20+20= ... arrangiati

29 maggio 2009 ore 10:06 segnala
Mi mandano a casa, si, ma perchè? come? e quando?

Quando?
Nel momento che mi scopriranno senza virus. Devono approfittare della finestra giusta che mi si aprirà sul periodo di non eccessiva cattiva salute. Una aiuto infermiera mi ha già detto che queste malattie virali tornano, anche 6 o 7 volte, soprattutto in chi ha preso un sacco di antibiotici (il mio caso).
Come?
Io purtroppo non me ne rendo conto, ma svengo e mi ritrovo delle volte a letto. Dicono che non ho mai avuto contusioni (ho lividi leggerei) ma con gli anticoagulanti e le eparine che mi fanno nella pancia, basta toccarmi per farmi dei piccoli edemi. A casa come sarà? Loro insistono sulla badante. Una donna per casa non va bene. Sono un uomo sò che in quanto maschio sono suscettibile alla scemaggine, potrei cedere in cambio di ipotetico presunto affetto. Ho 89 anni ma anche a 100 l'uomo e meno asociale di quel che si immagini. Lo so di me per me. Io temporeggio, a mia figlia meglio non parlarne, altrimenti mi metterebbe in un ospizio (con la scusa che li sarei curato) e farebbe anche la cresta alla mia pensione.
Cosa interessa a me di essere curato, se devo prendermi un ergastolo? Un ospizio è un ergastolo, non si esce più e si è vittima delle angherie e si è sfogo per tutti, vedo qui che ha l'aria del pre-ospizio.
Perchè?
Mi mandano a casa perchè qui si va a blocchi di 20 giorni, indipendentemente dalla salute.
Qualcuno ha stabilito che 20 giorni sono sufficienti per capire se una riabilitazione ha effetto. Se non ha effetto, fuori: si va a casa, in ospedale o all'ospizio. Se ha effetto, ma i venti giorni non bastano, si passa in "mantenimento riabilitativo" (sono cose che riesco a capire un pò alla volta, ed è dove dovrei essere adesso).
Su 40 giorni, avrò fatto si e no una settimana di palestra, 20 minuti il mattino e 20 il pomeriggio, per il resto sono rimasto seduto su una sedia, in stanza a guardare il soffitto, le pareti, l'albero oltre la finestra, l'infermiera di turno che mi portava la mia dose chimica giornaliera. Alla mia età resta poco tempo da vivere e quello te lo recludono in prigionia da scontare. Loro mi hanno dato i virus e io pago la pena.
Se non ho capito male possono arrivare sino ad un massimo di 60 giorni (ho perso la percezione del tempo, forse sono qui da 60 giorni, non lo ricordo più).
Ora devono mandarmi a casa perchè sono un cronico, pieno di virus che le varie degenze mi hanno regalato. Ogni reparto ha il proprio virus elettivo e quello se lo portano a casa tutti. Fanno delle "bonifiche" di stanze con metodi curiosi, disinfettano e trascinano sacchi di roba sporca sul pavimento. E' tutto pazzesco. Fanno cose perchè vanno fatte, ma poi i dettagli sono a discrezione di chi fa il lavoro tanto da vanificare tutto quanto fatto. Nessuno interviene perchè tutti possono far peggio per ritorsione.
Devono mandarmi a casa perchè mangio e lo scrivono sul "diario di cucina" (così lo chiamano le inservienti). Svengo e non si sa perchè, anche se sospettano siano degli arresti cardiaci (le chiamano, se non dico una fesseria e se non ricordo male, "periodiche figurazioni sincopatiche"), ma mi attaccano un macinino pieno di sensori per 24 ore e non vedono alterazioni tali da giustificare questi episodi. Soprattutto calo di peso. Perchè???




