IL GIUBBOTTO DI MICKEY ROURKE

01 febbraio 2017 ore 13:22 segnala


Uno degli aspetti più appariscenti, nel mondo Biker, è sicuramente l’abbigliamento. La maggior parte dei gruppi tendono col tempo ad uniformarsi – all’interno delle loro specifiche realtà – oltre che con i gilet sui quali mettere i colori, anche con una certa personalissima moda, o tendenza nel vestire. E’ quindi facile imbattersi in gruppi dove jeans e giubbotti – di pelle nera o mimetici – la fanno da padrone. Anche tra chi non vive la vita del club c’è comunque una ricorrente abitudine ad uniformarsi a quel particolare aspetto che fa subito pensare al Biker, quando si incrocia un motociclista. Immancabile è comunque il giubbotto, capo irrinunciabile e presente nell’immaginario collettivo. Dai celebrati “Blouson noir” alla Marlon Brando nel film “Il selvaggio” alla spettacolare evoluzione del capo, con inserti tecnici e patch multicolori, ben rappresentati in altri film come in “Harley Davidson & Marlboro Man” dove Mickey Rourke giganteggiava col suo giubbotto diventato, da allora, una sorta di icona. Proprio di questo in particolare si è spesso parlato, in considerazione del fatto che, essendo diventato un vero “oggetto del desiderio” da parte del pubblico, è facile trovarne in vendita repliche accurate su internet. E benché il costo sia davvero elevato – raggiunge facilmente quasi mille euro – gli acquirenti non mancano. Quanti però si saranno chiesti il significato delle molte patches che lo ornano? Proviamo ad esaminarle, ricordando intanto che l’originale è stato ideato e disegnato dallo stesso Rourke e realizzato in California da ZED Custom Leather. La Z compare in evidenza sulla schiena, in basso, sotto la scritta HARLEY sulla spalla , i fulmini centrali e il rocker DAVIDSON in basso. Interessante notare come, molto saggiamente, nella realizzazione si sia evitato l’errore fondamentale di fare i due rockers in alto e in basso, ed un logo centrale, perché è notorio come sia consentito soltanto ai moto club ufficiali e riconosciuti. Le altre patches si dispiegano sulle braccia e sul davanti, vediamole. E’ anzitutto curioso un particolare, le patch commemorative degli amici e familiari defunti sono tutte sul lato sinistro del capo: è infatti una tradizione, una convenzione non scritta, tra i tatuatori soprattutto, che il lato sinistro del corpo sia dedicato alla famiglia, con nomi di figli, ritratti dei propri cari o le classiche immagini funerarie di cimiteri e lapidi con i nomi di amici e parenti morti. Mentre il lato destro del corpo, braccia in special modo, vengono dedicate a tatuaggi – e di riflesso, nel nostro discorso, alle patches – inerenti i propri interessi o la “famiglia”, il club. E’ facile infatti trovare bikers che portano sul braccio destro tatuato il logo del Club e sul sinistro nomi di figli o ritratti. Dunque, anche sul giubbotto di Mickey Rourke troviamo queste cose: sul petto, a sinistra, le carte della “Mano del Morto”, sotto ognuna delle quali le iniziali di parenti e amici . Qui vediamo una grossa differenza però dalla leggenda originale; la “Mano del Morto” erano le carte strette in mano da Wild Bill Hickok, celebre pistolero americano, mentre veniva freddato durante una partita di poker il 2 agosto del 1876, a Deadwood, ed erano cinque, non otto. Di queste due erano assi e due otto, di colore nero. Sulla quinta ci si interroga da sempre e convenzionalmente si tende a credere fosse un joker. Questa particolare combinazione è ritenuta il massimo del colpo di sfortuna da parte dei giocatori. Rourke, desiderando inserire più iniziali di parenti e amici, ne ha messe otto. Sotto questa, un'altra patch commemora la EVOLUTION, Harley Davidson 1340 cc carburatore. Sul braccio sinistro, restando nell’ottica dell’omaggio ai defunti, compaiono altre due patches: su quella superiore una croce celtica sormontata dal motto “Tiocfaidh Ar-la” ricorda il combattente dell’PIRA Bobby Sands, morto nel carcere di Long Kesh, nel 1981 al termine di un devastante sciopero della fame insieme ad altri dieci militanti dell’esercito di liberazione irlandese. Bobby Sands pronunciò questa frase “Verrà il nostro giorno” in gaelico ed essa venne poi adottata dalla Provisional Irish Republican Army. L’altra toppa ricorda invece, con la scritta SRV-MCMLVI-XC S.R.V., l’anno di nascita e di morte del cantante blues Steve Ray Vaughan, amico di Rourke. Curioso come in alcune repliche commerciali del giubbotto questa toppa compaia anche sul davanti, in basso. Sul fronte destro del giubbotto troviamo altre indicazioni, più legate – come spiegato in precedenza – alle passioni di Rourke o al film nel quale è comparso, appunto “Harley Davidson & Marlboro Man”. La prima, in alto, pubblicizza il Bartel’s HD, l’officina americana che ha realizzato la moto – in tre esemplari – usata nel film.




