La Nube Interstellare

07 gennaio 2010 ore 16:10 segnala

Buon giorno a tutti!! ho trovato questo articolo sul sito Nibiru2012, è lo trovato alquanto interessante!! buona lettura 

BY Luca

Mentre le famiglie occidentali sono distratte dal Natale avendo trascurato il Solstizio , la NASA bontá sua decide di  informarci che cose interessanti continuano ad avvenire sopra le nostre teste.

Quindi è ufficiale!

Il sistema solare sta attraversando una nube interstellare che secondo la fisica non dovrebbe esistere. Nel numero del 24 dicembre di Nature, un team di scienziati rivela che la  navicella spaziale Voyager della Nasa  avrebbe risolto il mistero.

 Gli astronomi chiamano la nube in cui siamo entrando ora Nube Interstellare Locale o "Fluff" come diminiuitivo. E ' ampia circa 30 anni luce e contiene una miscela sottile di atomi di idrogeno e di elio ad una temperatura di 6000 C. Il mistero dell'esistenza della Fluff ha a che fare con l'ambiente circostante. Come spiega Ophers, scienziato del team:

"La temperatura osservata e la densità della nube locali non forniscono una pressione sufficiente per resistere alla 'azione di schiacciamento' del gas caldo attorno ad essa"

 Quindi come fa a resistere la nostra Fluff ?

è tenuta insieme da un fortissimo magnetismo. Di quanto esso sia forte ci occuperemo dopo.

 Per adesso poniamoci un altra omanda: ma da dove viene questa nube di gas?

Secondo la NASA circa 10 milioni di anni fa, un gruppo di supernovae esplose nelle vicinanze, provocando la creazione di una gigantesca bolla di milioni di gradi di gas.

Wow, ogni tanto quando ci prendono in giro commettono errori grossolani.

Se un gruppo di supernove fosse esploso 10 milioni di anni fa nelle vicinanze noi lo sapremmo per certo.

Una supernova infatti non lascia semplicemente una nube di gas bensí si trasforma in un buco nero o una nana bianca.

Quindi noi scafati Delle cose dicibili e di quelle incredibili ci facciamo una risata e aspettiamo di vedere le prove di un gruppo di buchi neri dietro l'angolo. Fino ad allora sapremo per certo quello che la Fluff non é; Nel frattempo ipotizzeremo che essa sia connessa ai processi dimensionali di cui abbiamo parlato.

I 2 Voyagers in realtà non sono ancora all'interno della Fluff ", dice Opher." Ma si stanno avvicinando e sono giá in grado di percepire cosa é  la nube. "

 

Il fluff è tenuto a bada solo al di là dei confini del sistema solare dal campo magnetico del sole, che viene gonfiato dal vento solare in una bolla magnetica, oltre 10 miliardi di km di larghezza. Chiamata"eliosfera",questa bolla agisce come uno scudo che protegge il sistema solare interno dai raggi cosmici galattici e dalle nubi interstellari. I lettori del Diario ricorderanno che ne avevamo giá parlato a proposito del Lo Scudo Solare e il cambio climatico.

I due Voyager si trovano quindi nello strato più esterno della eliosfera, o "heliosheath", dove il vento solare è rallentato dalla pressione del gas interstellare.

 GLI EFFETTI

fin qui la notizia della NASA.

 Ma in che maniera ci riguarda?

Ci potrebbero essere tempi interessanti avanti a noi! ",Dice Opher e aggiunge:La scoperta ha implicazioni per il futuro

 Peró non si sbilancia su quali esse siano, quindi lo faremo noi.

Partiamo dagli effetti planetari.

 

Può questo gas altamente magnetizzato avere qualche effetto sul nostro pianeta?

Se si, dovremmo supporre che i pianeti piú esterni alla Eliosfera dovrebbero essere i primi a doverlo subire.

Vediamo un poco.

Da quando Plutone é stato declassato il pianta piú esterno del Sistema solare é Nettuno.

 Qualcosa sta in effetti accandendo su Nettuno. La sua luminositá sta costantemente aumentando. Per aumentare ha bisogno di energia ed essa non proviene di certo dal Sole.

Un interessante articolo correla le variazioni di luminositá di Nettuno con le variazioni di temperatura sulla Terra.

