9/04/11 - Tratto dal mio "diario"

15 maggio 2012 ore 00:36 segnala
La testa tra le mani. Le lacrime che scivolano sulle guance.. E quel senso di vuoto che torna.
Fa affiorare il peggio della sua vita.. Un fischio fastidioso risuona nelle sue orecchie, e le immagini, una dopo l’altra, di quel 28 agosto le passano in testa, veloci, come un treno in corsa.


E alla fine il dolore non passa. L’unica cosa che può fare è conviverci. Sì, proprio come una coppia convive insieme, come convivono insieme due coinquilini, però, convivere con una cosa chiamata dolore è, forse, assai più difficile visto che, non si può dire che detenga il primo premio per essere la cosa più piacevole al mondo.
Poco a poco si formerà un callo. Non sarà indolore, ma quantomeno non sarà così accentuato come adesso.
Ora che la pervade, come al solito, un senso di solitudine, in questo suo mondo che ormai le è diventato così stretto. Scappare via equivarrebbe comunque a rimanere sola, sola come lo è in questo momento.


Un cazzuto pub.
Delle sedie con la fodera zebrata.
Finalmente si accingono a salire sul palco quei cinque personaggi che faranno un tributo agli AC/DC.
Il batterista, un tipo altissimo, calvo ok..ma la barba che aveva pareggiava i conti.
Il primo chitarrista, vagamente assomiglia a quello del suo gruppo. Camicia, giacca, cravatta, pantaloni neri, scarpe di tela, nere, capelli lunghi, sorretti sulla fronte da una fascetta.
Un bassista un po’ anonimo, classico abbigliamento fin troppo casual.
Il secondo chitarrista: capelloni biondi stile Ramones, lunghi, con una frangiona che gli copriva gli occhi, maglia, jeans strappati e attillati, tanto da non lasciare nulla all’immaginazione.
Un cantante con il capello corto, anche se non troppo, jeans a vita strabassa e quello che prima era un giubbino di jeans che ora ha avuto un incontro sfigurante con una forbice.
La straordinaria voce del cantante colpisce e affonda, già alla prima canzone. Si nota immediatamente che non è ai suoi primi concerti, e l’esibizionismo giustificato da tanta bravura lo conferma. Si spinge oltre le scalette che danno sul palco, arriva fino alla pedana circolare che una volta faceva da base al palo per la lap dance.
Non hanno finito di stupirci, tra salti e passeggiate varie tra il pubblico arriva il primo chitarrista che affascina la gente con un assolo suonato con, ebbene sì, la lingua.
Straordinari.
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La testa tra le mani. Le lacrime che scivolano sulle guance.. E quel senso di vuoto che torna. Fa affiorare il peggio della sua vita.. Un fischio fastidioso risuona nelle sue orecchie, e le immagini, una dopo l’altra, di quel 28 agosto le passano in testa, veloci, come un treno in corsa. E alla...
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15/05/2012 00:36:37
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