L'ambiente è particolare.

19 aprile 2009 ore 23:26 segnala

Si pranza "fuori" dalle stanze. Si pranza in refettorio, tutti insieme.

Come idea non è male, si socializza.

Anzi, ognuno dice la sua e continua per i propri pensieri. A tavola siamo in 3. Sono seduto vicino a Dario.

Un tipo in gamba, anche se nessuno ascolta nessuno, e quindi poco conta.

vivi alla meta

19 aprile 2009 ore 22:56 segnala

qui c'è una macchina per radiografie. I vecchi, si sa, si rompono in tutti i punti, quindi meglio controllare.

Una macchina per radiografie costa e quindi deve lavorare.

Quel che qui non si può lo si va a fare fuori in ambulanza.

In ambulanza ci sono solo volontari ... io no!

Fatemi fare dei viaggi più a modo ... o devo chiamare la protezione animali?

Mi stanno togliendo tutte le pastiglie. A me sembra di star peggio, mi sento distrutto.

Fermate frequenti

19 aprile 2009 ore 22:36 segnala

Un vecchio è un vecchio. Ha bisogno delle sue soste frequenti. Non tutto il personale di supporto lo capisce.

Gli ausiliari, vogliono il "per piacere" il "grazie".

Non sempre chi è ammalato o quantomeno disagiato sa dirlo. Se è li è perchè sta male.

Dai, non piantatemi qui nel mio brodo, cambiatemi il pannolone.

Ippocrate? Chi era costui???

19 aprile 2009 ore 00:26 segnala

Un'altra cosa che salta all'occhio, è che i medici, qui, non girano con lo stetoscopio che fa figo quando vanno in mensa ospedale, ma con un netbock incollato alla mano, come una signora porterebbe un'indispensabile pochette andando al bagni del ristorante.

Qui sono specializzati in geriatria. Se in un ospedale normale ci sono 2 infermieri ogni "servente al letto" (gli ausiliari sanitari), qui (ad occhio) il rapporto è almeno un infermiere ogni 4 ausiliari.  Segno che i pannoloni si riempiono come le casse delle slot machine di Las Vegas.

Qui sanno che i nuovi inquilini sono scaricati dai parenti, come si lascia il cane in autostrada, o al canile che costa meno in città.

Avete mai letto un necrologio di un morto in ospedale? I parenti ringraziano sempre i medici che si sono prodigati. Possibile si prodighino solo per i morti e mandino sempre i vivi a fottersi al patologo dell'inferno?

Comincio a darmi una spiegazione.

A nessuno frega dei medici, a nessuno frega del morto (a meno che abbia denari da spartire, nel qual caso comincia, da morto, ad avere una vita interessante come soggetto fruttifero).

I ringraziamenti si fanno per il popolo. Si fanno per dire al resto del mondo:

"lo abbiamo tanto amato e lo abbiamo portato nel posto migliore, con i migliori medici e la squadra più preparata e più premurosa che esisteva sul pianeta. Abbiamo la coscienza a posto".

A posto un flauto magico!!!

Quando arrivi in questo posto, non ci sono più cure e se anche ci fassero, chi hai delegato ad accudirti negli ultimi momenti su questa terra, ti volta le spalle. Si passa alla fase di mantenimento vigile ma non esageratamente interessato.

Quando ti scartano in posti come questo, vuol dire che la famiglia non ne può più. Per l'ASL sei solo una spesa. Per te stesso sei solo in attesa dell'ultima azione che puoi compiere in libertà: morire. Mi sento immondizia differenziata. A vario titolo faccio parte dell'umido e ho qualche chance per essere riciclato (chissa poi perchè scians si scrive circa "ciance"). Molti qui fanno parte del "secco", quello impossibile da smaltire se non bruciandolo in un forno.

Già ... Ippocrate chi era? Questi sembrano seguaci più di Bill Gates!

Anche oggi niente parenti in visita. Questa solitudine comincia a farmi prudere le mani ... ma se tornerò a camminare avrò piedi per tutti.

Freddo boia

18 aprile 2009 ore 15:12 segnala

Trasferimento in ambulanza allucinante. Nevica. Viaggiare coricati quando nevica e come pattinare di schiena.

Giorno del bilotu (giorno da scemotti ... come dicono a Legnano).

Neanche un cane ad accompagnarmi. Pranzo. Sono tutti vecchi, non che sia giovane ma all'ospedalone la fauna era più variegata, qui sono (anzi siamo) tutti vecchi.

Ti rendi conto che sei arrivato a un capolinea pre mortis. Mi viene il magone.

"La gestione dell'anziano è difficile" dicono. Sono nel reparto riabilitativo, ma stanno parlando da ospizio. Parlano di "anziani" e non di persone da rigenerare.

