FILIRON

26 marzo 2012 ore 17:32 segnala
Serata da cani...
il cielo s'è fatto nero...
giù fulmini, saette e tuoni... rimbombano.
Sono al computer... di colpo una luce accecante mi fa fare un salto dalla sedia...
buio totale...
strano, però...
un brivido mi percorre la schiena...
non sono sola, lo sento... il cuore in gola... mi tremano le mani, accendo una piccola torcia che tengo a disposizione in questi casi.
Gli occhi cercano nel semibuio... mettono a fuoco quel poco che possono... qualcosa è rannicchiato sul pavimento... inizio a tremare di più, ma resto immobile trattenendo il fiato.
Ecco!... la luce torna di colpo, tiro un sospiro di solievo e tutto si fa chiaro... sembra un piccolo essere ''umano'' rannicchiato sul pavimento... ha le fattezze di un uomo... la cosa strana???... E' tutto blu... di un blu cobalto... sono spaventata, ma prevale la mia curiosità e chiedo:'' Chi sei? ''
Si volta verso di me; un viso dai lineamenti bellissimi, con grandi occhi, orecchie a punta, molto esile... con dita sottilissime, e con una voce dal suono melodioso che accarezzò le mie orecchie... rispose:'' Sono un Liosalfar! ''
Rimasi a bocca aperta, pensando -- ho già sentito questo nome... siiii...d'un tratto balenò un ricordo straordinariamente ''strano''... i Liosalfar sono elfi... siiii... ''elfi della luce''... ma com'è possibile? vedevo un elfo?
La mia mente si mette a vagare fra i ricordi delle mie letture e subito penso a Shakespeare '' Sogno di una notte di mezza estate.'' a Puck, lo spiritello ingannatore, lo spritello dei boschi dall'aspetto mutevole... lo guardo: ma questo è blu?
Nel Medioevo si narrava che gli elfi aiutavano le massaie nei lavori domestici, spazzavano le case e pulivano gli angoli in cambio di panna e latte.
Mi viene in mente anche Kipling, per esempio rapresentava l'elfo come un piccolo fauno dagli occhi cerulei.
Lo guardo di nuovo: -- già... ma questo è tutto blu?? -- forse mi succede questo... perchè ho sempre asserito di credere nelle fate... perchè ho tantissimi libri che parlano di questo argomento, libri strani: con rilegature particolari, fregi, intarsi; con favole, formule magiche... formule magiche???
Ma no!... quelli fanno parte dei miei sogni... delle mie fantasie... come poteva realmente accadere.
Gli elfi nascono dalla luce delle stelle... sono immortali... un popolo meraviglioso dai tratti sottili e bellissimi; dotati di grande forza e agilissimi nei movimenti; sanno cantare, amano la poesia, la magia, fanno gioielli artistici e sanno forgiare armi; comunque preferiscono stare lontani dagli esseri umani, non si fanno vedere e sono abilissimi a nascondere le proprie tracce.
Ma questo essere era proprio davanti a me, e mi fissava... basta!...
Ora prendo in mano la situazione... mi feci coraggio:'' Sei ferito? Hai bisogno di aiuto?'' Mi guardò ancora più intensamente e sentii penetrarmi l'anima... Si narra che gli elfi hanno poteri telepatici... infatti, lasciò che mi avvicinassi, credo che capiva che non ero un pericolo per lui... lo coprii con un plaid che stava sul divano e in silenzio preparai un the caldo; lo feci accomodare come se si trattasse di un ospite... intanto il colore della sua pelle iniziava a sbiadire... presi una sedia e mi misi seduta di fronte a lui e aspettai che mi parlasse:'' Tu sei stata scelta dal libro, per un compito molto importante...'' disse indicandomi.
Sgranai gli occhi già sbarrati per quello che mi stava succedendo , ma non riuscii a parlare... lui continuo:'' Sei l'unica donna umana capace di tradurre lo scritto del libro e telepaticamente compatibile con me; sono un Druido, sacerdote degli elfi, protettore degli alberi del bosco. Tu non hai paura di parlare con un elfo per quando strano possa essere, sei speciale già per questo, e poi tu hai la chiave!''
Con stupore lo guardo e chiedo:''La chiave?? dunque devo dedurre che questo libro è in mio possesso se tu sei qui! Ultimamente ho comprato dei libri bellissimi, ma non credo di aver visto qualcosa che assomigliasse a una chiave!''
