Quando un uomo ...

30 aprile 2009 ore 08:15 segnala

non controlla più il proprio corpo, pensa sia inutile combattere. Il pannolone sporco è più invalidante di qualsiasi malattia, è un'offesa alla dignità. Accettarlo non è facile. Meglio non avere una gamba che sapersi addosso un ausilio contenitivo della propria infermità.

 

P.S.

qui la sveglia è alle 6

ma ci si sveglia in continuazione per verificare in modo assurdo se (e quanto) si è ancora vivi.

Badanti & trafficanti

28 aprile 2009 ore 16:04 segnala

Un vecchio ha bisogno di cure ma anche di affetto. Un vecchio generalmente ha qualche soldo da parte. Un vecchio può essere facilmente illuso che l'amore esiste a tutte le età come la frutta sugli alberi in inverno. Un vecchio è come un bambino, crede a tutto, ha bisogno di crederci contro ogni buona logica, così, come i vecchietti di Gela vanno al Misex per provare di nuovo l'amore, anzi il sesso.

Attorno ad un vecchio si muove di tutto. Ogni giorno, passano di qui badanti (per lo più rumene), che mi lasciano un numero di cellulare in caso di bisogno. Si mostrano affettuose. Sfidano il virus e mi stringono al petto, un petto caldo, morbido, spesso generosamente esibito, profumato (il profumo contiene alcool ed è un discreto disinfettante).

100 Euro a notte, 1200 a mese in regola. Sembrano tariffari da case chiuse (per quelli che sanno cosa sono).

Un vecchio abbastanza vecchio da conoscere la vita, sa che queste cose non esistono, ed è tutto un arraffa soldi. Il denaro non è tutto nella vita, ma è l'unica garanzia che un vecchio solo, può mettere sul piatto di un'istituzione abbastanza sicura e seria (non ne esistono nemmeno di queste), che lo conduca in pace e il più dolcemente possibile alla morte.

Non vorrei illudere nessuno/a che mi chiede prestiti o lasciti per email, in cambio di sicuro affetto ... e poi un piccolo computer non è certo indice di ricchezza (non vorrei far perdere tempo).

Ho un netbock solo perchè mi piace la musica e mi piaceva costruirmela 30anni fa, con i primi C64 della Commodore.

 

P.S.

Ascolto, rumino a lungo i discorsi come ogni buon vecchio cremonese. So che sui cinquant'anni, una donna divorziata, soprattutto se divorziata e sola comincia ad essere stanca di tirare la carretta. Spesso i figli dissanguano, certi si drogano, non trovano lavoro, non mettono su famiglia o la mettono e se ne vanno. Una donna a quell'età vorrebbe l'amore ma cerca prima di tutto concretezze, ha bisogno di una spalla, anzi di un salvadanaio non certo un vecchio da accudire senza prospettive concrete.

Non m'illudo non voglio illudere.

come nella corrida

27 aprile 2009 ore 15:10 segnala

noi siamo il toro e la morte cerca di ammalirci con il suo drappo rosso e il suo vestito di mille colori per rubarci alla vita.

La morte è seducente a anche se ci mostra lo spadino a volte non ne comprendiamo bene l'efficacia della lama.

Da li non si torna. E' un esperienza difficile da raccontare quando hai preso la rincorsa e non riesci più a frenarti.

La morte non è

27 aprile 2009 ore 13:52 segnala
La morte non credo sia qualcosa di grave in se, soprattutto se è quella degli altri. Se è la tua è un evento unico e irripetibile come la vita. Sembra un concetto stupido, fin troppo semplice. La morte è assenza di tutto. E' quel niente quel freddo che non riuscivo prima a capire. Ho fatto la guerra. La morte mi è passata vicina tante volte, talvolta durante la prigionia l'ho cercata. Credevo fosse una cosa orrenda, invece è l'indifferenza, una bella signora sorridente che non ha fretta, sta lì, tranquilla, aspetta solo che io mi congedi dalla vita. Non mi vuole portare via. Aspetta che io faccia il primo passo, anzi l'ultimo.

Money Hospice

27 aprile 2009 ore 08:20 segnala

Qui sanno gestire alla perfezione la burocrazia delle domande, delle assunzioni (quelle dei pazienti intendo), la morte, interpretare i gusti e gli intenti dei parenti, hanno un'impresa di pompe funebri davanti all'ingresso come ci sono i brico davanti ai supermercati. In questo posto sanno mantenere e alleggerire la cura sino a chiudere definitivamente la pratica del malato con il suo seppellimento.

