John Travolta

03 luglio 2017 ore 23:14 segnala


I più giovani non lo sanno ma alla fine degli anni 70 ero il primo nella classifica degli attori più amati: Number one. Tanti siamo gli attori, ma pochi sono quelli che in un certo periodo di tempo sono stati i numeri uno: io sono stato uno di questi.

Come sapete, scorre sangue italiano nelle mie vene e ne sono fiero. Mio nonno veniva dalla provincia di Palermo, si è stabilito qui nel new jersey e ha sfornato un sacco di figli tra cui mio padre, Salvatore. Papà non amava studiare ed è entrato come operaio in una ditta di pneumatici. Anche lui, da buon Italiano, ha messo al mondo sei figli. Io sono il più piccolo.

Anch’io, come mio padre, non andavo matto per il libri, a sedici anni ho lasciato gli studi e ho provato a non lavorare. C’erano solo due modi: fare il politico o fare l’attore. Del primo non avevo le qualità immorali e ho quindi optato per il secondo. Devo dire che ci sono riuscito subito: avevo 22 anni quando sono diventato protagonista di una celebre serie Tv, in cui facevo la parte di un italo americano, Vinni Barbarino. Grazie a questo successo l’anno dopo sono stato scelto nel ruolo di Tony Manero, in “La febbre del Sabato sera.” Il ruolo successivo fu quello di Danny Zuko in Grease, altro grande successo. Ero diventato un multi miliardario giovane.Poi, la caduta. Per liberarsi dallo stereotipo italo-americano rifiutai i ruoli di protagonista in American Gigolò e Ufficiale e gentiluomo, facendo così la fortuna di Richard Gere. Mi imbarcai invece in veri e propri flop, come Urban Cowboy e Blow out. Il pubblico mi dimenticò e io mi rinchiusi in me stesso. Mi proposero un filmetto a basso costo. In altre occasioni avrei rifiutato ma avevo bisogno di soldi e accettai. Il film si chiamava “Senti chi parla”.

Inaspettatamente ebbe un grande successo e io iniziai a uscire dal cono d'ombra in cui mi ero infilato.Ma fu grazie a Quentin Tarantino che divenni di nuovo una star: facendomi interpretare il ruolo di Vincent Vega nel suo Pulp fiction.Da allora non ho più smesso di fare film.Anch’io ho la mia stella sulla Hollywood Walk of Fame, Los Angeles.

Se l’avesse saputo mio nonno che un giorno suo nipote avrebbe portato così in alto il suo cognome...

VB
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03/07/2017 23:14:44
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