 Il secondo pianeta piú esterno del sistema solare é Saturno, su cui si é scoperta una tempesta gigantesca (4 volte la terra) a forma di Esagono .

 Anche per provocare una tempesta serve energia, ma in questo caso potrebbe essere un processo interno al pianeta. Se non fosse che da 3 anni a questa parte anche su Giove si é formata una nuova tempesta, chiamata macchia Junior. Anche qui serve energia. Un sacco di energia.

Ora capiamo che quella cosa che diceva Opher  sui tempi interessanti con sviluppi futuri é un eufemismo.

 Interessanti i tempi e le implicazioni, ma che razza di tempi interessanti e implicazioni? Che cosa vuol dire esattamente con questo?

 

 A proposito del Magnetismo

Vorrei sottolineare anche, questa nube è magnetizzata molto più fortemente di quanto chiunque avesse sospettato: parliamo di 4 o 5 microgauss. 

 

Un microgauss è un milionesimo di Gauss, una unità di intensità di campo magnetico popolare tra gli astronomi e geofisici. Il campo magnetico terrestre è di circa 0,5 gauss.

The strength of the field at the Earth's surface ranges from less than 30 microteslas (0.3 gauss) in an area including most of South America and South Africa to over 60 microteslas (0.6 gauss) around the magnetic poles in northern Canada and south of Australia, and in part of Siberia. 

 

Il campo magnetico del Fluff, quindi, é fino a 10 volte piú forte che quello naturale della Terra, la quale ci sta ora avventurando dentro. Questo potrebbe modificarne le proprietà protettive. e in effetti sembra che giá stia accadendo, come ha scoperto la NASA esattamente un anno fa quando ha pubblicato la notizia di un buco gigantesco nel campo magnetico terrestre.

 Quindi quali sono le implicazioni può avere questo per la gente sulla Terra?

Ció che sappiamo é che esiste una diretta correlazione fra il campo magnetico terrestre e il ciclo circardiano.

 

 Elevated geomagnetic activity has been linked with human psychological, neurological and cardiovascular outcomes, and altered melatonin production has been implicated as an underlying mechanism to explain these effects

In sostanza in presenza di un elevato campo magnetico la ghiandola pineale produce melatonina. Questo fatto é stato collegato a fenomeni paranormali.

Several recent reports have indicated significant relations between extrasensory perception (ESP) experiences and performances and the Earth's geomagnetic field (GMF) activity. ESP experiences are reported more frequently, and accuracy of laboratory ESP is more accurate, on days of relatively quiet GMF activity. On the other hand, there are indications that a complementary paranormal process, psychokinesis, may be enhanced by high GMF activity. 

Uno dei fenomeni paranormali piú diffusi in presenza di variazione del Campo magnetico sembrano essere le "allucinazioni visive"

 

  The aa magnetic index over the period 1868-89 and concurrent visual hallucinatory activity were found to covary...Magnetic influences on the pineal hormone, melatonin, are suggested as a possible source of variation." 

 

 

Conclusione

Eccoci qui, caro diario, un altro pezzo del mosaico va al suo posto.

La NASA ci ha regalato per Natale un pezzetto di veritá.

Siamo passati dalle nubi stellari alle allucinazioni.

Rimane da parlare in dettaglio di questi effetti magnetici sulle persone.Di come essi rappresentino l'aspetto piú rilevante della crisi sistemica.

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07/01/2010 16:10:59
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L'APOLLO 16 FOTOGRAFA UN UFO

17 dicembre 2009 ore 18:34 segnala

(tratto da: www.edicolaweb.net )

 

Missione "Apollo 16"

16 - 27 Aprile 1972

La missione dell'Apollo 16 era composta dagli astronauti Ken Mattingly, Charlie Duke e John W. Young, che ha realizzato il video. Nel filmato si vede un oggetto volante non identificato a forma di piatto, mentre l'Apollo 16 si avvicina alla luna.

 

http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/apol16_i.htm

 

Non è certo l'unico caso in cui astronauti fotografano strani oggetti volanti nell'orbita lunare. Fin dalla prima missione, gli astronauti hanno riportato sulla Terra foto simili a questa.

