Ci vuole culo...

25 agosto 2017 ore 22:24 segnala


Nella vita per andare avanti ci vuole talento, a meno che non hai culo. Questo ha detto l’attrice Ruth Wilson lamentandosi che nel cinema essere maschi significa avere culo e tanto per dare un esempio pratico ha detto che Le era stata data una parte in cui doveva fingere un orgasmo. Però, essendo donna, avrebbe dovuto fare la faccia idiota, cioè serrare gli occhi, spalancare la bocca e urlare come se una lama gli forasse il cervelletto. Perché è proprio quello che i registi vogliono dalle donne quando devono fingere l’orgasmo, perché si vuole mostrare a tutto il mondo quanto la donna sia soddisfatta dalla prestazione sessuale di lui dell'attore maschio, che è sempre la vera indiscussa star del film. Lui naturalmente, quando deve fingere l’orgasmo, è esente dal fare la faccia idiota. A lui basta infatti digrignare un po' i denti e poi, quando ha finito, si lascia scivolare sull'altro lato del letto, come a evidenziare uno sforzo da “macho” riuscito bene, e la prova è data dal volto da 'orgasmo perfetto' dell’attrice che le è accanto. In più gli uomini guadagnano il doppio. Se non è avere culo questo…

Tralasciando un po’ il cinema, mi sorge un dubbio…non è che è colpa del cinema che le donne oggi sono imbattibili nel simulare un orgasmo? Le vediamo urlare, chiudere gli occhi e aprire la bocca ed è naturale che poi ci sentiamo dei tori da monta, degli "Italian stallions". Ci convinciamo di essere delle “sex machines” a tal punto che siamo convinti che le turiste vengono in Italia non per il Colosseo, nè per il centro di Firenze, nè per le spiagge di Rimini e Riccione, ma per noi, masculi latini. Pensiamo di essere l’oggetto del loro piacere.

O meglio, pensavamo, perché quando abbiamo visto l’interpretazione di un orgasmo falso, fatto a regola d’arte, di Meg Ryan in “Harry ti presento Sally.” il dubbio, da allora, assilla la nostra mente. E mentre la nostra donna sotto (o sopra, a seconda i gusti) di noi ansima e geme, noi la fissiamo con estrema cura per capire, e carpire, qualche traccia di simulazione. Dopo che lei smette di urlare come una lupa per il “piacere”, noi le facciamo domande per analizzare le risposte e i toni:
- “Ti è piaciuto amore?”
- “Da morire” dice lei languidamente.
- “Dalle risate?” pensiamo allarmati. Abbiamo iniziato così a leggere tutto ciò che tratti l’orgasmo femminile e quel che leggiamo non ci rassicura. Sembra infatti che per molte donne l’orgasmo sia qualcosa mai visto né provato e quel che è peggio è che gli uomini non si accorgono.”
Cazzo, “qualcosa mai visto né provato?” E la mente va a quelle volte che, distesi sul letto, col nostro ego soddisfatto e pensando di aver fatto il “nostro dovere”, ci accendiamo una sigaretta e un sorriso di vanitosa soddisfazione solca le nostre labbra. Poi, il nostro sguardo volge verso il basso, in direzione del nostro strumento “born to sex” e, strizzandogli l’occhio, diciamo: - "Sei stato grande brother!"
Poi ho letto un’intervista di una donna in merito. Ricordo, come fosse oggi, cosa disse:

- “Ho lavorato fuori, fatto il bucato, preparato da mangiare, rassettata la casa, stirato e lavato i piatti. Finalmente sono a letto, sperando che la sagoma accanto (saremmo noi uomini. ndr ) non mi si avvicini, e invece … eccolo. Si avvicina lento ma inesorabile come una lumaca bavosa. La mano va sul seno, il piede, con relativo calzino, fa piedino, poi si arrampica rotolando sul mio corpo. Che palle! Dei preliminari manco a parlarne … e per fortuna. La sagoma (siamo sempre noi) inizia a darmi piccoli colpettini, tipo quando si pianta un chiodino (un chiodino???) al muro. È allora che inizio a emettere mugolii di piacere e nel frattempo gli pianto le unghia sulla schiena. Grido: "ancora, ancora" e intanto affondo ancora di più le unghia, questo sì con piacere. Poi chiudo gli occhi, socchiudo la bocca ed esalo, come un’attrice consumata, il rantolo dell’orgasmo. Lui, ( sempre noi) felice come un bimbo, si srotola di colpo verso dove era venuto e in un nano secondo sprofonda in un sonno ancestrale nell’attesa del prossimo film. Finalmente posso dormire."

E i dubbi sono diventati certezza.
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