Per non dimenticare!

23 maggio 2011 ore 22:23 segnala
Giovanni Falcone (Capaci, 23 maggio 1992) è stato un magistrato italiano, tra i padri della lotta alla mafia, ed è considerato un eroe italiano.
Paolo Emanuele Borsellino (Palermo 19 luglio 1992) fu un magistrato italiano, vittima di mafia.
Le frasi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, le più importanti, che ci permettono di ricordare ciò che è accaduto e ci impediscono di dimenticare!

“L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Altrimenti non è più coraggio, è incoscienza!”


Giovanni Falcone


“Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.”


Giovanni Falcone


“Il sospetto è l'anticamera della calunnia.”


Giovanni Falcone


“La mafia non è affatto invincibile; è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto, bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”


Giovanni Falcone


“Avete chiuso cinque bocche, ne avete aperte 50 milioni.”


Giovanni Falcone


“Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l'essenza della dignità umana.”


Giovanni Falcone


“In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.”


Giovanni Falcone


“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.”


Giovanni Falcone


“Il coraggioso muore una volta, il codardo cento volte al giorno.”


Giovanni Falcone


“Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla. Perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.”



“Siamo uomini morti che camminano.”


Paolo Borsellino


“Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me.”


Paolo Borsellino


“Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri.”


Paolo Borsellino


“L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c'è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati.”


Paolo Borsellino


CHE QUEL SORRISO VIVA PER SEMPRE! PER NON DIMENTICARE!!!!


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Giovanni Falcone (Capaci, 23 maggio 1992) è stato un magistrato italiano, tra i padri della lotta alla mafia, ed è considerato un eroe italiano. Paolo Emanuele Borsellino (Palermo 19 luglio 1992) fu...
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23/05/2011 22:23:55
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Commenti

  1. rerggi 24 maggio 2011 ore 03:24
  2. rerggi 24 maggio 2011 ore 03:33
    buonGiorno! mi son permessa di prelevare e fare un COPIA-INCOLLA di questo intervento per farti eco,... :cuore :rosa Grazie! un saluto da Reggi.
  3. rerggi 24 maggio 2011 ore 03:47
    MAFIA made in Italy
    rerggi
    29 ottobre 2010 ore 22.08 post elenco morti di mafia






    •Gaetano Guarino (16 maggio 1946), sindaco socialista di Favara (AG)

    •Marina Spinelli, viene uccisa per sbaglio il 16 maggio 1946 a Favara

    •Pino Camilleri (28 giugno 1946), sindaco socialista di Naro (AG)

    •Nicolò Azoti, segretario della Camera del lavoro di Baucina (PA) colpito dalla mafia il 21 dicembre 1946 e morto il 23 dicembre 1946

    •Accursio Miraglia (4 gennaio 1947), sindacalista, segretario della Camera confederale circondariale di Sciacca

    •Epifanio Li Puma (2 marzo 1948), sindacalista ed esponente del Partito Socialista Italiano, capolega della Federterra

    •Placido Rizzotto (10 marzo 1948), ex-partigiano, dirigente del Partito Socialista Italiano e segretario della Camera del Lavoro di Corleone

    •Calogero Cangelosi (2 aprile 1948), esponente del Partito Socialista Italiano e sindacalista, segretario della Camera del Lavoro di Camporeale

    •Strage di Portella della Ginestra: 11 morti e 56 feriti (1 maggio 1947), contadini celebranti la festa del lavoro. Dell'eccidio venne accusato il bandito Salvatore Giuliano ma in realtà i mandanti erano alti esponenti della Democrazia Cristiana e i grandi mafiosi latifondisti.
    •Giuseppe Biondo (22 ottobre 1948) Trapani.

    •Salvatore Carnevale (16 maggio 1955), sindacalista e militante del Partito Socialista Italiano di Sciara, in provincia di Palermo.

    •Giuseppe Spagnolo (13 agosto 1955), sindacalista e dirigente politico

    •Pasquale Almerico (25 marzo 1957), maestro elementare, sindaco di Camporeale e segretario della sezione locale della Democrazia Cristiana

    •Cataldo Tandoy (30 marzo 1960), ex capo della squadra mobile di Agrigento

    •Cosimo Cristina (5 maggio 1960), giornalista

    •Paolo Bongiorno (20 luglio 1960), sindacalista.

