Gradite delle crudité?

15 maggio 2021 ore 21:12 segnala
0:55
Sì, faccio abbastanza le pulci a quel che dici, non lo nego.
Forse per questo motivo il tuo modo di esprimerti, che io trovo crudo nel 95% del tempo, mi stordisce sempre un po'.
0:56
io sono un poeta guerriero
conosco il linguaggio di circostanza, ma evito di parlarlo se non ci sono costretto.
0:58
Ma sì che lo so
0:58
ho troppo rispetto per il mio cuore e troppo amore per il mondo per farlo
se il mio linguaggio ti da' fastidio e preferisci evitare di discutere puoi dirlo senza complimenti.
1:00
Ma non ci conosciamo abbastanza da non avere più nessun dubbio sul fatto che se qualcosa non ci piace ce lo diciamo e basta senza girarci intorno?
1:00
Non si sa mai.
te lo dicevo, le parole non servono per comunicare, alla maggior parte del genere umano
1:01
( :
A cosa servono per te?
1:02
io le uso per comunicare, e dico la verità
ma le parole servono per creare verità fittizie,
il mio amore per la verità è assenza di fantasia e noncuranza
1:04
Questo mi rassicura
1:05
sì, è bello sapere che le altre persone non ti mentono
1:06
Assolutamente sì



Non so se questo post avrà un senso.
Penso da tutto il giorno a questo stralcio di conversazione che ha avuto luogo questa notte.
Penso alle parole che creano e disfano mondi. Alla verità. All'uso che ne viene fatto.
Penso ai poeti guerrieri, e a Niamh* che portò il suo, di poeta guerriero, il mortale di cui si era innamorata, dove il tempo e la sofferenza non esistono. E che però poi, per uno scherzo del destino, lo perse proprio schiacciato dal tempo e dal dolore.
Penso ai mondi senza tempo che per me si sono dischiusi, grazie alle parole, come scrigni gremiti di tesori nascosti e rivelati a me sola che gelosamente custodisco come doni immeritati e che avidamente evito di condividere.

Questo posto mi fa male. Eppure sento di dovergli molto, in qualche modo, mi ha tolto tanto, ma dato altrettanto. Questo posto fatto "solo" di parole. Che mi hanno risollevata in notti in cui non sapevo che farmene, di me, delle notti stesse.
E per questo, quando ci penso, trabocco di gratitudine.





Le parole sono importanti, fate in modo che abbiano e seguano fedelmente un senso, che raccontino davvero di chi siete, con coerenza e onestà intellettuale, che valgano la gioia e non la pena.
Non servitevene se non per creare bellezza, anche a caso, ma non gettatele come cicche dal finestrino di un'auto in corsa né sprecatele con chi non intende dar loro il giusto valore. Perché non vanno svilite.
Mai.






* Niamh Chinn Óir è stato uno dei miei nick, per quasi un decennio.
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0:55 Sì, faccio abbastanza le pulci a quel che dici, non lo nego. Forse per questo motivo il tuo modo di esprimerti, che io trovo crudo nel 95% del tempo, mi stordisce sempre un po'. 0:56 io sono un poeta guerriero conosco il linguaggio di circostanza, ma evito di parlarlo se non ci sono...
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15/05/2021 21:12:09
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LOS TRABAJOS Y LAS NOCHES

29 marzo 2021 ore 03:11 segnala


para reconocer en la sed mi emblema
para significar el único sueño
para no sustentarme nunca de nuevo en el amor

he sido toda ofrenda
un puro errar
de loba en el bosque
en la noche de los cuerpos

para decir la palabra inocente



Alejandra Pizarnik
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« immagine » para reconocer en la sed mi emblema para significar el único sueño para no sustentarme nunca de nuevo en el amor he sido toda ofrenda un puro errar de loba en el bosque en la noche de los cuerpos para decir la palabra inocente Alejandra Pizarnik
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Dedica

29 marzo 2021 ore 02:47 segnala
Tu ricorda, io dico, ricorda
tu ricorda, ti dico e piango:
ogni cosa scompare e muta
e la stessa speranza uccide.