La seconda ricorda MCB, cioè “Motorcycle Boy”, il soprannome del personaggio interpretato da Rourke nel film del 1983 “Rusty il selvaggio, di Coppola, dove interpreta il fratello maggiore del protagonista, un biker sbandato e destinato ad una tragica fine in un dramma magistralmente realizzato con l’uso di un bianco e nero altamente drammatico. FXRS è invece il codice Harley del tipo di moto. In basso infine troviamo nuovamente una croce celtica con due piccole croci rosse e dei glifi a contorno, patch il cui significato è rimasto imprecisato ma che si presume voglia rapportarsi alle radici religiose di Rourke. Passando ad esaminare il braccio destro, oltre a notare come anche questo, in certe repliche commerciali, presenti toppe diverse o in aggiunta rispetto all’originale del film, troviamo il nome in tedesco della moto, ovvero Morte Nera , “Schwarzer Tod”. A scendere, una toppa colorata in arancione con un uccello di fuoco – il Thunderbird , totem cultuale dei pellerossa americani – e la scritta WYOMING OUTLAW. Questo, che è il titolo di un film del 1939 di George Sherman, distribuito in Italia nel 1965 mescolato ad un'altra pellicola “Santa Fe Stampede” con il titolo unico de “Il grande sperone”, vede le gesta di un giovane John Wayne e parla di un fuorilegge in fuga dalla polizia. Ricordiamo infatti che le stampede erano i gruppi di cacciatori che autonomamente si riunivano per inseguire i malviventi dopo le rapine a banche o treni, nel selvaggio West. Wyoming Outlaw è il soprannome dato da Rourke alla modella Carrè Otis che sposò nel 1992 e da cui divorziò nel 1998 dopo anni di abusi, colpi di testa, droghe e tradimenti. Rourke sembrò essere rimasto sentimentalmente legato alla Otis, che ha avuto modo di narrare in interviste e autobiografie una relazione che le ha fatto abbandonare il mondo del cinema e una promettente carriera. Un'altra toppa sul braccio ricorda il cinquantesimo raduno “Sturgis” del 1990, che si tiene nel South Dakota. Il primo raduno venne organizzato nel 1938 dagli Jackpine Gypsies , dedicato alle moto Indian, e venne denominato “Black Hills Classic”, fondato da Clarence “Pappy” Hoel. Si calcola che nel 2015 vi abbiano partecipato quasi novecentomila persone. L’ultima irriverente toppa che fa bella mostra di sé, recita “Bonne nuit salope”, letteralmente “buona notte puttana” e si riferisce ad una battuta del film. Come abbiamo visto, nel suo insieme il giubbotto va di buon diritto ad inserirsi tra quelli abitualmente portati dai free bikers, che amano cucire scritte di ogni tipo e toppe commemorative di raduni motociclistici; certamente un oggetto del genere è lontano anni luce dalle “divise” portate dai membri di club ma ha comunque un suo innegabile fascino, così come i caleidoscopici, affastellati gilet che girano in tanti motoraduni. E chiaramente, non sottovalutiamo l’importanza del fascino carismatico di Rourke, al quale – almeno a quello dei tempi del film “Harley Davidson & Marlboro Man” – sicuramente in tanti vorrebbero somigliare.


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MOTOR BIKE EXPO' 2017

26 gennaio 2017 ore 22:36 segnala

Finita è la festa, sia lode alla festa. Anche stavolta il Motor Bike Expo ha smosso scarpe e motori da ogni dove, facendo convergere su Verona migliaia di appassionati, neofiti, cultori e bikers puri e duri. Tra le sue luci e le sue ombre la fiera ha spalancato le sue braccia ideali, offrendo il consueto caos espositivo che lascia a volte sconcertati per l'affastellarsi di stands vicini ad altri che di motociclistico hanno ben poco. Prezzi da colpo al cuore per spuntini e bibite, vigili urbani impegnati a regalare un diluvio di multe sulle auto lasciate fuori dai parcheggi a pagamento sono solo alcuni degli aspetti che più hanno infastidito il pubblico. Data l'importanza dell'evento era scontata la presenza delle marche più in vista e si sono fatte notare Ducati con le Diavel e le nuove Scrambler, BMW con la R nine T special elaborata da Radical Chopper, Aprilia con la Tuono V4 e la Dorsoduro 900. Kawasaki con le Ninja e la KX450 Party Fluo Edition, lo stand della Indian con le loro gloriose macchine da guerra, e ancora le nostre leggende, la Guzzi con le V7 customizzate e Moto Morini con la Corsaro 1200, e MV Agusta con la Brutale 800 RR creata per l'occasione - e mostrata nel suo stand - da Rough Crafts. Senza volerci dilungare su tutte le marche presenti, ma restando nell'ambito delle curiosità ricordiamo la Bagger con forcella a steli rovesciati e turbocompressore esposta da Vallese Garage e i kit per personalizzare le Ducati Scrambler - da poco sul mercato ma già impegnate a lasciare il segno nel segmento di mercato rappresentato da chi manteneva nel cuore il ricordo di questo mito anni settanta - del customizzatore veronese Nicola Martini, e ancora i disturbanti sogni metallici di Stesil Bike o le Harley proposte da AB Normal e da Cycledelic Garage.