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Mi mandano a casa, si, ma perchè? come? e quando?Quando?Nel momento che mi scopriranno senza virus. Devono approfittare della finestra giusta che mi si aprirà sul periodo di non eccessiva cattiva salute. Una aiuto infermiera mi ha già detto che queste malattie virali tornano, anche 6 o 7 volte,...
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29/05/2009 10:06:59
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Commenti

  1. antigra 29 maggio 2009 ore 10:41
    :-)che sei una persona con tanta voglia di vivere...e l'ospizio non è il tuo luogo...lì ci vanno i morti dentro,tu non lo sei...penso che le infermiere con te hanno pane per i loro denti...già perche gli altri vengono storditi da medicinali,tu riamni vivo dentro e fuori!un abbraccione ciaoooo :kissy
  2. lajolla 29 maggio 2009 ore 11:09
    ... mi si stringe il cuore... continua a lottare e non arrenderti! Ti abbraccio forte...
  3. Saskia53 29 maggio 2009 ore 21:28

    coraggio, fatti forza e vivi tutto quel che puoi nel miglior modo possibile

    il virus forse ha distrutto il tuo fisico ma non la tua mente ritieniti fortunato e combatti

    un bacio Annalisa

  4. MotelConcordia 30 maggio 2009 ore 13:11
    ... possibilmente forte.Quando l'età avanza che motivo si ha di vivere? Si è fuori dalla società comunque. Stare in parcheggio in attesa della rottamazione non crea utilità in un auto perchè dovrebbe crearla per un individuo.
    Non ci sono strumenti che possono far sentire utile l'anziano, quindi ...
    Mi guardo attorno, molti sono peggio di me anche gente con qualche hanno meno. La scienza ha fatto progressi, ci tengono in piedi a pastiglie ma a che serve? Siamo fondamentalmente degli imbalsamati che respirano.
    Ho visto donne in una stanza dove qualcuno va a disegnare, chissà con che criterio si accede lì.
    E' mai possibile che questo periodo di riabilitazioni che costerà alla Sanità pubblica: palestre, fisiatri, infermieri, medici, sia servito solo a farmi prendere questo stramaledetto virus Clostridium, e a starmene seduto su una sedia? Mi ricordo bene il nome perchè assomiglia ad una situazione di "costrizione" alla prigionia.
  5. MotelConcordia 30 maggio 2009 ore 13:26
    antigra

    delle volte credo di restar vivo solo perchè ho questa tavoletta piena di tasti e qualcuno dall'altra parte che replica. Qui perdiamo tutti il senso del tempo, come dei Robinson Crusoe, anzi, peggio, spesso mi convinco che ci manca a tutti un Venerdì. E' l'ambiente che ci porta a questa condizione. Come in carcere, prima o poi, chi ci finisce ingiustamente rischia di prendere le abitudini e le intemperanze degli altri reclusi, chi vive qui (assieme ad altri messi molto peggio), non fa altro che lasciarsi andare e assomigliare sempre più a loro. Non c'è altra via d'usita quando si è vecchi o decisamente vecchi.


    lajolla


    qui dentro (qui in riabilitazione) ... ci abbracciano tutti forte ... mantenendosi a debita distanza, con guanti in lattice alle mani se avvertiti in tempo.


    saskia


    il problema è che se il virus si mangia il fisico, la mente se la fa sotto e ha le sue buone ragioni per tenersi a debita distanza da dove i problemi escono. Il fatto è che stando in orizzontale, mente e uscita dei problemi, sono sullo stesso piano, il che impressiona quando si esonda.
  6. Lusyta 30 maggio 2009 ore 16:08
    MAMMA MIA ALLORA SEI ..VERO ...SCUSAMI TI CREDEVO UNO SCERZO ...PUOI  PERDONARMI ...SE MI RICHIEDI LA TUA AMICIZIA ...IO NE SARò ONORATA......PERDONAMI .CIAO ..LUSYTA
  7. MotelConcordia 30 maggio 2009 ore 17:58
    anzi, la vecchiaia me l'ha incallita ancor di più.Non ha senso a 89 anni correr dietro le persone, non ce n'è il tempo, è già troppo complicato riuscire a mantenere i rapporti che si hanno.
    come faccio a richiederTI la MIA amicizia, al massimo potrei chiederTI la TUA, ma qui è pieno di gente che fa tiramolla, insulta e si diverte. L'avanzo di vita che mi rimane, non me ne consente il tempo.
    Il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo ma ce ne rendiamo conto sino a quando sta per scadere.
  8. mimosee 30 maggio 2009 ore 21:56

