Spie

02 luglio 2020 ore 21:25 segnala
Nel periodo di lockdown ho avuto spesso a che fare con la parola spia, con accezioni diverse.
La prima è automobilistica, nel senso che ho vissuto un periodo di ansia dovuta al fatto che le officine avevano tempi di attesa biblici ed essendo costretto ad usare l'auto ogni minimo lampeggiamento di qualsivoglia spia nel quadro del cruscotto era foriero di apprensione, agitazione e ricorso a parole per le quali il premio bon ton 2020 non mi vedrà tra i favoriti. Comunque, ho finalmente avuto appuntamento per i tagliandi di entrambe le auto e tutte le spie (tranne una, ma non è importante) tacciono, quindi ostento un moderato ottimismo. In ogni caso, questo sottoargomento non era previsto, mi è venuto in mente adesso mentre scrivevo e fondamentalmente l'ho scritto solo per utilizzare la frase "foriero di apprensione", che per qualche imperscrutabile motivo sentivo il bisogno di usare in un post.
La seconda è comportamentale, ed entra più nel merito della chiusura e dei relativi provvedimenti, in particolare del divieto di uscire se non per motivi di necessità e del distanziamento tra persone. Sono tendenzialmente portato a farmi succulente padellate di cazzi miei, quindi di quello che la gente faceva o non faceva in giro me ne sbattevo solennemente le palle non mi curavo granché. L'unica volta in cui ho accusato il colpo è stato quando camminando per una strada di campagna con mio figlio ho incrociato un tizio che ha commentato qualcosa sul fatto che eravamo troppo vicini. Sono stato educatissimo, anche se ho avuto la tentazione di avvicinarmi fingendo di non aver sentito e tossirgli addosso. Però so di aspre discussioni, per non dire di peggio, tra gente che era uscita e gente non uscita che spiando dai balconi rimproverava agli usciti il fatto di essere usciti senza il permesso di uscire mentre loro non uscivano perché non si poteva uscire essendo proibite le uscite. Da questo uscivano interessanti scambi tra gente uscita di testa. Questo sottoargomento, lo avrete capito, l'ho scritto soltanto per vedere quante volte riuscivo a usare la parola "uscire" in poche righe.
La terza è etologico-televisiva ed è quella da cui ha avuto origine l'idea del post. Come ho detto qualche post fa, nel periodo di chiusura sono scivolato in una condizione di totale, amorfa passività davanti alla tele. Una delle trasmissioni che mi sono trovato a guardare, e della quale sono diventato un convinto fan, era un documentario della BBC (credo) sul mondo animale intitolato appunto "Occhio alla spia". L'idea è semplice, si manda in mezzo a gruppi di animali un robot semovente con le fattezze dell'animale stesso che come occhi ha una telecamera, quindi gli animali non si spaventano e continuano a fare la loro vita senza sapere di essere ripresi dalla spia. Un po' come fanno Zuckerberg & Co. insomma, con la differenza che tutte le vostre puttanate su FB siete voi a mettercele e come se non bastasse vi mettete anche Alexa in casa. Io, e so che mi crederete, ovviamente ho iniziato a guardarlo sperando di vedere qualcosa di divertente o meglio ancora peccaminoso, tipo una gara di rutti tra ornitorinchi, un marito ippopotamo che litiga con una moglie ippopotama infedele, koala che si scaccolano durante amplessi di gruppo. Invece mi sono trovato a guardare l'appassionante storia di mamma coyote che cerca il suo piccolo che si è perso (per le anime sensibili, sappiate che lo ha ritrovato sano e salvo), le avventure di (quei gran fiji de na mignotta de) pinguini che si rubano le uova lasciate incustodite, un gruppo di orang utan (o macachi, non mi ricordo, insomma scimmie) che fa il bagno in una pozza d'acqua seguendo una gerarchia che definire medievale è un complimento. Ma quello che mi è piaciuto di più è stato quello sull'igiene del facocero. Il facocero è un animale meraviglioso, non so se avete presente Pumbaa del Re Leone, praticamente un maiale grunge. Quando si sente particolarmente sporco, si sdraia su un fianco in una posizione convenuta e arriva un gruppo di manguste che inizia a banchettare strappandogli via di dosso parassiti e pelle secca. Io, devo ammetterlo, ho guardato e apprezzato questa stupenda puntata con una mangusta che litigava con una appetitosa zecca che non voleva staccarsi mentre compiaciutissimo mi ingozzavo di merendine davanti a questa scena francamente disgustosa senza fare una piega. Dopodiché, era ormai il secondo mese di lockdown, ho tentato di stendermi sul divano nella stessa posizione del facocero ma in casa mia evidentemente scarseggiano le manguste e invece del grido di esultanza delle suddette per il pasto in arrivo è arrivato il secco commento de LSD sul fatto che mi ero appena alzato dal letto e se non avevo nient'altro di meglio da fare che sbriciolare sul divano. Con lo stile che mi contraddistingue, ho emesso un grugnito baritonale da fare invidia a qualsiasi facocero e masticando la quinta merendina ho risposto con un certo sussiego di non infastidirmi perché presto sarò la star di un documentario.
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Nel periodo di lockdown ho avuto spesso a che fare con la parola spia, con accezioni diverse. La prima è automobilistica, nel senso che ho vissuto un periodo di ansia dovuta al fatto che le officine avevano tempi di attesa biblici ed essendo costretto ad usare l'auto ogni minimo lampeggiamento di...
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02/07/2020 21:25:11
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