’è polvere nelle mie mani.
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« immagine » Fronde bagnate senza ritegno Urlano al vento il loro sdegno, Fronde bagnate senza ritegno Urlano al vento il loro sdegno Fronde riverse miti e piagate Sognano estati calde e assolate. A Braccia aperte somiglio a loro Su terra arida vivo e lavoro. Non urlo al mondo il mio tormento ...
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la fortuna o la sapienza

29 gennaio 2021 ore 13:10 segnala


E proprio vero!
La fortuna e la sapienza..... due piani paralleli che vivono su due livelli paralleli, la sapienza si può acquisire, la fortuna no..... quella capita...

Come loro anche noi viviamo in due dimensioni parallele, è come se occupassimo contemporaneamente due luoghi diversi, viviamo senza senza rendercene conto in due ambienti diversi: interiorità ed esteriorità, abitiamo il mondo ed abitiamo noi stessi. Ed abitando in noi stessi viviamo quello che il mondo ci propina.
Dolore e piacere, benessere e malessere , amore e odio; bello e brutto. Tutto ciò che arriva dall’esterno alla fine non è solo forma illusoria della nostra mente?
Cosa ci fa decodificare il bello in bello, il brutto in brutto ed il doloroso in doloroso? La nostra mente appunto.
La nostra mente lavora come una matrice di decodificazione degli impulsi che riceviamo dall’’esterno in funzione di come il nostro cervello è stato programmato
In altre parole noi percepiamo un oggetto, una situazione, un fatto in funzione del nostro “essere” e di come stiamo stati “programmati” con l’educazione ricevuta.
Se la nostra visione dell’intero universo dipende dalla percezione che ne abbiamo, ne consegue che ne diventiamo i creatori percependolo e quindi “creandolo” a nostra immagine e somiglianza.

Panta Rei, asseriva Eraclito, tutto scorre tutto cambia
Si tutto cambia ma sostanzialmente ciò accade per due motivi:
• per le effettive mutazioni esterne
• per le mutazioni interiori del nostro percepire l’esterno.
Questa dualità interno/esterno la viviamo parimenti anche nel rapporto corpo/psiche.
Il corpo ci collega con l’esterno, la psiche con l’interno ma noi siamo e restiamo “uno”
Siamo dentro e fuori, siamo sopra e sotto, siamo contemporaneamente creatura e creatori.
Viviamo in un’unica dimensione anche se proiettati su differenti piani di percezione.
E’ l’essenza della “tavola di Smeraldo” il tutto ed il nulla che ci riporta all’”uno”, è la ricerca della completezza alla quale continuamente aspiriamo che ci porta al desiderio ed al bisogno di relazionarci con l’altro/a , che ci porta al dolore dell’assenza , dell’abbandono e della perdita di “ unità”.
L’unità dell’amato e dell’amante, l’unità dell’essere androgino che Zeus separò per punirlo della sua arroganza.
ED ecco che nuovamente tutto si ricollega all’origine, al riconoscersi, all’accettarsi e al viversi.
Viverci
Facendolo per come siamo e per quello che siamo in una fusione di sensi di corpi e di sentimenti.
Ma nella vita poi alla fine.... prevale la fortuna o la sapienza?

nell'immagine«Fortuna e Filosofia», xilografia. 1510 (da Bovelles 1987)
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« immagine » La chiave della comprensione E proprio vero! Viviamo in due dimensioni parallele, è come se occupassimo contemporaneamente due luoghi diversi, viviamo senza senza rendercene conto in due ambienti diversi: interiorità ed esteriorità, abitiamo il mondo ed abitiamo noi stessi. Ed abitan...
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Le metà morfòsi

26 gennaio 2021 ore 00:13 segnala


le meta - morfosi
All’alba di oggi nulla è cambiato. La luce si diffonde con la medesima lentezza di sempre, pigramente, trasformando un cielo notturno inopinatamente giallognolo in una latticinosa accozzaglia di nubi nella cui coltre non si riesce a cogliere il confine fra terra ed etere.
E’ una metamorfosi che conduce da un buio non buio ad una luce non luce che ricorda un piattume indefinito di blob multimaterico.
La medesima metamorfosi che viviamo quotidianamente quando alzandoci dal letto passiamo da uno stato di dormi-veglia a quello di veglia-dormiente.
Non siamo molto lontani dalla metamorfosi Kafkiana nella quale Gregor svegliandosi la mattina non riesce ad alzarsi dal letto perché trasformato in uno scarafaggio rifiutato dalla famiglia e dal mondo: un mutamento repentino ma di fatto verificatosi in modo lento ed inesorabile, non percepito come tale nella sua crudele apparente innocuità.
Ebbene, Sia nel mondo reale come in quello virtuale siamo di fronte a metamorfosi continue , girini che diventano rane, bruchi che diventano farfalle , uomini che diventano donne, multiformicità nei nick e nei profili che ricordano le personalità multiple più o meno dissociate degne del film “split”
Ma queste sono “metamorfosi” in senso lato o sono piuttosto forme di evoluzione ( o di involuzione) nelle quali il germe del risultato finale del mutamento è già scritto nel DNA. ?
Di fatto Gregor trasformandosi in scarafaggio non subisce una metamorfosi, egli si limita a realizzare se stesso e, nel bene o nel male , non fa altro che diventare quello che si sente di essere o quello che gli altri vedono in lui.
Quindi Le personalità o i nick multipli che bazzicano qui dentro a che cosa servono ? o meglio… a chi servono?
Sono forme di appagamento o di disappagamento interiore?
Sono apparenza o sono sostanza?
E se sono sostanza di che sostanza sono composti i camaleonti della rete?
Mi piacerebbe riuscire a capirlo….
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« immagine » le meta - morfosi All’alba di oggi nulla è cambiato. La luce si diffonde con la medesima lentezza di sempre, pigramente, trasformando un cielo notturno inopinatamente giallognolo in una latticinosa accozzaglia di nubi nella cui coltre non si riesce a cogliere il confine fra terra ed ...
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Le non soluzioni: il mondo al negativo

