03/06/2022

03 giugno 2022 ore 18:45 segnala
Spesso le parole della disistima prendono il sopravvento: succede quando senti dentro di te una voce affilata come una lama che dice: «Non vado bene, non sono all’altezza...». È a questo punto che, cercando di combattere la disistima, commettiamo un errore, quello di dirci, magari davanti a uno specchio: «Guarda che tu vai bene, guarda che ce la puoi fare, oggi per te sarà una buona giornata, vedrai, vedrai che bella giornata sarà!».

Cerchiamo in questo modo di attivare un meccanismo di autoconvincimento: io mi devo convincere che sono forte, che ce la farò. È lo schema del “pensiero positivo”; guardati allo specchio al mattino quando ti svegli e prova a dirti: «Io vado bene, io sono forte, oggi ce la farò, supererò tutti i problemi!». Però subito ti accorgi che più ti dici che sei forte e vai bene, più dentro di te scatta automaticamente una voce che dice: «Non è vero». Tutte le volte che diventi artificiale, tutte le volte che ti dici come devi essere, qualcosa dentro di te si oppone.

Le parole della disistima sono legate al personaggio che credi di essere, che è un’illusione. Ma è un’illusione che ferisce, che colpisce, che punisce. Che non puoi scrollarti di dosso guardandoti allo specchio e dicendoti: «Io sono forte, io ce la farò». Non è quella la via. Ce la puoi fare soltanto se immagini che ci sia un altro regno.
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Spesso le parole della disistima prendono il sopravvento: succede quando senti dentro di te una voce affilata come una lama che dice: «Non vado bene, non sono all’altezza...». È a questo punto che, cercando di combattere la disistima, commettiamo un errore, quello di dirci, magari davanti a uno...
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03/06/2022 18:45:05
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