    •Strage di Ciaculli (30 giugno 1963): il tenente dei carabinieri Mario Malausa, i marescialli Silvio Corrao e Calogero Vaccaro, gli appuntati Eugenio AltomareMario Farbelli, il maresciallo dell'esercito Pasquale Nuccio e il soldato Giorgio Ciacci, uccisi dallo scoppio di un'autobomba abbandonata dai mafiosi in campagna. e
    •Carmelo Battaglia (24 marzo 1966), sindacalista e dirigente politico del Partito Socialista Italiano di Tusa, in provincia di Messina.

    •Mauro De Mauro (16 settembre 1970), giornalista.

    •Pietro Scaglione (5 maggio 1971), procuratore capo di Palermo.

    •Antonino Lo Russo (5 maggio 1971), autista di Pietro Scaglione.

    •Giovanni Spampinato (27 ottobre 1972), giornalista de "L'Ora" e de "L'Unità".

    •Gaetano Cappiello (2 luglio 1975), agente di pubblica sicurezza.

    •Giuseppe Russo (20 agosto 1977), tenente colonnello dei carabinieri.

    •Carlo Napolitano (21 novembre 1977), presunto guardiaspalle del boss di Riesi, Giuseppe di Cristina.

    •Giuseppe di Fede (21 novembre 1977), presunto guardiaspalle del boss di Riesi, Giuseppe di Cristina.

    •Peppino Impastato (9 maggio 1978), giovane attivista politico e speaker radiofonico di Cinisi, in provincia di Palermo.

    •Antonio Esposito Ferraioli (30 agosto 1978), cuoco.

    •Calogero Di Bona (28 agosto 1979), maresciallo ordinario in servizio presso la casa circondariale Ucciardone di Palermo.

    •Filadelfio Aparo (11 gennaio 1979), vice Brigadiere della squadra mobile di Palermo.

    •Mario Francese (26 gennaio 1979), giornalista.

    •Michele Reina (9 marzo 1979), segretario provinciale della Democrazia Cristiana.

    •Carmine Pecorelli (20 marzo 1979), giornalista.

    •Giorgio Ambrosoli (12 luglio 1979), avvocato milanese liquidatore della Banca Privata Italiana di Michele Sindona.

    •Boris Giuliano (21 luglio 1979), capo della squadra mobile di Palermo.

    •Cesare Terranova (25 settembre 1979), magistrato.

    •Lenin Mancuso (25 settembre 1979), maresciallo morto insieme a Cesare Terranova.

    •Piersanti Mattarella (6 gennaio 1980), presidente della Regione Siciliana.

    •Emanuele Basile (4 maggio 1980), capitano dei Carabinieri.

    •Giovanni Losardo, militante comunista, già sindaco di Cetraro e segretario capo presso la procura della Repubblica del Tribunale di Paola. Assassinato il 21 giugno 1980.

    •Gaetano Costa (6 agosto 1980), procuratore capo di Palermo.

    •Vito Lipari (12 agosto 1980), sindaco DC di Castelvetrano (TP).

    •Vito Jevolella (10 ottobre 1981), maresciallo dei carabinieri di Palermo

    •Sebastiano Bosio (6 novembre 1981), medico, docente universitario.

    •Pio La Torre (30 aprile 1982), segretario del PC siciliano.

    •Rosario Di Salvo (30 aprile 1982), autista e uomo di fiducia di Pio La Torre.

    •Gennaro Musella (3 maggio 1982), imprenditore.

    •Strage della circonvallazione (16 giugno 1982): Salvatore Raiti, Silvano Franzolin, Luigi Di Barca e Giuseppe Di Lavore, carabinieri, e Alfio Ferlito, boss di Catania, uccisi a colpi di fucile AK-47 dai killer del boss Nitto Santapaola, che mirava a prendere il posto di Ferlito.
    •Paolo Giaccone (11 agosto 1982), medico legale.

