Cena sott'acqua.

16 settembre 2014 ore 01:42 segnala
In un Acquario-Hotel,
i visitatori godono una cena straordinaria
in un tunnel sottomarino,
con pesci e tartarughe che nuotano intorno a loro.




Gli ospiti cenano a lume di candela, in un tunnel subacqueo nel Tianjin Haichang Polar Ocean World.

Pesci, tartarughe marine e altre creature nuotano intorno ai visitatori affascinati da cotanta visuale.


L'evento è stato organizzato per celebrare il prossimo Mid-Autumn Festival, una festa del raccolto celebrata in Cina e nel Vietnam.
"Tianjin Haichang Polar Ocean World" è stato costruito nella città di Tianjin, a sud est di Pechino, nel 2010.
Esso offre ai visitatori la possibilità di vedere più di 150 animali di grandi dimensioni, delle regioni artiche e antartiche, tra cui orsi polari.
E 'la patria di più di 30.000 creature polari e marine, tra cui squali, meduse, foche, pinguini, leoni marini e balene beluga.


Voilà:





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In un Acquario-Hotel, i visitatori godono una cena straordinaria in un tunnel sottomarino, con pesci e tartarughe che nuotano intorno a loro. « immagine » Gli ospiti cenano a lume di candela, in un tunnel subacqueo nel Tianjin Haichang Polar Ocean World. Pesci, tartarughe marine e altre...
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Città di Lions (Shicheng): antica città cinese, sommersa.

13 settembre 2014 ore 00:47 segnala
Città sotto l'acqua, in Cina è il luogo dove è possibile viaggiare nel tempo.
La rivista cinese del National Geographic ha pubblicato una serie di immagini della città di Lions (Shicheng) e quindi risvegliato un grande interesse per l'opinione pubblica su questa antica città sotto l'acqua. City Lions ha quasi 1339 anni di età e si trova nella provincia orientale cinese di Zhejiang, sommersa sotto il Qiandao Lake.



Archeologi internazionali lo chiamano "capsula del tempo". Perché è protetta dall'erosione, vento, pioggia e sole, la città è riuscita a mantenersi in uno stato stazionario. Le scale di case antiche e le pareti. sono le stesse di prima un migliaio di anni, rendendo la città una vera e propria esperienza virtuale per gli archeologi e subacquei. La Città di Lions è diventata un'attrazione turistica. Diversi club subacquei e gli operatori offrono ai turisti la possibilità di vagare per le strade sommerse di questa destinazione insolita. Un sottomarino speciale era stato creato anche per offrire visite guidate della città





Secondo la mappa restaurata, ci sono cinque porte della città in tutte le direzioni. Per ciascuna di queste porte si costruì una torre, e la città ha un totale di cinque torri. Inoltre, la città vanta anche sei strade, che sono stati utilizzati per collegare ogni angolo dell'antico edificio. Le strade tipiche della città di Lions sono in pietra, ben pavimentate, con lastre di pietra e ghiaia.



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Città sotto l'acqua, in Cina è il luogo dove è possibile viaggiare nel tempo. La rivista cinese del National Geographic ha pubblicato una serie di immagini della città di Lions (Shicheng) e quindi risvegliato un grande interesse per l'opinione pubblica su questa antica città sotto l'acqua. City...
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Fenghuang City-frozen-in-time

10 settembre 2014 ore 22:11 segnala
Fenghuang la Città congelata nel tempo.


The ancient town of Fenghuang is located in the southwest corner of the west of Hunan province, in China, at the foot of a mountain along the banks of the Tuo Jiang River. The town is exceptionally well-preserved, untouched by modernization, harboring unique ethnic languages, customs, arts as well as many distinctive architectural remains of Ming and Qing styles.

The ancient town has basically maintained the layout and original appearances of the Ming dynasty, of 14th century, and Qing dynasty, of 17th century, to this day. There are preserved in the ancient town zone over 200 ancient residential buildings, some 20 large or small streets, 10 ancient lanes and alleys, as well as ancient town walls, ancient town gate towers, ancient leaping rock, ancient wells, ancient rainbow bridges, ancient temples of literature, ancient temples of poems, ancient ancestral temples etc., all of which are by and large preserved in their original state.














