In questa casa perfetta si litiga per cose assurde.

28 marzo 2013 ore 01:04 segnala
In questa casa perfetta si litiga per cose assurde.
Ogni giorno ci si grida l'odio addosso per una tapparella che è restata a metà, per un granello di polvere, per aver sporcato una mensola con del caffè.
Si sentono frasi come “ devi andare via da questa casa “ o " non combinerai mai nulla nella tua vita " se il pacco della farina non è stato aperto bene.
Ci si insulta, ci si dice cattiverie, ci si sminuisce.
Da così tanti anni che non me ne ricordo più.
Si cambiano serrature di casa.
Ne ho viste così tante.
Ne ho sentite troppe che ora mi scivolano addosso.
Quante volte mi sono trovata in mezzo a gente che abbracciava i propri genitori, nei ritorni dai viaggi, nelle situazione difficili, mentre io invece ero lì che guardavo da sola.
E questo mondo, questo paese non mi aiuta di certo ad avere un indipendenza per fuggire via,
alcune volte non vedo nessuna speranza.
A volte più che difficile, mi sembra impossibile.
Però io so una cosa,
non vorrò mai essere come lei, come loro.
Ho un chiaro confine tra cattiveria e presa in giro. E io userò sempre la presa in giro, il sarcasmo che forse non verrà capito ma non mi spingerò mai oltre.
So solo che i miei problemi non saranno mai le pulizie di casa,
ma chiedermi se sono felice.
Lascerò disfatto il letto, lo rifarò pochissime volte, quando avrò la possibilità.
Non pulirò subito i piatti, alle volte, farò quello che qui viene considerato una follia.
Pulirli alla mattina.
Se ci sarà un evento, un concerto, un film che vorrò assolutamente vedere, la mia priorità sarà quella e non di certo sistemare.
Non alzerò mai il tono di voce come accade è accaduto con me,
quando sentirò che perderò il controllo, andrò piuttosto a piangere.
Non mi spingerò su quella soglia, su quella dove certe cose non vanno dette e non si sistemano con le scuse.
Alcune cose si rompono e rimangono rotte.
Non resterò con un uomo che non amo, solo perché sarò arrivata a quarantanni e avrò paura.
Sarei molto più terrorizzata dal fatto di sprecare l'altra metà della mia vita con qualcuno che non desidero più.
Voglio conti separati.
Perché qui, ogni volta che si litiga si parla di soldi.
Ognuno dovrà avere la propria indipendenza nel mio futuro.
Vorrei fare discussioni al mio livello, e non discutere perché si è formato il calcare nella doccia.
Sono molto più di questo, so parlare di cose molto più intelligenti, dannazione.
Vorrei che quando si litigherà, ci si ecciterà dando risposte talmente argute e affascinanti che si finirà per fare l'amore , e non parlarsi più per giorni per poi scoppiare a gridare.
Loro lavorano otto ore ma in realtà molto di più, perché parlano anche di quello quando sono a casa dato che non sanno più di cosa parlare.
Non so chi avrò accanto, ma piuttosto, mi inventerò cose nuove da fare, di cui parlare, leggerò libri , guarderò film per parlare di essi, non dei colleghi che non sopporto con la persona che adoro.
Non saranno l'argomento principale.
Sarò sempre circondata da quei tre amici, e quando verranno a casa non starò attenta se il loro capotto sarà posato sul divano al posto di stare sull'attaccapanni.

Quando avrò la normalità,
nessuno capirà mai quanto per me sarà qualcosa di speciale.

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In questa casa perfetta si litiga per cose assurde. Ogni giorno ci si grida l'odio addosso per una tapparella che è restata a metà, per un granello di polvere, per aver sporcato una mensola con del caffè. Si sentono frasi come “ devi andare via da questa casa “ o " non combinerai mai nulla nella...
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Mi stava portando a casa, era tardi e pioveva.

