Paradiso Nuovo

14 aprile 2008 ore 17:08 segnala
Un uomo camminava per una strada con il suo cane. Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese
conto di essere morto.

Si ricordò di quando stava morendo e che il cane che gli camminava al fianco era morto da anni.
Si chiese dove li portava quella strada.

Dopo un po' giunsero ad un alto muro bianco che costeggiava la strada e che sembrava di marmo. In cima
ad una collina s'interrompeva in un alto arco che brillava alla luce del sole.

Quando vi fu davanti, vide che l'arco era chiuso da un cancello che sembrava di madreperla e che la
strada che portava al cancello sembrava di oro puro.

Con il cane s'incammino verso il cancello, dove a un lato c'era un uomo seduto a una scrivania.

Arrivato davanti a lui, gli chiese: - Scusi, dove siamo?

- Questo è il Paradiso, signore, - rispose l'uomo.

- Wow! E non si potrebbe avere un po' d'acqua?

- Certo, signore. Entri pure, dentro ho dell'acqua ghiacciata.

L'uomo fece un gesto e il cancello si aprì.

- Non può entrare anche il mio amico? - disse il viaggiatore indicando il suo cane.

- Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo.

L'uomo pensò un istante, poi fece dietro front e tornò in strada con il suo cane.

Dopo un'altra lunga camminata, giunse in cima a un'altra collina in una strada sporca che portava
all'ingresso di una fattoria, un cancello che sembrava non essere mai stato chiuso. Non c'erano
recinzioni di sorta.

Avvicinandosi all'ingresso, vide un uomo che leggeva un libro seduto contro un albero.

- Mi scusi, - chiese. - Non avrebbe un po' d'acqua?

- Sì, certo. Laggiù c'è una pompa, entri pure.

- E il mio amico qui? - disse lui, indicando il cane.

- Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola.

Attraversarono l'ingresso ed effettivamente poco più in là c'era un'antiquata pompa a mano, con a fianco
una ciotola.

Il viaggiatore riempì la ciotola e diede una lunga sorsata, poi la offrì al cane. Continuarono così finché
non furono sazi, poi tornarono dall'uomo seduto all'albero.

- Come si chiama questo posto? - chiese il viaggiatore.

- Questo è il Paradiso.

- Be', non è chiaro. Laggiù in fondo alla strada uno mi ha detto che era quello, il Paradiso.

- Ah, vuol dire quel posto con la strada d'oro e la cancellata di madreperla? No, quello è l'Inferno.

- E non vi secca che usino il vostro nome?

- No, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza lasciano perdere i loro migliori amici.

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Un uomo camminava per una strada con il suo cane. Si godeva il paesaggio, quando ad un tratto si rese conto di essere morto. Si ricordò di quando stava morendo e che il cane che gli camminava al fianco era morto da anni. Si chiese dove li portava quella strada. Dopo un po' giunsero ad un alto muro...
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La Storia Dell'amore