 

Che ci siano davvero delle basi aliene sulla Luna?

visualizzato essere sulla luna da google

15 dicembre 2009 ore 14:45 segnala

 Un appassionato UFO, assiduo utilizzatore di Google Moon, esplorando le “Montagne Appenine” della regione lunare, landa che fu il sito di atterraggio della missione dell’Apollo 15, si è accorto della presenza di una specie di creatura gigante che vagava sulla superficie lunare nei pressi di “Hadley Rille”.

Le coordinate sono: 25°58°01.89″N 3°31°03.19″E.

 

Ufo e Alieni. Gli Usa decidono per il silenzio

11 dicembre 2009 ore 11:04 segnala

Ufo e Alieni. Gli Usa decidono per il silenzio

Ma per il Vaticano gli extraterrestri ci sono, eccome!

 

 

Barack Obama e gli Stati Uniti non fanno dichiarazioni sugli extraterrestri. Intanto, però, altri governi sembrano molto impegnati sul fronte Ufo-Files. Dalla Bulgaria al Brasile, passando per la piccola Città del Vaticano, ecco una serie di notizie sulle quali dovremmo ragionare per capire cosa sta realmente accadendo nel mondo.

di ARTURO PIRA

La prima news arriva dall’est. Il Novinar, un quotidiano che si pubblica a Sofia, ha stupito i suoi lettori raccontando una storia incredibile. Gli alieni sarebbero uscito allo scoperto! E lo avrebbero fatto rispondendo ad una serie di domande poste dall’Accademia delle Scienze di Bulgaria.

Il sistema utilizzato per entrare in contatto con gli studiosi è complesso. Gli alieni avrebbero usato pittogrammi e cerchi nel grano per rispondere a una trentina di domande. Le risposte? Sono tranquillizzanti. “Vogliono aiutarci – ha spiegato al quotidiano il vicedirettore dell’Accademia Lachezar Filipov – il problema però è proprio il livello di comunicazione. Noi, secondo quando emerge dalle risposte ottenute, stiamo sbagliando le domande. E loro non possono fare nulla”.

A voler interpretare la criptica dichiarazione di Filipov ci sarebbe, dunque, un problema di comunicazione forse legato ai diversi livelli di conoscenza che ci sono tra noi e le eventuali altre razze aliene presenti nell’Universo. Fatto sta che Filipov ritiene che orami siamo vicini ad un “contatto” definitivo.

E a sostegno della sua tesi ha tirato in ballo nientemeno che il Vaticano.

Il gesuita che credeva agli Ufo

La storia che all’ombra della Santa sede qualcuno cominciasse a credere a presenze extraterresti non è nuova. Se ne era parlato spesso, ma nessuna dichiarazione ufficiale sosteneva le voci insistenti. Poi è arrivato padre Fùnes, e le cose sono cambiate. Andiamo per ordine.

Padre Josè Fùnes, 46 anni, nato a Cordoba, in Argentina, è da qualche anno il nuovo direttore della Specola Vaticana, l’osservatorio astronomico della Santa Sede.

Laureato in astronomia, con un faccione simpatico e sereno, padre Fùnes è sempre stato interessato agli Ufo. E quando è arrivato alla direzione dell’Osservatorio non ha fatto niente per nascondere la sua passione. Fino a quando, qualche giorno fa, durante la settimana di studi sull’astrobiologia organizzata dall’Osservatorio ha spiegato che “nonostante l’astrobiologia sia un campo nuovo e un argomento ancora in fase di sviluppo, le domande riguardanti l’origine della vita e la sua esistenza da qualche altra parte nell’universo sono molto interessanti e meritano seria considerazione. Questi interrogativi hanno molte implicazioni filosofiche e teologiche”.

Bingo. Con tale dichiarazione le speranze di tutti quelli che hanno sempre creduto nella presenza extraterrestre hanno trovato finalmente nuova linfa.

La notte degli UFO in Brasile

E dal Vaticano la notizia è rimbalzata in tutto il mondo. Ma neanche il tempo di prendere fiato e un altro governo è uscito allo scoperto. Questa volta dobbiamo spostarci in America Latina. E precisamente in Brasile dove pare siano stati resi pubblici, proprio alcune settimane fa, una serie di documenti top-secret sugli UFO, tutti relativi agli anni ‘80.