Because of its unique geographical location, Fenghuang never suffered from the destruction of wars or natural disasters in hundreds of years. From the Miao people uprising in 1795 to the Getun uprising in 1937, there happened dozens of wars, none of which affected the town. Even during the war of resistance against Japanese invasion, Fenghuang town had not been occupied by Japanese invaders or suffered air bombing. In the year of 1949, Fenghuang was peacefully liberated. In the following 50 years, Fenghuang was spared of large-scale economical construction that happened in other districts. As the people of the ancient town cherished this especially valuable heritage bestowed by its profound cultural gifts, the local government has conducted a strict control over all the construction activities and thus successfully preserving the authenticity and integrity of the ancient town.


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Fenghuang la Città congelata nel tempo. The ancient town of Fenghuang is located in the southwest corner of the west of Hunan province, in China, at the foot of a mountain along the banks of the Tuo Jiang River. The town is exceptionally well-preserved, untouched by modernization, harboring unique...
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Teseo e Arianna. Chi vuol esser lieto, sia.

10 settembre 2014 ore 19:52 segnala
Bacco e Arianna suona meglio.
ma prima c'era Teseo.
lo smemorato.


Teseo abbandona Arianna non per una qualche ragione, o per un’altra donna, ma perché Arianna esce dalla sua memoria, in un momento che è tutti i momenti. Quando Teseo si distrae, qualcuno è perduto. Teseo non è crudele perché abbandona Arianna. La sua crudeltà si confonderebbe allora con quella di tanti. Teseo è crudele perché abbandona Arianna nell’isola di Nasso. Non più la casa dove si è nati, non certo la casa dove si sperava di essere accolti, e neppure un paese intermedio. È una spiaggia, battuta da onde fragorose, un luogo astratto dove si muovono soltanto le alghe. È l’isola che nessuno abita, il luogo dell’ossessione circolare, da cui non vi è uscita. Tutto ostenta la morte. Questo è un luogo dell’anima.
R. Calasso, da: "Le nozze di Cadmo e Armonia"


Il guaio principale di Arianna non è tanto essere rimasta sola, ma essere rimasta sola su un’isola deserta. Teseo aveva la nave, lui bello tranquillo, dall’isola deserta è tornato a casina, mica si preoccupa che ha lasciato una fanciulla da sola in pasto alle belve. No poverino, lui che fa? DIMENTICA ( si dimenticò anche di issare le vele bianche).
E scappare da Nasso, come fai?
O ti metti a nuotare e provi ad arrivare ad Andros o Mykonos (che ai tempi però mi sa che mica era stipata come adesso), poco probabile, o ti fai una barca e ti dai una meta nuova. Poco probabile ma più possibile. La cosa più semplice? Aspettare che qualcuno ti venga a prendere, possibilmente prima che ti sfinisca.
ed infatti.


(piantare in asso deriva proprio da questo: “piantare in Nasso”, poi divenuto “piantare in asso”)


I miti hanno un vizio.
Sono granitici.
Lo sappiamo.
Si rafforzano e si stratificano nella memoria collettiva ed emotiva.
Perché esiste un legame sottile di identificazione tra mito e realtà.

Così avviene anche per il mito di Arianna, di Teseo e del Minotauro, di Dionisio (Bacco).
Tutti conoscono la storia, anche se ne esistono diverse versioni:
http://www.rilune.org/mono7/Funaioli.pdf

Arianna abbandonata da Teseo - attende il suo ritorno:
le immagini di Arianna che mi piacciono, opere famose, sono tutte con almeno una tetta fuori, quindi ho optato per questa:




questa invece, avendo le tette fuori, metto il link:
http://it.wahooart.com/Art.nsf/O/9CWFAF/$File/Herbert+James+Draper-Ariadne+Deserted+By+Theseus.JPG

la storia finisce così: passa Bacco e se si innamora di Arianna, e lei di lui.
Finale;


Quant'è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.