13 aprile 2008 ore 00:07 segnala
Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia come sempre un po' folle propose: "giochiamo a nascondino!". L'interesse alzò un sopracciglio e la curiosità senza potersi contenere chiese: "a nascondino? di che si tratta?" "é un gioco -spiegò la pazzia - in cui io mi copro gli occhi e mi metto a contare fino a 1000000 mentre voi vi nascondete, quando avrò terminato di contare il primo di voi che scopro prenderà il mio posto per continuare il gioco". L'entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'euforia. L'allegria fece tanti salti che finì per convincere il dubbio e persino l'apatia, alla quale non interessava mai niente.... però non tutti vollero partecipare. La verità preferì non nascondersi. Perché se poi tutti alla fine la scoprono? La superbia pensò che fosse un gioco molto sciocco (in fondo ciò che le dava fastidio era che non fosse stata una sua idea) e la codardia preferì non arricchirsi. "UNO,DUE,TRE..." -cominciò a contare la pazzia. La prima a nascondersi fu la pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra che trovò sul percorso. La fede volò in cielo e l'invidia si nascose all'ombra del trionfo che con le proprie forze era riuscito a salire sull'albero più alto. La generosità quasi non riusciva a nascondersi. Ogni posto che trovava le sembrava meraviglioso per qualcuno dei suoi amici. Che dire di un lago cristallino? Ideale per la bellezza. Le fronde di un albero? Perfetto per la timidezza. Le ali di una farfalla? Il migliore per la voluttà. Una folata di vento? Magnifico per la libertà. Così la generosità finì per nascondersi in un raggio di sole. L'egoismo, al contrario trovò subito un buon nascondiglio, ventilato, confortevole e tutto per sé. La menzogna si nascose sul fondale degli oceani (non e' vero, si nascose dietro l'arcobaleno!). La passione e il desiderio al centro dei vulcani. L'oblio....non mi ricordo...dove? Quando la pazzia arrivò a contare 999999 l'amore non aveva ancora trovato un posto dove nascondersi poiché li trovava tutti occupati; finché scorse un cespuglio di rose e alla fine decise di nascondersi tra i suoi fiori. "un milione!" - contò la pazzia. E cominciò a cercare. La prima a comparire fu la pigrizia, solo a tre passi da una pietra. Poi udì la fede, che stava discutendo con Dio su questioni di teologia, e sentì vibrare la passione e il desiderio dal fondo dei vulcani. Per caso trovò l'invidia e poté dedurre dove fosse il trionfo. L'egoismo non riuscì a trovarlo: era fuggito dal suo nascondiglio essendosi accorto che c'era un nido di vespe. Dopo tanto camminare, la pazzia ebbe sete e nel raggiungere il lago scoprì la bellezza. Con il dubbio le risultò ancora più facile, giacché lo trovò seduto su uno steccato senza avere ancora deciso da che lato nascondersi. Alla fine trovò un po' tutti: il talento nell'erba fresca, l'angoscia in una grotta buia, la menzogna dietro l'arcobaleno e infine l'oblio che si era già dimenticato che stava giocando a nascondino. Solo l'amore non le appariva da nessuna parte. La Pazzia cercò dietro ogni albero, dietro ogni pietra, sulla cima delle montagne e quando stava per darsi per vinta scorse il cespuglio di rose e cominciò a muovere i rami. Quando, all'improvviso, si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell'amore! La pazzia non sapeva più che cosa fare per discolparsi; pianse, pregò, implorò, domandò perdono e alla fine gli promise che sarebbe diventata la sua guida. Da allora, da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra, l'amore e' cieco e la pazzia sempre lo accompagna....

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Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Quando la noia si fu presentata per la terza volta, la pazzia come sempre un po' folle...
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IL COLORE DEL GRANO

23 marzo 2008 ore 23:51 segnala
"...in quel momento apparve la volpe: "Buon giorno". "Buon giorno" disse gentilmente il piccolo
principe voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "...sotto il melo". "Chi sei?"
chiese il piccolo principe, "Sono una volpe", disse la volpe. 

"Vieni a giocare con me?", le propose il piccolo principe "sono così triste...". "Non posso giocare
con te", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah, scusa!", fece il piccolo principe. "Che
cosa vuol dire addomesticare?" 

"E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami". "Creare di legami?". "Certo",
disse la volpe, "tu, fino ad ora, per me non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E
non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a
centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me
unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. (...) Se tu mi addomestichi la mia vita sarà come
illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi
faranno nascondere sotto terra. Il tuo mi farà uscire dalla tana come una musica. E poi guarda!
Vedi laggiù in fondo dei campi di grano? Io non mangio il pane, e per me il grano è inutile. I
campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai i capelli color dell'oro. Allora
sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano che è dorato, mi farà pensare a te. E
amerò il rumore del vento nel grano..." 

La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "Per favore ... addomesticami", disse.
"Volentieri,  che bisogna fare?", domandò il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti",
rispose la volpe. "In principio tu ti siederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò
con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno
tu potrai sederti un po' più vicino...". 

