ovunque tu vada

23 marzo 2011 ore 20:20 segnala
slow. vacci piano con l'acceleratore, stacci ore, piuttosto.
sei al centro dell'universo man, e i tuoi 360 gradi sono costellati di strade, niente vie lattee, strade smussate che a percorrerle il latte diventa ricotta. dove vuoi andare? Sorridimi, non piangere ti prego. è simply man, va così, c'è niente da fare quindi sorridi anche se ti senti impanicato.
ma.
non rimanere al centro e non provare a lanciare la monetina. girati attorno, hai tutto il tempo che vuoi, poi, prendine una. quando ti senti esausto riposa, se vuoi ti raggiungo. ne giriamo una e la fumiamo, leggiamo un pò, ci beviamo su, ci soffermiamo con qualcuna e ci facciamo l'amore. poi và man, e non guardarti indietro perchè ovunque tu sia hai già percorso troppo per tornare indietro, al centro.
ci sono vie perpendicolari che tagliano, puoi prenderne una e continuare su un'altra strada, di questa nuova non puoi vederne l'eventuale "com'è fatta", è vero. non l'hai mai conosciuta, ma ricorda sempre che ogni inizio è principio.
siamo noi a modellarci, non sono le strade che modellano noi.
Buon viaggio man.
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slow. vacci piano con l'acceleratore, stacci ore, piuttosto. sei al centro dell'universo man, e i tuoi 360 gradi sono costellati di strade, niente vie lattee, strade smussate che a percorrerle il...
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23/03/2011 20:20:37
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E' difficile rimanere sospesi nel vuoto quando il vento non

23 marzo 2011 ore 20:09 segnala
sostiene il volo.
Rimane tutto in bilico sull'orlo delle insicurezze. Ad un passo dal nulla. Ad un palmo dal niente.
E ci si perde così. Cercando qualcosa a cui aggrapparsi per non cadere giù all'infinito, ma forse è solo illusione l'idea che ci sia un fondo da toccare prima di risalire.
Tutto oscilla. Tutto rimane sospeso a mezz'aria. Tutto è inganno e allucinazione.
Non c'è una gradino certo dove possa poggiare il piede con la sicurezza di non cadere.
Non c'è un rifugio sicuro in cui io potermi nascondere e sentirmi al riparo dalle tempeste e dai temporali.
Non ci sono braccia che possano accogliermi per darmi la certezza di cui si è svestito il mio cuore.
Vacillo in questa assenza di punti fermi. Vacillo in me stessa e non riesco può a ritrovarmi lì dove, un tempo, mi sono interrotta.
Forse ciò che si rompe è rotto per sempre. Ciò che è smarrito è ormai perduto. Ciò che si è abbandonato non si può più recuperare.
Si, forse e così...eppure chiudo gli occhi e continuo ancora a credere che ci sia una zattera in mezzo
al cielo
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sostiene il volo. Rimane tutto in bilico sull'orlo delle insicurezze. Ad un passo dal nulla. Ad un palmo dal niente. E ci si perde così. Cercando qualcosa a cui aggrapparsi per non cadere giù...
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ma le stelle conoscono il dolore?

23 marzo 2011 ore 20:06 segnala
Le stelle piangono lacrime di luce sugli uomini che muoiono inghiotti dalla bocca vorace della terra?
Le stelle comprendono il significato delle urla che si alzano al cielo sotto le macerie di mille esistenze schiacciate dalla mano Onnipotente di Dio?
No, le stelle non conoscono ne il tormento, ne la sofferenza. Se ne stanno sospese nel firmamento, accanto alla pallida luna, ingannando gli esseri umani con la falsa credenza di poter realizzare i desideri di chi le vede precipitare dal cielo.
Le stelle sono speranze bugiarde. Le stelle sono vane allucinazione. Le stelle non appartengono alla terra.
Ed intanto la gente muore con lo sguardo rivolto verso l'alto sognando di raggiungere la propria stella come nella favola del “Piccolo Principe”.
Una stella dove non esista la disperazione. Una stella dove ci sia pane da mangiare e acqua da bere per tutti.
Una stella dove i bambini possano giocare spensierati e non ci sia nessuno a rubarli alla terra in cui sono nati.
Una stella che non conosca ne tormento e distruzioni. Una stella dove vivere in pace e tranquillità. Una stella in cui chiudere gli occhi e sentirsi protetti dalle braccia di Dio.
...ma le stelle conoscono il dolore?...

