Viaggiare… si viaggiare!

16 aprile 2015 ore 22:58 segnala

Nella mia vita andando a ritroso nei ricordi, credo che il viaggiare sia stato uno dei miei desideri maturati sin dalla tenera età, che mi ha accompagnato in tutta la mia esistenza sino a oggi e spero, sino all’ultimo dei miei giorni.
Quando gli altri bambini giocavano con i soldatini alla guerra io, facevo l’esploratore di foreste, deserti e mari dagli ignoti confini indefiniti tra cielo e terra.
Poi negli anni ’70 sulla scia dei giovani sessantottini, sognavo la lontana India, l’Asia sconfinata, dove avventurosi camionisti partendo dall’Italia settentrionale compievano attraversate da “Marco Polo” per le loro consegne e in alcuni casi a detta dei giovani che guardavo e ascoltavo estasiato, si riusciva ad aggregarsi.
Trascorrevo le mie serate in camera su atlanti e mappamondi, a creare i miei viaggi del futuro, alcuni dei quali poi nel tempo realizzati, altri per eccesso di fantasia rimasti nell’immaginario, anche se realizzabili, considerato ormai quel che si riesce a compiere, con le giuste finanze e tempo a disposizione.
La mia prima esperienza “avventurosa” fu nel giardino di un conoscente di famiglia, nel parco del Conero, avevo sedici anni, e con una tendina canadese da due posti, vi soggiornai con due amici dieci giorni, un fornellino con bomboletta, due pentole e tanta voglia di libertà… ne fece un’avventura mai dimenticata.
A diciotto anni iniziai a fare seriamente! Con due amici partimmo in autostop e treno, destinazione Corfù, doveva essere una settimana di campeggio, ma il nostro desiderio di conoscenza, il ritrovarsi con centinaia di ragazzi arrivati da ogni parte del mondo, il confrontare diverse esistenze fu travolgente per la nostra banale vita di provincia.
Corfù negli anni 70/80 era una meta ambita per i giovani beat post ’68, lingue diverse a volte sconosciute non frenavano la nostra voglia di comunicare, la settimana finì presto ma il traghetto per l’Italia partì senza di noi, ci imbarcammo per Patrasso e poi via terra sino ad Atene per altri venti giorni.
Ogni anno arrivava l’estate e con essa un nuovo viaggio spesso studiato, sognato ma mai pianificato, il partire per me è sempre stata un’avventura che iniziava fuori dall’uscio di casa, partivo per un paese estero, dove cercavo di entrare in punta di piedi, e confuso tra la gente studiarne le abitudini e la quotidianità della vita, insomma il lato vivo del paese che mi ospitava senza mai trascurare i paesaggi, gli ambienti naturali, insomma flora e fauna umana e animale .
Le più belle foto sono quelle che serbo nel cuore e nei ricordi indelebili di sorrisi sguardi e a volte pianti, di tramonti e albe, di foreste immense, di montagne senza fine, così come i borghi agricoli persi nelle campagne polacche o le calette scozzesi dove i pescatori dalle rughe parlanti di storie di mare, seguitavano indifferenti alla tua presenza, a dipanare le loro reti.
Oggi le cose sono cambiate come il tempo ha cambiato me nel corpo, ma non nel desiderio di viaggiare, di conoscere l’uomo e l’ambiente in cui vive, il viaggio dentro di me continua, sempre con nuove emozioni sempre alla ricerca di confronti che sappiano mettere in discussione le nostre certezze esistenziali, il nostro mondo perfetto che nella sua perfezione si sta distruggendo, e di là dei confini della nostra quotidianità esiste l’iceberg nascosto di vite diverse.
Il viaggio continua tutta la vita spesso è fuori dalla porta, o forse il solo affacciarsi alla finestra ti trasporta così lontano, dove potresti smarrire la strada del ritorno, viaggiare …si viaggiare! Comunque sia viaggiare è lo stato d’animo che prima delle gambe muove il cuore.

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16/04/2015 22:58:15
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Commenti

  1. cignonero999 16 aprile 2015 ore 23:03
    E come diceva non mi ricordo più chi...l'importante è il viaggio non la destinazione!!
  2. madmax134 16 aprile 2015 ore 23:05
    chi era non è importante! ...grazie!

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