Joe DiMaggio

23 giugno 2017 ore 23:31 segnala

Minchia, dopo aver scritto di cani e porci, e persino di mafiosi, ho temuto che l’autore si dimenticasse di chi, come me, ha reso orgogliosi gli italiani in America, dopo decenni di mafia e di padrini.

Già, proprio io, figlio di un povero pescatore siciliano (mamma e papà sono nati e cresciti a Isola delle femmine, un paesino a dieci km da Palermo) sono diventato il più famoso giocatore di baseball di tutti i tempi. Io, che a dieci anni, facevo lo strillone (bambini che vendevano giornali agli angoli delle strade, strillando il titolo principale) e allo stesso tempo lavoravo in barca con papà, io sono diventato il marito della più famosa attrice del tempo, Marilyn Monroe. Già, proprio io, Giuseppe di Maggio.


A diciassette anni, per la gioia della mamma, eccola,

sono un ragazzone di un metro e ottanta con i denti a finestra. Vengo ingaggiato da una squadra di baseball. Sono bravo e dopo qualche stagione, il grande salto nei "New York Yankees", venticinquemila dollari a stagione (milioni e milioni di euro se rapportati al giorno d’oggi), tutti i record polverizzati. Divento un mostro di bravura. Il mio cognome diventa una delle prime cento parole che gli emigrati imparano non appena sbarcati.

Ho 39 anni quando conosco Marilyn. Lei ne ha 27. Bella come un angelo. Mi innamoro da matti ma lei non prova lo stesso sentimento. Per carattere non desisto mai. La corteggio per due anni e alla fine la sposo. Purtroppo il matrimonio dura soltanto nove mesi perché sono gelosissimo degli amici, dei colleghi, dei vestiti scollati di Marilyn. Il mio sangue siciliano si fa sentire. Alla fine, sarà lei, con le lacrime agli occhi, ad annunciare la nostra separazione alla stampa americana. Io continuerò ad amarla per sempre. Quando lei muore sono io che organizzo il funerale selezionando solo ventitré persone. Grandi attori mi chiedono di partecipare alle esequie, ma a tutti io rispondo: «Mi dispiace, dopotutto l' avete ammazzata voi». Da quel momento e per tutta la vita, ho portato delle rose rosse sulla sua tomba, tre volte la settimana.
---------------------
L'8 marzo 1999 Joe muore nella sua casa di Hollywood. Ha 85 anni.




VB
f287d102-7265-4f33-8257-7f460d83de0f
« immagine » Minchia, dopo aver scritto di cani e porci, e persino di mafiosi, ho temuto che l’autore si dimenticasse di chi, come me, ha reso orgogliosi gli italiani in America, dopo decenni di mafia e di padrini. Già, proprio io, figlio di un povero pescatore siciliano (mamma e papà sono nati ...
Post
23/06/2017 23:31:21
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.