Domani vado alle casermette

17 aprile 2009 ore 18:13 segnala

... anzi, mi ci portano in ambulanza. Vado in riabilitazione. Qui mi hanno sfebbrato, mi avranno anche guarito? Fra di loro mi chiamano "fragilino", devo pensare di avercela fatta o sono sempre in bilico?

C'è un tizio, un dottoretto, lo chiamerò "doccia gel", (perchè ogni 10 parola, dice alle "ragazze", come chiama lui le infermiere: "vado a farmi una doccia") che finalmente domani mi toglierò dalla vista. E' un "potàà" (l'equivalente di accipicchia in italiano), minimo di Pontevico. In testa ha un chilo di gel ... forse più che in testa, sarebbe giusto dire, dentro la testa. Se la tira di brutto ed è bravissimo a prendersi i meriti e a distribuire le colpe. Quello è un menagramo me lo sento, nergo di capelli più di un gatto negro.

Qui hanno tutti in bocca il fatto che ho novant'anni ... embè? Mica mi faccio problemi a dirlo.

Quando hai 90 anni, in un ospedale, tutte le scuse sono buone per mollarti.

Fanchy! Domani mi metteranno in moto e mi tirerò in piedi ... speriamo.

Qui non è stato un granchè, troppe volte hanno scosso il capo. Non danno una gran fiducia ai malati. Ti deprimono con lo sguardo ... anche l'assistenza infermieristica, non è stata all'altezza (quale sarà l'altezza minima? 1,65 come per i carabinieri?). Secondo me ci sono studentesse nascoste in mezzo alle infermiere professionali.

Nuvole

16 aprile 2009 ore 23:13 segnala

le nuvole sono diverse, non hanno paragoni sulla terra non le puoi imprigionare in una cartina. Le cose della terra hanno un perimetro, sono riconoscibili, le nuvole no, vengono loro da te e non le puoi paragonare ad un fiume, un oceano, una vetta.

Da ragazzo mi divertivo a dar loro un nome, adesso mi chiedo se ci andrò ad abitare da quest'anno.

Dev'essere difficile vivere l'aldilà, proprio perchè manca la vita, la movida, l'happy hour.

ottiche diverse

16 aprile 2009 ore 22:59 segnala

Come le nuvole non ce n'è sulla terra. Non perchè stiano in cielo, che di per se fa una bella differenza, ma perchè sono libere.

Uno può estasiarsi guardando un fiume, l'oceano, una vetta o un bosco. Sono sempre elementi con dei loro limiti ben definiti. Hanno un perimetro. Sono disegnabili su tela, su cartone, su cartine.

La nuvola viene lei da te e non viceversa.

Da ragazzo ero uno "ruzza nuvole" le spingevo dentro la mia fantasia. Cercavo di dargli un nome. Ne restavo meravigliato dai movimenti sempre aggraziati.

Oggi mi dicono poco, chissa se le abiterò gia da quest'anno.

Senza Frontiere ... Aiuto!!!

16 aprile 2009 ore 14:19 segnala

Vi prego aiutateci!

Delle volte ho la sensazione di essermi svegliato in Darfour.

Ho dolori e arrossamenti da tutte le parti ... dopo quindici giorni hanno preso un materasso antidecubito e me lo hanno messo sotto. C'è scritto "vendita e affitto materassini" ... e poi il nome della ditta di Milano.

Lo avranno preso in affitto o sarà una pubblicità occulta?

Un materasso del genere deve costare parecchio, ma anche prendere in affitto un materasso di altri malati è un bel rischio da portarsi in casa.

Farmaci sospesi

14 aprile 2009 ore 22:49 segnala

Quelli della Medicina sono forti (intesi come reparto).

Non mi stanno dando un farmaco per l'ipertrofia prostatica e non mi mettono gocce per tenere sotto controllo la pressione degli occhi ... soffro di glaucoma e già vedo il mondo all'interno di un tubo.

Perchè sospendere dei farmaci che non hanno nulla a che vedere con addensamenti polmonari?

Che centra lo Xatral e il Cosopt con la polmonite???

Che li abbiano tolti per evitare interazioni con la cura che stanno provando? Eppure all'intervistatore medico di prima accettazione in Medicina avevo detto quali cure facevo e a che farmaci ero allergico.

Ormai mi sono ripreso un po' e ho i miei momenti (rari) di lucidità. Comincio a chiedere.

Mi guardano allibiti.

Sto chiedendo due farmaci non in uso nel reparto di Medicina. Un'infermiera mi risponde:

"Noi abbiamo solo i farmaci in uso nel nostro reparto. Le specialita prescritte da specifici specialisti estranei al reparto vanno portate da casa"

Non conoscono nemmeno lo Xatral o il Mittoval. mi ridono in faccia con sguardi stalunati.

Ma come? Vado in ospedale e devo portarmi i farmaci da casa?