22 gennaio 2021 ore 21:07 segnala


Le non soluzioni: il mondo al negativo
Il nostro mondo è pieno di non soluzioni:
Le cose insolute, i bambini mai nati, le idee inespresse, gli amori negati, le vite non vita.
Per ogni cosa esiste la "non cosa" in assenza della quale la cosa stessa non esisterebbe, esattamente come materia ed antimateria.
Le cose insolute fanno parte della nostra vita esattamente come le cose risolte anzi, io le preferisco alle seconde perché danno il senso del divenire e della vita.
Perché la vita è la prima delle cose insolute e si risolve solo con la morte.
Francamente preferisco vivere e nutrirmi di cose insolute.

nella foto un'opera di Dora Maar
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« immagine » Le non soluzioni: il mondo al negativo Il nostro mondo è pieno di non soluzioni: Le cose insolute, i bambini mai nati, le idee inespresse, gli amori negati, le vite non vita. Per ogni cosa esiste la "non cosa" in assenza della quale la cosa stessa non esisterebbe, esattamente come ma...
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il paradosso di una poesia mai scritta

12 gennaio 2021 ore 23:15 segnala

Cerco la poesia del vivere nelle tue parole mai dette.

Assorbo il paradosso di eterotopie assonanti che fanno il paio con i "non luoghi " richiamati da Augè che, essendo più vicini alla mia cultura tecnico umanistica, sono per me più "comprensibili".

Guardo a occhi chiusi, ed il farlo, sia che si tratti di luoghi, di "non luoghi" o di ambienti pragmaticamente astratti, genera un paradosso.
Esattamente come paradossale è cercare poesia nelle parole mute di concetti abortiti prima del loro concepimento.
Eppure ...
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« immagine » Cerco la poesia del vivere nelle tue parole mai dette. Assorbo il paradosso di eterotopie assonanti che fanno il paio con i "non luoghi " richiamati da Augè che, essendo più vicini alla mia cultura tecnico umanistica, sono per me più "comprensibili". Guardo a occhi chiusi, ed il fa...
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la diversa bellezza: le bugie di uno specchio

05 gennaio 2021 ore 11:43 segnala


Un post che parla di bellezza e che entra nello specchio senza restarne fuori o andarne oltre potrà essere interessante ma mi suona un po' claustrofobico.

Non mi piacerebbe essere “dentro” uno specchio, mi immagino chiuso fra il nitrato d'argento ed il vetro, spazio troppo angusto per piacermi.

Io voglio essere “oltre lo specchio”, voglio non solo aprirlo, voglio infrangerlo come si fa con un uovo di pasqua perché non so cosa ci troverei dentro.

Lo specchio da sempre è visto come restituzione di una immagine di noi e del mondo circostante, di bellezza canonica o atipica, di orrori o di sensazioni, esattamente come lo stagno del mito di Narciso o quello della strega di Biancaneve.

Lo specchio infranto però ci restituirà una immagine frammentata anche a fronte di una integrità del soggetto riflesso e, viceversa, un soggetto "frammentato" verrà comunque restituito nella sua apparente integrità.

Quindi lo specchio è sempre superficiale oltre che infedele anche perché mostra una immagine speculare.

Noi esseri umani non siamo semplici specchi, noi non cogliamo solo l’esteriorità.

Noi siamo esseri pensanti e dovremmo essere in grado di andare ben oltre la superficialità esteriore. Ecco perchè le "diversamente belle" mantengono il loro fascino ed anzi lo amplificano proprio per la loro "diversità". E' il fascino del diverso, dell'inconsueto, dell'unico o del raro.

Sono casi in cui la bellezza non è percepibile con la vista ma con tutti i sensi, casi in cui la bellezza è inspiegabilmente completa permeando totalmente la nostra sensibilità.