    •Strage di via Carini (3 settembre 1982): Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei Carabinieri e prefetto del capoluogo siciliano; Emanuela Setti Carraro, moglie di Carlo Alberto Dalla Chiesa, e Domenico Russo, agente di polizia, uccisi brutalmente mentre andavano a cena a Mondello.
    •Calogero Zucchetto (14 novembre 1982), agente di polizia della squadra mobile di Palermo.

    •Giangiacomo Ciaccio Montalto (26 gennaio 1983), magistrato di punta di Trapani.

    •Mario D'Aleo (13 giugno 1983), capitano dei carabinieri.

    •Pietro Morici (13 giugno 1983), carabiniere.

    •Giuseppe Bommarito (13 giugno 1983), carabiniere.

    •Bruno Caccia (26 giugno 1983), giudice.

    •Strage di via Pipitone Federico (29 luglio 1983): Rocco Chinnici, capo dell'ufficio istruzione del Tribunale di Palermo, Mario Trapassi, maresciallo dei carabinieri; Salvatore Bartolotta, carabiniere; Stefano Li Sacchi, portinaio di casa Chinnici, uccisi dallo scoppio di un'autobomba, che provocò anche gravi danni alla facciata del palazzo adiacente.
    •Salvatore Zangara (8 ottobre 1983), analista.

    •Giuseppe Fava, (5 gennaio 1984), giornalista.

    •Roberto Parisi (23 febbraio 1985), imprenditore e presidente del Palermo calcio, assieme al suo autista Giuseppe Mangano.

    •Piero Patti (28 febbraio 1985), imprenditore. Rimane ferita anche la figlia Gaia di nove anni.

    •Giuseppe Spada (14 giugno 1985), imprenditore.

    •Strage di Pizzolungo (2 aprile 1985): Barbara Asta, signora morta nell'attentato con autobomba contro il sostituto procuratore Carlo Palermo, salvatosi miracolosamente; morti anche i due figli gemelli di Barbara Asta.
    •Giuseppe Montana (28 luglio 1985), funzionario della squadra mobile, dirigente della sezione contro i latitanti mafiosi.

    •Ninni Cassarà (6 agosto 1985), dirigente della squadra mobile di Palermo, e il suo collega Roberto Antiochia, agente di polizia.

    •Graziella Campagna (12 dicembre 1985), diciassettenne di Saponara (ME) che aveva riconosciuto due latitanti.

    •Claudio Domino (7 ottobre 1986),bambino di 11 anni che stava passeggiando davanti il negozio dei suoigenitori in via Fattori, nel quartiere di San Lorenzo a Palermo. Ungiovane a bordo di una motocicletta lo chiamò per nome. Claudio siavvicinò, l'uomo premete il grilletto ed un proiettile lo raggiunse infronte, tra gli occhi. Morì all'instante. Cosa Nostra attraverso legabbie del bunker del carcere de L'Ucciardone, avevendolo concordatoprima, fece leggere a Giovanni Bontade, fratello di Stefano Bontade(anche lui poi ucciso) un comunicato che condannava tale omicidio e chenon attribuiva origini mafiose (Per tale comunicato pentiti qualiFrancesco Marino Mannoia e Giovanni Brusca hanno riferito che GiovanniBontade fu ucciso l'anno seguente, avendo indirettamente ammessol'esistenza di Cosa Nostra con quel "Noi.."). Polizia e Carabinieri permesi brancolarono nel buio. Dopo vari possibili motivi, una recentesentenza in primo grado ha attestato che il piccolo sarebbe statoucciso perché scomodo testimone di una relazione tra sua madre eSalvatore Graffagnino, titolare di un esercizio commerciale accantoalla cartoleria dei Domino. La mamma di Claudio ha respinto taliaccuse. Precedentemente a tale sentenza, fonti confidenziali riferironoalla Squadra mobile che uno dei responsabili era Salvatore Graffagnino,che fu sequestrato il 26 dicembre dell'86, torturato e poi assassinato.Durante gli interrogatori, il padre di Claudio ha sempre smentitoquelle voci secondo le quali sarebbe stato avvcinato da esponenti diCosa Nostra e invitato a non indagare perché .