Non v’è oceano che torni nel fiume,
né fiume che risalga alle fonti,
né a chi il tempo sia misericorde –

ma ti amo, ti amo come
se tutto questo fosse stato e sia.



Ol’ga Sedakova
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Tu ricorda, io dico, ricorda tu ricorda, ti dico e piango: ogni cosa scompare e muta e la stessa speranza uccide. « immagine » Non v’è oceano che torni nel fiume, né fiume che risalga alle fonti, né a chi il tempo sia misericorde – ma ti amo, ti amo come se tutto questo fosse stato e...
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Pensavo al mio amore

29 marzo 2021 ore 02:22 segnala


Quel giorno ci fu un tramonto così insolitamente prolungato,
nel cielo rosso erano nere le case e il nostro giardino deserto.

Quella notte il cuore non ce la faceva più per le innumerevoli stelle
e spalancammo le finestre sulla vasta notte caldissima.

E al mattino un vento leggero portò il fresco dei mari,
ci furono troppi colori per via dei glicini e delle rose in fiore.

E quella sera me ne andai, pensavo al nostro destino,
pensavo al mio amore, di nuovo – a me e a te.




Nina Nikolaevna Berberova
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« immagine » Quel giorno ci fu un tramonto così insolitamente prolungato, nel cielo rosso erano nere le case e il nostro giardino deserto. Quella notte il cuore non ce la faceva più per le innumerevoli stelle e spalancammo le finestre sulla vasta notte caldissima. E al mattino un vento leggero ...
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Resterò

29 marzo 2021 ore 02:17 segnala
Io resterò con le cose non dette fino in fondo,
non cantate, non suonate, non scritte
fino in fondo. Nella società segreta,
nell’associazione silenziosa dei ritardatari,
che vivevano nei fogli fruscianti
e ora parlano in un sussurro.
Anche se da giovani ci avevano messi sull’avviso,
non abbiamo voluto un altro destino
e, in generale, non ci è poi andata così male;
accade persino che ci credano sulla parola
quelli che hanno finito di ridere, di danzare.



Non siamo riusciti bene, come molte altre cose,
per esempio l’intera storia mondiale
e, come ho sentito dire, l’universo.
Ma come frusciavamo, lanciati nel vento!
Per cosa? È davvero importante?
Il bagaglio da un pezzo ce l’hanno rubato alla stazione
(così ci hanno detto) e i libri li hanno bruciati
(così ci hanno insegnato), il fiume si è interrato,
il bosco è stato abbattuto e la casa è andata a fuoco,
e si è coperta di cardi la collinetta
sopra la tomba (così ci hanno scritto),
e il vecchio guardiano da un pezzo non lavora più.

Non separate la forma dal contenuto,
e lasciateci ancora dire, mentre ci accomiatiamo,
che noi ci siamo rassegnati al nostro destino,
e voi continuate di buon passo
a marciare in plotoni, facendo il saluto ai superiori.




Nina Nikolaevna Berberova

L'anima innamorata

16 marzo 2021 ore 14:22 segnala
A volte succedono cose strane,
un incontro, un sospiro,
un alito di vento che suggerisce nuove avventure
della mente e del cuore.
Il resto arriva da solo,
nell'intimità dei misteri del mondo.



Alda Merini

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A volte succedono cose strane, un incontro, un sospiro, un alito di vento che suggerisce nuove avventure della mente e del cuore. Il resto arriva da solo, nell'intimità dei misteri del mondo. Alda Merini « immagine »
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Felicità

12 marzo 2021 ore 02:45 segnala


Nel fondo di questa notte
la tenebra mi potrebbe soffocare
se accanto a me non ci fosse lui -
finestra aperta, illuminata
da cui prendere il respiro.




Blaga Dimitrova

Alla sera

02 marzo 2021 ore 00:50 segnala


Forse perché della fatal quïete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni,

e quando dal nevoso aere inquïete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.