La nostra paura più profonda

23 marzo 2011 ore 10:59 segnala
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda,
è di essere potenti oltre ogni limite.

E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.
Ci domandiamo: " Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? "
In realtà chi sei tu per NON esserlo?

Siamo figli di Dio.
Il nostro giocare in piccolo,
non serve al mondo.
Non c'è nulla di illuminato
nello sminuire se stessi cosicchè gli altri
non si sentano insicuri intorno a noi.

Siamo tutti nati per risplendere,
come fanno i bambini.
Siamo nati per rendere manifesta
la gloria di Dio che è dentro di noi.
Non solo in alcuni di noi:
è in ognuno di noi.

E quando permettiamo alla nostra luce
di risplendere, inconsapevolmente diamo
agli altri la possibilità di fare lo stesso.
E quando ci liberiamo dalle nostre paure,
la nostra presenza
automaticamente libera gli altri.

(Nelson Mandela)

L'amore incondizionato è come quello della luna.

22 marzo 2011 ore 13:23 segnala
Si dà senza preoccuparsi del fatto che la maggior parte delle persone non ne ricorderà la bellezza, se ne dimenticherà o volutamente la ignorerà. Infatti se la guardi sembra sorriderti. La vera serenità che c'è nel donarti non dipende da ciò che ti aspetti di ricevere indietro ma dal fatto che ti senti così bene nel dare dallo scegliere di continuare a dare, nonostante tutto. Siamo due colori diversi, io e te. Nessuno vorrebbe il colore dell'altro ma a nessuno basta avere più soltanto il proprio. L'amore arriva senza avvisi di garanzia e se il mondo sapesse mantenere lo stato di grazia che proviamo mentre ci gira come una trottola fantastica il pensiero di qualcuno nella mente vorremmo dargli di più, molto di più_
(Massimo Bisotti)
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Si dà senza preoccuparsi del fatto che la maggior parte delle persone non ne ricorderà la bellezza, se ne dimenticherà o volutamente la ignorerà. Infatti se la guardi sembra sorriderti. La vera...
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Dopo di te il rosso non è più rosso,

22 marzo 2011 ore 13:21 segnala
l'azzurro del cielo non è più azzurro, gli alberi non sono più verdi. Dopo di te devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi. Dopo di te rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini. Rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati, i nostri sguardi rubati in mezzo a un mondo di ciechi, che non volevano vedere perché se avessero visto saremmo stati la loro vergogna, il loro odio, la loro crudeltà. Rimpiango di non aver avuto ancora il coraggio di chiederti perdono. Per questo non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra. Era lì che ti vedevo sempre quando ancora non sapevo il tuo nome, e tu sognavi un mondo migliore in cui non si può proibire ad un albero di essere albero e all'azzurro di diventare cielo. Non so se questo è un mondo migliore. Come posso dire che questo è un mondo migliore? Come posso dirlo senza di te?
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l'azzurro del cielo non è più azzurro, gli alberi non sono più verdi. Dopo di te devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi. Dopo di te rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e...
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Quando ti pesa l'anima

22 marzo 2011 ore 13:18 segnala
Ma se ti pesa l'anima forse è solo che te la stai tenendo addosso. Se la lasci vola e va dove vuole. Lasciala libera di scegliere i suoi sogni, di appoggiarsi sul ciglio di un sospiro e prendere aria di sollievo da una matita colorata che dissolve nuvole nel cielo, tracciando emozioni di ombre e di sole, fra la gioia del piacere e il dolore dell'amore. Massimo BIscotti

Ma quante facce ha il dolore?..

