L'APPROCCIO MASKILE IN CHAT

09 maggio 2009 ore 22:39 segnala

 

 

Esiste questa stupenda piazza piena di gente. E l'uomo? Il

maschio come approccia? 

 'mmazza quanto sei gnocca!

 Ci conosciamo? (sei cretino?)


questo è il mio contatto xxx@xxx.xx chiamami (perchè

dovrei?)


sei uno splendore, bellissima, ... che bella che sei!

(inquadrato solo un pezzo di viso sfuocato - ma come cazzo

fai a dire che sono bellissima???)

 


 Nessuno legge il profilo della donna  nessuno si pone il

problema di vedere eventuali interessi e motivi di dialogo. Il

risultato è sempre lo stesso. Se ti trovi in questa chat

allora sei sola oppure ti piace divertirti alle spalle del

partner, sei zoccola nell'anima (sennò che ci stai a fare

qua?) Il mononeurone cazzocentrico, tutto ci ruota attorno

e non ci sono santi, perciò protetto dal monitor, dalle

distanze, aizzato da una famelica voglia di figa, si sbraita

e muove scoordinato e allupato a leggere la risposta

desiderata, che è solo una: "si mi piace da morire, sono la

tua troia, fammi tutto!" E via giù il colosseo, eccola che l'ho

trovata!

 

 

Per fortuna non è solo questo
 Certo il tipo fondamentale è il deficiente descritto, ma ci

stanno anche uomini divertenti, ironici, cazzeggioni, che

hanno il piacere di conoscere e chattare. La chat può

essere davvero uno spasso.

 

 

Poi ci stanno profili di donne  che mettono foto di bellissime

e famose. Qui l'uomo pare sceso davvero dalla luna dopo

100 anni. Come si fa a scrivere "sei proprio carina" davanti

ad una foto di monica bellucci? Ci fai solo su chat o ci sei

anche fuori? Se non è lei magari ti mette le foto di

madonna, di kate moss, insomma le conoscono anche le

formiche! Come puoi tu maschietto arrapato scrivere sei

troppo bella ti voglio conoscere? Ma dove sei stato fino ad

oggi? Mai che un utente si ponga il problema di notare

l'evidenza di foto professionali, palesemente non scattate

da una persona comune. Sconcerta davvero. Almeno il

dubbio mettitelo.......

 

 

.........quello del "ma la cam ce l'hai?" è una costante

fortissima... l'idea che dietro una foto ci sia davvero quella

persona e che, in quanto dotata di cam, sia una porcona

pronta a tutto e a godere per te e con te... è uno dei

 capisaldi del chateur mononeurone cazzocentrico!

 

ah ah ah

..l'isola ke nn c'è

08 maggio 2009 ore 22:42 segnala

 Stasera ho davvero bisogno di tirarmi su il morale, di tornare ai miei sogni.

Dedico questa canzone a chi crede ancora nei sogni, a chi vuole realizzarli, a chi non ha dimenticato la scintilla che ha dentro da sempre, a chi non ha rinunciato a se stesso.

 

 

 

Seconda stella a destra, questo è il cammino
e poi dritto, fino al mattino
poi la strada la trovi da te
porta all’ isola che non c’è.

 

Forse questo ti sembrerà strano,
ma la ragione ti ha un po’ preso la mano
ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è.

 

E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia,

e chi è saggio, chi è maturo lo sa
non può esistere nella realtà.

 

Son d’accordo con voi, non esiste una terra
dove non ci son santi nè eroi
e se non ci son ladri, se non c’è mai la guerra
forse è proprio l’isola che non c’è… che non c’è…

 

E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perchè
poi la strada la trovi da te…

 

Son d’accordo con voi:
niente ladri e gendarmi,
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza,
nè soldati nè armi
forse è proprio l’isola
che non c’è… che non c’è…

 

Seconda stella a destra, questo è il cammino
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perchè
quella è l’ isola che non c’è…

 

E ti prendono in giro se continui a cercarla
ma non darti per vinto perchè
chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle

forse è ancora  più pazzo di te…



 

........CUORE E RAGIONE .......

08 maggio 2009 ore 08:49 segnala

Perchè il cuore nn si arrende quando invece la ragione e la mente dicono basta..!!!! quando smettera' di guardare quella pagina ormai sbiadita dal tempo e dai ricordi?quando la finira' di ferirmi e abbandonare quell'isola ormai lontana ...quando non sarai piu' con me? tutto si e' spento..tutto e'  finito...sono ormai sull'altra sponda del fiume dei pensieri e qui guardarti da lontano e' solo malinconia e' solo un passato che e' rimasto in me e forse nn si lavera' piu' dalla pelle dell'anima ...e' solo quello che rimane ....un'emozione imprigionata nel cuore,parole sussurate e mai dette.

 

libertà l'imprescindibile "dovere" di ogni uomo.

30 aprile 2009 ore 10:02 segnala

 


Dimmi quello che leggi e ti dirò chi sei” è vero; ma ti conoscerei

meglio se mi dicessi quello che rileggi.
(F. Mauriac)

 

 

 

ecco il libro ke ho letto e riletto e ke rileggerei ma è da 1 pò ke

mi annoio troppo ....nn rieso + a leggere

 


Accusato di un omicidio che non ha commesso, Henri Charrière,

detto Papillon per la farfalla tatuata sul torace, venticinquenne,

viene condannato all'ergastolo. Non fa tragedie, non denuncia

nessuno. Non ricorre neppure in appello Trasferito nelle terribili

carceri dell'isola stringe amicizia con un falsario che si rivelerà

fondamentale per corrompere le guardie e tentare di fuggire.