25 marzo 2013 ore 15:33 segnala
Mi stava portando a casa, era tardi e pioveva.
In macchina si crea sempre qualche momento di silenzio dove mi rattristo sempre un po'.
Questa volta un pochino di più.
Non per il silenzio dico, quello mi piace, perché trovarsi a proprio agio con una persona senza dover continuamente parlare è più unico che raro.
Non ero triste per le solite cose, per le mie ansie , per il mio timore che quella volta sarebbe stata l'ultima volta.
Forse era perché come sottofondo musicale c'erano i Katatonia ed è sempre un po' impossibile non rattristarsi.
Forse perché quel gruppo e quella canzone fu una di quelle che ascoltai con il primo amore.
Forse perché quando alzai un po' gli occhi un cartello indicava la direzione di quel posto in cui andai per un anno, in cui feci l'amore per la prima volta, in cui amai, in cui quando nevicò mi innamorai di lui.
Fu il mio per sempre.
Quindi è stato così strano ripercorrere lo stesso tragitto di cinque anni fa, con la stessa canzone di sottofondo, ma con un uomo diverso.
Ma non ero triste perché mi son ricordata di quel lontano uomo del passato.
Dopo di lui fu diverso. Quando ci speri così tanto e va male, non ci speri più come prima.
Incominci a vivere quello che provi in tempo reale.
Ed è anche meglio.
Su lui non faccio progetti, non ho un termine e non credo.
Eppure sto così bene.
Al contrario di quel tempo in cui erano più le volte in cui mi arrabbiavo che quelle in cui ridevo.
Non mi sono rattristata quindi per nostalgia.
Non ho pensato di rivolerlo come ho sempre fatto in questi anni con accanto qualcuno di diverso.
Questa volta ho guardato il suo profilo e ho pensato “ menomale che andò così. “
Menomale che quel giorno quell'uomo che amavo mi lasciò.
Menomale che io ebbi la forza di allontanarmi.
Menomale che capitai in storie scombinate per capire cosa volevo.

Mi sono rattristata perchè non pensavo che un giorno avrei mai potuto pensarlo.
Di pensare che quella ferita, quella del primo amore, sarebbe diventata un bacio per qualcun altro e non un paragone.
Mi sono sentita come un fantasma che lasciava il luogo che infestava.


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Mi stava portando a casa, era tardi e pioveva. In macchina si crea sempre qualche momento di silenzio dove mi rattristo sempre un po'. Questa volta un pochino di più. Non per il silenzio dico, quello mi piace, perché trovarsi a proprio agio con una persona senza dover continuamente parlare è più...
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Tu non mi mancherai mai, nemmeno un po'.

15 marzo 2013 ore 01:49 segnala
Tu non mi mancherai mai, nemmeno un po'.
Non mi mancheranno le tue risate stupide, le tue battute senza senso, ma soprattutto non mi mancheranno le tue bugie.
Non mi manca il senso di terrore che avevo sapendoti invaghito di un 'altra e tu che mi davi della paranoica,
in realtà avresti solo dovuto dirmi che avevo ragione e lasciarmi lì.
Non ho mai rincorso nessuno, non accadrà in questa vita.
Il punto è che non sono una di quelle persone che spingi via, perché io non insisto ,
non faccio gesti folli,
non dedico canzoni,
dopo che mi dici che vuoi andartene io resto immobile.
Per questo, pugnalare me, mentirmi, non ha senso.
Non sono perfetta, mi arrabbio , mi chiudo nel silenzio, cerco di non dare fastidio a nessuno ma sono leale fino alla fine, in tutti i sentimenti.
Se ti devo fare male te ne farò tanto, guardandoti in faccia ma mai alle spalle, per questo a me non manca una persona come te, perché tu pugnali alle spalle, tu cerchi di non fare andare via raccontando qualcosa di triste.
Non mi manca logorarmi sui miei sospetti.
Non mi mancano i tuoi messaggi.
Non mi mancano le tue risposte, le tue risposte che troncavano ogni discorso serio.
Non mi mancano i tuoi sogni, i tuoi baci, i tuoi occhi, niente, ci credi che di te non mi manca niente ?
Niente, come quello che siamo stati io e te.




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Tu non mi mancherai mai, nemmeno un po'. Non mi mancheranno le tue risate stupide, le tue battute senza senso, ma soprattutto non mi mancheranno le tue bugie. Non mi manca il senso di terrore che avevo sapendoti invaghito di un 'altra e tu che mi davi della paranoica, in realtà avresti solo dovuto...
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Fighter