Il dossier è composto da ben 800 pagine. Tra i documenti c’è anche quello riguardante la notte del 19 maggio 1986, la “notte ufficiale degli UFO in Brasile”.  Allora 21 oggetti sferici, di circa 100 metri di diametro, avrebbero letteralmente bloccato il traffico aereo negli aeroporti delle principali città.

La notizia era stata seguita dall’esercito ed era finita in un dossier a lungo secretato.

Dopo la decisione del governo brasiliano di declassare i documenti segreti, il ministro Octavio Moreira Lima è andato sulle reti televisive nazionali per spiegare cosa accadde quella notte. Ed anche i piloti hanno potuto parlare liberamente.

Inutile dire che tutto il Brasile è rimasto incollato alla tv per ore.

La relazione sulla notte degli Ufo è reperibile facilmente anche in Rete.

 

Borghezio e gli extra…terrestri

Mezzo mondo, dunque, parla di Ufo. E in Italia? Per ora nessuna dichiarazione ufficiale, o ansia di confessioni. L’unico che sembra interessato agli alieni e il signor Mario Borghezio, il “condottiero” leghista appassionato di crociate contro gli extracomunitari.

A Borghezio la parola “extra” deve far accapponare la pelle e qualche giorno fa si è lanciato in una clamorosa dichiarazione. “Stati Uniti, Russia e anche le autorità militari italiane nascondono numerose segnalazioni di Ufo”. Detto ciò ha deciso di costituire un gruppo di studio a Milano che partirà dagli avvistamenti di Caselle del 1970.

Quella sera all’aeroporto torinese ci fu un avvistamento radar-visuale. Ne parlò anche La Stampa di Torino, ma poi non se ne seppe più nulla. Ora Borghezio vuole fare luce su questo e altri episodi.

Staremo a vedere. Magari gli Ufo lo terrano lontano dalle battaglie contro gli extracomunitari e stiamo tutti più tranquilli.


 

 

 

 

 

 

 

Obama, alieni e Ufo. Ecco tutta la verità

10 dicembre 2009 ore 08:33 segnala

Obama, alieni e Ufo. Ecco tutta la verità

sulla conferenza “saltata” del 27 novembre

 

Due giorni di silenzio. E di delusione. Con la sensazione di aver creduto troppo facilmente ad una clamorosa bufala. Poi, a freddo, i tasselli di questo strano mosaico sembrano cominciare ad andare al loro posto. E dal niente cominciano a spuntare risposte. Spiegazioni.
Oltre diecimila persone in questi giorni hanno seguito Gialli.it per capirci qualcosa sulla presunta conferenza stampa di Barack Obama sull’esistenza aliena. Dobbiamo un chiarimento. E abbiamo deciso di raccontare una storia. La storia di annuncio imminente.
Si. Gli Stati Uniti d’America si stanno preparando a squarciare il velo sul mistero dei misteri: gli Ufo. Ecco come e perché.

di SONIA T. CAROBI

Avevamo una data. E una serie di informazioni confuse, frammentarie, contraddittorie.
La data era quella del 27 novembre 2009. Le informazioni riguardavano un annuncio clamoroso quanto improbabile. Gli Alieni sono tra di noi. Gli Usa sono già entrati in contatto con almeno sei razze extraterrestri. Al 44° presidente degli Stati Uniti d’America la rogna di spiegare una verità del genere.
La notizia, come abbiamo più volte scritto, partiva da un convegno di Esopolitica tenutosi a Barcellona questa estate. Nessun organo di informazione accreditato ci aveva creduto. E la notizia era caduta nel vuoto. Seguita solo da siti e blog appassionati di misteri e di Ufo.

Intanto, però, c’era una data. E l’attesa cresceva.
Il 27 novembre 2009 dalla Casa Bianca non è arrivato nessun segnale. Né tantomeno alcuna conferenza è stato organizzata sul delicato argomento.

La domanda, allora, è d’obbligo. Perché credere ad una cosa del genere? Quali erano le fonti e chi stava spingendo affinché mezzo mondo rimanesse col fiato sospeso in attesa di una rivelazione impossibile?

