DONNA.

07 settembre 2011 ore 17:32 segnala
Una gita come tante, ma che si rivela sempre tanto interessante, emozionante, magica.
Sono entrata in un stanza con una luce propria, piena di sculture in legno d'ulivo e di quercia antica.
Un'odore di altri tempi, ha colpito come un pugno le mie narici, spriggioanando la mia fantasia, travolgendo i miei sensi nascosti.
Tra le sculture meravigliosamente intagliate con grande maestria echeggia......la magia!
Se si sgrana un pò gli occhi, come fanno i bambini piccoli, li possiamo vedere.....saltare, giocare, entrare ed uscire da un foro di quella scultura ad un'altra.
I mieie occhi di bambina li vedono sempre...........
sono fate e folletti dalle lunghe orecchie: ridono, si rincorrono, giocano......
Oh! c'è anche il mio amico elfo: Filiron.
Egli allunga la sua mano dalle calde dita affusolate e dice: ''Vieni....dammi la mano.''
Certo non me lo faccio dire due volte, sò che quando gli dò la mano iniziano per me avventure fantastiche, trovandomi a scoprire mondi eccezionali........e poi e' stato lui a regalarmi il ''ciondolo''.....ma questa è un'altra storia.
Mi ritrovo ad essere piccola, piccola....ed entriamo in una scultura meravigliosa, si chiama ''DONNA''.....si, una donna in legno intagliato ad arte ed e' sdraiata su di una grossa e bianca conchiglia; le chiedo:''Cosa fai bella creatura di legno?''
Lei alza lentamente il suo bellissimo viso rigato da copiose lacrime e risponde:''Aspetto! Aspetto che scenda la sera e che la fata della notte , nella sua immensa bontà mi restituisca il mio grande amore!'' Man mano che le parlo si muove, si alza, si trasforma in una bellissima donna in carne ed ossa, da lunghissimi capelli biondi e ricci che le ricadono lungo i fianchi, mentre vengono accarezzati dalla dolce brezza marina, che risale la scogliera, e i suoi occhi brillano di una luce indescrivibile, una luce di grande speranza.
Il giorno pareva sbocciare come un fiore bianco che a poco a poco si tingeva di rosa, mentre l'onda si sfilacciava con spruzzi iridescenti contro la barriera degli scogli e sentii in cuor mio una pace celestiale.....ma durò poco, perchè i suoi grandi occhi si rintristirono e grosse lacrime scivolarono lungo il suo bellissimo viso.
Non mi ero sbagliata ''piangeva''; le chiesi il perche' di tanta tristezza.
Mentre l'alba chiara preannunciava un bel giorno, le spume bianche crosciavano sul mare e i gabbiani si lasciavano trasportare via dal vento come grandi foglie bianche, lei inziò a raccontare:''Il mio amore, alto, bello e forte, figlio del re dell'isola, quando l'aurora schiudeva il suo manto, vagava per la folta foresta dell'isola a caccia di belve, e io lo accompagnavo. Io sono una guerriera e la mia bravura sta nell'adoperare l'arco in un modo eccezionale. Un giorno mentre stavo lungo la riva del mare e osservavo le onde scherzare con il sole, fui raggiunta dal capo arciere della guardie del re, il quale geloso del mio amore per il giovane principe, mi sfidò a colpire un'ombra nera che, lontano appariva e spariva tra le creste spumose delle onde del mare. Piena di orgoglio, impugnai l'arco, il mio strale d'argento luccicò nel cielo e sibilando trapassò il bersaglio. Un grido di trionfo eruppe dal mio petto, mentre un ghigno di trionfo si stampò sul viso del capo arciere; lo avevo sconfitto e non era affatto dispiaciuto?...............Quando l'onda a poco a poco sospinse alla riva la nera ombra trafitta, restai di pietra.......in essa riconobbi il corpo senza vita del mio amore, del principe.....stramazzai a terra sul suo corpo e.......piansi, e piansi e piansi fino a notte.La fata della notte che aveva visto tutto si impietosì accogliendo nel cielo l'amore mio e ne fece una lucente costellazione......ora quando nelle sere chiare sbocciano in cielo le stelle, egli appare luminoso che, armato di spada, si avventa contro un leone ruggente. Per quando riguarda me, ho chiesto di rimanere ad aspettare e non dimenticare, qui sulla riva del mare adagiata su di una conchiglia....e in una statua di legno mi ha trasformata. Ma nelle notti, quando tutte le stelle in cielo sono al loro massimo splendore, la fata della notte dà a lui la possibilità di ritornare uomo e scendere sulla spiaggia, mentre anche io riprendo vita e passeggiamo mano nella mano ......questo per l'eternità, pecheè il nostro amore eterno era ed eterno rimarrà.''
Mentre commossa la guardo, a poco a poco, come il movimento leggiadro di un volo di farfalla che si poggia su di un fiore, la bellissima donna si riappoggiò addormentadosi sulla conchiglia.
Filiron mi guarda..........mi dà un bacio sulla fronte, mi lascia la mano facendomi ritornare alla realtà e alla mia gita tra le sculture....commossa ma contenta di poter spriggionare la mia fantasia in ogni momento.
(rielaborata e scritta da Mara.)
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Una gita come tante, ma che si rivela sempre tanto interessante, emozionante, magica. Sono entrata in un stanza con una luce propria, piena di sculture in legno d'ulivo e di quercia antica. Un'odore...
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07/09/2011 17:32:59
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Commenti

  1. pensierino.50 07 settembre 2011 ore 19:04
    un bel sogno she resterà sempre nei ricordi! buona serata :rosa
  2. maraspina 08 settembre 2011 ore 20:05
    Grazie pensierino, un sorriso Mara.
  3. emmanuel1965 16 ottobre 2011 ore 16:33
    grande mara, esprimi dolci emozioni e fai vivere immense gioie. ti legggo con immenso piacere, grazie per le intense emozioni che mi doni.
  4. maraspina 29 ottobre 2011 ore 14:30
    Grazie Emanuel, un sorriso Mara.

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