19 febbraio 2013 ore 01:51 segnala
Ho capito di essere fortissima quando ho saputo restare da sola.
In due, mi indebolisco.
Per questo accanto a me vorrò sempre persone con una vita, e non che prendono vita solo accanto ad una persona.
Ho capito di essere forte quando ho detto :
“ Questo non ti va bene ? Perfetto. Trovati un 'altra che stia ai tuoi comodi “ ed ero comunque innamorata, ma stanca.
Anche gli innamorati si stancano.
Oppure quella volta che in macchina lui mi ha detto , anzi, quasi minacciato di lasciarmi se avessi continuato con quei piagnistei.
E io non ho chiesto di scusarmi, non ho detto che avrei smesso.
Ho chiesto se poteva accostarsi che sarei scesa dalla macchina e che a casa ci sarei arrivata da sola, anche se eravamo in autostrada.
Mi amo, per tanti piccoli motivi.
Mi sono amata quando ho dato un punto a quella relazione così triste, quando il sesso era diventato noioso, ed era solo per passare una serata, per dimostrare a me stessa che potevo essere desiderata da chi volevo quando lo dicevo io.
Non ho più bisogno di fare aumentare la mia autostima con un uomo, mi basta uno specchio, mi basta leggermi, mi basta sentirmi parlare.
Oppure ho capito di essere forte quando ho mantenuto quella mia promessa.
“ Se anche oggi si dimentica quel maledetto sms che ha giurato di mandarmi, io mando tutto al diavolo “
Lui si è dimenticato. Io l'ho lasciato.
Lui è ritornato dandomi della pazza, non capendo che quella era solo una delle tante mancanze.
Le carezze, i come stai, i complimenti, le cene, le risate.
Ricordatelo, una persona innamorata non è uno zerbino.
Sono stata forte quando dopo aver scoperto un tradimento, quella stessa sera ero bella, bellissima, con un vestito e i tacchi a prendere una pizza con la mia amica.
Sono forte perché ho un sogno, ed è realizzabile solo da sola non ha nulla a che vedere con il desiderare una famiglia, quella è la normalità, io voglio di più.
Sono forte perché so quando è il momento di andarmene.
Sono forte perchè sono la donna con cui combatteresti schiena contro schiena e non quella che devi proteggere.
Sono forte anche se piango spesso e vado in panico, perchè il giorno dopo mi vedrai sempre con il viso asciutto e con la battuta pronta.
Sono forte perchè anche se ho qualche kg in più, non smetto di prendermi cura di me.
Sono forte , anche se la persona che mi dovrebbe amare più al mondo mi detesta, io vado avanti anche senza quell'amore scontato.

Certo, alle volte tutto questo mi sfuggirà di mente.
Ma alle volte lo so,
lo so che sono fortissima.


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Ho capito di essere fortissima quando ho saputo restare da sola. In due, mi indebolisco. Per questo accanto a me vorrò sempre persone con una vita, e non che prendono vita solo accanto ad una persona. Ho capito di essere forte quando ho detto : “ Questo non ti va bene ? Perfetto. Trovati un...
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Ti ho scelto perchè....

18 febbraio 2013 ore 12:33 segnala
Ti ho scelto.
Ti ho scelto la terza sera quando mi sono accorta che il tempo con te scorreva diversamente, quando quattro ore con te, mi sono sembrate dieci minuti.
Ma in realtà un po' ti avevo già scelto qualche mese prima,
solo tramite quei messaggi virtuali,
quando ancora non conoscevo il tuo corpo, le tue espressioni, la tua voce e il tuo profumo ma solo le parole che scrivevi.
Ti ho scelto per l'ironia e l'autoironia che possiedi. Perché sai ridere degli altri ma anche di te stesso.
Ti ho scelto per quelle cattiverie che rivolgi alle persone.
Non avrei mai potuto volere qualcuno che adora tutti, mai altrimenti avrebbe potuto comprendere quanto a mia volta posso voler bene detestando la maggior parte della gente.
Ti ho scelto quando hai provato a discutere con me per mettermi alla prova, e mi hai risposto in modo arguto.
Ho adorato quella discussione in macchina mentre parlavamo del perché ad una donna non si dovrebbe mai chiedere il peso, l'ho adorata perché anche se eravamo di due pareri diversi mi veniva comunque voglia di morderti e baciarti.
Ti ho scelto perché quando mi raccontasti quell'episodio triste che capitò nella tua città , mi si strinse il cuore e quando ti dissi che mi dispiaceva mi rispondesti con una dignità incredibile.
Ti ho scelto perché anche quando avresti voluto baciarmi sulle labbra mi baciasti sulla gota per timore di essere rifiutato.
Sì, ti ho scelto anche per questo. Perché al contrario di molti non hai avuto la presunzione di pensare di piacere da subito.
Ti ho scelto perché usi la parola “ giacché “.
Ti ho scelto perché hai avuto il coraggio di interrompere una relazione di anni alla tua età, quando la maggior parte le persone della tua età decidono invece di adagiarsi anche senza essere felici.
E tu non sai quanto ti ammiro per questo.
Ti ho scelto perché non hai paura di rimanere solo, perché ami un sacco di cose che non siano necessariamente persone.
Ti ho scelto perché sai andare anche da solo ad un concerto se non trovi qualcuno a cui piaccia quel gruppo.
Ti ho scelto perché hai dedicato la tua tesi di laurea alla tua famiglia, perché in tutti quei calcoli freddi, c'era quella dedica bellissima che riscaldava persino quella matematica a me incomprensibile.
Ti ho scelto perchè ami i gatti e il sushi.
Ti ho scelto perchè a tua volta scegli.


