L'ODORE DI LORY di Giovanni de Martis

28 settembre 2021 ore 11:32 segnala
Ogni tanto amo rileggere pensieri e racconti belli fatti per me e non da me e questo racconto direi che è un regalo dal valore immenso, scritto da un uomo meraviglioso che non c'è più, amico discreto e segretamente innamorato . La sua mente e la sua intelligenza sovrastava tutto e anche lui come la gran parte di uomini che mi hanno affascinata era stranamente più giovane ma a quel tempo io avevo la mente ottusa per riuscire a comprendere l'importanza del cervello e non di un numero anagrafico

Il racconto breve
GIOVANNI DE MARTIS
A: lory

L'odore di Lory.

Bambole, pelouche, cuscini. Ricorderai la stanza. Ricorderai che sembrava un qualcosa che avvolgesse come una cosa morbida e impalpabile. Quando succede c'è sempre un momento in cui si rimane soli. Sono quei momenti che ti lasciano il tempo di farti delle domande. Ci sono anzitutto gli odori. C'è l'odore della donna che ti è stata a fianco. Ed ognuna lascia un odore differente. Alcune hanno come un odore di agrumi e sono quelle che si sono ascoltate mentre stavano insieme a te. Sono donne che attraversano la vita con invisibili scarpe dal tacco alto e amano sapere di essere. Essere, senza una qualche coscienza. Quando senti l'odore di agrumi finira' presto. Altre lasciano nella stanza un odore che assomiglia al pesco. Qualcosa di farinoso e dolce come una crema. Mentre respiri quel profumo di là, nel bagno, stanno pensando cosa stai pensando di loro, che raffronti avrai fatto, si vergognano non sanno bene di che. L'odore di pesco è l'odore delle donne che amano soffrire e sarà una storia che avrà lampi di felicità soltanto se ci saranno lacrime abbondanti e insicurezze da spargere sul tappeto.
Tutte le donne chi più, chi meno lasciano profumi dopo l'amore. Profumi che senti con la colonna sonora dell'acqua della doccia che scende. Non rimani a ripensare a quel particolare, a quel gesto, a quel gemito. Chiudi gli occhi e respira il profumo che ti ha lasciato. In fondo quel profumo è un piccolo strappo nella tela del futuro, una piccola apertura per capire l'anima di chi sta lavando via da sé il profumo che le hai lasciato.
In quella stanza piena di cose morbide il profumo di Lory sapeva di miele. Di quel miele che non è dolcissimo, che ha qualcosa di asprigno in fondo. Era un odore pieno di pensieri.
Tutto il morbido che c'era intorno era una parte di Lory che odorava di miele. Quelle bambole, quei pelouche. Se la respiravi e guardavi intorno capivi che Lory stava dicendo qualcosa. Sembrava che tutt'intorno fosse esplosa una specie di bolla piena di affetto e si fosse espansa, avesse trasbordato ogni limite. Quel pelouche lì comprato chissà dove era un momento in cui Lory si sentiva sola. Quell'altro di quel coloro più intenso doveva essere un momento in cui aveva voluto uno sguardo d'affetto che non era venuto.
L'odore del miele e tutte queste cose morbide intorno. Ti sforzi di capire quanto amore Lory deve aver distribuito sino a riempire la stanza, se stessa.
E ripensi a quelle stanze essenziali e leggermente spigolose dove vive la maggior parte della gente. Pensi a tutte le stanze che hai visto. Poi mentre senti che la doccia di là scorre chiudi gli occhi e ripiombi nella tua stanza. Pelouche, orsacchiotti. Quell'orsacchiotto che aveva il braccio scucito, marrone di pezza e un occhio strano che sembrava come un occhio con una cataratta. Il nero troppo circondato dal bianco diverso dall'altro. Anche l'orecchio era un po' malconcio. Che ci facevi ?
C'erano momenti di buio e la saracinesca era sempre con le stecche un po' aperte e la luce della notte entrava come sciabole dalle fessure. E si creava una penombra e tutte le cose assumevano forme strane e terribili. Quella giacca appoggiata alla sedia aveva la forma di un gatto cattivo e malizioso. Quel profilo dell'armadio era un gigante e quel comò certamente un orco ingobbito che si avvicinava.
Allunga la mano.
L'orsacchiotto scucito e con l'occhio strano non lo vedi nel buio ma lo tocchi e lo senti. E' morbido e ti fa sentire meno solo. Sta tra te e tutto questo mondo che vive nella penombra. Sentirlo vicino lo fa diventare un amuleto. Tiene gli occhi aperti per te e puoi dormire. Fino a domani quando la luce sarà più intensa e sentirai i passi di tua madre che viene ad alzare la saracinesca e a liberare le promesse di un giorno nuovo di zecca. Quel giorno che sembrerà non avere fine come tutti i giorni dei bambini.
Apri gli occhi. Cerchi una sigaretta. La fiamma brucia un po' di ossigeno intorno a te e segui questo fumo azzurrino che si distribuisce a caso a metà della stanza e ristagna. Il tabacco che brucia nasconde l'odore di miele di Lory e ti fa uscire dai ricordi . Ma poi, in fondo cosa c'è mai da ricordare? Che c'è stato un tempo in cui bastava il pelouche per non avere paura. Il tempo in cui i mostri arrivavano solo di notte e scomparivano all'alba. Un tempo in cui tutto aveva una promessa e le strade avevano sempre un angolo verso il quale correre e vedere cosa c'era dietro.
L'odore di miele del corpo di Lory sembra una promessa che ci sia ancora quel mondo. Anche se hai imparato che le strade vanno percorse piano, accostati alle mura delle case, un fianco coperto per soffrire meno. Anche se sai che le strade sono spesso piene di pioggia e sconnessioni e nessuno ti sorriderà incrociandoti sotto una pioggia fina che non ti lascia andare il cuore. Anche se lo sai perfettamente l'odore di miele di Lory sta lì.
Come una pellicola protettiva, come una carezza che non ti aspettavi, come una tazza di caffè che al mattino ti scalda e ti riavvia dopo i misteri del sogno. L'odore di Lory sta lì come qualcosa che ti difende e che ti dice "guarda, quanto amore che lascio intorno a me". E tu sai che sarebbe bello richiudere gli occhi e sentirla uscire e tenere gli occhi chiusi sino a che non si è distesa accanto a te. Fino a che quell'odore di miele diventa una mano che ti sposta i capelli.
Ma rimarrai con gli occhi aperti aspettando che la realtà e il suo odore di pioggia battente ti sveglino dai sogni. E poi te ne andrai tu che odori di nebbia e vivi tra una battuta e l'altra come nebbia tra la pioggia.
Le donne come Lory sono come dei porti che dopo tanto viaggiare non ti aspetti. Porti fragili da ricordare che è meglio non riempire di nebbia. Le donne che come Lory portano odore di miele sono piccole benedizioni tra la pioggia, non bisogna andarsene lasciando lacrime. Non lo meritano.
Accosti piano la porta e fuori già piove e non smetterà.
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Ogni tanto amo rileggere pensieri e racconti belli fatti per me e non da me e questo racconto direi che è un regalo dal valore immenso, scritto da un uomo meraviglioso che non c'è più, amico discreto e segretamente innamorato . La sua mente e la sua intelligenza sovrastava tutto e anche lui come la...
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