riporto un articolo-inchiesta

21 agosto 2008 ore 01:01 segnala
comparso su La Stampa il 17 agosto

Pane, amore e ordinanze:
l'Italia vietata

Dopo il decreto Maroni sulle regole si scatena la fantasia dei sindaci-sceriffo

MICHELE AINIS

ROMA
Il decreto Maroni sulla sicurezza è stato firmato il 5 agosto, e quattro giorni dopo è apparso sulle plumbee colonne della Gazzetta Ufficiale. Non è un atto normativo come i tanti che l’hanno preceduto: trasforma i sindaci in sceriffi, e d’altronde anche nel Far West gli sceriffi venivano pur sempre eletti dai propri concittadini. Gonfia il potere d’ordinanza sindacale, ben oltre i limiti concessi dal principio di legalità, che in uno Stato di diritto significa primato della legge, ovvero monopolio della legge, quando entrano in gioco le libertà dell’individuo.

In nome del «decoro urbano» e della «pubblica decenza» fa appello alla creatività delle amministrazioni locali, che il minuto dopo ne hanno profittato per coniugare la fantasia a una robusta dose di sadismo. E in conclusione fa esordire alle nostre latitudini una nuova specie di federalismo: il federalismo dei divieti. Insomma una multa per ogni campanile, quando si sa che l’Italia è il paese dei mille campanili, ciascuno ben distinto da quello che svetta nella collina accanto.

Ma dopotutto questo giro di vite risponde sotto sotto all’esigenza di far cassa, di rimpinguare le esauste casse dei Comuni. Sicché a suo modo anticipa il federalismo fiscale, già annunziato con le prime piogge d’autunno. Nel senso che il federalismo dei divieti è fiscale con lavavetri, zingari, vu’ cumprà, prostitute, homeless, clandestini e mendicanti delle più varie risme.

Non a caso, dopo il decreto Maroni, a Milano in un solo giorno sono state identificate 2412 persone senza fissa dimora. Ma siccome quando bombardi dall’alto un esercito nemico devi sempre mettere nel conto un po’ di vittime collaterali, il risultato è che questa guerra ci coinvolge tutti, non solo i deboli, non solo gli straccioni. Ammesso e non concesso che sia giusto, oltre che redditizio, appioppare multe salatissime a chi chiede l’elemosina per sfangare la giornata.

Le prove? Mettiamoci idealmente in viaggio, dal Sud al Nord della Penisola. Dove le nuove proibizioni si sommano a quelle già esistenti, trasformando il nostro pellegrinaggio in un’autentica via crucis. Così, a Taormina è vietato girare a torso nudo fuori dalla spiaggia; un divieto che d’altronde si ripete pari pari a Capri, Amalfi, Riccione, Forte dei Marmi, Venezia, Alassio. Più originale il bando agli zoccoli di legno, vigente a Capri e Positano. Sempre a Capri, guai a chi addenta un tramezzino sul lido o dentro un parco; ma a quanto pare c’è tolleranza sul gelato. Tolleranza zero viceversa a Is Aruttas, in provincia di Oristano: chi fuma in spiaggia rischia una sanzione da 360 euro.

Però nel Mezzogiorno dopotutto il clima è più mite, più clemente. Man mano che risali la Penisola, t’imbatti nei rigori dell’inverno. Metti per esempio Assisi, la città di san Francesco: lui chiedeva la carità, ma qualche giorno addietro il sindaco ha vietato accattonaggio e nomadismo. E oltretutto (secondo una nota dell’Ansa) con il plauso dei frati, dato che i mendicanti allontanavano i turisti dalla basilica e dalla tomba del santo. Ma la caccia al barbone ormai imperversa in lungo e in largo: divieti analoghi s’incontrano a Pescara, Bologna, Firenze, Padova, Verona, Torino, Trieste, Cortina.

C’è poi il caso di Firenze, dove a proteggere il decoro cittadino manca soltanto il filo spinato. L’11 agosto è entrato in vigore il regolamento di polizia urbana, eufemisticamente titolato «Norme per la civile convivenza in città». Che cosa stabilisce? Vietato sdraiarsi per strada, neanche se ti viene un crampo alle ginocchia. Vietato lavarsi le ascelle nelle fontane pubbliche (evidentemente il puzzo non contrasta col decoro). Vietato legare la bicicletta a una panchina. Vietato sbattere tovaglie sui balconi (l’avessero deciso a Napoli, sarebbe resuscitato Masaniello). Infine si può pasteggiare in pubblico, però solo con stile.