    •Giuseppe Insalaco (12 gennaio 1988), ex sindaco di Palermo.

    •Natale Mondo, (14 gennaio 1988), agente di polizia scampato all'attentato in cui persero la vita Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, venne ucciso perché si era infiltrato nelle cosche mafiose.

    •Alberto Giacomelli (14 settembre 1988), ex magistrato in pensione.

    •Antonino Saetta (25 settembre 1988), giudice ucciso con il figlio disabile Stefano Saetta.

    •Mauro Rostagno (26 settembre 1988), leader della comunità Saman per il recupero dei tossicodipendenti, dai microfoni di una televisione locale faceva i nomi di capi mafia e di politici corrotti. Venne assassinato a Valderice (TP).

    •Antonino Agostino (5 agosto 1989), agente di polizia, e la moglie Ida Castelluccio, incinta di cinque mesi.

    •Giovanni Trecroci (7 febbraio 1990), vice-sindaco di Villa San Giovanni.

    •Emanuele Piazza (16 marzo 1990), agente di polizia.

    •Giuseppe Miano (18 marzo 1990), mafioso pentito.

    •Gioitta Nicola (21 marzo 1990), gioielliere.

    •Giovanni Bonsignore, (9 maggio 1990), funzionario della Regione Siciliana.

    •Rosario Livatino (21 settembre 1990), giudice di Canicattì (AG).

    •Nicolò Di Marco (21 febbraio 1991), geometra del comune di Misterbianco (CT).

    •Sergio Compagnini (5 marzo 1991), imprenditore.

    •Antonino Scopelliti (9 agosto 1991), giudice.

    •Libero Grassi (29 agosto 1991), imprenditore attivo nella lotta contro le tangenti alle cosche e il racket.

    •Tobia Andreozzi (30 agosto 1990), ragioniere.

    •Paolo Arena (27 settembre 1991), segretario DC di Misterbianco (CT).

    •Serafino Ogliastro (12 ottobre 1991), ex agente della polizia di Stato. Ucciso a Palermo da Salvatore Grigoli con il metodo della lupara bianca perché i mafiosi di Brancaccio sospettavano fosse a conoscenza degli autori dell'omicidio di un mafioso, Filippo Quartararo. Al processo, Grigoli si autoaccusava dell'omicidio indicando altri 7 complici.

    •Salvo Lima (12 marzo 1992), uomo politico democristiano.

    •Giuliano Guazzelli (14 aprile 1992), maresciallo dei carabinieri.

    •Paolo Borsellino (21 aprile 1992), imprenditore ed omonimo del giudice Paolo Borsellino.

    •Strage di Capaci (23 maggio 1992): Giovanni Falcone, magistrato; Francesca Morvillo, magistrato, moglie di Giovanni Falcone; Antonio Montinaro, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone; Rocco Dicillo, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone; Vito Schifani, agente di polizia facente parte della scorta di Giovanni Falcone. Il mafioso pentito Giovanni Brusca si autoaccusò di aver guidato il commando malavitoso che sistemò l'esplosivo in un tunnel scavato sotto un tratto dell'autostrada A29 all'altezza di Capacie fu lui a premere il pulsante del radiocomando che causò l'esplosione,proprio nel momento in cui passavano le auto di scorta del giudice Falcone.
    •Vincenzo Napolitano (23 maggio 1992), uomo politico democristiano, sindaco di Riesi.

    •Strage di via d'Amelio (19 luglio 1992): Paolo Borsellino, magistrato; Emanuela Loi, agente di polizia facente parte della scorta di Paolo Borsellino; Walter Cusina, agente di polizia facente parte della scorta di Paolo Borsellino; Vincenzo Li Muli, agente di polizia facente parte della scorta di Paolo Borsellino; Claudio Traina, agente di polizia facente parte della scorta di Paolo Borsellino; Agostino Catalano, agente di polizia facente parte della scorta di Paolo Borsellino. Dalle recenti indagini si è scoperto che i mandanti dell'attentato, messo in atto con un'autobomba parcheggiata sotto casa della madre del giudice Borsellino, vanno ricercati non solo all'interno di Cosa nostra ma anche negli ambienti della politica e dei servizi segreti deviati.
    •Rita Atria (27 luglio 1992), figlia di un mafioso, muore suicida dopo la morte di Paolo Borsellino, con il quale aveva iniziato a collaborare.

