Non cercavo

28 maggio 2013 ore 01:46 segnala
Non cercavo romanticismo.
Non cercavo un pubblico che ci guardasse mentre ci baciavamo.
Non cercavo un poeta o una storia d'amore perfetta.
Volevo solo qualcuno di freddo quanto lo ero io ma che sapesse riscaldarmi,
e non raccontandomi di quanto fosse caldo il fuoco,
ma andando a procurare della legna da ardere.

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Non cercavo romanticismo. Non cercavo un pubblico che ci guardasse mentre ci baciavamo. Non cercavo un poeta o una storia d'amore perfetta. Volevo solo qualcuno di freddo quanto lo ero io ma che sapesse riscaldarmi, e non raccontandomi di quanto fosse caldo il fuoco, ma andando a procurare della...
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Ci volle pazienza

21 maggio 2013 ore 20:04 segnala
Ci volle pazienza ma finalmente quella roccia si mosse un po'.
Era un uomo tutto d'un pezzo.
Paziente, quasi freddo per chi non lo conosceva.
Ammise che a volte rientrare in quella casa gli faceva paura, gli faceva paura rientrare in una casa con le luci spente, fredda e senza un saluto.
Un giorno, continuò , probabilmente l'avrei chiamato in uno di quei giorni, uno di quelli dove sarebbe stato preoccupato di fare tutto quanto da solo e di perdonarlo anticipatamente se non fosse stato all'altezza di un dialogo degno di nota.
Ma io gli dissi che oltre a perdonarlo l'avevo già messo in conto.
Avevo già messo in conto tante cose da quando decisi di baciarlo.
Tra cui di vederlo arrabbiato o triste.
Oppure silenzioso.
E che avrei compreso i suoi momenti, quei giorni in cui si sarebbe sentito portare tutte le responsabilità sulle spalle e si sarebbe sentito schiacciare.
In cui avrebbe messo in dubbio il suo precedente rapporto.
In cui forse la solitudine sarebbe stata così tanta che avrebbe ricordato perfino i momenti brutti di anni fa, con dolcezza.
E lei molto più bella.
Non potevo essere sempre lì con i miei occhi, con le mie battute, con il mio cuore per cercare di non farlo andare via.
L'avevo messo in conto. Era lì. Tra tutti i miei sentimenti.
Però , però.
Però gli dissi anche che se la stava cavando egregiamente, che era così bello mentre stava costruendo qualcosa di solo suo. Che lo ammiravo tanto.
E che era forte e di ricordarselo.
E di ricordarsi che non era del tutto solo, per due giorni a settimana mi aveva.
Aveva me che facevo un casino assurdo . Che gli facevo i dispetti. Che cantavo e ridevo. Che saremmo andati a fare la spesa della settimana, insieme. Che non avremmo mangiato qualcosa di confezionato, avremmo cucinato qualcosa di fresco e fatto di noi.
Avremmo fatto un dolce e poi visto un film . Oppure un telefilm da seguire insieme ogni settimana.
Avrebbe visto la partita di cui non sapevo nulla ma che se avesse segnato la sua squadra gli avrei sorriso e l'avrei preso un po' in giro per quell'entusiasmo che non capivo.
E che comunque per il resto della settimana a casa sua c'era il mio spazzolino, il mio shampoo e il mio phon rosa. E dimenticavo sempre qualcosa da lui.
Non era solo, tutt'altro.
Avevo messo in conto tutto.
Tra cui il fatto che per l'ennesima volta, anche se volevo stare vicino a qualcuno sarei potuta restare sola io.
Ma questo non glielo dissi.

Mi abbracciò.
Uno di quegli abbracci dati poco prima di crollare.
Non sapevo come fermare le frane.
Ma avrei potuto proteggere la montagna.