Per due giorni è stato tecnicamente impossibile saperne di più. Poi, lentamente, la nebbia si è diradata. E volti, nomi e credenziali hanno fatto capolino in una storia che ora, vale veramente la pena di raccontare. Magari col beneficio del dubbio. Ma con la convinzione che su un argomento del genere non si può facilmente passare un colpo di spugna.

Il misterioso Peter Peterson
Una vicenda strana. Una verità impossibile, ed una serie di personaggi che questa storia la conoscono bene. Per cominciare dobbiamo metterli a fuoco tutti.
Il primo nome che salta fuori è già un mistero. Si chiama Peter Peterson, e secondo molti è l’uomo che ha svelato al mondo le intenzioni di Obama per il famoso 27 novembre. Ma chi è Peter Peterson? Prima di rispondere a questa domanda bisogna fare un piccolo passo indietro. Si, perché le dichiarazioni di Peterson sarebbero state raccolte da un altro personaggio misterioso e stravagante. Un certo Bill Ryan, fondatore, insieme a Kerry Cassidy, dell’ancora più misterioso Project Camelot.

Il “Progetto” di Ryan e Cassidy è semplice. In due, e grazie a Internet, vogliono raccontare al mondo tutte le notizie che secondo loro vengono cancellate dalla Rete. In primo luogo quelle su Ufo e Alieni.
E’ stato proprio nell’ambito di questo lavoro di recupero materiali “censurati” che i due si sono imbattuti in mister Peterson e hanno appreso la notizia del 27 novembre.

Ok. Ma rimane la domanda di partenza. Chi è Peter Peterson? E qui se ne scoprono delle belle. Il nostro, infatti, viene presentato da quelli di Camelot come un “importante scienziato”, ma guarda caso proprio in Rete di lui non c’è traccia. O per lo meno, gli indizi che emergono sono confusi e contrastanti. Esistono due Peterson. Uno è uno stravagante miliardario, l’altro è una sorta di inventore che ha creato una batteria nucleare. Ce ne sono anche altri. Ma la cosa curiosa è che il miliardario e l’inventore, seppur nati e vissuti da parti diverse del mondo, hanno la stessa faccia.
Per Ryan non ci sono dubbi. Peter Peterson è un nome di copertura.
E qui, ovviamente, il mistero si infittisce.

La Nasa e quella strana base sulla Luna
Ma manteniamoci sui binari di partenza. Dunque, abbiamo un misterioso delatore, uno strano “Progetto”, un gruppo di “esopolitici” in attesa di verità, ma nessuna risposta.
Chi ha dato la notizia del 27 novembre? E perché?
Su questa domanda il nostro puzzle si popola di nuovi volti.
Mettiamone a fuoco subito due. David Wilcock e Richard Hoagland. Il primo non è proprio quello a cui faresti sposare tua figlia. Veggente, sedicente “profeta” ed esperto di ufologia, è uno di quei personaggi che è presente in ogni vicenda che in qualche modo ha a che fare con gli alieni. I giornali di mezzo mondo qualche volta gli danno credito, qualche altra no.
L’altro, invece, è più attendibile. Non foss’altro perché è un esperto di studi lunari, e sulle vicende del nostro amato satellite ne sa veramente molto.

Ecco, questa coppia, sempre secondo quelli di Camelot, sapeva tutto del 27 novembre. Insomma, loro erano tra i pochi a giurare sulla conferenza di Obama. E pare che avessero questa notizia già dall’estate scorsa. Perché? Semplice. Perché durante una conferenza tenutasi a Zurigo tra il 10 e il 12 luglio scorso Wilcock e Hoagland avevano raccontato una storia veramente incredibile.
Ricordate la faccenda della presunta base aliena sulla Luna? Ne avevamo parlato anche noi di Gialli.it. Ecco, secondo i due ufologi quella notizia non era altro che il primo passo verso l’attuazione di una strategia precisa: preparare il mondo alla “grande rivelazione”. Gli extraterrestri esistono. Ma bisogna saperle dire certe cose. E il modo “per dire certe cose” sarebbe stato preparato a tavolino durante numerosi incontri segreti con almeno 30 nazioni convinte delle opportunità di chiarire finalmente il capitolo Ufo.