Visto 10 in elettronica e software, ma il paziente non riesce ad avere così pazienza. Qui il sorriso è stampato sulla faccia di tutti e questo mi mette ancor più paura. La morte, i morti, qui scivolano via come gocce d'acqua su un impermeabile.

La morte è ineluttabile ma mi fa paura il modo in cui mi prenderà. Sono un fifone e pensavo di essere un razionale illuminista.

Clostridium difficile

25 aprile 2009 ore 23:15 segnala

Ce l'ho.

Mi ricordo quando da bambini ci si scambiava le figurine.

Il Clostridium ce l'ho e forse anche doppio.

E' un virus che prende lo stomaco se non ho capito male. Mi hanno detto che l'abbiamo tutti ma è risvegliato dagli antibiotici.

Mi dicono che me lo sono portato dall'ospedale.

Brutta cosa avere internet. Non ti possono raccontar balle, arrivi subito alla verità.

Diciamo piuttosto che me lo sono preso qua e che gli antibiotici presi all'ospedale hanno messo fuoriuso il mio sistema immunitario.

Di Clostridium si muore e pare sia una delle maggiori cause di morte negli ospedali.

Il virus ce l'ho dentro, ho la diarrea, potrebbe anche bucarmi le budella, la pleura, darmi peritonite.

Incidenti di percorso.

La cosa assurda è che non posso uscire dalla stanza ma gli altri possono entrare. Anzi In ogni stanza ci sono due persone ed ogni due stanze c'è un bagno.

E' un isolamento da incoscienti. Gli infermieri entrano con i guanti ma noi si sta tutti senza protezioni.

Il mio vecchio coinquilino è stato spostato ed è arrivato un ragazzo giovane, un albanese credo.

Quello che ho addosso io viene buttato nei rifiuti infetti ma se tocco altri o vado in bagno prima degli altri non viene presa precauzione. Sembra la fabbrica dei contagi.

Tanto chi se ne frega? I vivi in ospizio sono formalmente già morti per tutti, bisogna solo aver un pò pazienza

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Ce l'ho. Mi ricordo quando da bambini ci si scambiava le figurine. Il Clostridium ce l'ho e forse anche doppio. E' un virus che prende lo stomaco se non ho capito male. Mi hanno detto che l'abbiamo tutti ma è risvegliato dagli antibiotici. Mi dicono che me lo sono portato dall'ospedale. Brutta cosa...
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25/04/2009 23:15:59
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Ho un sogno stupido

25 aprile 2009 ore 17:56 segnala

niente di che, niente amori o cose all'apparenza impossibili.

Vorrei per un'ultima volta fare un viaggio sulla statale Paullese, al tramonto, una specie di ritorno a casa, a Milano. La prima casa che è stata solo mia, in zona Accursio, vicino alla montagnola di San Siro, quando d'Estate si sentivano le note delle orchestrine jazz al festival dell'Unità.

Un viaggio che è tutta una vita.

la fisioterapista "attitudinale" mi ha detto ...

24 aprile 2009 ore 17:35 segnala

... che stamattina sono svenuto.

Ho un pò di acciacchi alle chiappe, ma per il resto non ricordo nulla. E' la prima volta che mi capita...

o forse è la prima volta che me lo dicono.

ci si separa sempre prima della morte.

22 aprile 2009 ore 23:21 segnala

si vive e si muore da soli, anche se per tutta la vita si crede di viaggiare in compagnia.

Quando ci si ammala e le forze vengono meno ognuno pensa a se e chi sta annegando annaspa e cerca di appigliarsi  a chiunque .

Unioni indissolubili, quando arriva il momento difficile si sciolgono e ognuno pensa al se stessi.

a me capita così

Dario si è dimenticato tutto

21 aprile 2009 ore 23:09 segnala

Sono nel reparto riabilitativo di un ospizio.

Ci sono anche giovani (pochissimi), tutto il resto è già mentalmente con il pensiero fisso dell'ospizio come ultima dimora.

Qui si aspetta tutto il giorno tutto e nulla.

Si è impazienti senza sapere di che cosa.