Amnesty International accusa .

24 febbraio 2011 ore 02:27 segnala

Amnesty International ha accusato oggi la comunità internazionale di aver abbandonato il popolo libico nel momento di massimo bisogno, proprio mentre il colonnello Gheddafi minacciava di "ripulire la Libia casa per casa". L'organizzazione per i diritti umani, secondo cui la risposta del Consiglio di sicurezza è stata vergognosamente al di sotto di quanto necessario per fermare la spirale di violenza in Libia, continua a chiedere un'azione concreta, incluso un embargo immediato sulle armi e il congelamento degli assetti patrimoniali.

 

Ieri il Consiglio di sicurezza aveva emesso una dichiarazione che chiedeva la fine della violenza e sollecitava la Libia ad agire con moderazione e a rispettare i diritti umani, senza prendere alcuna misura di sostanza.

 

Amnesty International ha anche criticato l'Unione africana, che non ha convocato il suo Consiglio per la pace e la sicurezza per discutere della crisi dei diritti umani in Libia.

 

"Il colonnello Gheddafi ha detto chiaramente che, per rimanere al potere, è pronto a uccidere tutti coloro che gli si oppongono. Questo è inaccettabile. Il colonnello Gheddafi e chiunque risponda ai suoi comandi devono sapere che verranno chiamati a rispondere, sulla base del diritto internazionale, dei crimini che hanno commesso" - ha dichiarato Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International. "Le sue minacce rendono la pavida risposta della comunità internazionale ancora più agghiacciante. I libici ora hanno bisogno non di mere espressioni di preoccupazione ma di azioni concrete e immediate".

 

Amnesty International ritiene che, come minimo, il Consiglio di sicurezza dovrebbe imporre un immediato embargo sulle armi verso la Libia e congelare gli assetti patrimoniali di Gheddafi e dei suoi principali consiglieri militari e di sicurezza.

 

All'Assemblea generale delle Nazioni Unite, Amnesty International chiede di sospendere da subito la Libia dal Consiglio Onu dei diritti umani. Questo organismo dovrebbe immediatamente inviare una missione d'inchiesta nel paese e formulare raccomandazioni su come porre fine alle violazioni dei diritti umani e sull'eventuale deferimento della materia alla Corte penale internazionale.

 

Queste richieste giungono all'indomani del discorso in cui il colonnello Gheddafi ha definito "scarafaggi" e "ratti" i manifestanti e ha comparato la situazione libica a quella cinese, dove l'unità nazionale "era stata più importante della gente di piazza Tiananmen". 

 

Amnesty International ha inoltre criticato la risposta dell'Unione africana alla crisi in corso, nella quale, secondo numerosi resoconti, sarebbero coinvolti mercenari fatti arrivare da paesi africani per sopprimere con violenza le proteste.

 

"È oltraggioso che il Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana non si sia neanche riunito per esaminare la situazione di emergenza in uno dei suoi stati membri" - ha commentato Shetty.

 

Amnesty International ha chiesto pertanto all'Unione africana di assicurare che i suoi stati membri, specialmente quelli confinanti con la Libia, non si rendano complici delle violazioni dei diritti umani in quel paese e, in particolare, monitorino possibili voli sospetti verso la Libia. L'organizzazione ha infine sollecitato la Lega araba, che ieri ha escluso la Libia dalle sue riunioni, di onorare i suoi impegni pubblici, istituendo tra l'altro un comitato indipendente d'inchiesta arabo sulla crisi in Libia.

 

Nel frattempo in diverse città italiane si stanno organizzando manifestazioni di solidarietà con l’obiettivo di fermare il massacro in atto nel paese. 

 

La Circoscrizione Lombardia sta prendendo parte, in queste ore, a un presidio organizzato a Milano davanti al consolato libico. Domani, giovedì 24 febbraio, alle ore 16, prenderemo parte a una manifestazione che si terra’ a Roma di fronte a Montecitorio, dove interverrà un rappresentante dell'associazione. A Cagliari, il gruppo 128 parteciperà a un sit-in organizzato per il prossimo venerdì 26. Altre iniziative sono in fase di organizzazione in queste ore. 