    •Giovanni Lizzio (27 luglio 1992), ispettore della squadra mobile.

    •Ignazio Salvo (17 settembre 1992), esattore, condannato per associazione mafiosa.

    •Paolo Ficalora (28 settembre 1992), proprietario di un villaggio turistico.

    •Gaetano Giordano (10 dicembre 1992), commerciante.

    •Giuseppe Borsellino (17 dicembre 1992), imprenditore, padre dell'imprenditore Paolo Borsellino ucciso otto mesi prima, quest'ultimo omonimo del giudice Paolo Borsellino.

    •Beppe Alfano (8 gennaio 1993), giornalista.

    •Strage di via dei Georgofili (27 maggio 1993):Caterina Nencioni, bambina di 50 giorni; Nadia Nencioni, bambina di 9anni; Angela Fiume, custode dell'Accademia dei Georgofili, 36 anni;Fabrizio Nencioni, 39 anni; Dario Capolicchio, studente diarchitettura, 22 anni.
    •Pino Puglisi (15 settembre 1993), sacerdote impegnato nel recupero dei giovani reclutati da Cosa Nostra a Brancaccio.

    •Cosimo Fabio Mazzola (marzo 1994), ucciso perché ex fidanzato della moglie del mafioso Giuseppe Monticciolo, ora collaboratore di giustizia: la donna, figlia del capomafia Giuseppe Argento, accettò di non sposare Mazzola perché non appartenente al suo ambiente.

    •Liliana Caruso (10 luglio 1994), moglie di Riccardo Messina, pentito.

    •Agata Zucchero (10 luglio 1994), suocera di Riccardo Messina, pentito.

    •Domenico Buscetta (6 marzo 1995), nipote del pentito Tommaso Buscetta.

    •Carmela Minniti (1 settembre 1995), moglie di Benedetto Santapaola, detto Nitto, boss catanese.

    •Serafino Famà (9 novembre 1995),avvocatopenalista catanese, ucciso a pochi passi dal suo studio perché era unesempio di onestà intellettuale e professionale.

    •Giuseppe Montalto (23 dicembre 1995), agente di custodia del carcere dell’Ucciardone.

    •Giuseppe Di Matteo (11 gennaio 1996), figlio del collaboratore di giustizia Santino Di Matteo. Ucciso e disciolto in una vasca di acido nitrico.

    •Antonio Barbera (7 settembre 1996), giovane di Biancavilla (CT), massacrato a diciotto anni con una decina di colpi di pistola in testa, in un agguato in "contrada Sgarro" (Catania). Gli omicidi non hanno ricevuto alcuna condanna dal processo, celebrato nell'aula bunker del carcere "Bicocca" di Catania; il processo è stato celebrato anche in Corte d'appello e in Cassazione, senza che la famiglia del ragazzo venisse informata.

    •Antonino Polifroni (30 settembre 1996), imprenditore di Varapodio (RC), assassinato perché non aveva ceduto ai ricatti e alle estorsioni mafiose.

    •Gaspare Stellino (12 settembre 1997), commerciante, morto suicida per non deporre contro i suoi estortori.

    •Domenico Geraci (8 ottobre 1998), sindacalista.

    •Filippo Basile (5 luglio 1999), funzionario della Regione Siciliana.

    •Vincenzo Vaccaro Notte (3 dicembre 1999), imprenditore di Sant'Angelo Muxaro (AG), assassinato perché non accettava i condizionamenti mafiosi.

    •Giueseppe Montalbano (18 novembre 1998) medico, Camporeale

    •Salvatore Vaccaro Notte (5 febbraio 2000), caposquadra forestale e fratello di Vincenzo, ucciso per non essersi piegato ai condizionamenti di una cosca locale meglio conosciuta come "Cosca dei Pidocchi".