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Ti ho scelto. Ti ho scelto la terza sera quando mi sono accorta che il tempo con te scorreva diversamente, quando quattro ore con te, mi sono sembrate dieci minuti. Ma in realtà un po' ti avevo già scelto qualche mese prima, solo tramite quei messaggi virtuali, quando ancora non conoscevo il tuo...
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Amore.

31 gennaio 2013 ore 01:38 segnala
Amore mio.
Amore mio, eri bellissima.
Quasi tredici anni fa mi dissero “ ti abbiamo preso un gatto. “ e io risposi “ spero non sia grigio. “
E invece eri tutta grigia. Un magnifico certosino.
Non fui molto felice, detestavo il grigio. Il giorno dopo venni a prenderti non troppo entusiasta.
Aprirono la porta del garage , e io rimasi un po' indietro. Non uscisti e allora mi feci avanti io, appena misi piede lì dentro mi corsi incontro.
Mi hai scelto, non sono io stata a scegliere te. E mi innamorai.
Mi innamorai immediatamente dei tuoi occhi verdi, delle tue orecchie grosse, e quel muso buffo e paffuto.
Eri mia. Eri il mio gatto l'ho capito subito.
La prima volta che ti lasciai sola incominciasti a piangere e allora ti ripresi subito con me , da quel momento capii che non era vero quello che si diceva sui gatti, scostanti e freddi, perché tu emanavi calore.
Dormisti sempre con me da quel giorno. Ci siamo divise sempre il letto, anche quando da matrimoniale diventò singolo.
E tu non stavi al lato del letto, tu dormivi appoggiata sul mio cuscino.
Mi hai anche svegliata spesso per quanto russavi. E poi avevi anche il coraggio di spingermi via con le zampine per avere più spazio.
Quante volte mi hai svegliata,
annusandomi l'occhio chiuso e ti mugolavo “ Birba dai...fai il gatto serio “
Mi facevi la pasta sul fianco, facendomi svegliare con una risata.
Sei stata la mia luce, amore mio.
Amore mio mi manchi.
Eri la mia ombra, andavamo anche in bagno insieme.
Attentavi alla mia vita facendomi le fusa mentre camminavo. Mi passavi davanti allo schermo mentre scrivevo, e io poggiavo il mento sulla tua schiena.
Eri una gattona massiccia. E a volte ti mordevo leggermente la coscia.
E tu restavi lì a sopportare tutto.
Tu davi fastidio a me, io davo fastidio a te. Era questo il nostro rapporto.
Non potevamo lasciarci sole. A volte tu mi rincorrevi facendomi gli agguati e io ti correvo a mia volta dietro, gridando, mentre tu ti lanciavi in una finta e folle fuga, dalla tua padrona mezza pazza.
Abbiamo giocato tantissimo insieme.
Non ho nessun rimpianto, perché so che tutto quello che mi potevi dare l'ho preso.
Non ho mai avuto nessuno che mi aspettava a casa, non ho mai avuto un “ ciao “ o un “ bentornata “ da mia madre, ma c'eri tu.
C'eri tu e mi bastava. Tu mi aspettavi sempre sulla soglia con quel “ miao “ strano.
Nessuno mi ha mai abbracciato in quegli anni, nessun essere umano per quel che io ricordi.
Tu invece sì, ti mettevi sul mio petto e allargavi le zampe e mo' di abbraccio al collo.
E poi mi ricordo come mi facevi impazzire quando non ti si trovava più e mentre ti chiamavo e tu sonnecchiavi nel mio armadio, oppure ancora dietro ad una porta, e quando ti trovavo ti dicevo “ no no, ma stai qui ferma, eh. “
Mi manchi. Mi manca tutto.
Mi manca perfino alzarmi alla notte e maledirti perché dovevo cogliere le tue palle di pelo rimesse.
Mi manca sgridarti quando con quella lettiera andavi a grattare avanti ore.
Mi mancano i tuoi occhi dolci. Il tuo nasino umido. La tua zampina. Il tuo amore.
Se ora so fare qualche carezza, se ora so pensare che intorno a me ci sono altre forme di vita, è stato solo grazie a questo piccolo tesoro.
E' stata la mia cura.
E' stata la mia ancora per non andare nel baratro.

