la regata. 13/9/21

17 settembre 2021 ore 01:57 segnala
la regata

Si parte con un venticello che invita, la barca è pronta e hanno detto che non sarà sempre agevole senza troppe spiegazioni, ma è tutto così straordinario e se anche il vento cambiasse non sarebbe mai contrario. Non ci sono certezze, non ci sono oneri gravosi, le premesse sono favorevoli, la stagione è deliziosa, cosa potrebbe accadere? Si parte convinti che sia un esercizio straordinario e appagante: vale la pena. Nessuno potrebbe troncarti la scotta o squarciarti le vele e non ti prenderà mai il vento, è un tragitto di condivisione. L’arrivo è un concetto distante e non si valuta l’attimo, si deve proseguire, lo scopo è proseguire. Le boe sono stazioni intermedie che indicano la rotta, senza fermate per pause di recupero né ulivi per la distensione. Il mare promette bene, la stagione stessa rassicura la navigazione e il percorso fatto sembra sempre poco e l’arrivo lontano: se scuffi puoi sempre recuperare e il bello deve sempre venire.
Non sembra ci siano avversari, lo scoprirai solo più avanti. E’ la boa di mezzo quella che conta e segna un limite assoluto, mentre s’attenua il senso ludico e sale la rabbia con chi ti taglia il vento e con il vento stesso, con la barca e chi te l’ha affidata. Mezzo cammino è quasi completato e all’altro mezzo non si crede più tanto, si avverte aria di inganno. stanno tramontando i sogni, per quello ti incitano a fare meglio o ti dileggiano osservando la tua posizione, e ti convinci a dare di più, che in fondo è meglio dare di più, e che dando di più si scalano posizioni. Ancora mezzo percorso davanti senza sapere dov’è l’arrivo, come non aver capito niente, ma nessuno lo sa pur sapendo che esiste, da qualche parte e prima o poi si troverà. Superata la metà il percorso muta, si fa brumoso, incerto, l’acqua è meno gradevole, ed è già più fredda e insicura, gli schizzi ti incendiano la faccia, ma hai tutta l’esperienza che serve. Bisogna andare avanti fino alla fine, lo fanno tutti, meno quelli più liberi che non decidono ancora. Come un evento inaspettato e inopportuno apparirà all’improvviso lo striscione della meta, ma ancora sarà subito ben leggibile e poi sarà difficile da interpretare, con rari preavvisi e sparuti segnali, spesso falsi allarmi, ma tu sei dentro un mare infinito è attorno a te, ora sai che è anche gara, e devi tenere la rotta, il resto è complementare.
Non c’è discesa al giro di boa, l’acqua non discese se non verticali, la discesa che con poca fatica lancia la massima velocità, la prima metà l’hai bruciata ripensando alla bellezza del percorso e le prime emozioni, sempre forti, e ai desideri aggiunti per vezzo. La seconda metà la consumi ripensando alla prima metà, a quello che hai imparato con fantasia e dedizione, a quello che immaginavi che è stato, a quello che non è stato ma avrebbe potuto essere.
Senti sempre più che il traguardo, scopri compagni invecchiati e più stanchi attorno a te ma puoi forse scegliere solo se passare il mistero del filo di lana con la vela leggera lanciata di bolina contro vento e le bianche creste delle onde che martellano e impennano o lentamente aggirandole per evitare saggiamente gli sbalzi che provocano.
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la regata Si parte con un venticello che invita, la barca è pronta e hanno detto che non sarà sempre agevole senza troppe spiegazioni, ma è tutto così straordinario e se anche il vento cambiasse non sarebbe mai contrario. Non ci sono certezze, non ci sono oneri gravosi, le premesse sono...
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17/09/2021 01:57:22
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