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Ci volle pazienza ma finalmente quella roccia si mosse un po'. Era un uomo tutto d'un pezzo. Paziente, quasi freddo per chi non lo conosceva. Ammise che a volte rientrare in quella casa gli faceva paura, gli faceva paura rientrare in una casa con le luci spente, fredda e senza un saluto. Un...
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Ci stava un tempo

21 maggio 2013 ore 19:55 segnala
Ci stava un tempo, e nemmeno di tanto tempo fa, dove mi amavo di meno, dove ci credevo di più, dove se le storie d'amore non erano tormentate allora per me non era amore.
Piangevo tante volte ma con la mia amica e mai con il diretto interessato che mi aveva reso così triste o nervosa.
Che stupida.
Dicevo che era così, che era normale , che se non soffrivo un po' sarebbe significato che di quell'uomo non me ne sarebbe importato niente.
Solo che non stavo soffrendo un po'. Ma tanto.
Decisamente troppo per una persona.
E ora comprendo lo sguardo di lei , della mia amica, su di me, quello dove aveva già capito come sarebbe andata a finire ma non mi diceva nulla e mi ascoltava.
Erano storie dove se mi chiedevano se stavamo insieme io non sapevo rispondere.
Storie dove un giorno ero felice e l'altro triste.
Storie che se ricevevo un messaggio, allora ero contenta.
Non è così, non è così che va. O almeno non per una persona che si ama abbastanza.
Una persona che si ama abbastanza non è felice per una risposta ad un suo sms.
Per la persona che si ama, quello si chiama rispetto e deve essere preteso, ancor prima dell'amore.
La persona che si ama abbastanza, quella che sono ora, mette in chiaro fin da subito le cose, a costo di distruggere tutto.
Non aspetto più come prima, non dico “ ma magari / e se... “ non ci sono più.
A costo di apparire una dittatrice nei miei rapporti, io quella clemente non la faccio più.
Un tempo risparmiavo, rinunciavo a tantissime cose per raggiungere un uomo che da me, nella mia città non veniva mai, ma io dovevo prendere il treno per andare da lui.
Non era questa la donna che volevo diventare.
Sono quella che se non le va di muovere il culo, chiama, e si fa venire a prendere sotto casa.
Antipatica ? Probabilmente.
Ma fin quando dovrò metterci io due ore con i mezzi e lui una con la macchina, lui dovrà fare lo sforzo.
Solo così potrò vedere se ne verrà la pena di andargli incontro a metà strada.
Sono cambiata così tanto.
Anche nel sesso. Anche nel mio piacere, che se non avevo era colpa mia, così credevo.
Che donna patetica. Quando invece ora se potessi rivedere quegli uomini, che facevano leva sulla mia insicurezza direi che il problema non ero io, che io funziono benissimo, al contrario di loro.
Se avessi un risarcimento per ogni volta che non mi hanno fatto provare piacere, sarei ricca.
Arrogante, ben lo so.
Ma sono così, e così mi piaccio tanto.
La persona che si ama abbastanza non si racconta storielle, non giustifica, non lascia perdere, non fa finire tutto nel silenzio, chiama e chiede un minimo di sincerità, che se l'altro vuole lasciarla lei andrà avanti lo stesso.
Non aspetta. Non ha tempo per aspettare.
Non ama il silenzio e non soffre in silenzio, preferisce un bel punto.
La persona che si ama abbastanza, ama, ma non dimenticandosi di lei stessa.

Ora mi rendo conto che sono un po' più ardua da amare, ma almeno più nessuno potrà amarmi per finta.


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Ci stava un tempo, e nemmeno di tanto tempo fa, dove mi amavo di meno, dove ci credevo di più, dove se le storie d'amore non erano tormentate allora per me non era amore. Piangevo tante volte ma con la mia amica e mai con il diretto interessato che mi aveva reso così triste o nervosa. Che...
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30 aprile 2013 ore 02:37 segnala
Meglio andarsene con una dignità intatta, che stare insieme con una dignità a pezzi.