E poi ti sei spenta, giorno per giorno.
E anche in questa ultima fase mi hai dato l'ultima lezione di vita.
Morire con dignità.
Ti sei lasciata andare ma non subito, mi hai aspettata.
Hai aspettato che lo accettassi, ho passato le notti a piangere accanto a te, in quell'angolo in cui ti eri messa.
Me lo dicevi con gli occhi “ Devo andare, devo andare. “
Ma io ho provato a far di tutto, e allora tu hai combattuto allo stremo delle forze, per me.
Quando siamo andati dal veterinario ha detto “ Questo gatto è vivo per miracolo e sta soffrendo un sacco. Non so come sia riuscita a resistere così tanto. “
E io ti ho guardato spaventata. Era per me.
L'hai fatto per quella padrona fragile ed egoista, tu ti saresti lasciata morire molto prima in realtà.
Ti ho baciato sulla testolina e ho detto “ Puoi andare amore, ti lascio andare. Io me la caverò. Grazie. “
Ti ho avvolto nella tua copertina preferita, e tu ti sei nascosta nell'incavo della mio braccio e fianco.
Durante quella puntura ho continuato a darti tantissimi baci.
E quando non respiravi più ho continuato. Ho continuato anche dopo la fine a darti tutte quelle carezze che adoravi.
Ti ho fatto i tuoi grattini preferiti.
“ Sei stata magnifica. “ ti ho sussurrato.

Sei stata la mia guardiana.
Hai protetto me e il mio cuore.
Eri la parte più bella di me.

Ti amo. Ti amo. Ti amerò sempre.


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Amore mio. Amore mio, eri bellissima. Quasi tredici anni fa mi dissero “ ti abbiamo preso un gatto. “ e io risposi “ spero non sia grigio. “ E invece eri tutta grigia. Un magnifico certosino. Non fui molto felice, detestavo il grigio. Il giorno dopo venni a prenderti non troppo...
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Non ti chiedo..

26 gennaio 2013 ore 21:39 segnala
Non ti chiedo la relazione della mia vita, viaggi, o più di due giorni insieme. Non ti chiedo di esserci, non ti chiedo cosa siamo, non m'interessa, siamo talmente vari che un solo termine non renderebbe,
non ti chiedo promesse, di parlarmi al futuro, non ti chiedo nulla , ma...

Io spero che....