Il piccolo principe ritornò l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la
volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincio ad essere
felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non
saprò mai a che ora prepararmi il cuore... ci vogliono i riti". "Che cos'è un rito?", disse il piccolo
principe. "Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe."E' quello che fa un
giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore" (...) 

Così il piccolo principe addomesticò la volpe ... E quando l'ora della partenza del piccolo principe
fu vicina: 

"Ah!", disse la volpe, "... piangerò". 

"La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti
addomesticassi e che diventassimo amici...". 

"E' vero", disse la volpe. 

"Ma sapevi che avresti pianto!", disse il piccolo principe. 

"Certo", disse la volpe. 

"Ma allora che ci guadagni?" 

"Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano”

Questa è sfortuna!!!!

19 febbraio 2008 ore 17:31 segnala
Deserto di Saqqara, 47°, safari nel deserto: proprio mentre la macchina stà affrontando la salita della duna, quasi all’apice, si rompe la jeep!!!! E per km non c’è un filo d’ombra!

Ma questo è da manuale:

LEGGE DI MURPHY:
Se qualcosa può andar male, lo farà.
Lasciate a loro stesse, le cose tendono ad andare di male in peggio.
Se tutto sembra andare bene, sicuramente si è sopravvalutato qualcosa.
Ogni soluzione porta nuovi problemi.
Tutte le cose vanno male contemporaneamente
Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore. 
LEGGE DI GUMPERSON:
La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità.
QUATTORDICESIMO COROLLARIO DI ATWOOD:
Non si perde mai nessun libro prestandolo,  a eccezione di quelli cui si tiene particolarmente. 
LEGGE DELLA GRAVITA' SELETTIVA:
Un oggetto cadrà sempre in modo da produrre il maggior danno possibile.
PRIMA LEGGE DI JOHNSON:
Se un congegno meccanico si rompe, lo farà nel peggior momento possibile.
QUINTA LEGGE DI PARKINSON:
Se c'è una maniera di rimandare una decisione importante, la buona burocrazia,
pubblica o privata, la troverà.

LEGGE DI JONES:
Colui che sorride quando le cose vanno male ha già trovato qualcuno cui dare la colpa.
LEGGE DI BOOB:
Si troverà sempre una qualsiasi cosa nell'ultimo posto in cui la si cerca. 
LEGGE DI EVANS E BJORN:
Qualunque cosa vada male, c'è sempre qualcuno che l'aveva detto.
OSSERVAZIONI DI ZENONE:
L'altra coda va più veloce.
Se si cambia coda, quella che si è appena lasciata diventerà immediatamente la più veloce.
Più è urgente il motivo per cui si fa una coda, più lento sarà l'impiegato allo sportello.

LEGGE DELLA LETTERA:
Non c'è come sigillare la busta per farsi venire nuove idee.

La punta del trapano o la chiave inglese di cui si ha bisogno
è quella che manca dalla cassetta degli attrezzi.

Più attentamente si pianifica un lavoro,
maggiore è la confusione quando qualcosa va male.

QUINTA LEGGE DELL'ATTENDIBILITA':
Errare è umano, ma per incasinare davvero tutto ci vuole un computer.
LEGGE DI EVANS:
Se puoi tenere la testa a posto quando tutti attorno a te l'hanno persa, non hai capito il problema.
LEGGE DI GOOD:
Se hai un problema che deve essere risolto da una burocrazia, ti conviene cambiare problema.
MONITO DI MATZ:
Attenti al medico che ha un rimedio per tutto.
TERZA LEGGE DI TELESCO.
Ci sono due tipi di cerotti: quelli che non si attaccano e quelli che non vengono più via.
LEGGE DI MOSSES:
Quando non guardi, segnano.
LEGGE DI QUIGLEY:
Un'automobile e un camion che viaggiano in direzioni opposte lungo una strada
deserta, si incontreranno sul ponticello