A farsi carico di questo “giochino”, sempre secondo Wilcock e Hoagland, sarebbe la Nasa che, dopo la “trovata” del bombardamento della Luna, si prepara a lanciare in pasto alla stampa una serie di notizie che renderebbero meno clamorosa la conferenza di Obama. Insomma, notizie di “avvicinamento”, di “preparazione”.

E in questo senso, almeno se si pensa che il 2009 è stato l’anno degli Ufo e che mai tanti governi ne hanno parlato con tanta tranquillità, non siamo proprio alla fantascienza.

Rimane solo una cosa. La conferenza di Obama. Era vera la notizia? O almeno, ci sarà una conferenza? Forse era sbagliata solo la data? Ebbene si! Secondo il Progetto Camelot la conferenza si farà. Ma la data verrà stabilita solo dopo il 10 dicembre. Il giorno in cui Barack Obama ritirerà, ad Oslo, il suo prezioso premio Nobel per la Pace.

Che dite? Ricominciamo ad aspettare?

 

Obama e Alieni. Nessuna dichiarazione

09 dicembre 2009 ore 08:32 segnala

Obama e Alieni. Nessuna dichiarazione

Ecco tutti i presidenti Usa che hanno parlato di Ufo

 

Attesa vana e tanta delusione: è trascorso così il 27 novembre. Nell’assurda speranza che dal 1600 della Pennsylvania Avenue, in quella splendida villa immersa nel verde che qualcuno chiama White House, l’uomo che il 9 ottobre scorso ha vinto il nobel della pace, squarciasse finalmente un velo sul quel segreto che qualcuno chiama Ufo.

Ma niente da fare. Abbiamo atteso tutta la giornata, ma di Barack Obama e della tanto favoleggiata “conferenza mondiale sugli Alieni” nessuna traccia. Appuntamento rinviato o argomento chiuso? Difficile da dire. Fatto sta che il 44° presidente degli Stati Uniti d’America è l’unico leader nella storia degli Usa che ancora non ha affrontato il delicato tema. Prima di lui tutti i presidenti Usa avevano dovuto fare i conti con dischi volanti e razze aliene. E molti di loro non hanno mai negato un’esistenza extraterrestre.

di SONIA T. CAROBI

Se partiamo dall’immediato dopoguerra il primo presidente degli Stati Uniti che parla apertamente degli Ufo è proprio Eisenhower, ex comandante in capo delle Forze Alleate in Europa durante la Seconda guerra mondiale. Ike, come lo chiamavano gli amici, avvistò un Ufo mentre stava andando ad una festa con la moglie. E, senza fare una piega, raccontò ai cronisti che lo seguivano l’episodio. “Sembrava un sotto coppa, le sue luci erano intense, si fermava e poi d’un tratto ripartiva come a razzo”. I giornalisti gli sorrisero con cortesia, ma qualcuno pensò che il buon vecchio President si fosse studiato bene quell’uscita. E nessuno capì perché.

Qualche anno dopo nacque l’Area 51. E i successori di Ike si guardarono bene dal parlare di Ufo tra un’oliva e un Margarita. Bisognerà, infatti, aspettare una ventina d’anni per riascoltare un Presidente fare dichiarazioni salottiere sui nostri amici extraterrestri.

Jimmy Carter e Ronald Reagan

Nel 1969, James Earl Carter Jr., il famoso produttore di arachidi che nel 1977 diventerà il 39° presidente Usa, raccontò che stava preparando un discorso per la cittadina di Leary, quando notò che sopra la sua testa c’era un grande oggetto verde. Allora Jimmy era il governatore della Georgia, e quella sera intono a lui c’erano una ventina di persone. Nessuno osò smentire le sue dichiarazioni.

Successivamente, durante il suo mandato, l’America visse la sua più intensa e incredibile stagione di avvistamenti Ufo.

Da Carter a Reagan, il suo successore, la storia non cambia. Anzi. Il 40° presidente degli Usa aveva un vero e proprio pallino per gli alieni. E la voglia di parlare dell’argomento gli creò non pochi problemi.

Chi dimenticherà l’incredibile discorso dell’ex attore diventato presidente nel 1981, indirizzato alle Nazioni Unite: “A volte mi domando quanto velocemente svanirebbero le nostre differenze, se dovessimo fronteggiare una minaccia aliena esterna. E mi domando anche, non c’è già tra noi una forza aliena?”.

