Incerti paradisi

12 ottobre 2020 ore 19:19 segnala
Potrebbe trattarsi di un post in cui l’autore illustra la sua svolta mistica e tutte le relative incertezze, ma potrebbe anche essere la cronaca del suo dubbioso approccio ai paradisi artificiali. Oppure di un post che col paradiso c’entra solo di striscio, o forse per niente, o forse tantissimo. Va bene, dai. Visto che avete continuato a leggere ve lo dico. Si parla di musica. Partiamo dall’inizio. Trovo che David Byrne sia un genio, i Talking Heads mi piacciono molto, considero Fear of music e Remain in light due album straordinari, Stop making sense un capolavoro e amo un sacco di loro canzoni. Ad esempio, mi piace moltissimo questa canzone.




Mi piace moltissimo, ma ho la sensazione di non averla capita fino in fondo. In particolare, oggi mi interessa ragionare di un passo in particolare e di alcuni dubbi che mi suscita. La canzone parla di questo bar chiamato Heaven dove tutti cercano di andare. Un bar dove non succede mai nulla di nuovo, dove tutto si ripete esattamente allo stesso modo, volta dopo volta. E come in tanti bar, anche lì si fa musica. Solo che la band suona sempre la stessa canzone. La tua canzone preferita. Una, due, tre volte, e ancora. Per tutta la notte.


Everyone is trying to get to the bar
the name of the bar, the bar is called Heaven
The band in Heaven play my favourite song
play it one more time play it all night long
Heaven is a place, a place where nothing
nothing ever happens


Qui scattano i miei dubbi. Ho provato a ipotizzare una simulazione di quel che sta accadendo. Facciamo un esperimento, prendiamo la mia canzone preferita. Anzi no, ognuno di voi prenda la sua, riesce meglio. Avete scelto il vostro pezzo preferito? Lo avete visualizzato? Perfetto. Si parla di suonarla all night long, quindi ipotizziamo di iniziare ad ascoltarlo alle ventuno. Mangiate pure con calma, non c’è fretta. Diciamo per comodità che abbiate scelto un brano di cinque minuti. Siete in casa, vi sedete comodi, abbassate le luci, regolate il volume. Lo mettete e iniziate a farlo girare in loop. Ascolto dopo ascolto. Primo ascolto, occhi chiusi, che bella. Secondo ascolto, canticchi, è proprio bellissima. Terzo ascolto, canticchi ancora, che meraviglia. Quarto ascolto, stupore, questo passaggio non lo avevo mai ascoltato con attenzione. Quinto ascolto, ma guarda, qui assomiglia un po' a un altro pezzo. Sesto ascolto, espressione compiaciuta, certo che lui (o lei, o loro, dipende da chi avete scelto) è proprio un genio. Settimo ascolto, sorriso, mi ricordo quella volta che la ascoltai con "stupendo ricordo a scelta", che bei momenti, non li dimenticherò mai.
Il pezzo dura cinque minuti, abbiamo detto. Se sono ancora capace di fare le moltiplicazioni e le divisioni, sono dodici ascolti in un'ora. Abbiamo iniziato alle ventuno. Alle due di mattina, avremo ascoltato lo stesso pezzo sessanta volte. Consecutive. La domanda è molto semplice, ed è la seguente. Siamo proprio sicuri che ascoltare la propria canzone preferita tutta notte sia il paradiso? O alle tre e ventisette, al settantottesimo ritornello che ci piaceva tanto, avremo una crisi di nervi, inizieremo ad urlare frasi sconnesse (suscitando un certo fastidio nei vicini) e ci metteremo ad ascoltare i Modà (suscitando reazioni violente nei vicini)?
Davvero, sarei curioso di sapere cosa ne pensate. Anzi, aggiungerei una ulteriore curiosità scientifica. Sarebbe anche carino sapere che pezzo avevate scelto per l'esperimento. In segno di buona volontà, vi dico che io avevo pensato a Heartattack and vine di Tom Waits.




Last but not least, se come pezzo per l'esperimento avevate già scelto come vostro brano preferito una canzone dei Modà, allora abbiamo un serio problema. Io di scientificità dell'esperimento, voi di gusti musicali.
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Potrebbe trattarsi di un post in cui l’autore illustra la sua svolta mistica e tutte le relative incertezze, ma potrebbe anche essere la cronaca del suo dubbioso approccio ai paradisi artificiali. Oppure di un post che col paradiso c’entra solo di striscio, o forse per niente, o forse tantissimo....
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12/10/2020 19:19:45
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Commenti

  1. ombra.dargento 12 ottobre 2020 ore 20:40
    ascoltare la mia canzone preferita per ore non ha più un gran senso. lo faccio comunque, è una gioia rara, ma è talmente parte di me che il "sentire" con le orecchie passa in secondo piano. è un'emozione che racconta la sua e la mia storia, l'averla fatta mia, trasformata in sorrisi, in pianti, in parole, in un sogno.