LEGGI DI HADLEY SULL'ACQUISTO DEGLI INDUMENTI.
Se ti piace, non hanno la misura.
Se ti piace e hanno la tua misura, non ti sta bene.
Se ti piace, hanno la tua misura e ti sta bene, costa troppo.
LEGGE DI SINTETO:
Una garanzia di 60 giorni garantisce che il prodotto esploderà il sessantunesimo.
LEGGE DI SKOFF:
I bambini non rovesciano mai niente sui pavimenti sporchi.
LEGGE DEI COMPAGNI DI LETTO:
Chi russa si addormenta per primo.
PRINCIPIO DI RUBY:
Le probabilità di incontrare qualcuno che conosci aumentano quando sei con
qualcuno con cui non vuoi essere visto. 
LEGGE DI CHEIT:
Se aiuti un amico nel bisogno, non si scorderà di te la prossima volta che avrà bisogno.
POSTULATO DI PARDO:
Le cose buone della vita sono illegali, immorali o fanno ingrassare.
LEGGE DI JACOB:
Errare è umano; dar la colpa a un altro ancora di più. 
LEGGE DI H.L. MENCKEN
Chi sa fare, fa.
Chi non sa fare, insegna.
Chi non sa insegnare, amministra.
ASSIOMA DELL'ESERCITO
Ogni ordine che puo' essere frainteso e' stato frainteso.
LEGGE DI SOCIO-ECONOMIA
In un sistema gerarchico, il pagamento per ogni lavoro e' inversamente proporzionale
alla spiacevolezza e difficolta' del lavoro stesso.

Le cose che ho imparato nella vita di Paulo Coelho

18 febbraio 2008 ore 17:13 segnala
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

- Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
- Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
- Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
- Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
- Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
- Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
- Che la pazienza richiede molta pratica.
- Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
- Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
- Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.
- Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
- Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
- Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
- Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
- Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
- La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
- E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
- Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
- Non cercare le apparenze, possono ingannare.
- Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
- Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
- Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
- Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
- Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
- Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
- Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
- Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
- Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
- Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.

Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

Delizia…

12 febbraio 2008 ore 17:13 segnala
Una passeggiata particolare tra le vie di Inssbruck…

 

In una cornice sorprendente, dove le montagne del Tirolo sembrano abbracciarti, proteggerti, ci si trova trasportati nel passato. Tutto sembra rimasto immutato da centinaia di anni, ma nonostante questo non si perde la consapevolezza di essere nel XXI secolo. E’ sorprendente l’armonia di questa città, i palazzi colorati, i fiori alle finestre, le montagne sullo sfondo. Tutto sembra avere un equilibrio perfetto, un senso. Passeggiando per la strada principale, Maria-Theresien-Strasse, si vede passare una carrozza, quasi ti aspetti di incontrare Mozart e magicamente ti trovi davanti ad un portone e scopri che lui ha abitato proprio là!  Tutto attorno è delizia per gli occhi….

Esisti

09 febbraio 2008 ore 21:09 segnala

Quei cammelli aspettavano noi!!! Naturalmente c'era timore, ma anche voglia di provare...

E all'improvviso, mentre con il cammello attraversavo un pezzetto del deserto di Saqqara, quelle sensazioni da prima impercettibili e che non riuscivo a cogliere, si sono fatte chiare quasi violente. Nel deserto non ci sono odori, non ci sono rumori, la luce è accecante e rende i colori tenui...
E proprio in quel momento, dove non sembra esserci vita, hai la forte consapevolezza di te stessa, che esisti...

Arrendermi mai...

09 febbraio 2008 ore 14:06 segnala

Arrendermi mai, io non voglio arrendermi. Questo corpo è fragile, la mente no. Sogni non ho, io non sò di cosa vivrò. Io guerriera senza storia, un'ombra in cerca di memoria. Arrendermi mai, io non voglio arrendermi, non sarò mai un atomo senza volontà. Ritroverò un'altra volta l'amore, il dolore, la pietà, la speranza...