Apriti cielo. Le sue esternazioni fecero il giro del mondo e si finì per scoprire che Reagan di cose del genere ne aveva dette molte, solo che alla Casa Bianca qualcuno aveva deciso di cancellare dai verbali ufficiali ogni riferimento di Ronald agli alieni. Quel qualcuno era Colin Powell, che alcuni anni dopo svelò a Lou Cannon,  storico presidenziale, il suo curioso incarico.

Bill Clinton e George Bush

Ma Reagan non fu l’unico a farsi scappare dichiarazioni delicate e imbarazzanti. Qualche anno dopo si scoprì che anche il mitico Bill Clinton, oltre che per le stagiste, aveva una passione particolare per gli Ufo.

Dai documenti raccolti nella sua biblioteca sono saltati fuori appunti e lettere in cui Clinton si occupa di oggetti extraterrestri. Particolarmente numerosi sono i documenti relativi ad una corrispondenza fra l’ex presidente e la Project Starlight Coalition, un’associazione di ricercatori, scienziati, politici e semplici cittadini che promuove la ricerca sugli ufo e punta a gettare le basi per un eventuale futuro rapporto di pace con eventuali civiltà aliene.

Tra l’altro, sempre rimanendo in casa Clinton, quella per gli extraterrestri era una passione condivisa anche da uno dei direttori del suo staff. John Podesta, nel periodo 1998-1999, inviò dalla Casa Bianca numerose lettere e fax che facevano riferimento all’Area 51.

In attesa che anche Barack Obama si decida ad affrontare l’argomento non ci resta che ricordare che l’ultimo presidente Usa a parlare in maniera ufficiale di alieni è stato, ovviamente, George Bush.

Per il 43° leader degli Stati Uniti la questione extraterrestre era “un’ipotesi assolutamente realistica”.

In un passaggio del documento di programmazione economica, Bush affermò senza mezzi termini che “ci sarebbero prove attendibili dell’esistenza di vita aliena”.

E se lo disse lui, perché non crederci. O no?

 

Una domanda che gira come un incubo

03 dicembre 2009 ore 13:48 segnala

A che servono queste 500.000 bare?

 A che servono queste 500.000 bare?

 

Mettiamola così: è una cazzata. Ma a leggerla, a guardare il video, a farsi prendere dal tam tam strisciante che rimbalza in queste ore su internet fa il suo bell’effetto. Angoscia. Allo stato puro. E allora, anche se magari uno a queste cose non ci crede ve la raccontiamo, questa storia.
Da qualche parte, nel mondo, forse in una base segreta americana, qualcuno ha stipato cinquecentomila contenitori. Di plastica.
Sono bare. Cinquecentomila bare di plastica. Una sull’altra. Impilate, ordinate, messe in fila su acri e acri di terra brulla.
Tutta qui, la nostra storia. Se non fosse per una domanda. A che cavolo servono cinquecentomila bare di plastica? Partiamo da qui. E magari proviamo a capirci qualcosa.

di CLAUDIO A. POLPO

La notizia è di poche ore fa. Nel senso che è da poche ore che il suono lontano dei tamburi ha cominciato a scuotere il torpore sonnolento di via Internet. Prima è passato un video, sul solito You Tube, ovviamente. Poi qualcuno è riuscito anche a scriverci qualche riga e a infilare le coordinate precise della base segreta, quindi si è alzata una polvere fitta, spessa. Come la paura.

Partiamo dal video. Lo ha realizzato un blogger americano. La zona filmata deve essere in Georgia. Il nostro uomo si muove in auto. Poi scende e si avvicina. A piedi. E non ha nessun problema. Nel senso che non sembra ci siano divieti, o militari pronti a sparargli addosso.

 

Si muove lento, si sposta lungo una recinzione che ricorda quella dei campi di concentramento e filma, zumma, ferma i particolari. Una sequela di contenitori grigi e neri, che a detta degli esperti sono bare non biodegradabili, con delle guarnizioni che le rendono perfettamente ermetiche. Qualcuno le conosce bene. Sono quelle che possono contenere più cadaveri, in caso di malattie contagiose. Sono quelle poco costose, ma tristemente note in caso di epidemie, o attentati batteriologici.