    funziona così, 20 + 20
    ma non è che poi vai a casa e ti arrangi.
    Ci sono strutture e personale preposto al mantenimento delle cure a domicilio.
    Dentro la sanità ci sono da 30 anni , ho cominciato a 17 anni, e posso assicurare che per me non è mai stata una passeggiata.
    Ho sempre fatto con scrupolo e perizia il mio lavoro, e continuo a farlo.
    Usufruisco di questo anche nel mondo mio privato , vedo le carenze , la disorganizzazione.
    Ma non ci vedo il cinismo.
    Non ci vedo la cattiveria di chi non riesce a fare e vorrebbe....di chi da e non sa se altri ricevono.
    Mi dispiace, che siamo sempre pronti alla critica , al giudizio implacabile.
    Nessuno è perfetto come nessuno è immortale.
    Se si pensa questo direi che sarebbe un delirio di onnipotenza ...come tele andrebbe curato.
    Non è l'età che da l'arbitrio di sentenziare, forse nemmeno l'esperienza, di sicuro son certa che hai trovato anche chi ha saputo darti qualcosa....
    Mi scuso , per l'impeto con cui scrivo, ma mi sento "parte in causa"
    e difendo ciò che faccio ...spesso , per quello, non riesco nemmeno a vedere mio figlio .....non generalizziamo  per piacere.
    Flavia
  9. MotelConcordia 30 maggio 2009 ore 22:51
    a Pordenone, o ad Aosta, o a Catanzaro, funzioni tutto alla perfezione, posso parlare solo dei posti dove sono passato io e dove sto. Qui è Cremona città. Può essere che tu sia una delle persone che si dannano alla follia per tutti, ma dietro ognuna come te, credo ce ne siano almeno 5 scontente che non si danno molto da fare. Mi pare che anche Brunetta (anche se non è detto abbia ragione) percepisca questo problema e questo disagio nella gente.Dove sto adesso, per parlare con un medico mia figlia ha preso due volte appuntamento e per due volte di fila l’incontro non c’è stato per motivi personali. C’è un servizio che si occupa (stranamente) di far avere ausili (pannoloni, girelli ecc.) mi pare di aver capito, facendo direttamente la/le domande presso l’ASL, o di far avere queste cose a domicilio (non ne sono certo, dovrei chiedere a mia figlia che è stata interpellata all’inizio di questa degenza). Quando mia figlia ha chiesto un appuntamento, glielo hanno fissato dopo una settimana, e quel giorno la persona incaricata aveva preso mezza giornata di ferie. Nessuno è stato avvertito. Qui i medici non girano con strumenti da medico, ma con un computer sottobraccio. Le cure sono tutte sottocontrollo, ma l’impressione è che si vada tanto a statistiche e non mi pare di vedere gente che fa gli straordinari o si ammazza di lavoro.Avere informazioni sulle cure che vengono fatte è un optional e mi dicono sempre: "Quando viene sua figlia le dica che ho bisogno di parlare con lei". Frasi del genere mi devono far pensare che è tutta salute? A me non dicono nulla. Carezze e pacche sulle spalle qualche volta seguite da un "tutto bene" di rito.In ospedalone (come l’ho sempre chiamato) non mi hanno dato i farmaci che usavo a casa, perchè loro avevano solo quelli di reparto e non quelli specialistici. Nel mio caso prendevo Cosopt per il glaucoma e Xatral per l’ipertrofia prostatica. Quando sono entrato ho detto farmaci che usavo e allergie che mi ricordavo. Mai visti, non reclamavo nulla, perchè li pensavo sospesi per non interferire con la cura in atto, invece a mia richiesta, mi hanno guardato strabuzzando gli occhi, perchè me li dovevo portare da casa. Come faccio a portarli da casa se a casa non ho nessuno? Perchè devo comprare dei farmaci in farmacia per portarli in ospedale? Per l’età che ho non sono seguito molto, la scusa è sempre la stessa, l’età, l’età, l’età.Con l’età, tutti quelli che sono mali reali, vengono considerati acciacchi da vecchiaia. Non ne parliamo poi, quando qualche infermiere deve fare il "grande" con qualche infermiera, per rallegrare l’ambiente e farla ridere chi pensi metta nelle sue mire da prendere in giro?
  10. patatina71062 31 maggio 2009 ore 00:31
    sono senza parole.....
    Non sono brava come te nell'esprimermi ma spero ugualmente tu riesca a capire quello ke t voglio dire.