L'elfo non si scompose e continuò:''tu hai la chiave che riporterà la vita nel nostro mondo che per la scomparsa del libro sacro sta venendo inghiottito dalle tenebre. Se non riporterà indietro ''la sacra luce'' il mio popolo morirà.''
Scuoto la testa, sento un tremore nell'anima e una confusione nella mente:'' Senti elfo io... io non credo di essere all'altezza di questo compito e poi non so di quale libro parli, ne ho così tanti...''
'' Mi chiamo Filiron... -- blu, celeste... stava sbiadendo sempre di più -- e quando il colore della mia pelle diventerà bianco, inzierò a sparire... morirò... così come la mia gente, tu... -- indicandomi di nuovo -- tu devi darmi la chiave e tramite la tua energia gli ridarai luce!''
Allora saltai in piedi, corsi allo scaffale dei miei libri e iniziai a cercare chiedendo:'' Cosa devo cercare esattamente se non è qualcosa che assomiglia a una chiave... cosa... cosa.''
Filiron rispose:'' Un libro con la copertina intarsiata nel legno di quercia antica con un fregio dorato a forma di gemma... lo hai comperato da un rigattiere qualche giorno fa!''
Risposi:'' Ho tanti libri con la copertina che sembra legno... aspetta!! credo di ricordare... ho un libro che emana una vibrazione strana ogni volta che lo apro... -- mi sfuggì una risata nervosa... -- proprio ieri ho letto una formula strana, sembravano geroglifici... io... io capivo cosa c'era scritto... io... io ho letto quelle frasi...'' tremavo per l'emozione.
Filiron disse:'' E' vero, leggendo quella formula hai aperto un varco di contatto tra noi, ho viaggiato attraverso i fili dell'elettricità fino al tuo computer e grazie al temporale e alla forza dei lampi ho preso l'energia che mi serviva,... quel libro ci è stato rubato... ora deve tornare al suo posto.''
Filiron continuò a parlare con voce sempre più roca, la sua pelle stava diventanto trasparente... mi spaventai e gridai:''Dimmi! dimmi cosa devo fare... non andare via!'' le lacrime mi sgorgavano copiose sul viso e un nodo mi stringeva la gola.
Filiron:'' non capisci! la chiave sei tu! tocca la gemma... ora!!!''
Risposi:'' Questa???''... e subito al mio tatto s'illuminò di una luce accecante.
Filiron:'' Si... e visto che toccandola si è accesa, hai rotto l'incantesimo... la luce... la luce è la tua anima di bambina... ricordi?... non aver paura!''
-- Pensai -- non aver paura mi dice... come se tutti i giorni aiutassi elfi a disincastrare gemme di luce da libri magici -- sorrisi... con un colpo tirai via la gemma senza esitare più... porsi il libro a Filiron e tra le mie lacrime e lo stupore lo vidi riprendere colore... vita.
E come se avessi dato dell'acqua a una pianta che stava per morire di sete... Filiron si trasformò, si irrobustì, crescendo di almeno dieci centimetri; gli occhi e il viso presero un colore verde smeraldo e un alone dorato lo circondò...
----------- era bellissimo --------------------
Si... ora ricordavo... proprio come gli elfi dei miei sogni di bambina, quando mi vedevo circondata da fatine colorate, con bellissime ali d'argento, che ballavano e mi regalavano serenità.
Filiron mi sorrise e mise il libro e la gemma in una sacca e se la legò alla vita; da una tasca tirò fuori un piccolo ciondolo luminoso e me lo diede dicendo:'' ti aiuterà a non dimenticare più.''
Fece un segno di saluto e con un agilissimo balzo saltò nel portale apertosi nel trattempo sullo schermo del computer...
------------------ sparì ---------------
e fu di nuovo buio.
Mi ritrovai a svegliarmi sul divano con il plaid chi mi copriva fino al naso...--- pensai! --- dormivo! allora è stato un sogno! però un bellissimo sogno! ---
Fuori pioveva ancora e lampi e tuoni rimbombavano... scuotendo la testa mi avvicinai alla finestra, spostai la tendina, avvolgendomi il plaid ancora di più addosso... mi sentivo bene... leggera...il mio sguardo però fu attratto da uno scintillio sullo scaffale dei miei libri...
---------------- era il ciondolo -----------
sorridendo pensai: non smetterò mai di credere nelle fate.