Quest'è Bacco e Arianna,
belli, e l'un dell'altro ardenti:
perchè 'l tempo fugge e inganna,
sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe ed altre genti
sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c'è certezza.


mia figlia l'ho chiamata Arianna perchè mi ricordava una stupenda persona, niente a che vedere con la mitologia.
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Bacco e Arianna suona meglio. ma prima c'era Teseo. lo smemorato. Teseo abbandona Arianna non per una qualche ragione, o per un’altra donna, ma perché Arianna esce dalla sua memoria, in un momento che è tutti i momenti. Quando Teseo si distrae, qualcuno è perduto. Teseo non è crudele perché...
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10/09/2014 19:52:48
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brancolare nel buio.

08 settembre 2014 ore 01:39 segnala
nel vario microcosmo in cui mi muovo,
ci sono sempre dei punti di riferimento.
altrimenti girerei persa, e comunque non
tutti i persi sono disperati.
a volte mi piace cercare di perdermi,
immaginare di brancolare nel buio
senza avere nessun punto di riferimento.
nessuno stimolo, nessun interesse, nessun
affetto.
ma non ci riesco proprio.
qualcosa c'è sempre.
perchè anche il vuoto lo vedo come qualcosa
da riempire, da colmare, non mi sta bene vuoto.
poi, quando meno ci pensi o te l'aspetti, il
vuoto arriva, come un pugno allo stomaco e
sa di sconfitte, tentativi andati a vuoto,
decisioni prese quando il tempo era già
scaduto, improvvise sorprese non desiderate.
ma la libertà di crearsi il proprio mondo è
speciale.
è qualcosa di unico e meraviglioso,
ti senti protetta, sicura tra le cose che vuoi,
e che scegli.
ma per arrivare a questo, a volte è indispensabile
fare delle scelte, anche drastiche,
ma valgono la nostra serenità.
non è così facile liberarsi da certi mostri che abbiamo
dentro, tutti ne abbiamo, e si chiamano follie, manie,
ossessioni, psicosi, nevrosi,
e anche un numero notevole di persone da starci alla
larga.
fatto ciò, ci si sente già meglio. molto meglio.

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nel vario microcosmo in cui mi muovo, ci sono sempre dei punti di riferimento. altrimenti girerei persa, e comunque non tutti i persi sono disperati. a volte mi piace cercare di perdermi, immaginare di brancolare nel buio senza avere nessun punto di riferimento. nessuno stimolo, nessun interesse,...
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Le icone sono Icone.

01 settembre 2014 ore 13:49 segnala
Comtesse Jacqueline de Ribes


Russian Princess

"L'ultima regina di Parigi"
Aristocratica francese, fashion designer.
Lei è anche un membro della
Dressed List International Best dal 1962.




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Comtesse Jacqueline de Ribes Russian Princess "L'ultima regina di Parigi" Aristocratica francese, fashion designer. « immagine » Lei è anche un membro della Dressed List International Best dal 1962. « immagine » « immagine » « immagine » « immagine »...
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l’artista William Utermöhlen si dipinge l'alzheimer.

29 agosto 2014 ore 14:44 segnala
l'altro giorno avevo letto il post di Vereor,
"Mirella"
http://blog.chatta.it/vereor/post/mirella.aspx
e mi era venuto subito in mente questo articolo
di poco tempo fa:


Un artista con l’Alzheimer ha dipinto il suo ritratto
per 5 anni finché
a stento ricordava il proprio volto


Nel 1995, all’artista britannico William Utermöhlen è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer. Prima della sua morte, avvenuta nel 2007, Utermöhlen ha creato una serie straziante di autoritratti che documentano il graduale decadimento della sua mente a causa di questa malattia invalidante.