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Meglio andarsene con una dignità intatta, che stare insieme con una dignità a pezzi. « immagine »
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Il fatto che si contatti qualcuno

30 aprile 2013 ore 02:21 segnala
Il fatto che si contatti qualcuno con " è accaduto qualcosa ? avete litigato ? " appena pubblicato un link di una frase triste o nostalgica, mi fa pensare.
Mi fa pensare a quante persone abbandonano i loro pensieri una volta trovato qualcuno.
Mi fa pensare che il loro libro preferito che parlava di una delusione, possa diventarne un altro che parla invece del felici e contenti.
Di quanto siano poco forti da soli. Di quanto la loro personalità possa vacillare e cambiare appena fidanzati.
Che forse poi è anche umano, si cambia, ma così radicalmente mi spaventa.
Non importerà con chi starò, per quanti anni, o se mi addolcirò.

A me piaceranno sempre le frasi tristi.
Il mio libro preferito rimarrà c'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo.
E non mi metterò mai in testa le puttanate dell'uomo giusto, quei pensieri confezionati per fare in modo di non pensare.
I miei pensieri saranno sempre più forti di qualunque amore.


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Il fatto che si contatti qualcuno con " è accaduto qualcosa ? avete litigato ? " appena pubblicato un link di una frase triste o nostalgica, mi fa pensare. Mi fa pensare a quante persone abbandonano i loro pensieri una volta trovato qualcuno. Mi fa pensare che il loro libro preferito che parlava di...
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Io credo che l'amore sia decisamente sopravvalutato.

30 aprile 2013 ore 02:16 segnala
Io credo che l'amore sia decisamente sopravvalutato. I pensieri riguardo ad un uomo o una donna giusta, quella della nostra vita, sono invece sprecati.
I baci, la mano nella mano, le promesse, il parlare al futuro, tutte queste cose qui sono stronzate.
Tutte quelle chiacchiere da donne sugli uomini sono solo passatempi , sì, bei discorsi, ma non valgano molto.
Non valgono nemmeno tanto le frasi sugli occhi sinceri, i monologhi sul dormire abbracciati, le cagate del morire insieme nella vecchiaia.
La fortuna non è trovare qualcuno che ti completi o cose simili che mi fanno rabbrividire per la poca personalità.
La fortuna è molto più semplice e quello in cui sperare meno elaborato.
La fortuna è trovare qualcuno con cui fai bene sesso e che poi abbia anche voglia di vedere posti nuovi con te, di stare a sentire quello che dici, di parlarti, di mangiare insieme, rispettarti, guardare lo stesso programma tv, o che ti lasci stare quando vuoi fare qualcosa da solo.

Il fatto è che spesso si ferma tutto al primo punto.
Diciamo anche che è pure difficile inserire " bene " nel contesto, quindi figuriamoci il resto.

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Io credo che l'amore sia decisamente sopravvalutato. I pensieri riguardo ad un uomo o una donna giusta, quella della nostra vita, sono invece sprecati. I baci, la mano nella mano, le promesse, il parlare al futuro, tutte queste cose qui sono stronzate. Tutte quelle chiacchiere da donne sugli uomini...
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Gli ho detto che non sa quanto mi fa stare bene.

23 aprile 2013 ore 12:02 segnala
Gli ho detto che non sa quanto mi fa stare bene.
Lui mi ha risposto che nemmeno io ho idea di quanto sto facendo per lui.
Ma io l'ho guardato, con quello sguardo offeso e crucciato , perchè non ci credo mica.
Ho l'incredibile capacità di trasformare il romanticismo in un offesa personale.
Ho risposto allora che nessuno dei due saprà mai davvero quanto. Perchè certe cose non si potranno mai sapere.