Spero che non ti stuferai mai spiegarmi le cose che non so,
e che non sarai mai saccente con me, ma che anzi, riderai un po' di quella mia arroganza quando faccio finta di sapere le cose, dopo che me le hai dette.
Spero che alla sera sopporterai quel mio essere distante, quel mio girarmi di spalle dopo il sesso, ma che altrettanto sopporterai quel mio essere appiccicosa , quasi noiosa alla mattina.
Spero che non alzerai gli occhi al cielo quando ti parlerò per l'ennesima volta di che colore vorrò farmi i capelli, ma che anzi, mi consiglierai.
Spero che non mi vedrai mai come una persona vuota e che vorrai sapere di me, che vorrai risentirlo, come se fossi una storia da rileggere più volte.
Spero che mi lascerai sempre i miei spazi, che mi lascerai riflettere da sola, senza mai offenderti e sentirti in più.
Perché io adoro stare sola ma sapendo che potrei chiamarti.
Spero però che tu non sparisca da un momento all'altro e che quando vorrai andartene saprai dirmi la verità.
Non so se riuscirei ad affrontare altre bugie,
il “ non mi piaci più “, sì invece.
Perché capita, succede in questa vita un giorno di svegliarsi e dirsi: “ non è lei. “
Capita di sentirsi due sconosciuti.
E spero che tu quel giorno non abbia paura di guardarmi e dirmelo.
Vorrà dire che mi hai rispettata.
Non rendere tutto falso, non anche tu.
Spero che ci sarà sempre la colazione dopo una notte.
Spero che riusciremo a ridere anche in un discorso triste.
Spero che continuerai a leggere quello che scrivo, anche se un giorno non parlerò più di te, spero che mi cercherai in una libreria per dimostrarmi che nel mio sogno ci credevi davvero.
Spero che continuerai ad incoraggiarmi anche quando ti sembrerò fortissima.
Spero che quando sbaglierò me lo farai notare con il giusto tono, spero che non ti metterai mai da parte, combatti contro di me se sarà necessario.
I miei ventiquattro anni prima o poi si faranno sentire tutti, tu cerca di non pensarmi come un' immatura ma piuttosto che qualche sbaglio devo ancora farlo.
Spero che quando non sarà più tutto nuovo, faremo comunque quel sesso delle prime volte.
Spero che troverai sempre un po' adorabile il mio essere un po' svampita,
spero che mi prenderai in giro scherzosamente quando ci sfidiamo e che non sarai mai troppo serio,
perché adoro ridere e far ridere.
Spero che ci diremo il motivo quando saremo arrabbiati , perché da quello che so, il silenzio non risolve mai nulla.
Spero che tu sappia chiedere scusa quando verrà il momento e altrettanto spero che tu possa accettare le mie invece di scuse. Anche se non sono molto brava.
Spero che ti mostrerai entusiasta quando ti proporrò qualcosa di nuovo.
Spero che non mi considererai monotona se qualche sera vorrò vedere un film.
Spero che non ti scoccerai quando ti racconterò di qualche mio amore passato. Stanno comunque svanendo.
Spero che tu sarai ancora lì, quando ti riterrò degno di fiducia, quando il mio rancore verso gli uomini sarà indirizzato solo verso quelli giusti.
Spero sarai paziente, forte, pieno di vita, come lo sei ora.



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Non ti chiedo la relazione della mia vita, viaggi, o più di due giorni insieme. Non ti chiedo di esserci, non ti chiedo cosa siamo, non m'interessa, siamo talmente vari che un solo termine non renderebbe, non ti chiedo promesse, di parlarmi al futuro, non ti chiedo nulla , ma... Io spero...
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Ho capito che ...

23 gennaio 2013 ore 03:18 segnala
Ho capito che qualche volta mi manca.
Mi manca la sua battuta, il suo modo di essere seria, il suo modo di vedere la situazione.
Perché sì, da fuori , da tutto ciò che non le riguardava era lucida.
E per me avere persone del genere è una gran fortuna, io sono emotiva , mi lascio andare a grandi tristezze o a grandi felicità. Passo dai silenzi alle urla.
Lei era molto più lineare di me.
Sì, alcune cose di lei mi mancano ora che ci penso.
Ma altre proprie per niente.
Non mi manca dire come sto a qualcuno tutti i giorni.
Lo so, è strano , ma non ho mai amato sentire con più frequenza ogni giorno una persona, ho bisogno di me, ho bisogno di risolvere prima tutto da sola, e poi parlare.
Sono una di quelle che si avvicina e non fa avvicinare.
Se si supera quel passo in più divento indifferente.
Ma sapevo che ogni messaggio che mi mandavi lo facevi con un gran bene e allora l'ho lasciato fare solo a te , e l'ho anche apprezzato alcune volte.
All'apparenza quella più fredda sembravi te, con quegli occhi gelidi, con la corporatura dritta, e non io, con un aspetto che inganna, e invece tu sei più viva di me.
Tu ci credi. Tu ci speri. Tu riesci a parlare al futuro.
Forse è questo che mi ha fatto arrabbiare di più.
Che per un anno hai detto tutto l'opposto, poi l'hai conosciuto e mi sei sembrata diversa.
Mi hai mentito per essere mia amica, per darti un tono, o perché credevi nelle tue stesse bugie ?
Il mio freddo è incominciato da lì, il mio “ tutto bene grazie “ al “ come va ? “ , è iniziato quando ho incominciato a farmi queste domande.
Avrei preferito che tu mi parlassi con i sentimenti,
dicendomi che ci speravi ancora, che non vedevi l'ora di incontrare qualcuno per volere una storia seria, che ti facesse dimenticare un po' il tuo dolore.
L'avrei preferito. Mi sarei sentita meno presa in giro.
Non sono contenta quando le persone la pensano come me, non sono contenta quando l'amore viene razionalizzato, nessuno dovrebbe farlo, nessuno dovrebbe essere così triste e reale, ma questo è il mio modo di affrontarlo non il tuo.
Non avevi bisogno di dirmi qualcosa che non pensavi, solo perché suonava orgoglioso e fiero.
Se tu mi avessi detto che ti mancava l'amore io ti avrei abbracciata, o che volevi una famiglia, avrei capito.
Avrei capito perché immagino che sia stato difficile riprendersi da quello da cui ti sei ripresa tu e che desideravi delle sicurezze.
Io sapevo che eri forte, anche se ci fosse stata in te più dolcezza non ti avrei derisa.
C'erano tante differenze tra noi, e forse non sono riuscita a superare l'ultima.
Abituarmi che con te c'era un ragazzo che non mi piaceva, e allora ho fatto la cosa che faccio sempre.
Mi allontano.
Mi allontano per non diventare la ruota di scorta, la seconda scelta, la cattiva, il terzo incomodo.
E quando mi hai detto che un giorno potevamo andare a vedere le sue partite, ho capito che lo sarei diventata, ho capito che anche tu eri una di quelle donne.
Il resto, quello che è avvenuto dopo è un macello.