Le parole di Patricia, sua moglie, spiegano bene perché questi dipinti siano così potenti: “In queste immagini vediamo con straziante intensità gli sforzi di William di spiegare il suo sé alterato, le sue paure e la sua tristezza”.
E’ difficile stabilire se i cambiamenti nei suoi ritratti siano dovuti alla perdita delle sue facoltà artistiche o di quelle psichiche ma, in entrambi i casi, documentano il tumulto emotivo di un artista che vede la sua mente abbandonarlo poco a poco.


1967


1996



1997



1998


1999


2000


Maggiori info: williamutermohlen.org | newstatesman.com
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l'altro giorno avevo letto il post di Vereor, "Mirella" http://blog.chatta.it/vereor/post/mirella.aspx e mi era venuto subito in mente questo articolo di poco tempo fa: Un artista con l’Alzheimer ha dipinto il suo ritratto per 5 anni finché a stento ricordava il proprio volto Nel 1995,...
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La scrittura aforistica di Manlio Sgalambro.

26 agosto 2014 ore 16:16 segnala
Chi sia Manlio Sgalambro,
... ve lo andate a cercare. :rosa

è considerato uno dei più importanti filosofi italiani. Sgalambro, preferisce chiamare Teologia la sua Filosofia, perché Dio ne è l’oggetto fondante, ente infimo che avversa l’uomo e lo uccide.




“Dopo Schopenauer teologia ormai significa rendere conto dell’ottusa esistenza dell’universo” afferma Sgalambro, che scrive anche che la morte è il delitto di Dio (“tutti moriamo assassinati”).

... c'è da ragionarci poco, in sostanza è Dio stesso che ci fa morire, dopo averci creati.

Secondo Sgalambro l’unica consolazione in questa universale disperazione è il piacere di pensare:
“Vera vita è quella della mente”,
“L’estrema rinuncia è per me la rinuncia alle gioie del pensiero, alle Idee, alle verità seducenti e pericolose. Nulla mi importa delle gioie della vita, belle donne e ricchezza non mi dicono nulla, ma un bel pensiero, sinuoso come un serpente, una verità, la penetrazione di un difficile testo, la vittoria del mio pensiero su un altro, strapparmi tutto questo è strapparmi la carne e le viscere. Qui è vera rinuncia. Sicché a questo si volge la mia negazione favorita, si immerge qui la sua punta… ”.


Sgalambro ama definirsi dogmatico, il suo è un pensiero forte contrapposto alla filosofia della consolazione e alla filosofia del disincanto. La verità è evidente, si tratta di accettarla nella sua natura unica, feroce, che ci accompagna fin dalla nascita, l’evento funesto che diede luogo alla vita stessa. Sgalambro esprime l’orgoglio e la rabbia di conoscere la verità delle cose, di possederle nell’idea, siano come siano (“Il perfetto disegno di un carcinoma visto in una lastra mi rallegra”... n.d.A. parole sue, sottolineo). Le risposte di Sgalambro “sono un sistema il quale non ne tollera altri. La verità è quella che è: ha un senso e uno solo… la verità non ha bisogno né dell’autore né del lettore”.


Ancora parole sue: “Il mio primo testo di filosofia l’ho scritto a 58 anni. Quando non ho avuto più dubbi”.

Molti dei testi di Sgalambro (tra i maggiori, "La morte del sole 1982", "Trattato dell’empietà 1987" e "Del pensare breve 1991", tutti pubblicati dalla casa editrice Adelphi) sono caratterizzati dall’esposizione per aforismi, forme brevi che mandano in pezzi l’ethos oratorio: “Le due cose più rapide, l’intuizione e l’aforisma, soprendono la volontà e si sottraggono ad essa. Per un soffio l’hanno elusa e trionfano per quanto loro è concesso” scrive in Del pensare breve.