Non saprà mai, che un gesto semplice per me, come il non rifare il letto se non quando si devono cambiare le lenzuola, può essere importante.
Non c'era quando in collegio la prima cosa da fare appena sveglia era quella, senza nemmeno poter andare in bagno.
Non c'è quando quando a casa si discute per una piega fuori posto. Quando come se oltre a rifare un letto bene non ci sia altro da fare.
Ma da lui chi ha il tempo di rifarlo ? Tanto rifaremo sesso .
Chi ha tempo di litigare per una busta aperta male, quando abbiamo così tanto da parlare decisamente di altro.
Non saprà mai quanto per me è importante il suo ragionamento su questo mondo di oggi. Dove tutti faticano a trovare lavoro e che non è colpa mia. Che mi ricorda che ho sempre lavorato dovendo abbandonare un po' prima gli studi, e che quindi non è colpa mia.
Che andrà meglio tra qualche tempo e che sarò costretta a dargli ragione.
Dove invece qui ogni giorno sento che sono inutile che non ho mai combinato nulla.
Mentre lui invece mi guarda ed è entusiasta alla mia voglia di imparare, di leggere, di fare.
Mi lascia leggere senza che mi senta fissata da parte di persone che credono sia tempo sprecato.
Qua invece lo sguardo è fisso, e il senso di colpa pesante. Un motivo per umiliarmi.
Da lui, ricevo un bacio nel mezzo di atti normali e non saprà mai quanto per me è strano.
Non sa nemmeno quanto sia strano quando propongo qualcosa, un'uscita fuori porta, una compagnia in quel negozio dove volevo andare, e lui mi risponde che sì, si può fare, quando invece ogni uomo si spaventava al mio minimo accenno al futuro di cinque giorni dopo.
Non ha idea che quando sia stato importante quando il mio più dolce e umano pezzo di vita è andato via, ha compreso che non era solo un gatto, ma gran parte della mia famiglia.
Non ha idea di quanto per me sia importante esporre tutte le mie paranoie e timori, senza sentirmi dire che sono pesante, ma anzi nell'essere incoraggiata a farlo perché tanto le distruggerà tutte.
Di questo dubito, ma l'apprezzo così tanto.
Probabilmente un giorno andrà via anche lui, o chissà che altro, ma non ha idea davvero di quanto bene stia facendo, in un periodo in cui credevo sarei potuta impazzire.


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Gli ho detto che non sa quanto mi fa stare bene. Lui mi ha risposto che nemmeno io ho idea di quanto sto facendo per lui. Ma io l'ho guardato, con quello sguardo offeso e crucciato , perchè non ci credo mica. Ho l'incredibile capacità di trasformare il romanticismo in un offesa personale. Ho...
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L'inizio sta finendo.

08 aprile 2013 ore 11:15 segnala
L'inizio sta finendo.
Ma al contrario di tanti, io sono contenta così.
Il batticuore non è finito, perché quando ti rivedo l'emozione è la stessa, e anche quando ti metti quella maglietta nera che mi fa impazzire, il batticuore c'è sempre, ma alle volte si alterna ad un ritmo più normale.
Non che ora sia più facile, ma almeno quando ti chiamo o ricevo una tua chiamata non resto lì a dirmi " cosa gli dico ? che voce faccio ? "
So che riceverò risposta ad un mio sms, sia entusiasta che scocciata, non è più un mistero.
E io desideravo così tanto questa piccola tranquillità.
Non mi preoccupo quando voglio andarmene in un momento di rabbia o a causa dei ricordi, mi preoccupa di più l'ipotesi in cui a te non importerebbe.
E se per una mattina , alla mia luna storta, non ho voglia, so che la prossima ne avrò ancora di più.
Non dimentico quanto tempo ci abbiamo messo ad averci.
Non dimentico quanto ti desideravo, non sapendo nemmeno come eri fatto.
Non dimentico che per baciarci ci siamo sfiorati tantissimo.
Ma incomincia quel periodo in cui il corteggiamento si allontana, e ci si incomincia a conoscere per davvero.
Non siamo più un 'idea.
Non sono più gli scritti che leggevi su un blog.
Non sei più l'uomo più grande di me.

Ora che è tutto così normale, sei così reale.



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L'inizio sta finendo. Ma al contrario di tanti, io sono contenta così. Il batticuore non è finito, perché quando ti rivedo l'emozione è la stessa, e anche quando ti metti quella maglietta nera che mi fa impazzire, il batticuore c'è sempre, ma alle volte si alterna ad un ritmo più normale. Non che...
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Ho cercato di ricordare il nostro primo bacio.