 

Nel caso vogliate organizzare iniziative o siate invitati a parteciparvi, vi chiediamo di comunicarcelo prima, così da poter valutare insieme le modalità migliori. 

 

Vi ricordiamo che le richieste di Amnesty International al governo italiano sono tre: 

- la richiesta, in virtù dei rapporti di amicizia esistenti tra i due paesi, dell'immediata e incondizionata fine delle violazioni dei diritti umani che stanno avendo luogo;

- la sospensione della fornitura di armi, munizioni e veicoli blindati alla Libia fino a quando non sarà cessato completamente il rischio di violazione dei diritti umani nel paese. 

- la sospensione le operazioni congiunte con la polizia libica sul controllo dei flussi migratori.

 

Tutte queste tre richieste sono state presentate in una lettera inviata ieri, 22 febbraio, dal Segretario generale di Amnesty International Salil Shetty al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al ministro dell'Interno Maroni e al ministro degli Affari esteri Frattini. Inoltre, Amnesty International ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e alla Lega araba di inviare immediatamente una missione in Libia per indagare sulle circostanze che hanno provocato la morte di centinaia di manifestanti. Abbiamo anche sollecitato il Consiglio di sicurezza dell'Onu a imporre un embargo totale sulle armi alla Libia, tenendo conto che le forze di sicurezza continuano a servirsi di armi, munizioni e relativi equipaggiamenti militari e di polizia per esercitare forza letale contro i manifestanti. 

 

Trovate maggiori informazioni su: 

http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4523 

http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4525 

Ricordiamo infine che, sul tema della cooperazione con la Libia, è ancora aperto alla firma un appello alla Commissaria europea agli affari interni Cecilia Malmström e al ministro dell’Interno italiano Maroni, che vi invitiamo a promuovere anche nel corso delle iniziative che vorrete organizzare. 

 

L’appello è scaricabile su http://www.amnesty.it/mettere-diritti-umani-al-centro-cooperazione-con-la-Libia 

Per qualsiasi richiesta o informazioni potete rivolgervi a campaign@amnesty.it

 

articolo a cura di Gabriele Paglialonga- Amnesty International.

PER "SOSTENITORI DELLE FORZE DELL'ORDINE"

Quando i diritti umani vanno a farsi fottere e tutti stanno a guardare ma sono in pochi a fare qualcosa,in questa carneficina siamo correi essendo il nostro Paese uno dei massimi fornitori di armi,veicoli blindati e tanto altro della Libia(e non solo)Frattini ci racconti ancora che Gheddafi e la Libia sono un modello di democrazia,in questi frangenti riescono a farmi vergognare di essere un militare.

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Amnesty International ha accusato oggi la comunità internazionale di aver abbandonato il popolo libico nel momento di massimo bisogno, proprio mentre il colonnello Gheddafi minacciava di "ripulire la...
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24/02/2011 02:27:59
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Commenti

  1. lupa.cattiva 25 febbraio 2011 ore 18:05

    tu non devi vergognarti proprio di niente, sono altri gli individui che dovrebbero farlo...

    i diritti umani vanno a farsi fottere di continuo... e i buoni pensieri pure...

     

    ti lascio un :-) ...

  2. lupa.cattiva 07 marzo 2011 ore 18:15

    ... un saluto, un augurio di "buon lavoro" e di "buoni pensieri"...

     

    e un mio particolare pensiero per l' "orso"... :-)

    a presto

  3. calypte 09 marzo 2011 ore 23:01
    Sii fiero per la divisa che indossi....   :rosa...............quella che copre i soldati come te!
  4. chanel1965 18 aprile 2011 ore 19:10
    Si hai ragione però non bisogna fare di tutta l' erba un fascio

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