    "...there's only one song left in my mind..."
  2. MidnightGambler 12 ottobre 2020 ore 21:19
    @ombra.dargento Il post è ovviamente esagerato e condivido quel che dici. Non ho mai ascoltato la mia canzone preferita per una notte intera e nemmeno per un'ora, credo. E' più facile che la senta trenta volte in un mese. Un ascolto ripetuto in breve tempo mi capita più facilmente con un pezzo nuovo che mi colpisce, me lo faccio girare nelle orecchie finché non l'ho "digerito".

    " ... in thoughts and dreams, the bards' song will remain ...."
  3. eurekaa77 12 ottobre 2020 ore 21:43
    :pazz e' un esperimento molto pericoloso, finirei per odiare la mia canzone preferita
  4. MidnightGambler 12 ottobre 2020 ore 21:50
    @eurekaa77 Infatti è esattamente il dubbio che pongo nel post, che ascoltarla trecentomillanta volte in fila più che al paradiso possa portare al crollo nervoso ...
  5. chissadoveequando 14 ottobre 2020 ore 15:36
    Io penso, naturalmente posso sbagliare, che il "cielo" non succeda niente perché è fuori dallo spazio tempo. Quindi tu sei nella beatitudine dell'ascolto della tua canzone preferita nell'infinito presente. La canzone non si ripete, ci siete tu e la tua gioia dell'ascolto,e basta. Dura un'infinità, ma contemporaneamente è un momento. Penso che l'autore abbia avuto questa percezione e l'abbia condivisa come ha potuto, con una specie di metafora: il bar dove tutti vorrebbero andare.
  6. chissadoveequando 14 ottobre 2020 ore 15:37
    Correggo: nel "cielo"
  7. MidnightGambler 14 ottobre 2020 ore 16:38
    @chissadoveequando Bellissimo spostamento di prospettiva il tuo, mi piace. Io mi sono concentrato sui cinque minuti di una canzone che si ripete, tu ci hai portati fuori da spazio e tempo facendo coincidere infinità e momento. Però, continuo a pensare che il pezzo sia in qualche modo, non so come dire, "negativo". Questo party dove ci sono tutti e tutti se ne vanno nello stesso momento, questo bacio che termina e ogni volta si ripete allo stesso modo mi danno una sensazione opprimente, claustrofobica.
  8. chissadoveequando 14 ottobre 2020 ore 22:28
    Ho ascoltato,ma on riesco a tradurre all'istante e del testo della canzone so solo quello che ne hai scritto tu. Perciò non posso avere un'opinione su quello che mi hai scritto in risposta, magari domani la ascolterò con più attenzione.
  9. chissadoveequando 15 ottobre 2020 ore 15:31
    Le tue parole mi hanno ricordato il film Nirvana, dove il protagonista, interpretato da Abatantuono, cerca disperatamente di uscire da un gioco dove continuamente muore e ritorna in vita.
    Mi sono cercata il testo, che secondo me lascia spazio ad ambedue le interpretazioni , e la ho riascoltata cercando di capire cosa vogliano trasmettere la musica e le espressioni del viso. All'inizio mi è sembrato di intravedere desiderio e nostalgia, che poi si sono rivelati per me come desiderio di annullamento, e ricollegandomi al film succitato direi desiderio di uscire dal gioco rimanendo come in un limbo sospeso.Praticamente una rinuncia alla vita, non per niente si parla di "cielo".
  10. MidnightGambler 15 ottobre 2020 ore 17:39
    @chissadoveequando Sì, credo anche io che il testo si presti a più interpretazioni e ognuno tenda a cercare di incastrarlo in quella che più sente propria. Io, che sono di scarsa religiosità e scarsissima spiritualità, ci ho sempre visto una sorta di parodia del paradiso descritto appunto come un posto dove cose anche piacevoli si ripetono all'infinito. Un posto noiosissimo, oserei dire quasi indistinguibile dall'inferno perché annulla la vita che per me è movimento, ricerca, novità. Non avendo alcuna fede nel dopo, la rinuncia alla vita per me è il vero peccato mortale.
  11. chissadoveequando 15 ottobre 2020 ore 18:20
    Per fortuna non c'è l'Inquisizione e ciascuno di noi è libero di avere differenti opinioni.L e mie non sono come le tue e nemmeno come quelle della massa. Viva la libertà!
  12. cuspides 20 ottobre 2020 ore 09:57
    Anni fa avevo creato un cd con un'unica canzone ripetuta, ero partita in vacanza con l'auto e l'ho ascoltata quasi tutto il viaggio ...forse è per questo che oraascolto poca musica, che preferisco il silenzio.
    (I'm alive di Celin Dion)
  13. MidnightGambler 20 ottobre 2020 ore 17:47
    @cuspides Beh, sei stata davvero coraggiosa (o incosciente :-))) ), guidare con una sola canzone che si ripete per tutto il viaggio per bella che sia mi sembra un invito al colpo di sonno. Lo dico partendo da un punto di vista pratico e concreto, poi posso spingermi a immaginare che avesse un significato speciale per te. Io in auto prediligo roba urlante e piena di cambi di ritmo.

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