Poi però mi hai cercato.
Mi leggi ancora. Cerchi di sapere di me, di come sto, come sta andando a casa.
Perché lo sai, ogni settimana me ne capita una.
Mi manca il tuo modo di essere pacata contro alla mia esaltazione, si accostavano così bene.
Mi manca dirti qualcosa. Di raccontare. Di sapere.
Mi mancano Ozzy e Penny, i tuoi gatti. Le cene da portar via dal cinese.
Mi manca metterti un po' di trucco che detesti.
Mi manca farti sentire le canzoni dance dato che so che le odi.
Mi mancano i nostri appuntamenti al volo, “ oh, tra venti minuti sono lì ! “ .


Eppure ho paura,
ho paura che siano più le cose che non mi mancano che quelle che mi mancano.
Anche se io spero,
che nel momento in cui ti vedrò, mi dirò " mi sono sbagliata, che fortuna, che fortuna. "

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Ho capito che qualche volta mi manca. Mi manca la sua battuta, il suo modo di essere seria, il suo modo di vedere la situazione. Perché sì, da fuori , da tutto ciò che non le riguardava era lucida. E per me avere persone del genere è una gran fortuna, io sono emotiva , mi lascio andare a grandi...
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L'ispirazione quando sono già 20 minuti in ritardo, NO!

17 gennaio 2013 ore 12:47 segnala
Per me non era l'amore il sentimento più importante tra le persone.
Tutti che ne facevano il loro re, per me l'amore era ben altro, alla stregua di un servo.
C'era sempre, anche senza un uomo.
C'era nelle cose che adoravo svolgere per conto mio e che mi facevano sentire viva, per questo forse non ho mai sentito la mancanza di questo sentimento che tutti agognavano.
Il sentimento più importante tra tutti per me era solo uno.
Il rispetto.
Perché di gente che mi voleva bene e addirittura amato ne ho incontrata, ma mancava il rispetto.
“ Ho fatto questo, però ti amo “
“ Ti ho detto questo, però ti amo. “
“ Ho sbagliato, però ti amo. “
L'amore tra le persone era una specie di jolly . Una grandissima paraculata.
Era molto più facile amare, dire frasi dolci , che rispettare una persona.
Era finito il tempo di crederci, ammesso che ci fosse mai stato.
Era finito il tempo della frasi carine, volevo guardare negli occhi e discutere seria.
Era finito il tempo delle melodie ed era iniziato quello dei tamburi.

Io l'amore l'ho,
l'ho sempre, anche senza nessuno.
L'essere rispettata,
guardarmi e raccontarmi la verità,
dirmi le cose come stavano,
è quello che mi è sempre mancato.
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Per me non era l'amore il sentimento più importante tra le persone. Tutti che ne facevano il loro re, per me l'amore era ben altro, alla stregua di un servo. C'era sempre, anche senza un uomo. C'era nelle cose che adoravo svolgere per conto mio e che mi facevano sentire viva, per questo forse non...
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17/01/2013 12:47:45
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Cara...