Vallo a spiegare alle due famiglie francesi in gita, che sempre l’11 agosto hanno dovuto scucire 160 euro di multa. Loro protestavano che a Parigi non funziona così, e che in Italia non metteranno mai più piede. Invece gli altri 44 multati di questo primo giorno di galera erano tutti fiorentini, chissà se a Parigi c’è posto pure per loro.

In Versilia va anche peggio. A Forte dei Marmi multa da 10 mila euro per le massaggiatrici in spiaggia, nonché veto ai tagliaerba nei week-end. A Marina di Pietrasanta è proibito tuffarsi dal pontile; vi si può pescare, ma con un massimo di 2 canne da pesca. E così via, verso il profondo Nord. A Voghera hanno inventato il divieto di sosta in panchina dopo le 23, se a sostare sono più di 3 persone. Novara li ha subito emulati, ingaggiando una corsa al rialzo: non più di 2 persone. È il ritorno delle adunate sediziose, quelle osteggiate dal fascismo. Che però non si era spinto fino a bandire i borsoni dei vu’ cumprà, come hanno deciso i sindaci di Alassio e di Venezia. O le bevande in vetro nelle ore serali: succede a Ravenna, Genova, Monza, Brescia.

Ma non c’è limite alla frenesia dei limiti. A Eboli il sindaco ha introdotto una multa da 500 euro per le effusioni in auto. Cortina caccia dalle vie del centro i «falsi promotori sociali». Per combattere i pedofili, Trento proibisce di filmare i bambini in piscina. Forte dei Marmi punisce ogni attività sulla battigia, compresi i castelli di sabbia. Trezzano sul Naviglio istituisce la Sex Tax (500 euro), applicandola pure a chi effettua soste di un attimo o manovre repentine nei luoghi battuti dalla prostituzione. Ravenna castiga con 1000 euro chi fa il bagno dopo le 20. E per chiudere il cerchio, l’Alto Adige vieta di danneggiare i cartelli di divieto.

Potremmo questionare a lungo sulla legittimità di questo nuovo regno, il regno di Sua Maestà la multa. Perché il prelievo è esorbitante per le nostre tasche vuote. Perché suona ancora più crudele verso i povericristi. Perché imporre la buona educazione con le maniere forti costituisce di per sé un segno di cattiva educazione. Ma c’è almeno un aspetto che reclama opposizione: come diavolo potremmo mai conoscere i diversi divieti vigenti presso ogni diverso campanile?

Tanto più che qualche volta il limite cambia non solo di città in città, bensì di quartiere in quartiere: è il caso di Genova, che dopo l’ordinanza sindacale del 9 agosto si divide fra strade della birra e dell’aranciata. Eccola perciò la conclusione, quantomeno in punto di diritto: queste ordinanze dei sindaci sceriffi sono letteralmente inconoscibili per il popolo turista. E la Consulta (sentenza n. 364 del 1988) ha dichiarato che l’ignoranza incolpevole può ben giustificare il cittadino.

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con quella faccia un po' così...

19 agosto 2008 ore 01:03 segnala
Vent'anni fa mi bevevo il mare,
e modificavo allegramente canzoni...

"Con quella faccia un po' così
quell'espressione un po' così
che abbiamo noi che ci siam spaccati il fegatooooo
dentro ad un locale, con lo sguardo un po' brutale
ed un bicchiere di campari e gin."

Oggi la penso un po' così...

