la frase...

05 giugno 2021 ore 19:59 segnala
Nel tempo delle semine sulle nuvole quando era più facile e prioritario perdersi nelle fumosità e vedere valli e ponti e cieli prima che cadesse la meteorite a scuotere il sistema delle cose interiori per sempre, dopo quelle notti sul cuscino a prospettare l’impossibile desiderio, mentre gli altri si domandavano che senso avesse, ho avuto l’inaspettata rivelazione, nel giorno delle voglie fluttuanti e dei troppi rinvii per l’incertezza della stagione.
Lei adesso è mia, dopo l’incanto immediato e il lungo sforzo per trattenerla, in fondo amata subito per amarla da sempre, come un caro ricordo, una straordinaria e rara femmina o la più desiderabile amante, quella più esclusiva e da sempre mia devota. L’amo come il sogno inaccessibile, da quando il mito che è disceso per individuazione e disposizione sul mio capo, per caso o volontà incondizionata, ad ogni modo sull’essere prescelto, per quell’inattesa rivelazione precipitò sui desideri liquidi per troppi rimandi d’incertezza, con lo sguardo rivolto più a me, che non sapevo, giocando con il mio destino, un piccolo capriccio per la crescita e il riscatto.
Quel giorno ho sentito che sarebbe stata la mia fede e la spada per la superba strada delle aspirazioni.
È mia per ordine e ritmo, bellezza concessa, lo stile esclusivo e il suo retaggio. Non ha mai tradito, crescendo in me come effetto del mio tuonare continuo ma sempre disponibile come una vera amante dissoluta, puttana per piacere e bisogno, femmina nel sentire condiviso, specchio del mio volto dissimulato per pudicizia, anima fervida e contorta sempre pronta, devota come il figlio eletto, il mercante al denaro, perfetta sintesi totale di materia e coscienza. È la mia grazia pura, rimodellabile ancora, il rivolo maggiore di acqua classica dell’attimo e dell’eterno.
Con lei ci dormo, è il mio orgoglio ricostruito, la nuova pelle troppo inseguita, il nuovo senso di un cammino ritrovato, la gioia di credere sempre, il tutto dopo di tutto, esclusivamente, l’abito nuovo, la lente lenticolare per la particella, il metodo indagatore, il mio tempo e quello dell’universo. È la frase, unica e inimitabile, che amo e a cui appartengo e non posso trascurare per non dolermi, per la mia fresca passione, la mia gioia per l’espressione bella.
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Nel tempo delle semine sulle nuvole quando era più facile e prioritario perdersi nelle fumosità e vedere valli e ponti e cieli prima che cadesse la meteorite a scuotere il sistema delle cose interiori per sempre, dopo quelle notti sul cuscino a prospettare l’impossibile desiderio, mentre gli altri...
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05/06/2021 19:59:43
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