(inventata e scritta da Mara)
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Serata da cani... il cielo s'è fatto nero... giù fulmini, saette e tuoni... rimbombano. Sono al computer... di colpo una luce accecante mi fa fare un salto dalla sedia... buio totale... strano, però... un brivido mi percorre la schiena... non sono sola, lo sento... il cuore in gola... mi tremano le...
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L'ASFALTO E LA FARFALLA.

10 febbraio 2012 ore 10:10 segnala
Con gli occhi bassi
sull'asfalto infuocato
dal caldo estivo,
un'ombra volteggia
apparentemente
tranquilla.
E' una farfalla
che stanca
non sa se si può posare...
Ma una macchia
di rosso vivo
su un balcone
attira la sua attenzione.
E' un geranio...
''mio salvatore''.

(poesia di Mara.)
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Con gli occhi bassi sull'asfalto infuocato dal caldo estivo, un'ombra volteggia apparentemente tranquilla. E' una farfalla che stanca non sa se si può posare... Ma una macchia di rosso vivo su un balcone attira la sua attenzione. E' un geranio... ''mio salvatore''. (poesia di Mara.)
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DAL fILM D'AMORE ''HARRY TI PRESENTO SALLY''

21 settembre 2011 ore 15:58 segnala
Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi.
Adoro il fatto che ci metti un'ora e mezza per ordinare un panino.
Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fossi matto.
Adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te possa ancora sentire il tuo profumo sui miei vestiti.
E adoro il fatto che tu sia l'ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte.
Non è che mi senta solo, e non c'entra il fatto che è Capodanno.
Sono venuto qui stasera perchè quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della tua vita con una persona, vuoi che il resto della tua vita inizi il prima possibile.
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Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi. Adoro il fatto che ci metti un'ora e mezza per ordinare un panino. Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi...
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I SOGNI DEGLI IRACHESI.

18 settembre 2011 ore 16:46 segnala
Mito indiano: Gli Irochesi erano una confederazione di cinque tribù stanziate nell'America del nord, nell'attuale Stato di New York. Avevano un'economia agricola, che si basava soprattutto sulla coltivazione di mais, zucche, fagioli, tabacco e frutta.Secondo il loro mito, all'origine di tutto non esisteva una terra su cui vivere, ma solo acqua. Al di sopra, nel Grande Blu, esisteva però una comunità chiamata il ''Mondo del cielo'', dove viveva una donna capace di sognare....