05 aprile 2013 ore 11:41 segnala
Ho cercato di ricordare il nostro primo bacio.
Ma quelle parole che ricordavo a memoria prima di baciarci, la tua battuta su cui sono arrossita , non le ricordo più.
Eppure ci piangevo su tutte le notti dopo che mi lasciasti.
E invece ricordo noi due solo da lontano, non più i dettagli, ricordo il tuo capotto lungo nero in pelle, ma non i tuoi occhi, non le tue parole.
Una mattina mi sono alzata e ho scordato il tuo profumo.
E la voce , tu che mi facevi promesse, io non so più in che tono erano. Vedo solo il labiale.
I più romantici dicono che non si scorda mai.
Gli innamorati appena lasciati credono sia impossibile.
Quelli dopo anni e anni, come me, sorridono amaramente alla verità.
Fa tristezza aver amato così tanto ma ricordarsi solo di aver amato, ma non chi.
Pensavo che tutti gli uomini che sarebbero arrivati dopo di te non avrebbero mai retto il confronto.
Che segretamente ti avrei sempre amato, che un giorno tu saresti ritornato e io sarei ritornata immediatamente da te.
Ma non è più così, ora penso a tutto quello che è accaduto dopo ed è grazie a quello che è accaduto , al tuo " non ti amo più. "
Grazie, al posto di maledirti, perchè dopo la tristezza ti ho maledetto tante volte.
Anche la rabbia, il mio sentimento principale, quello di cui sono fatta, un giorno è sparito.
Non ricordavo più per cosa odiarti.
E dimmi, davvero ti ho supplicata di rimanere quando sei andato via ?
Davvero mi sono stretta piangendo al tuo petto , come una di quelle patetiche donnette ?
Perchè a me sai ora sembra impossibile. Ed è strano, perchè quello che credevo impossibile era restare senza te.
Raccontami.

Ho cercato di ricordare.
Ma ho ricordato l'amore, non più te.


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Ho cercato di ricordare il nostro primo bacio. Ma quelle parole che ricordavo a memoria prima di baciarci, la tua battuta su cui sono arrossita , non le ricordo più. Eppure ci piangevo su tutte le notti dopo che mi lasciasti. E invece ricordo noi due solo da lontano, non più i dettagli, ricordo il...
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Non è che lei ora ci credeva

03 aprile 2013 ore 02:28 segnala
Non è che lei ora ci credeva solo perché lui era un po' diverso dagli altri.
Solo che era innegabile , seppur sulla difensiva, lo guardasse
con meno sospetto.
Si guardava intorno, pronta e attenta.
Forse più che una donna ricordava un animale selvatico.
Ma quelle come lei, erano fatte di mondi da raccontare, avevano squarci non unghie spezzate.
Non sarebbe mai stata quella che un giorno ti avrebbe detto:
“ Anch'io ero così.
Mi ricordi me ma poi con lui sono cambiata. “
Lei no.
Lei ti avrebbe fissata dritta negli occhi, sicura, quasi da farti paura e avrebbe scandito la sua verità.
“ Non sono cambiata. Sono sempre io.
Ma senza nuove ferite. “
Avrebbe detto questo se quel rapporto fosse durato o finito nel rispetto.
Nessuna parola l'avrebbe mai fatta addormentare bene alla notte.
Nessun saluto sarebbe potuto essere un semplice saluto, per lei ci sarebbe stato anche il rischio di un addio in quei " ci vediamo ".
Perché le era accaduto così.
Erano accadute tante cose a quella persona lì.
Era quel tipo di donna che accanto ad un uomo avresti visto come un " io" e non " noi"
Non avresti mai potuto definirla fidanzata, piuttosto l'avresti accostata ad un sentimento.
Non avresti potuto dire “ è la sua donna “ , ma avresti sempre pronunciato il suo nome.

Si era salvata da sola, a modo suo.

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Non è che lei ora ci credeva solo perché lui era un po' diverso dagli altri. Solo che era innegabile , seppur sulla difensiva, lo guardasse con meno sospetto. Si guardava intorno, pronta e attenta. Forse più che una donna ricordava un animale selvatico. Ma quelle come lei, erano fatte di mondi da...
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