Ugo Foscolo

Rain down, rain down on me.

27 gennaio 2021 ore 13:03 segnala
I Verdena li ho riascoltati solo ieri di nuovo.
Conservo canzoni e film rimasti intoccabili: sono irrimediabilmente legati a te.
E a me.
A quel che ero con te.
Avevamo così tante cose ancora da dirci ma le dicevamo piano, sconnesse dal resto, comprensibili solo dopo.
Necessitavo di tempo, necessitavi di intensità.
Eppure quando ti ho detto Non posso, Ale, mi dispiace, non hai obiettato.
Sei sparito. Semplicemente sparito.
Sorridendo. Non una parola.

Forse è quello che ha lasciato tutto in bilico per me e non mi permette di dimenticare, anche se è stato breve. La sensazione che in qualche modo tu avessi bisogno di me.
I tuoi desideri lievi, confessati anzitempo, che pure mi comprendevano, senza mai dirlo esplicitamente, con quella leggerezza entusiasta del Se vorrai, se accadrà, quando sarai pronta, mi piacerebbe portarti, da lassù si vede..., in sospeso.
I tuoi sogni disperati dei quali a poco a poco ho capito il senso.
Ne ho afferrato l'essenza.
Mi sono lasciata avvolgere.
Chiedo scusa: c'ho messo troppo.

Torno da 9 anni a cercarti per dirtelo, che sono sempre stati giusti, che la mia scelta era coatta e in quanto tale sbagliata, che sei sempre stato straordinario, come quel brano della Cavalleria Rusticana che mi ha del tutto inaspettatamente schiuso qualcosa dentro e ha segnato il momento in cui per me è cambiato tutto.



Ma solo ieri mi sono accorta di aver smesso da mesi di aspettarti.
E posso adesso riascoltare i Verdena.
Sorridendo serena. Di quel sorriso paziente e delicato che ho imparato da te.


In un'altra vita, quando saremo tutti e due gatti

*..Ti terrò con me.



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I Verdena li ho riascoltati solo ieri di nuovo. Conservo canzoni e film rimasti intoccabili: sono irrimediabilmente legati a te. E a me. A quel che ero con te. Avevamo così tante cose ancora da dirci ma le dicevamo piano, sconnesse dal resto, comprensibili solo dopo. Necessitavo di tempo,...
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Non è amore

19 gennaio 2021 ore 01:23 segnala
Non è Amore. Ma in che misura è mia
colpa il non fare dei miei affetti
Amore? Molta colpa, sia
pure, se potrei d’una pazza purezza,
d’una cieca pietà vivere giorno
per giorno… Dare scandalo di mitezza.
Ma la violenza in cui mi frastorno,
dei sensi, dell’intelletto, da anni,
era la sola strada. Intorno
a me alle origini c’era, degli inganni
istituiti, delle dovute illusioni,
solo la Lingua: che i primi affanni
di un bambino, le preumane passioni,
già impure, non esprimeva. E poi
quando adolescente nella nazione
conobbi altro che non fosse la gioia
del vivere infantile – in una patria
provinciale, ma per me assoluta, eroica –
fu l’anarchia. Nella nuova e già grama
borghesia d’una provincia senza purezza,
il primo apparire dell’Europa
fu per me apprendistato all’uso più
puro dell’espressione, che la scarsezza
della fede d’una classe morente
risarcisse con la follia ed i tòpoi
dell’eleganza: fosse l’indecente
chiarezza d’una lingua che evidenzia
la volontà a non essere, incosciente,
e la cosciente volontà a sussistere
nel privilegio e nella libertà
che per Grazia appartengono allo stile.


Pier Paolo Pasolini
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Non è Amore. Ma in che misura è mia colpa il non fare dei miei affetti Amore? Molta colpa, sia pure, se potrei d’una pazza purezza, d’una cieca pietà vivere giorno per giorno… Dare scandalo di mitezza. Ma la violenza in cui mi frastorno, dei sensi, dell’intelletto, da anni, era la sola strada....
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19/01/2021 01:23:02
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