    •Giuseppe D'Angelo (22 agosto 2006), pensionato, ucciso per sbaglio davanti a un fruttivendolo del quartiere Sferracavallo di Palermo perché scambiato per il boss Bartolomeo Spatola.
  4. rerggi 24 maggio 2011 ore 04:08
    per far eco aggiungoo:Skyline"...perchè non c'è mai fine al viaggio, anche se un sogno cade..."
    Autore: ombromanto05 In memoria di Giovanni Falcone
    ombromanto05
    23 maggio 2011 ore 02.12
    ygibvj

    " Si muore generalmente perché si è soli o perché
    si è entrati in un gioco troppo grande.
    Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze,
    perché si è privi di sostegno.
    In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato
    non è riuscito a proteggere."






    "Non avrebbe voluto diventare un eroe, Giovanni Falcone.

    Perché era convinto che uno stato tecnicamente attrezzato e politicamente impegnato potesse sconfiggere il crimine organizzato facendo a meno di tanti sacrifici individuali.

    Per Falcone, la responsabilità collettiva di un ufficio specializzato, di una istituzione locale, di una Procura nazionale, avrebbe dovuto cancellare le singole personalità e dunque la vulnerabilità dei singoli operatori dell'Antimafia:

    "Quando esistono degli organismi collettivi", diceva, "quando la lotta non è concentrata o simboleggiata da una sola persona, allora la mafia ci pensa due volte prima di uccidere."

    Non avrebbe dunque, Falcone, voluto diventare un eroe.

    "Vale la pena" ,gli avevo chiesto durante un'intervista televisiva del gennaio 1988, "vale la pena di rischiare la propria vita per questo stato?"

    E lui rispose, un po' sconcertato: "Che io sappia, c'è soltanto questo stato, o più precisamente questa società di cui lo Stato è l'espressione."

    Non eroe per vocazione, ma servitore dello stato: questo era il giudice Falcone."




    stralcio da: Nota introduttiva all'edizione 1995 di Cose Di Cosa Nostra
    a cura di Marcelle Padovani.



    Per Non Dimenticare
  5. rerggi 24 maggio 2011 ore 04:30
    ,... e ancora!... per INTER-AGGIRE!! aggiungo:miriam71 Blog I miei pensieri sulla vitaLa vita è come un libro pieno di domande,le cui risposte si possono trovare solo attraverso l'esperienza!
    Autore: miriam71 Per ricordare un eroe del nostro tempo...
    miriam71
    23 maggio 2011 ore 23.42


    Sono passati 19 anni da quel maledetto attentato che ha colpito il cuore dell'Italia onesta,dell'Italia che lavora e crede ancora al miraggio della giustizia...inizio la settimana con il ricordo di quel pomeriggio perchè mai si dimentichino i veri eroi della nostra società moderna,eroi che con grande senso del dovere e speranza verso un futuro diverso, hanno portato avanti fino in fondo le loro idee sacrificando sè stessi..Giovanni Falcone,unica colpa amare il suo lavoro e credere nello Stato e con lui la sua scorta,ragazzi morti per difendere lo Stato...l'urlo di dolore della giovanissima vedova di un ragazzo della scorta risuona ancora oggi implorando giustizia e verità... mi piace3condividiCommentiombromanto05
    23 maggio 2011 ore 23.50 Vedo con piacere che anche la mia mica Miri ha ricordato Giovanni falcone...grande uomo prima che grande magistrato...
    Mi fa molto piacere...
    Dolce notte carissima...Giù :rosa
  6. ombromanto05 24 maggio 2011 ore 20:17
    Mi fa piacere che anche tu ricordi Falcone...
    Come ho scritto già ad una mia cara amica...un Grande Uomo prima che un Grande Magistrato...
    Almeno c'è ancora qualcuno in questo mondo in cui tutti van di fretta che ha il tempo di fermarsi a riflettere e ricordare...
    Complimenti :))
    buona serata...Giù :rosa

  7. rerggi 26 maggio 2011 ore 07:35
    buonGiorno!... sottopongo alla vostra visione! e
    NO COMMENT
  8. ombromanto05 29 maggio 2011 ore 01:05
    Un sorriso ed una carezza per te...
    dolce notte...Giù :rosa

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