15 gennaio 2013 ore 02:52 segnala
Cara, si fa per dire, Madre,
oggi come al solito mi hai dato conferma che siamo due sconosciute,
ritrovate per qualche ignoto motivo con un legame di sangue,
che non sento mio.
Mi hai detto, senza nessun nesso, che a me non sarebbe piaciuto studiare.
Che si vede, si vede che sono una persona poco intelligente,
e che nella mia vita anche con un diploma avrei fatto ben poco.
Insieme alla pasta che stavo mangiando ho buttato giù anche questo boccone amaro.
Non ho più voglia di gridarti contro.
Ti lascio parlare da anni.
Non mi arrabbio più.
Sei una di quelle persone che chiederebbe di non urlare a qualcuno con una gamba rotta.
Tu sei fatta così, sei stupida.
Siccome hai pensato che nemmeno a te piacesse troppo la scuola, allora nemmeno a me.
Ma tu non puoi sapere la mia rabbia mentre leggo un libro e dentro ci sono fatti storici che non conosco.
Tu non sai , che se morissi in questo momento, il mio pensiero sarebbe : “ non so nemmeno una lingua straniera. “
Tu non sai come mi scoccia quando sbaglio un congiuntivo in uno scritto.
Ma tu non sai che scrivo.
Non sapevi nemmeno che per un anno ho lavorato in un call center.
Non sapevi che mentre tu ti lamentavi dei tuoi colleghi, i miei mi adoravano, che uno di loro un giorno mi disse che era così naturale volermi bene. Che chissà tra una decina di anni che gran donna sarei diventata. Per poco non scoppiai a piangere.
Ha detto tutto quello in pochi minuti, quando tu non riuscirai a dirmelo in una vita.
Non sai che ho fatto l'amore un po' tardi, a vent'anni,
sei ancora convinta che sono una persona poca seria dall'età dei sedici anni.
Quando io a quell'età stavo solo cercando di rimanere viva, anche quando tu cercavi in tutti i modi di farmi seppellire da sola.
Me lo ricordo quando mi portasti da una psicologa e dicesti “ mia figlia è grassa, potrebbe curarla ? “
ma quello che mi ferì di più, fu che quell'adulta ti diede retta, non accorgendosi che il problema non era il cibo, ma eri tu.
Quello che so è che non mi guarì e che ora non mi piacerò mai abbastanza.
Per fortuna all'epoca incominciai a leggere.
Mi aiutò tanto. Scrittori e scrittrici , mi furono accanto comprendendomi come nessuno fece mai
Quando il mio primo amore mi lasciò, comprai “ c'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo “, e al contrario di te, madre, cara madre, che dalla mia porta chiusa mi urlavi che nessuno mi avrebbe mai voluto perché stupida e brutta, quel libro mi fece fare una gran sospiro e mi fece comprendere che ad ogni tipo di amore distrutto si poteva sopravvivere.
Ancora oggi mi aiuta.
E ho incominciato a bastarmi da sola.
Tu pensa,
mi piace quando gli altri raccontano della propria madre con un mezzo sorriso,
con l'amore negli occhi,
ascolto le loro storie come se fossero favole.
Se esistesse un'altra vita e in quella vita, dato che in questa mi circonderò di gatti , avessi un figlio e se per una terribile sorte tu fossi ancora mia madre, io non te lo lascerei sfiorare nemmeno con un dito.
Cara , si fa per dire, ricordatelo, non mi sei cara, Madre,
vorrei poter vedere la tua tristezza,
ma il tuo odio l'ha mangiata,
per questo forse io mi ricordo che alle volte ho bisogno di essere triste.
Ora non mi fai più male come prima,
ed è questa forse la cosa che ti ferisce di più.
Cara Madre,
la volta che riuscirò a trovare la mia indipendenza, ovunque sia,
più lontano possibile ,
lascerò tutto.
Vorrei scrivere un libro un giorno per potere salvare qualcuno, proprio come è accaduto a me,
ma tu non lo leggerai, a te non piace leggere, è una perdita di tempo , dici, ma spero che qualcuno venga a riferitelo.
Cara Madre non ti odio.
Davvero.
Solo che vorrei che tu non fossi stata mia madre, tutto qua.


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Cara, si fa per dire, Madre, oggi come al solito mi hai dato conferma che siamo due sconosciute, ritrovate per qualche ignoto motivo con un legame di sangue, che non sento mio. Mi hai detto, senza nessun nesso, che a me non sarebbe piaciuto studiare. Che si vede, si vede che sono una persona poco...
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15/01/2013 02:52:23
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