... e anche “Il pensiero breve non ha corta memoria. Chi pensa non dimentica il torto subito – il fatto che nacque – e lo ritorce contro l’espressione. L’aforisma è l’uso pessimistico della scrittura. Il pensiero breve manda in pezzi l’ethos oratorio . Tutto quanto si può dire, si può dire invece in un aforisma, l’anima del quale è la scansione che segna il tedio del pensare ma anche la sua eroica sosta per raccogliere, volta per volta, il pensato... L’aforisma è un cenno su cui ci si intende solo tra coloro sui quali il torto subìto lasciò impresso un segno”.


alcune sue poche righe, alcune citazioni tratte da sue opere:


Del pensare breve, Adelphi, 1991
Ospedale di notte. Negli ultimi momenti della vita qualcosa allontana per sempre dai teoremi solenni, dal finalino sublime. Gli occhi cadono invece sulle cose più fruste e si assiste alla propria fine in un rozzo ospedale contemplando ammaliati dei luridi calzini.


Filosofie minori. Ogni filosofia minore è un sorta di filosofia du mal. Minore essa lo è non davanti ad altre che sarebbero grandi, ma davanti al fatto che queste sostengono il mondo mentre quella lo manda al diavolo.


Nell’età dell’aforisma. Se Karl Kraus avesse scritto Il capitale lo avrebbe fatto in tre righe.


Modestia. La modestia è la vile riuscita di chi si annulla ma solo un pochino e proprio così si mette in risalto.



Trattato dell’empietà, Adelphi, 1987
I termini ‘elevarsi’, ‘ascendere’ sono inadatti nei confronti di Dio. Si discende a Dio, ci si abbassa.

Ne è della giaculatoria religiosa – Buono, Bello, Sapiente, Amabile… (secondo i Nomi divini dello Pseudo-Dionigi) – come della giaculatoria amorosa – micina, gioia, amore, gattina.


Il teologo e il fisico. Il fisico patisce la mancanza di vita del suo oggetto; il turbamento del teologo adombra invece il terrore che esso possa avere vita.


Perché si colpì il piacere dei sensi e non quello dell’intelletto? Perché non si condannò la foia di questo, la concupiscenza con cui si attaccava al concetto di Dio, la voluttà, addirittura lo spasimo, che ne provò? La concupiscenza della carne è nulla al confronto di quella dello spirito quando questo si inorgoglisce del suo osceno concetto.


Perché il pensiero dell’Universo dovrebbe elevarci sull’Universo e il pensiero di Dio non dovrebbe innalzarci su Dio? Lo si domandi a Pascal. (Pensare è disprezzare, mettere distanze, marcare di rispetto…).



La morte del sole, Adelphi, 1982
Si può dire che lo spirito sociologico nasce quando si perviene a riconoscere che questa società, con tutta la miriade delle sue funzioni e gruppi di funzioni, con le sue lussureggianti stratificazioni, i suoi eserciti, le sue polizie, i sistemi industriali, le scuole, i suoi sistemi finanziari, le banche, le borse (i suoi soli, le sue lune) è soltanto rappresentazione…


Che meschine e miserabili massime – che non si debba rubare, che si deve rispettare il padre e la madre… – debbano essere assolutamente obbliganti, e le verità che concernono il nostro posto nel mondo debbano essere assolutamente libere è soltanto aberrante. A questo ci ha ridotto il primato della pratica.


Non si può essere reazionari perché non c’è dove tornare; non si può essere progressisti, perché non c’è dove andare.


***


«L’ odio del misan­tropo non è vio­lento. E’ un odio mite, tran­quillo, sereno. Quasi anno­iato. Ci vuole la calma di Seneca per scri­vere l’ Her­cu­les furens ».


«I più alti spiriti, se così vogliamo chiamarli, sono stati misantropi» osserva Sgalambro in questo suo ultimo libro. «L'Idea» infatti «è raggiungibile solo in uno stato di misantropia. Il misantropo non vede più l'uomo, la cui carne detesta, ma l'Idea dell'uomo».