Una notte lei sognò l'albero che era la fonte della luce.
Il sogno la turbò, così andò a chiedere all'uomo nel Mondo del cielo di tirare su l'albero.
Scavarono attorno alle radici dell'albero per fare spazio ad ancora più luce, ma l'albero cadde attraverso il buco e scomparve.
Dopo ciò vi fu solo ombra.
Colti di sorpresa e non sapendo cosa fare, spinsero la donna attraveso il buco.
La donna si sarebbe persa negli abissi se un pesce falco non fosse giunto in suo aiuto usando le sue piume per farla appoggiare.
Il pesce falco non avrebbe potuto tenerla tutta sopra di sè tutto da solo, così chiese di creare un terreno solido su cui potesse stare la donna.
Uno svasso (uccello comune in America simile all'anatra), si calò fino al fondo del mare e riportò fango nel suo becco.
Trovò una tartaruga, spalmò il fango sul suo guscio, e si rituffò ancora molte altre volte.
Anche le anatre portarono i loro becchi pieni del fondo dell'oceano e lo spalmarono sul dorso della tartaruga.
Il castoro aiutò a costruire il terreno, rendendo la copertura più grande.
Gli uccelli e gli animali costruirono i continenti fino a che ebbero fatto l'intera terra tonda, mentre la donna era al sicuro seduta sulla schiena della tartaruga.
La tartaruga continua a tenere la terra sulle sue spalle.
Dopo questo, uno degli spirito del Mondo del cielo, scese e guardò la terra.
Dopo che vi ebbe viaggiato, la trovò meravigliosa, e così creò le persone per viverci e diede loro capacità speciali; ogni tribù della nazione degli Irochesi fu dotata di doni speciali da condividere con il resto dell'umanità.
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Mito indiano: Gli Irochesi erano una confederazione di cinque tribù stanziate nell'America del nord, nell'attuale Stato di New York. Avevano un'economia agricola, che si basava soprattutto sulla...
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DONNA.

07 settembre 2011 ore 17:32 segnala
Una gita come tante, ma che si rivela sempre tanto interessante, emozionante, magica.
Sono entrata in un stanza con una luce propria, piena di sculture in legno d'ulivo e di quercia antica.
Un'odore di altri tempi, ha colpito come un pugno le mie narici, spriggioanando la mia fantasia, travolgendo i miei sensi nascosti.
Tra le sculture meravigliosamente intagliate con grande maestria echeggia......la magia!
Se si sgrana un pò gli occhi, come fanno i bambini piccoli, li possiamo vedere.....saltare, giocare, entrare ed uscire da un foro di quella scultura ad un'altra.
I mieie occhi di bambina li vedono sempre...........
sono fate e folletti dalle lunghe orecchie: ridono, si rincorrono, giocano......
Oh! c'è anche il mio amico elfo: Filiron.
Egli allunga la sua mano dalle calde dita affusolate e dice: ''Vieni....dammi la mano.''
Certo non me lo faccio dire due volte, sò che quando gli dò la mano iniziano per me avventure fantastiche, trovandomi a scoprire mondi eccezionali........e poi e' stato lui a regalarmi il ''ciondolo''.....ma questa è un'altra storia.
Mi ritrovo ad essere piccola, piccola....ed entriamo in una scultura meravigliosa, si chiama ''DONNA''.....si, una donna in legno intagliato ad arte ed e' sdraiata su di una grossa e bianca conchiglia; le chiedo:''Cosa fai bella creatura di legno?''
Lei alza lentamente il suo bellissimo viso rigato da copiose lacrime e risponde:''Aspetto! Aspetto che scenda la sera e che la fata della notte , nella sua immensa bontà mi restituisca il mio grande amore!'' Man mano che le parlo si muove, si alza, si trasforma in una bellissima donna in carne ed ossa, da lunghissimi capelli biondi e ricci che le ricadono lungo i fianchi, mentre vengono accarezzati dalla dolce brezza marina, che risale la scogliera, e i suoi occhi brillano di una luce indescrivibile, una luce di grande speranza.
Il giorno pareva sbocciare come un fiore bianco che a poco a poco si tingeva di rosa, mentre l'onda si sfilacciava con spruzzi iridescenti contro la barriera degli scogli e sentii in cuor mio una pace celestiale.....ma durò poco, perchè i suoi grandi occhi si rintristirono e grosse lacrime scivolarono lungo il suo bellissimo viso.
Non mi ero sbagliata ''piangeva''; le chiesi il perche' di tanta tristezza.
Mentre l'alba chiara preannunciava un bel giorno, le spume bianche crosciavano sul mare e i gabbiani si lasciavano trasportare via dal vento come grandi foglie bianche, lei inziò a raccontare:''Il mio amore, alto, bello e forte, figlio del re dell'isola, quando l'aurora schiudeva il suo manto, vagava per la folta foresta dell'isola a caccia di belve, e io lo accompagnavo. Io sono una guerriera e la mia bravura sta nell'adoperare l'arco in un modo eccezionale. Un giorno mentre stavo lungo la riva del mare e osservavo le onde scherzare con il sole, fui raggiunta dal capo arciere della guardie del re, il quale geloso del mio amore per il giovane principe, mi sfidò a colpire un'ombra nera che, lontano appariva e spariva tra le creste spumose delle onde del mare. Piena di orgoglio, impugnai l'arco, il mio strale d'argento luccicò nel cielo e sibilando trapassò il bersaglio. Un grido di trionfo eruppe dal mio petto, mentre un ghigno di trionfo si stampò sul viso del capo arciere; lo avevo sconfitto e non era affatto dispiaciuto?...............Quando l'onda a poco a poco sospinse alla riva la nera ombra trafitta, restai di pietra.......in essa riconobbi il corpo senza vita del mio amore, del principe.....stramazzai a terra sul suo corpo e.......piansi, e piansi e piansi fino a notte.La fata della notte che aveva visto tutto si impietosì accogliendo nel cielo l'amore mio e ne fece una lucente costellazione......ora quando nelle sere chiare sbocciano in cielo le stelle, egli appare luminoso che, armato di spada, si avventa contro un leone ruggente. Per quando riguarda me, ho chiesto di rimanere ad aspettare e non dimenticare, qui sulla riva del mare adagiata su di una conchiglia....e in una statua di legno mi ha trasformata. Ma nelle notti, quando tutte le stelle in cielo sono al loro massimo splendore, la fata della notte dà a lui la possibilità di ritornare uomo e scendere sulla spiaggia, mentre anche io riprendo vita e passeggiamo mano nella mano ......questo per l'eternità, pecheè il nostro amore eterno era ed eterno rimarrà.''
Mentre commossa la guardo, a poco a poco, come il movimento leggiadro di un volo di farfalla che si poggia su di un fiore, la bellissima donna si riappoggiò addormentadosi sulla conchiglia.
Filiron mi guarda..........mi dà un bacio sulla fronte, mi lascia la mano facendomi ritornare alla realtà e alla mia gita tra le sculture....commossa ma contenta di poter spriggionare la mia fantasia in ogni momento.
(rielaborata e scritta da Mara.)
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Una gita come tante, ma che si rivela sempre tanto interessante, emozionante, magica. Sono entrata in un stanza con una luce propria, piena di sculture in legno d'ulivo e di quercia antica. Un'odore...
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L'ACCHIAPPASOGNI

