Il branco brucia un uomo

02 febbraio 2009 ore 20:08 segnala

Di chi sono figli?.......facile fuggire....eppure, i nostri figli li vediamo...a volte distanti, distratti....annoiati di vivere, indifferenti all'amore. A volte non vogliamo vedere, non vogliamo sentire....il compagno col temperino, l'amico che si riempie di Happy Hour, la fidanzatina che parla di suicidio. E noi li proteggiamo...li invitiamo spesso ad allontanarsi dal pericolo e non pensarci più...a non denunciare.....a farsi gli affari propri...e la coscienza cresce.... orfana di civiltà.

 

Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno li a guardare (Albert Einstein).

 

 

ODE ALLA PACE

 

Sia pace per le aurore che verranno,
pace per il ponte, pace per il vino,
pace per le parole che mi frugano
più dentro e che dal mio sangue risalgono
legando terra e amori con l’antico
canto;

e sia pace per le città all’alba
quando si sveglia il pane,
pace al libro come sigillo d’aria,
e pace per le ceneri di questi
morti e di questi altri ancora;
e sia pace sopra l’oscuro ferro di Brooklin, al portalettere
che entra di casa in casa come il giorno,
pace per il regista che grida al megafono rivolto ai convolvoli,
pace per la mia mano destra che brama soltanto scrivere il nome
Rosario, pace per il boliviano segreto come pietra
nel fondo di uno stagno, pace perché tu possa sposarti;
e sia pace per tutte le segherie del Bio-Bio,
per il cuore lacerato della Spagna,
sia pace per il piccolo Museo
di Wyoming, dove la più dolce cosa
è un cuscino con un cuore ricamato,
pace per il fornaio ed i suoi amori,
pace per la farina, pace per tutto il grano
che deve nascere, pace per ogni
amore che cerca schermi di foglie,
pace per tutti i vivi,
per tutte le terre e le acque.
Ed ora qui vi saluto,
torno alla mia casa, ai miei sogni,
ritorno alla Patagonia, dove
il vento fa vibrare le stalle
e spruzza ghiaccio
l’oceano. Non sono che un poeta
e vi amo tutti, e vago per il mondo
che amo: nella mia patria i minatori
conoscono le carceri e i soldati
danno ordini ai giudici.
Ma io amo anche le radici
del mio piccolo gelido paese.
Se dovessi morire mille volte,
io là vorrei morire:
se dovessi mille volte nascere,
là vorrei nascere,
vicino all’araucaria selvaggia,
al forte vento che soffia dal Sud.
Nessuno pensi a me.
Pensiamo a tutta la terra, battendo
dolcemente le nocche sulla tavola.
Io non voglio che il sangue
torni ad inzuppare il pane, i legumi, la musica:
ed io voglio che vengano con me
la ragazza, il minatore, l’avvocato, il marinaio, il fabbricante di bambole
e che escano a bere con me il vino più rosso.
Io qui non vengo a risolvere nulla.

Sono venuto solo per cantare
e per farti cantare con me.

Pablo Neruda

10525638
Di chi sono figli?.......facile fuggire....eppure, i nostri figli li vediamo...a volte distanti, distratti....annoiati di vivere, indifferenti all'amore. A volte non vogliamo vedere, non vogliamo sentire....il compagno col temperino, l'amico che si riempie di Happy Hour, la fidanzatina che parla di...
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02/02/2009 20:08:59
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Commenti

  1. goccesulmare 04 febbraio 2009 ore 14:53

    la valutazione che hai fatto sui giovani........e concordo col fatto che siamo forse troppo distratti nei loro confronti e soprattutto li rendiamo deboli proteggendoli continuamente e insensibili a cio che accade attorno a loro insegnando al distacco a non farsi coinvolger... invece di dire loro che i deboli gli indifesi vanno protetti e rispettati invece di esserwe aggrediti

    ciao

    raffa

  2. luci46 04 febbraio 2009 ore 19:17

    di sicuro ne abbiamo tutti...cose terribili l'uomo ne ha sempre fatto...ma dovremmo tutti imparare dai nostri errori...Buona serata

    Luci

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