Io e i turchi

09 marzo 2015 ore 22:06 segnala
Qualche sera fa si parlava di situazioni particolari in camper, beh di belle e di brutte dicevo ne avrei da raccontare, con i miei 38 anni di vagabondare, di cui 27 circa in camper.
Negli anni 80 ero già un itinerante allora avevo un’air-camping, avete presente quelle tende che si applicano sul tetto auto?! ..aaah che sospiro! il ricordo che ho nel cuore a parte gli spettacolari tramonti e le albe sulle meteore della Grecia.. è l’incredibile viaggio che ho affrontato per arrivarci, avevo deciso di passare dall’allora Iugoslavia per scendere in calcidica e risalire nell’interno, monte Athos meteore Ioánnina Igoumenitsa casa…
Ma chi aveva fatto i conti con l’esodo dei turchi che dalla Germania tornavano a casa per le ferie estive(mese di agosto)!!!
Beh due giorni intrappolato tra Belgrado e il confine sottostante in un ingorgo da film.. a oltre 40° su una strada desertica senza un’ombra con un litro d’acqua e qualche migliaio di macchine al limite del rottame e dai carichi grotteschi. Tra visioni e malori alla sera del secondo giorno ormai rassegnato a non uscirne vivo, arrivai a una sorta di campo profughi allestito per l’occasione, ma dalla calma che ostentavano, penso sia stata una cosa comune per loro quel viaggio, insomma mi sembrava un miraggio.
La prima cosa che feci, fu di aprire la tenda per sdraiarmi e dormire finalmente, appena aperta mi trovai attorniato da una ventina di turchi che entusiasti guardavano quello strano aggeggio e quando spiegai loro che mi sarei messo lì sopra a dormire l’entusiasmo divenne una festa quasi imbarazzante loro a terra o in macchina io lì sopra comodo ad asciutto dall’umidità notturna.
Ma prima era di vitale importanza una doccia, mi avviai verso due posticce strutture, dove in fila in silenzio una trentina di persone aspettavano il turno per usufruire di quella sorta di bagno/doccia. Ricordo un personaggio che ne gestiva l’uso , si pagava un obolo (non ricordo ovviamente..) Quando arrivò il mio turno, io, unico non-turco, mi guardò con sgomento e mi faceva capire che non potevo utilizzarlo, alla mia insistenza aprì la porta e mi mostrò un ambiente a dir poco vomitevole, un tubo a soffitto gettava acqua su una parete marcia di ruggine e altro.. un buco a terra la latrina, entravi lui ti chiudeva dentro e quando finivi, bussavi e ti apriva.
Il mio bisogno di lavarmi e rinfrescarmi era tale che lo guardai e con aria indifferente gli feci beh?! (con estrema camuffata indifferenza), fui mitragliato da una raffica di pacche sulle spalle e sorrisi da orecchio a orecchio, non solo non mi fece pagare, ma stentai ad andare a dormire per quanti volevano cercare di comunicare con quello strano “turco” che parlava solo italiano.
Il mattino all’alba ripresi la strada per la Grecia… la fatica e la stanchezza era già solo un ricordo offuscato da quella serata in cui due realtà si erano incontrate e avevano lasciato nei propri cuori un segno indelebile.

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Qualche sera fa si parlava di situazioni particolari in camper, beh di belle e di brutte dicevo ne avrei da raccontare, con i miei 38 anni di vagabondare, di cui 27 circa in camper. Negli anni 80 ero già un itinerante allora avevo un’air-camping, avete presente quelle tende che si applicano sul...
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09/03/2015 22:06:15
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