L'ultima cena

25 luglio 2020 ore 15:56 segnala
A.D. 2020, siamo ai primissimi giorni di Marzo e si comincia a capire che sta succedendo qualcosa di veramente serio. Quindi, dato che le cose serie vanno affrontate con serietà e possibilmente coi piedi sotto la tavola, scatta la convocazione per una cena tra amici. Uno dichiara forfait all'ultimo momento annunciando di essersi messo in autoisolamento, dei due medici uno è trattenuto in ospedale e l'altro arriva dopo lungo responsabile travaglio sull'incertezza di unirsi o meno alla comitiva. I presenti espletano i riti iniziali di saluto con la consueta brillantezza. Qui percepisco la vostra timorosa curiosità ed apro una parentesi che potete consapevolmente scegliere di saltare.
Se avete scelto di non saltarla, state per venire informati del fatto che per usanza pluridecennale il saluto tra gli esponenti di questo branco di grigi pachidermi in marcia compatta verso la terza età consiste in un cordiale "ciao coglionazzo" seguito dal tentativo di tirare una manata nei coglioni al tuo interlocutore. Quando l'interlocutore è disattento, non fa il saltino indietro e la manata si concretizza nell'afferrata dei gioielli di famiglia, il rituale prevede che sghignazzando si commenti "brutta gallina" in dialetto stretto. Sull'onda di questo imbarazzante outing, sono tentato di chiedere alle mie gentili lettrici se anche loro quando si salutano alle cene di gruppo del gentil sesso indulgono a pratiche simili, e nel caso di ragguagliarmi sulle suddette pratiche. Delle cene miste a cui sono presenti le nostre signore, posso solo dire che noi ci comportiamo in modo vilmente dignitoso astenendoci dal rituale succitato, soprattutto per non dare motivo alle nostre consorti di fare battute sulle cause delle nostre eventuali defaillance.
Comunque, completate le pratiche iniziali ci sediamo e qualcuno se ne esce con la prevedibile battuta sul fatto che potrebbe essere l'ultima cena. E qui, dopo una sacrosanta toccata di coglioni, almeno per chi ha superato indenne il saluto di cui sopra, la mia approfondita conoscenza della storia sacra (leggasi "vaghi ricordi del catechismo") unita alla progressiva crescita del tasso alcolico e ad una mia tendenza ad aggirarmi sul labile confine che divide minchiate e blasfemia ha provocato una serie di riflessioni. No, riflessioni è una parola grossa. Sono proprio inequivocabilmente minchiate.
Anzi, qui scatta una doverosa avvertenza. Se siete sensibili ai temi religiosi e vi infastidisce sentirne parlare in modo leggero e irriverente, vi conviene cambiare post e forse anche blog, dato che con me "scherza coi fanti e lascia stare i santi" non attacca. Quindi, proseguendo nella lettura dichiarate di essere maggiorenni, consapevoli dell'avvertenza e vi impegnate a non rompermi i coglioni con commenti scandalizzati.
Allora, tanto per cominciare, l'ultima cena in tempi di CoViD-19 sarebbe stata possibile o il gruppo avrebbe dovuto rispettare il distanziamento? Dodici persone più una nell'orto del Getsemani sarebbero state sanzionate per assembramento? E per arrivarci avrebbero dovuto compilare una autocertificazione? E Giuda cosa ci avrebbe scritto come motivo di necessità, "esco per andare a tradire il figlio di Dio" ? E avrebbe potuto dare il fatidico bacio levandosi la mascherina? E ribaltando il paragone sulla nostra cena, se fosse stata l'ultima dopo quella sera nella messa si sarebbe sentito "sfilettò il branzino, lo diede ai suoi discepoli e disse prendete e mangiatene tutti, che poi magari ci facciamo un frittino"? La lavanda dei piedi andava bene anche col gel idroalcolico? "Prendete e bevetene tutti" sarebbe stato seguito da una interminabile accesa discussione sul tema sa di tappo o no?
Ma soprattutto, da bravi complottisti, vi siete mai chiesti seriamente cosa sapeva già Ponzio Pilato 2000 anni fa e cosa voleva dirci con quel suo lavarsi le mani ? E come si spiega il rifilare un pacco di frustate a un tizio e poi crocifiggerlo solo perché radunava folle e le invitava a scambiarsi segni di pace? E a questo punto, perso nella mia allucinazione religiosa, capirete la mia delusione alla fine quando siamo andati alla cassa. "Ragazzi, divido uguale come al solito? Sono trenta euro". Come sarebbe a dire, trenta euro? Non trenta denari? Ci sono rimasto male.
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A.D. 2020, siamo ai primissimi giorni di Marzo e si comincia a capire che sta succedendo qualcosa di veramente serio. Quindi, dato che le cose serie vanno affrontate con serietà e possibilmente coi piedi sotto la tavola, scatta la convocazione per una cena tra amici. Uno dichiara forfait all'ultimo...
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25/07/2020 15:56:44
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