La bellezza è impudica, è esplodente e irriverente, se ne fa un baffo della gente comune, arriva dove vuole arrivare anche attraverso canali che apparentemente appartengono alla bruttezza.

Dobbiamo solo saperla vivere perché è in tutti noi anche se spesso in ordine sparso.

nell'immagine un'opera di Botero.
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« immagine » Un post che parla di bellezza e che entra nello specchio senza restarne fuori o andarne oltre potrà essere interessante ma mi suona un po' claustrofobico. Non mi piacerebbe essere “dentro” uno specchio, mi immagino chiuso fra il nitrato d'argento ed il vetro, spazio troppo angusto...
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dedicato ai poetanti

23 dicembre 2020 ore 16:37 segnala


Saran belli gli occhi neri,
saran belli gli occhi blu,
ma le gambe, ma le gambe
a me piacciono di più.
Saran belli gli occhi azzurri
e il nasino un pò all’insù,
ma le gambe, ma le gambe
sono belle ancor di più.
(E. Aitta)
Fulgido esempio di poetica del dopoguerra...

ma cos'è la poesia?


La poesia è tutto, ma non tutti sanno o possono fare o essere poesia.

Da non navigato navigante della rete sono rimasto colpito dall'esorbitante numero di poetesse e poeti (o sedicenti tali) che bazzicano questo sito, soggetti che spesso plagiano spudoratamente opere altrui senza pensare che basta una semplice ricerca su google per essere sgamati com autori si, ma di copia/incolla..

E' un modo di comunicare a se stessi o agli altri?
E' una forma di marketing comunicativo o serve per fare colpo sui lettori/lettrici?
E' un modo velato per mostrare il lato aulico del proprio carattere o serve per sdoganare un desiderio sessuale che si ha paura o pudore a mostrare apertamente?
Non è che sotto sotto .......
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« immagine » Saran belli gli occhi neri, saran belli gli occhi blu, ma le gambe, ma le gambe a me piacciono di più. Saran belli gli occhi azzurri e il nasino un pò all’insù, ma le gambe, ma le gambe sono belle ancor di più. (E. Aitta) Fulgido esempio di poetica del dopoguerra... ma cos'è la pose...
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Da Cyrano a Gigolò...

18 dicembre 2020 ore 21:34 segnala

Da Cyrano a Cavalier servente
Da cavalier servente a Cicisbeo
Da Cicisbeo a Gigolo.
Passi arditi che, con i giochi della similitudine, ci portano a vedere come la popolazione maschile nel tempo non sia cambiata
Passi che hanno un comune denominatore: la presenza di maschi succubi dal desiderio sessuale.
Basta scorrere le bacheche e le pagine di questo sito per trovare tutte queste categorie:
il poetante, lo zerbino, il disponibile, l'adulatore, il sessuomane.
ognuno con le sue caratteristiche e peculiarità ma tutti irrimediabilmente alla ricerca di una sola cosa: il sesso!
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« immagine » Da Cyrano a Cavalier servente Da cavalier servente a Cicisbeo Da Cicisbeo a Gigolo. Passi arditi che, con i giochi della similitudine, ci portano a vedere come la popolazione maschile nel tempo non sia cambiata Passi che hanno un comune denominatore: la presenza di un maschio reso su...
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onde sparse

08 dicembre 2020 ore 20:06 segnala

Spera un cuore sperso,
sparso e aspramente asperso,
cosparso di aria pura
aspirando ad un amore che respiri di sé stesso.
Cosi la mente si scuote sperando,
sparendo e sparando parole che non spireranno
ma che, nella speme del domani
e nella spuma di onde sparse, vivranno oltre all’oltre.
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« immagine » Spera un cuore sperso, sparso e aspramente asperso, cosparso di aria pura aspirando ad un amore che respiri di sé stesso. Cosi la mente si scuote sperando, sparendo e sparando parole che non spireranno ma che, nella speme del domani e nella spuma di onde sparse, vivranno oltre a...
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l'ebrezza della debolezza

07 dicembre 2020 ore 23:58 segnala

....E mentre stringo ancora una volta sicuro i tuoi fianchi, bloccandoti, confondo le mute labbra delle tue suppliche in grida. Allora capisco che mi hai fatto entrare dentro di te per portarmi veloce nel più profondo degli abissi dove tutte le anime son nere e perse.....

"Era la vertigine. L'ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere. La vertigine potremmo anche chiamarla ebbrezza della debolezza. Ci si rende conto della propria debolezza e invece di resisterle, ci si vuole abbandonare a essa"

Libera citazione da L'insostenibile leggerezza dell'essere di Kundera
Ringrazio un post che ho appena letto che mi ha ispirato richiamato alla mente queste parole.
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« immagine » ....E mentre stringo ancora una volta sicuro i tuoi fianchi, bloccandoti, confondo le mute labbra delle tue suppliche in grida. Allora capisco che mi hai fatto entrare dentro di te per portarmi veloce nel più profondo degli abissi dove tutte le anime son nere e perse..... "Era la ver...
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07/12/2020 23:58:34
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