LA DONNA DI MIELE di prof.Giovanni De Martis

03 settembre 2020 ore 14:08 segnala
Ho già postato questo racconto ma lo voglio rimettere perchè è di una dolcezza infinita, racconta la nostra breve storia,io la donna di miele, lui la nebbia perchè era combattuto e aveva mille paure di approcciarsi nuovamente ad una donna dopo le tante delusioni ma il momento che aveva deciso per il si...... io non c'ero più.

LORY LA DONNA DI MIELE

La donna di miele aveva toccato con le dita in quel novembre una foglia piena di brina e se l’era avvicinata al cuore. Il cuore si sa è più caldo della brina ma la brina non si sciolse. Il cuore della donna di miele era freddo di molte amarezze che anni di ghiaccio le avevano regalato.
Quando lasciò cadere la foglia e s’avviò lungo il viale vide piano che la nebbia s’alzava. La nebbia del primo mattino sulla terra di novembre si alzava leggera e danzava sulla brina. Una nebbia creata dal primo sole che s’alzava sopra la brina e volava non come farebbe un gabbiano ma come un passero che non sale alto nel cielo ma rimane in quel confine che non è più terra e non è ancora cielo.
La donna di miele si fermò ed ebbe un ricordo. Il ricordo di una notte e di un mattino lontano nel tempo, il ricordo di una nebbia che parlava. Di una nebbia che mentre la notte avanzava trasformò le parole in baci e i baci in carezze e le carezze in desiderio e il desiderio in piacere.
Come fu e dove fu non le sembrò importante. Ma per un attimo il ricordo aprì una porta nel tempo, nelle impossibili varianti della vita. Una porta si aprì nella nebbia e la donna di miele non si stupì di vederla così aperta a mezz’aria. Le sembrò naturale attraversarla come fosse normale che una porta si aprisse in mezzo al nulla di un campo d’inverno.
Entrò dunque la donna di miele in quella porta magica fatta di nebbia.
E vide. Vide se stessa e l’uomo di nebbia addormentati in un abbraccio dopo una notte di abbracci. Il mattino faceva il suo ingresso nella stanza. Una fitta di dolore amaro a vedere quella luce colse la donna di miele. Allungò la mano verso la luce e toccò il sole e lo riportò indietro nel cielo finché non scomparve lasciando di nuovo il posto alla luna. Quel mattino in cui l’uomo di nebbia andò via nella pioggia non sorse mai. Ne sorse un altro al suo posto. Un mattino nel quale la donna di miele disse all’uomo di nebbia: “ancora” e l’uomo di nebbia guardò la pioggia che cadeva e disse “ancora”: Un mattino in cui la pioggia continuò a cadere leggera fuori da quella stanza straniera.
La donna di miele sorrise. Riuscì dalla porta di nebbia e ritornò nel campo. Guardò di nuovo la foglia che piena di brina. Da qualche parte nelle infinite pieghe del tempo una donna di miele e un uomo di nebbia cominciarono una vita tra e tante possibili vite che non si erano realizzate.
La donna di miele sorrise ancora. Riprese in mano la foglia di brina e se l’avvicinò al cuore. La brina si sciolse piano.
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Ho già postato questo racconto ma lo voglio rimettere perchè è di una dolcezza infinita, racconta la nostra breve storia,io la donna di miele, lui la nebbia perchè era combattuto e aveva mille paure di approcciarsi nuovamente ad una donna dopo le tante delusioni ma il momento che aveva deciso per...
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03/09/2020 14:08:04
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