Il pessimismo di Sgalambro,non è un pessimismo cosmico alla Cioran,ma una ricerca continua della verità che sta dietro alle cose,pur avvertendo il lettore che la verità e sempre contro.
La ricerca della verità come tratto che contraddistingue l’uomo .
La vittoria del pensiero sulle cose inerti.
Ecco per queste cose val bene la pena di vivere un esistenza assurda dove il dado è tratto ,ma si può essere ancora ottimisti .
“ Abbiamo superato l’ottimismo ed il pessimismo, e questo superamento è la noncuranza verso l’uno e l’altro ,di conseguenza si può essere più sbarazzini e più leggeri.”
Ma anche il tono della sua voce ed il suo sguardo autoritario, sicuro, disincantato, impenetrabile. Il suo accento siciliano fino al midollo plasmato su quella voce roca, ... tutto sommato antica.

Manlio Sgalambro è morto il 6 marzo, all’età di 89 anni.

Intervista al filo­sofo Man­lio Sga­lam­bro
–a cura di Anto­nio Gnoli–
apparsa sul quo­ti­diano La Repub­blica del 4 luglio 2012:

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Chi sia Manlio Sgalambro, ... ve lo andate a cercare. :rosa è considerato uno dei più importanti filosofi italiani. Sgalambro, preferisce chiamare Teologia la sua Filosofia, perché Dio ne è l’oggetto fondante, ente infimo che avversa l’uomo e lo uccide. « immagine » “Dopo Schopenauer...
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26/08/2014 16:16:38
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Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano.

23 agosto 2014 ore 14:39 segnala


La foto che vedete non è ritoccata e le formiche sono vere. Anche se sembra incredibile, è uno dei tanti scatti del progetto Ant Tales del fotografo russo Andrey Pavlov.
Pavlov ha studiato per molto tempo le formiche e il loro modo di lavorare, passa ore ad inserire degli oggetti sul loro percorso e le osserva mentre interagiscono con le sue miniature fino ad ottenere lo scatto perfetto!


Ecco il micromondo delle formiche visto in close-up dall’obiettivo del talentuoso fotografo russo: Andrey Pavlov. Le fotografie di questa gallery possono sembrare ritoccate con Photoshop, sono invece il frutto di tanta passione e di ore e ore di pazienza.





















Le immagini macro-meravigliose fanno parte del fotoracconto Ant Tales che racconta la vita delle minute creature di cui Pavlov è un grande ammiratore. Le formiche dal canto loro sembrano contraccambiare questo amore

(io personalmente non ho capito come...)


pensavo a quest'uomo che passa le giornate a fotografare le formiche...
poi d'altra parte scrivono che le formiche nel loro piccolo s'incazzano, ma come
dar loro torto...
nel loro piccolo sono geniali



se qualcuno non sa cosa fare,
che qui ad esempio oggi piove,
ecco il link:
http://www.geekologie.com/2012/03/what-in-the-insane-posed-ant-photography.php
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« immagine » La foto che vedete non è ritoccata e le formiche sono vere. Anche se sembra incredibile, è uno dei tanti scatti del progetto Ant Tales del fotografo russo Andrey Pavlov. Pavlov ha studiato per molto tempo le formiche e il loro modo di lavorare, passa ore ad inserire degli oggetti sul...
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23/08/2014 14:39:27
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IL BOTTONE.

21 agosto 2014 ore 14:24 segnala
“Un bottone, poi, è quell’arnese che serve a riunire insieme due cose,
o due parti di una cosa, le quali, in mancanza di quell’utile intermediario,
rimarrebbero eternamente divise.
Certi strappi dolorosi, certe fessure profonde, certe scuciture irrimediabili,
non si verificherebbero affatto, se la natura producesse spontaneamente un bottone ovunque si spalancasse disgraziatamente una fenditura.”

“Pietro Coccoluto Ferrigni”
I Bottoni – nell’arte e nella storia

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“Un bottone, poi, è quell’arnese che serve a riunire insieme due cose, o due parti di una cosa, le quali, in mancanza di quell’utile intermediario, rimarrebbero eternamente divise. Certi strappi dolorosi, certe fessure profonde, certe scuciture irrimediabili, non si verificherebbero affatto, se...
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21/08/2014 14:24:22
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