22 marzo 2011 ore 09:31 segnala
vorrei saperlo per non essere sempre colto di sorpresa,per non sentire ad un tratto quella morsa stringere il petto fino a togliere il respiro,per non avere ad un tratto gli occhi lucidi e quella lacrima che tenta di scendere a rigarti il viso e tu che provi in tutti i modi a trattenerla ma il piu' delle volte non c'e' la fai e allora senti quel dolore che ti invade dal piu' prondondo del tuo essere e tu non puoi fare altro che cedere,magari lasciandoti andare ad un pianto dirotto con quei singhiozzi che ti squrciano quel misero filo di voce e ti senti solo e capisci che fa tanto tanto male.
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vorrei saperlo per non essere sempre colto di sorpresa,per non sentire ad un tratto quella morsa stringere il petto fino a togliere il respiro,per non avere ad un tratto gli occhi lucidi e quella...
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L'amore fa giri strani

11 marzo 2011 ore 23:38 segnala
L'amore fa giri strani, ti fa percorrere mete sconosciute, e tu ingenuamente ti fidi e ti lasci portare come fa un bimbo con la sua mamma. E' un gesto inconsapevole, perchè se fosse consapevole quel gesto non si farebbe mai, poi ci entri e ti sembra tutto bello, colorato, affascinante, accogliente. Nel momento piu bello dove decidi di offrire tutto te stesso, compreso cuore e cervello e anche corpo, dall'altra parte avanza come un orco sempre più assetato di sangue, di vendetta per storie passate non andate a buon fine, e tutto quello che non ha risolto te lo ributta addosso, prende il tuo cuore e lo schiaccia sotto i piedi. Ma quella mano? dov'è? l'amore è svanito? cosa resta? solo un organo sfruttato e calpestato, se questo voi lo considerate amore io questo amore non lo voglio. Tocca rialzarsi e prendere quello che è rimasto provare a riattaccare i pezzi giusti, fare il percorso indietro vedere e provare tanta tenerezza e perdono per aver donato l'amore a chi non lo meritava.
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L'amore fa giri strani, ti fa percorrere mete sconosciute, e tu ingenuamente ti fidi e ti lasci portare come fa un bimbo con la sua mamma. E' un gesto inconsapevole, perchè se fosse consapevole quel gesto non si farebbe mai, poi ci entri e ti sembra tutto bello, colorato, affascinante, accogliente.... (continua)
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VOGLIO SAPERE

31 gennaio 2011 ore 19:39 segnala
Non mi interessa cosa fai per vivere. Voglio sapere per cosa sospiri e se rischi tutto per trovare i sogni del tuo cuore. Non mi interessa quanti anni hai. Voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per amore, per i sogni, per l’avventura di essere vivo. Non voglio sapere quali pianeti minacciano la tua luna. Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita, o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro. Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo, se puoi ballare pazzamente e lasciarti andare all’estasi che ti riempie fino alla punta delle dita senza prevenirti di cautela, di essere realista, o di ricordarti le limitazioni degli esseri umani. Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera. Voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso, se puoi subire l’accusa di un tradimento e non tradire la tua anima. Voglio sapere se sei fedele, e quindi di fiducia. Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni, se sei capace di far sorgere la vita con la tua sola presenza. Voglio sapere se puoi vivere con il tuo fracasso, tuo o mio, e continuare a gridare all’argento di una luna piena. Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai. Mi interessa sapere se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste e spaccato in due, e fare quel che si deve per i bambini. Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare fin qui. Voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco, con me, e non retrocedere. Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove. Voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto di te non l’ha fatto. Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso, e se veramente ti piace la compagnia che hai nei momenti più vuoti.” (Donna indiana della tribù Oriah ,”Una Psicologia Antica” di Mario Mastropaolo, Liguori Editore)
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Non mi interessa cosa fai per vivere. Voglio sapere per cosa sospiri e se rischi tutto per trovare i sogni del tuo cuore. Non mi interessa quanti anni hai. Voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per amore, per i sogni, per l’avventura di essere vivo. Non voglio sapere quali pian... (continua)
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