    All'inizio credevo ank'io fosse uno scherzo ma, leggendo il tuo blog, mi rendo conto purtroppo ke la tua situazione è reale e davvero tristissima....

    Mi lamento sempre e troppo spesso dei miei problemi d salute, ma ora mi rendo conto ke davvero c'è ki sta molto peggio.
    Mi dispiace tantissimo....

    Se me lo permetti ti voglio dire ke t sono vicina, purtroppo nn fisicamente, e ke TI VOGLIO GIà BENE, come se fossi un mio caro parente.
    Un abbraccio stretto, stretto, con tanto affetto, SABINA.

    :batarosa
  11. MotelConcordia 31 maggio 2009 ore 08:27
    è tutto assurdo, fintanto che non ci finisci dentro. Tutte le famiglie hanno qualche ammalato o hanno avuto un lutto grave in casa, eppure si continua a pensare che questi problemi non esistano. Non ho un taglio da intervento chirurgico sulla mia pelle, sono stato prima d'ora una sola volta in ospedale (ricoverato in dermatologia, altri ricoveri non me ne ricordo). Un eczema alla pelle poi risolto sospendendo un farmaco Tilkid, Ticlid, o qualcosa di simile, per insistenza di mia figlia che allora aveva più tempo di seguirmi (era una ragazzina). Ero diventato allergico a quel farmaco, dopo anni che lo assumevo. Ricordo ancora che mia figlia litigò al pronto soccorso, perchè voleva mi ricoverassero da altra parte (medicina mi pare o forse nel reparto dove controllano reni e fegato, che non ricordo come si chiami, nefrologia o qualcosa del genere, non vorrei dire stupidate).Anch'io avevo la massima fiducia in tutto, anche se, da sempre, appena ho qualche malanno non fiato per evitarmi l'ospedale. Adesso sono finito in questo girone, dove l'unica cosa certa che mi è stata diagnosticata, come gravissima, è l'età.


    P.S.
    qui non si tratta di esporre bene o male gli argomenti, qui si tratta solo di viverli o raccontare quelli del vicino per sentito dire.
    Ti abbraccio anch'io, abbraccio tutti per la compagnia e la forza che mi date.
    Se non avessi questo mezzo sarei già morto, non comunicherei con nessuno. Mia figlia viene poco a trovarmi, mi ha detto che adesso c'è un "ponte". C'è sempre una scusa valida e non riesco a pretendere nulla da lei, ha cinquant'anni, se non se la gode adesso quando vivrà? Il giorno che entrerà in un ospizio a sua volta? Però mia figlia mi ha regalato questo aggeggio, che ti fa stare nel mondo. Ha anche una telecamera mi ha detto, e potremmo anche vederci, ma non sò come funzioni.
    Quanti altri hanno questo comunicatore qui dentro? Credo nessuno. Gli altri sono costretti a morire dentro prima che la malattia li vinca ... mi vinca. O mi vinca anche solo l'indifferenza.
    Da che sono in questa malattia sono calato 14 chili e tutti dicono che in ospedale si mangia meno ... mangio due volte quello che mangiavo a casa. Vivo da solo e certe volte mi dimenticavo di prepararmene.
  12. mimosee 31 maggio 2009 ore 08:37

    le politiche di gestione di una struttura o ancor meglio quelle che gestiscono il Sistema Sanitario Nazionale molto spesso intralciano il lavoro con meccanismi burocratici interminabili e complessi.
    Anche a Pordenone , Aosta , Catanzaro.
    Questo comporta in tutti i luoghi il doversi , ad es , portare i farmaci specialistici da casa.
    Quello che mi "rattrista" è il non leggere nessun suggerimento per modificare l'andamento di situazioni che fanno vivere male , quando già male si sta.
    L'eterno lamento non costruisce nulla.
    Se non il malcontento.
    Che le persone vengano derise e prese in giro  è vero. Purtroppo vale per tutti , non solo per l'età ...per il colore per le deformità per le carenze intellettive per le abitudini...è facile schermire chi risulta più debole , ma questo accade per condizione mentale dei singoli, non certo perchè lavorano in luoghi sanitari . Si trovano anche al supermercato....
    Cmq scusa per l'intrusione nel tuo blog.
    Faccio parte di una "categoria" alla quale piace costruire , non demolire.
    Flavia

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