Le repliche di Nina

03 novembre 2016 ore 17:03 segnala
Per noi ultimi romantici che abbiamo sognato e sognamo ancora
. . . . . . . . . .
LUI: - Col tuo petto sul mio petto,
noi andremo, vuoi?
fiutando l'aria avidamente,
nel fresco radioso
del bel mattino blu, immersi
in un vino di luce....
Quando il bosco fremendo sanguina,
muto d'amore,
da ogni ramo, le verdi gocce
dei suoi chiari germogli,
senti, nelle cose dischiuse,
un fremito di carne.
Affonderai nell'erba medica
la tua bianca vestaglia;
rosa diventerà quel blu che cerchia
i tuoi grandi occhi neri.
Piena d'amore per la campagna
spargendo ovunque,
come schiuma di champagne,
le tue pazze risate,
riderai della mia brutale ebbrezza,
ed io ti prenderò,
così, per la tua bella treccia,
e berrò
il tuo sapor di fragole e lampone,
o carne in fiore!
Riderai al vento vivo che ti bacia
come un ladro
alla rosa di macchia che amabilmente
ti importuna:
riderai soprattutto, testa matta;
al tuo amante!...
. . . . . . . . . .
Diciassett'anni! Tu sarai felice!
O vaste praterie!
O campi grandi e innamorati!
- Su, vieni più vicino!...
Col tuo petto sul mio petto,
fondendo le nostre voci,
lenti, raggiungeremo il fiume,
e poi i grandi boschi!...
Allora, come una bimba morta,
con il cuore in estasi,
socchiudendo gli occhi, chiederai
che io ti porti...
io ti porterò palpitante
attraverso i sentieri,
mentre gli uccelli fischieranno
un'arietta alla moda...
io parlerò nella tua bocca;
e me ne andrò, stringendo
quel corpo di bimba dormente,
ebbro del sangue
che ti scorre azzurro sotto la pelle chiara
dai toni rosati:
e francamente ti dirò quelle cose
che tu sai...
le grandi foreste sapranno
di linfa; il sole d'oro
aleggerà su quell'incanto
verde e vermiglio.
. . . . . . . . . .
La sera, prenderemo quella strada
bianca che va
gironzolando, come un gregge al pascolo,
tutt'intorno
ai frutteti dall'erba azzurra
e ai meli contorti!
Li annuncia un aroma profondo
che ti coglie a una lega!
Faremo ritorno al paese
col cielo che s'oscura;
l'aria serale avrà l'odore
del latte appena munto,
avrà l'odore di stalle colme
di caldo letame,
di fiati cadenzati e lenti,
e di dorsi possenti
biancheggianti sotto qualche lume.
Proprio in fondo, laggiù,
una vacca lascerà cadere sterco, fiera
ad ogni passo...
- Ecco gli occhiali della nonna
che insinua il lungo naso
nel messale; il boccale di birra
cerchiato di piombo
spumeggiante fra le grosse pipe
che fumano come
caminetti; i labbroni spaventosi
che, mentre ancora fuma,
azzannano voraci il prosciutto
dai loro forchettoni:
il fuoco rischiara i pagliericci
e le antiche cassapanche;
ecco il sederino lucido e paffuto
di un grosso bambino
che fruga, carponi, fra le tazze;
il suo bianco visetto
sfiorato da un muso che ringhia
con amore,
e lecca il viso tondo
di quel caro piccino...
nera ed arcigna, sull'orlo della sedia,
spaventosa immagine,
una vecchia davanti al focolare
fila la lana;
Quante cose vedremo, amore mio,
quei tuguri,
quando la fiamma viva illumina
le finestre grigiastre!...
- Poi, minuscolo e sepolto
nel mezzo dei lillà
freschi e neri, un vetro nascosto
che ride laggiù...
Tu verrai, verrai; io ti amo!
Sarà bello, vedrai.
Tu verrai, non è vero? e poi...

LEI: - Ed il mio ufficio?

(Arthur Rimbaud)
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Per noi ultimi romantici che abbiamo sognato e sognamo ancora . . . . . . . . . . LUI: - Col tuo petto sul mio petto, noi andremo, vuoi? fiutando l'aria avidamente, nel fresco radioso del bel mattino blu, immersi in un vino di luce.... Quando il bosco fremendo sanguina, muto d'amore, da ogni ramo,...
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