Ok.  Questo è il video. Lo guardi e già stai male. A che servono tutte quelle bare? La domanda ti batte in testa anche se ce la metti tutta a far finta di niente. A questo punto il passo successivo è una santissima ricerca su Google. Ne stanno parlando, la voce gira veloce. E allora ci deve pure essere una spiegazione.

Niente. Almeno mentre sto scrivendo le notizie si riducono a poche parole e ad una sequenza di numeri. Afton, Wyoming – 42.750018, -110.936857 – Madison, Georgia – 33°33′57.36″N 83°29′6.26″W Ennis, Texas – 32.320277, -96.608030.

Sono coordinate per Google Earth. Ma fanno riferimento a più luoghi. Questo significa…

Significa che ci sono più campi dove sono state stivate le bare. E quindi ci sono altre bare. Magari in arrivo. Semplice. Non basta più il video. Bisogna fare una ricerca seria. E qui cominciano le sorprese.

Una commessa del FEMA
Il sito che approfondisce la storia è uno di quelli che girano notizie che raramente trovi da altre parti. “Altra informazione”, si direbbe. Ma vale la pena leggerselo tutto.

Si chiama “scienza marcia”. E’ un blog, e questa storia sembra conoscerla bene.
Si, perché si tratta di una storia che va avanti già da un bel po’. Da quasi due anni. Da quando nel gennaio del 2008 si ebbe la notizia che un’azienda dell’Alabama aveva avuto una commessa per un milione di bare di plastica, capaci di contenere almeno sei corpi ciascuna.

Committente la Federal Emergency Management Agency (FEMA), un’agenzia indipendente del governo federale statunitense, fondata nel 1979, con sede a Washington.
La missione dell’agenzia, a detta del Formez, è quella di gestire le emergenze con l’obiettivo di ridurre le perdite di vite umane e salvaguardare le infrastrutture. Insomma sono quelli che intervengono in caso di disastri.

Ecco. Un’agenzia del genere ordina ad una ditta americana un milione di bare e nell’arco di sei mesi la commessa viene rispettata. Nell’estate del 2008 la metà dell’ordinativo arriva in un campo aperto della Georgia. Quello che abbiamo visto nel video. Ma la domanda rimane. E batte. Batte nel cervello. A che servono quelle bare?
Il sito su questo non ha dubbi. Si stanno preparando a gestire una drammatica emergenza.

Ma per capirci qualche cosa bisogna fare un passo indietro.

Air Force 2025
Il 17 Giugno del 1996, l’aviazione militare degli U.S.A. realizza Air Force 2025, “uno studio che ha lo scopo di conformarsi a direttive del comandante in capo dell’Aviazione Militare per esaminare le idee, la capacità, e le tecnologie che saranno necessarie agli Stati Uniti per rimanere la potenza dominante nel futuro nel campo aero-spaziale.”

Nello studio vengono predisposte diverse “rappresentazioni fittizie di scenari/situazioni” che si sarebbero potute verificare nel futuro più prossimo.
Ebbene, a guardare il documento con attenzione, c’è da saltare dalla sedia. Nel 2009 è prevista un’influenza che ucciderà 30 milioni di persone.

“E’ interessante notare – scrivono nel sito – che questa pandemia viene descritta come sconosciuta e non è chiarito se il virus è originato da una mutazione naturale o artificiale”.

Siamo nel 1996. Da questo momento nel mondo cominciano a morire misteriosamente diversi microbiologi di fama internazionale. Tutta gente che avrebbe potuto gestire un’emergenza batteriologica.

E da questo momento vengono realizzati negli Stati Uniti più di 600 campi di detenzione. Tutti interamente operativi e pronti a ricevere prigionieri.
Circondati da mura e filo spinato, questi campi sarebbero destinati ad essere utilizzati dalla FEMA. Ma per cosa? Per gestire un’emergenza che si chiama guerra batteriologica?
Mettiamola così. E’ una cazzata. Ma a che servono quelle cinquecentomila bare?


 

UFO: immagini di alieni

02 dicembre 2009 ore 12:28 segnala
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Fantasma di una bambina uccisa in una casa

26 novembre 2009 ore 09:37 segnala
questo video è incredibile.....buona visione by luca