Non sanno più dove prendere i soldi
ed infatti mentre la "tecnologia" cala inesorabilmente di prezzo, aumentano in continuazione i prezzi dei beni di prima necessità di cui non si può fare a meno.
I "consumatori" si ritrovano con un reddito sempre più esiguo e indirizzano maggiormente i loro acquisti verso generi di prima necessità, del resto una televisione non si mangia, ed il reddito diventa sempre di più una questione di sopravvivenza.
Basti fare caso all'aumento di pasta, pane, latte, benzina, energia elettrica e gas dell'ultimo anno.
Si parla di aumenti del 30% per la pasta, del 16% per il gas del 7-8% per il pane, per non parlare di benzina e gasolio dove insiste la più marcia speculazione.
Un reddito sempre più ancorato alla sopravvivenza significa innanzi tutto innalzare la soglia di povertà, ovvero "tagliare fuori" chi non ha reddito o ha un reddito insufficiente dalla possibilità di alimentarsi a sufficienza, curarsi ecc. Ad esempio se fino a ieri erano necessari 500 euro al mese per non soccombere ora ne sono necessari 750, domani 1000 e dopodomani chissà.
A ciò si deve aggiungere un mercato del lavoro sempre più deregolamentato (sempre più precariato e lavoro atipico), ed aumento dei costi dei servizi pubblici (trasporti, sanità ecc.)
Come seconda conseguenza, l'orientamento coatto dei consumi verso i generi di prima necessità, deprime la domanda nei confronti degli altri beni, facendone abbassare i prezzi e la qualità.
I beni destinati verso un mercato dove si consuma poco non sono certo le ultime novità in termini di innovazione e tecnologia ma dovendo contenere al massimo il prezzo per riuscire a vendere si tratta perlopiù di prodotti "economici" o obsoleti.
A questo aggiungiamo la scarsità di fondi pubblici a sostegno della ricerca e per la creazione di infrastrutture adeguate destinate allo sviluppo produttivo(ciò che crea la ricchezza).
La realtà è che l'Italia si sta trasformando inesorabilmente in un paese arretrato, che rischia di ritornare a fare i conti con la miseria, come fu per i primi sessant'anni del secolo scorso dove la gente era costretta ad emigrare.
Per tener calma la gente si da la colpa agli immigrati e ai comunisti
e si paventano "soluzioni" del tutto fuorvianti come la riduzione delle tasse e la sicurezza.
Come già ho avuto modo di scrivere, gli immigrati sono estrememente necessari al nostro sistema produttivo per continuare ad essere "competitivo" e quindi produrre ricchezza.
Per quanto riguarda i "comunisti" non hanno mai governato in Italia e nelle regioni tradizionalmente governate da "giunte rosse" non si può dire che ci sia un tenore di vita inferiore alle altre ...anzi molto spesso i servizi funzionano meglio.
Per quanto riguarda le tasse è ovvio che un'imposizione fiscale superiore al 50% blocca l'economia e la crescita, ma di certo non è abbassando le tasse che le singole persone avranno un maggior reddito a disposizione, o meglio il maggior reddito sarà assorbito e superato dall'aumentato costo dei servizi e dei generi di prima necessità. E chi ne farà le spese saranno i redditi più bassi come al solito.
Ecco io penso che non ci dobbiamo ne lamentare tantomeno vergognare di essere rappresentati da questi politici a qualunque partito appartengano.
Ritengo che la responsabilità maggiore di ciò che sta accadendo sia del popolo e della sua non volontà o "incapacità" di rendersi conto e di reagire.

cose che non ho mai fatto!

16 agosto 2008 ore 13:02 segnala


Oggi è il compleanno di mio padre ...mi farò 300 chilometri per andarlo a trovare e fargli gli auguri di persona.




















quadro: autoritratto (di mio padre), carboncino su carta fine anni '60

ferragosto

14 agosto 2008 ore 14:58 segnala
Ferragosto è uno di quei periodi,
che per noia ed indolenza
è pargagonabile al natale.
La chiusura di bar e negozi,
la città silente,
deserta!
Ascoltando l'aria sento
il rumore di qualche litigio,
il lamento di qualche anziano,
nient'altro!

Eppure sto bene,
al contrario del natale,
questo deserto mi rilassa.
Poter uscire in ciabatte,
pantaloncini e canottiera
e camminare in mezzo alla strada.
sentire finalmente un ambiente urbano
a misura d'uomo, senza frenesie.

(ricordati di santificare le feste)

villette venete

11 agosto 2008 ore 23:28 segnala
Una tipica villetta veneta degli anni '70, di per se non ha un grande valore architettonico... sono grandi e spaziose, fatte per famiglie numerose ed in considerazione della prole che si spera sempre non si allontani mai dal nido. (nemmeno quando si fidanza o si sposa ...c'è già l'appartamento pronto, indipendente ma sempre nel medesimo stabile.)
Gente arricchita, che con fatica ha creato la propria fortuna nel dopoguerra lavorando, lavorando e lavorando, che d'improvviso si è ritrovata milionaria (ex miliardaria) e dotata di scarsa cultura.
In questa foto si può notare ciò che sta accadendo in più zone della regione, una specie di nuova moda, una necessità di restyling attraverso elementi architettonici che defenirei "securitari".
Questa "architettura securitaria" affonda le sue ragioni nella paura dello straniero, anche se italiano(foresto si dice in veneto), del diverso, nel terrore di essere derubati e contemporaneamente nell'ostentazione della propria ricchezza, sviluppando una serie di "soluzioni" drammatiche e costose.
I risultati, come appare evidente, sono la trasformazione della "ridente villetta" in un bunker.
Alle volte mi chiedo ma vivranno poi bene nella galera che si sono costruiti?
Premesso che ognuno fa ciò che vuole del suo denaro, ha senso spendere dei soldi per realizzare opere simili? Per avere il sole a scacchi dentro casa?
E' benessere questo?
Rimpiango il vecchio filo spinato e i muri di cinta con sopra i cocci di vetro.