27 agosto 2011 ore 15:35 segnala
La leggenda dell'acchiappasogni è una tra le più belle e suggestive della cultura degli indani d'America:
una leggenda narra............
di una bambina indiana il cui nome era ''Nuvola Fresca'' che un giorno raccontò impaurita a sua madre, ''Ultimo Respiro della Sera'', i sogni-incubi e le visioni che di notte faceva.
Con il fiato sospeso, ''Ultimo Respiro della Sera'', tentò di riscaldare i tremori della piccola ''Nuvola Fresca'', spiegandole che quelli che vedeva si chiamavano sogni.......ma la piccola voleva vedere soltanto quelli buoni.
Allora la madre sicuro che fosse ingiusto chiudere le porte alle paure della figlia, pensò a come riconoscere i sogni, e così inventò una rete tonda per pescare i sogni del lago della notte.
Al centro della rete intrecciata mise un piccolo sasso come catalizzatore e intorno ad esso una goccia d'argento, un pezzo di turchese ( come significato del desiderio) e un dente di animale forte (simbolo di protezione), infine code di animali e piume di uccelli furono legati all'estremo inferiore della rete.
Finito il lavoro, ''Ultimo Respiro della Sera'', appese l'acchiappasogni sopra il letto della piccola per pescare per lei i sogni.
Se si tratterà di sogni buoni il Dream-Catcher li affiderà al filo di perline (le forze della natura) che li farà avverare; se li giudicherà cattivi, li consegnerà alle piume di uccello e li farà portare via, disperdendoli nei cieli.
E così fu per ''Nuvola Fresca'' e per tutti i bambini indiani del villaggio.
Ancora oggi, ogni volta che nasce un bambino, gli indiani costruiscono un Dream-Catcher e lo appendono sopra la sua culla.
Gli indiani conservono il loro acchiappasogni tutta la vita......con gli anni il suo potere si accresce e con esso anche la capacità di proteggere il suo possessore e realizzare i suoi sogni.

