l’artista William Utermöhlen si dipinge l'alzheimer.

29 agosto 2014 ore 14:44 segnala
l'altro giorno avevo letto il post di Vereor,
"Mirella"
http://blog.chatta.it/vereor/post/mirella.aspx
e mi era venuto subito in mente questo articolo
di poco tempo fa:


Un artista con l’Alzheimer ha dipinto il suo ritratto
per 5 anni finché
a stento ricordava il proprio volto


Nel 1995, all’artista britannico William Utermöhlen è stato diagnosticato il morbo di Alzheimer. Prima della sua morte, avvenuta nel 2007, Utermöhlen ha creato una serie straziante di autoritratti che documentano il graduale decadimento della sua mente a causa di questa malattia invalidante.

Le parole di Patricia, sua moglie, spiegano bene perché questi dipinti siano così potenti: “In queste immagini vediamo con straziante intensità gli sforzi di William di spiegare il suo sé alterato, le sue paure e la sua tristezza”.
E’ difficile stabilire se i cambiamenti nei suoi ritratti siano dovuti alla perdita delle sue facoltà artistiche o di quelle psichiche ma, in entrambi i casi, documentano il tumulto emotivo di un artista che vede la sua mente abbandonarlo poco a poco.


1967


1996



1997



1998


1999


2000


Maggiori info: williamutermohlen.org | newstatesman.com
bfa786ac-8284-4c71-b0f4-8bddbe202f62
l'altro giorno avevo letto il post di Vereor, "Mirella" http://blog.chatta.it/vereor/post/mirella.aspx e mi era venuto subito in mente questo articolo di poco tempo fa: Un artista con l’Alzheimer ha dipinto il suo ritratto per 5 anni finché a stento ricordava il proprio volto Nel 1995,...
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29/08/2014 14:44:03
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Commenti

  1. Parameshwari 29 agosto 2014 ore 14:49
    È triste.
  2. MorganaMagoo 29 agosto 2014 ore 14:55
    sì, molto triste.
  3. Vereor 29 agosto 2014 ore 14:57
    Dio mio,è impressionante....
  4. MorganaMagoo 29 agosto 2014 ore 15:04
    sì Vere,
    nell'ultimo quadro rimane così poco...
  5. Eleanor.Peacock 29 agosto 2014 ore 15:08
    Chiamatemi cinica testa di cazzo, ma gli ultimi ritratti sono bellissimi.
  6. MorganaMagoo 29 agosto 2014 ore 15:14
    infatti è così, anche secondo me, ma a che prezzo...
    probabilmente, i surrealisti e non solo, hanno qualcosa
    che non va nel cervello... nel senso buono naturalmente.
    cioè qualche sconnessione ...
  7. Eleanor.Peacock 29 agosto 2014 ore 15:24
    Molti grandi artisti, qualcosa di più di qualche problemino, l'avevano. Due anni fa a Ravenna fecero una mostra Borderline, bellissima. In quel caso l'arte era una forma di terapia, per alcuni il solo modo per comunicare un disagio. Sarà che sono frutto di una sofferenza, ma tra il suo primo autoritratto e gli ultimi, non c'è paragone.
  8. MorganaMagoo 29 agosto 2014 ore 15:32
    qui c'è il discorso della malattia...
    se non avesse avuto l'Alzheimer non
    sarebbe probabilmente arrivato a
    disegnare gli ultimi due così ...
    ma c'è chi ci arriva senza malattia...
    o forse ne ha un'altra... i geni son
    tutti borderline. anche Gal, chissà
    se dipinge cosa dipinge... si sa che
    fa Tarzan sul trapezio, ma non si sa
    ancora se si diletta nella pittura...
  9. Eleanor.Peacock 29 agosto 2014 ore 16:24
    Ma siamo sicure di volerlo scoprire ?
  10. Eleanor.Peacock 29 agosto 2014 ore 16:25
    Io Gal lo lascerei coperto, meglio copertissimo.
  11. MorganaMagoo 29 agosto 2014 ore 18:45
    non possiamo dirigere il vento,
    ma possiamo orientare le vele.
    lui lo lasciamo in coperta.
  12. Eleanor.Peacock 29 agosto 2014 ore 19:46
    in Tangone.
  13. dealma 29 agosto 2014 ore 21:49
    Splendido. Vedere come lo stato interiore filtri la percezione visiva.
    Più progredisce la malattia, più in viso retrocede, sfugge, lo sguardo si fa distante, volto verso l'interno.
  14. MorganaMagoo 30 agosto 2014 ore 15:08
    sì infatti Dealma, in realtà è questo che colpisce.
    foto dopo foto, l'artista (l'uomo) è sempre meno attratto
    dai particolari del viso, alla fine non ne rimane quasi
    più niente, se non la sagoma del naso e delle labbra;
    difficile è comprendere cosa ci sia stato nella sua
    memoria in quel momento...
    "E’ difficile stabilire se i cambiamenti nei suoi ritratti
    siano dovuti alla perdita delle sue facoltà artistiche o
    di quelle psichiche"... molto probabilmente si "vedeva"
    o si interpretava così. a me ha colpito in modo particolare
    il secondo ritratto del 1997, in cui sembra mutare la
    posizione dei lineamenti nel volto... e da lì poi è andata
    degenerando la malattia probabilmente.
  15. a.Qa 01 settembre 2014 ore 08:19
    ci vedo tanta forza e determinazione un braccio di ferro contro la malattia
    anche se poi vince ''lei''... ma per me ha vinto l'uomo lasciando il suo ritratto..

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