Papillon è infatti uno spirito indomito ed ha in mente una sola

ambizione: riassaporare la libertà. Per raggiungere il suo

obiettivo rischia la vita in numerosi tentativi d'evasione, i cui

fallimenti lo portano ad essere ospite di diversi bagni penali,

sempre più duri e spietati. Quattordici anni di detenzione minano

il suo fisico ma non ne domano lo spirito. Trasportato all'isola del

Diavolo, Papillon tenta ancora una volta di fuggire e ci

riesce.Papillon fugge aggrappato ad un sacco pieno di noci di

cocco, sfruttando la spinta della settima di una sequenza

periodica di onde , da lui osservata Il 1944 segna la fine delle

sue avventure, liberato dal governo Venezuelano.

...un pò di .....poesia...

29 aprile 2009 ore 08:04 segnala

Nicolas Sparks e' uno dei miei autori preferiti,perchè sa descrivere in  modo stupendo i personaggi e i sentimenti che li animano...ed è ricordando uno dei suoi romanzi ,che dedico a tutti voi un piccolo brano da "le parole che non ti ho detto"...

"...Se alcune vite formano un cerchio perfetto, altre assumono delle forme che non possiamo prevedere
né comprendere appieno,
il dolore è stato parte integrante del mio percorso,
ma mi ha fatto capire che niente
è più prezioso di un grande amore..."

 

L'ESSENZIALE è INVISIBILE AGLI OKKI

28 aprile 2009 ore 16:50 segnala

 


 
In quel momento apparve la volpe.
Buon giorno, disse la volpe.
Buon giorno,rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
Sono qui, disse la voce, sotto al melo…
Chi sei? domandò il piccolo principe, sei molto carino…
Sono una volpe,disse la volpe.
Vieni a giocare con me,le propose il piccolo principe, sono così triste…
Non posso giocare con te disse la volpe, non sono addomesticata.

Ah! Scusa,fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
che cosa vuol dire “addomesticare”?


… Non sei di queste parti tu ,disse la volpe, che cosa cerchi ?
Cerco gli uomini, disse il piccolo principe.
Che cosa vuol dire “addomesticare”?
Gli uomini, disse la volpe, hanno dei fucili e cacciano. è molto noioso! Allevano anche delle galline. è il loro solo interesse.Tu cerchi delle galline?
No, disse il piccolo principe. Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare” ?
“ E’ una cosa da molto dimenticata. vuol dire “creare dei legami”…
Creare dei legami? >>
Certo, disse la volpe. Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.
Comincio a capire,disse il piccolo principe. C’è un fiore…credo che mi abbia addomesticato…
È possibile, disse la volpe. Capita di tutto sulla Terra…

 


Oh! non è sulla Terra, disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
Su un altro pianeta ?Si,rispose

Ci sono dei cacciatori su questo pianeta ?
No.
Questo mi interessa! E delle galline ?


Non c’è niente di perfetto, sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea: La mia vita è monotona. Io dò la caccia alle galline e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano.Ed io mi annoio perciò. ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi laggiù in fondo, i campi di grano ? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano….
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
Per favore… addomesticami, disse.
Volentieri, rispose il piccolo principe, ma non ho molto tempo, però. ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose.

Non si conoscono che le cose che si addomesticano, disse la volpe. Gli uomini non hanno più il tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici.Se vuoi un amico,addomesticami!

Che cosa bisogna fare? domandò il piccolo principe. Bisogna essere molto pazienti, rispose la volpe. In principio tu ti siederai un pò lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un pò più vicino…

Il piccolo principe ritornò l’indomani.
Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora, disse la volpe. Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sà quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti.
Che cos’è un rito ? disse il piccolo principe.
Anche questa è una cosa da tempo dimenticata,disse la volpe. “E’ quello che fà un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora diversa dalle altre ore.” C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedì ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedì è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza.
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
Ah! ,disse la volpe, … piangerò.
La colpa è tua, disse il piccolo principe, io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…
È vero,disse la volpe.
Ma piangerai! disse il piccolo principe.
“E’certo”,disse la volpe.
ma allora che ci guadagni?
Ci guadagno, disse la volpe, il colore del grano.
Poi soggiunse: Và a rivedere le rose. capirai che la tua è unica al mondo.

Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto.
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.


Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente, disse. Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo”.
E le rose erano a disagio.
Voi siete belle, ma siete vuote,disse ancora. Non si può morire per voi. certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, Perché è che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perché è lei che ho riparata col paravento. Perché su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle).
Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere.
Perché è la mia rosa.
E ritornò dalla volpe.

Addio,disse.
Addio,disse la volpe.” Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore.
L’essenziale è invisibile agli occhi”.
, ripeté il piccolo principe, per ricordarselo.
È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante.
È il tempo che ho perduto per la mia rosa.. sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
Gli uomini hanno dimenticato questa verità.
Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato.
Tu sei responsabile della tua rosa…
Io sono responsabile della mia rosa.. ripetè il piccolo princip e per ricordarselo.”