Mitakuye Oyasin
siamo tutti fratelli
(saluto rituale Lakota)
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La leggenda dell'acchiappasogni è una tra le più belle e suggestive della cultura degli indani d'America: una leggenda narra............ di una bambina indiana il cui nome era ''Nuvola Fresca'' che un giorno raccontò impaurita a sua madre, ''Ultimo Respiro della Sera'', i sogni-incubi e le visioni...
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L'ANIMA TORNA.

03 agosto 2011 ore 17:29 segnala
L'anima sanguinò...
chiusi gli occhi...
smisi di essere...
ma lo vidi,
mi fissava senza dire
una parola.
Eppure sentivo.
''Sono stanca di vivere, non voglio più....''dissi.
Mi lasciai spegnere...
mi afferrò la mano...
la strinse con forza.
M'innalzò al Sapere dicendo
''Guardati attorno''
echeggiò in me.
Mi accarezzò come può fare un alito di vento...
con le lacrime nell'anima '' guardai...''
Ora vivi e porta con te
questo insegnamento.
La fiamma incendiò...
imparai e tornai...
ritornai ad essere
ora sono.
(Mara)
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L'anima sanguinò... chiusi gli occhi... smisi di essere... ma lo vidi, mi fissava senza dire una parola. Eppure sentivo. ''Sono stanca di vivere, non voglio più....''dissi. Mi lasciai spegnere... mi...
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LA fATA DELLA NOTTE

07 luglio 2011 ore 15:29 segnala

Questa è una storia magica, una storia di un tempo lontana.....inventata da Mara, che si perde per memoria nei tempi dei tempi.
Inizia....................nel blu del nulla.
In questa immensa oscurità fluttua un pensiero, che stanco di stare da solo, comuncia a forgiarsi, ad evolversi; prendendo senza saperlo, come per magia una forma umana: bellissima, lunghi capelli iniziano a volteggiare sulle sue graziose spalle, crescendo di corposità ricoprendo le sinuose curve del suo corpo; avvolgendo i fianchi fino a ricoprire le sue lunghissime gambe bianche.
Così inizia per il dolce pensiero un viaggio fantastico costruendo il suo mondo.
Con un suo sottilissimo e affusolato dito punteggia il nulla accendendo minuscole fiammelle che fanno una danza davanti i suoi occhi impriggionandovisi; e a ogni battito di palpebra si accendono miriadi di lucciole che emanano un bagliore soave.
Le guarda e si accendono sempre più: ''sono meravigliose, fredde al tatto, ma brillanti; stelle...........pronunciò in un sibilo di voce..........di esse se ne parlerà per sempre, si vedranno da ogni angolo dell'universo, verranno decantate da grandi poeti; gli innamorati le paragoneranno agli occhi delle loro belle.
Si mise a volteggiare tra di loro, danzando sulle punte dei piedi, felice.
''Manca qualcosa.......''si disse.
Strappò un capello dorato dalla sua lunga chioma, raggruppò delle soavi fiammelle impriggionandole in un cerchio, ci alitò sopra e il calore caldo che ne uscì le fuse insieme, riempiendo il cerchio di un bagliore ancora più grande, immenso, illuminando tutto intorno,
Il nulla non esisteva più.....
Era l'inizio di una meravigliosa notte stellata.......
E quella grossa palla gialla è e sarà pre sempre.........
la luna.
(storia scritta e inventata da Mara.)
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« IMMAGINE: C:\Documents and Settings\alicetuttoincluso\Documenti\Immagini\mamma\fata_flauto.jpg » Questa è una storia magica, una storia di un tempo lontana.....inventata da Mara, che si perde per m...
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