Il pubblico ha avuto modo, tra i tanti ospiti illustri dell'Expo, di vedere Paul Teutul di Orange County Choppers e di ritrovare Terence Hill il quale, oltre a firmare una linea di accessori in materiali naturali come legno e cuoio, ha portato la sua special Harley Davidson Softail DeLuxe. L'interesse dei bikers, come c'era da aspettarsi, ha finito per convergere unicamente sui padiglioni Custom e Cafè Racer, dove si sono radunati tutti i membri dei moto club sia italiani che esteri: padiglioni che hanno offerto la possibilità di lucidarsi gli occhi con autentiche delizie e fantascientifiche elaborazioni, più valide per stare su un piedistallo che ad essere guidate per i vicoli sconnessi delle nostre città. Le due anime diametralmente opposte, quella del Custom che tende a sovraccaricarsi di accessori, orpelli, cromature, gadgets, oggetti tribali e altro - sconfinando verso l'estremo limite delle rat bike - e quella del Cafè Racer che punta a rimuovere tutto il possibile, ritenendo bellissimo lo stare seduti su una tavoletta di legno con un motore ciclopico tra le gambe per fare il giro dei bar come si usava negli anni gloriosi della swinging London sono le anime intorno alle quale ruota la crema di ogni motoclub bikers. A tutti l'Expo ha offerto qualcosa, a chi tanto e a chi poco a seconda delle aspettative ma comunque i motori hanno rombato, le cromature hanno scintillato, le ragazze hanno rallegrato i vecchi cuori di cuoio e tutti hanno mostrato il giusto rispetto verso ogni toppa. Che è sempre la cosa più importante per i bikers...




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GLI MPM ALLE CASE-FAMIGLIA

22 gennaio 2017 ore 15:24 segnala


Anche per quest'anno si è concluso l'iter di raccolta e offerta natalizio dei doni da parte dei ragazzi del MPM Roma M.C. e degli 8212 Onlus. La "Reunion Befana" è stato il momento aggregativo con il pubblico, dove la cittadinanza ha potuto portare direttamente presso la Domus MPM la propria tangibile testimonianza; nei giorni a seguire i membri del MPM e 8212 Onlus si sono suddivisi i compiti e hanno consegnato e distribuito interi furgoni pieni di beni alimentari e giochi alle case-famiglia "Crescere Insieme" di Villanova di Guidonia, "Antares" di Castel Madama e "Piccola Pietra" di Guidonia. L'impegno profuso dai Bikers, come ogni anno, è stato grande e decisivo per la perfetta riuscita dell'iniziativa ed è stato ampiamente ripagato dalla felicità sui volti dei bambini e dalla commozione dimostrata dai loro responsabili. Grazie quindi, a tutti coloro che, direttamente o indirettamente, con doni o con il supporto organizzativo e morale, hanno contribuito alla raccolta portando un sorriso ai piccoli. E con piacere confermiamo ad amici e lettori che anche lunedì sera prossimo si ripeterà la consegna ai senzatetto, per le strade di Roma, di giacconi e coperte per aiutarli a combattere il gelo dell'inverno.





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UNA NOTTE TRA I SENZATETTO

18 gennaio 2017 ore 10:41 segnala

Con il freddo polare che miete vittime tra i clochard di Roma, i ragazzi del MPM ROMA M.C. hanno caricato 400 coperte e sono partiti per distribuirle nella zona della stazione Termini.
La serata inizia subito dopo Piazzale Tiburtino dove, a ridosso delle mura, vive una comunità di senza fissa dimora.
Appena si ferma il furgone, uno dei ragazzi si avvicina all'accampamento di fortuna e chiede se servono coperte e viene subito riempito di ringraziamenti, la pioggia del giorno prima ha reso inutili le coperte che usavano, e cosí, spuntano dall'oscurità, una ventina di persone che, prese le coperte stringono le mani ai Biker.
Uno dei clochard nota la presenza del reporter e scherzando dice "se lo sapevo, mi facevo la barba!" strappando un sorriso a tutti.
Pochi metri e, in Piazzale Sisto V, una ragazza cerca di scaldarsi alla meno peggio, infilata tra scatoloni e una copertina.
Come vede le coperte le brillano gli occhi e viene coccolata dai ragazzi che la coprono con un piumino e due coperte, mettendole sopra una trapunta per abbellire il tutto.
Si prosegue su Via Giolitti dove, tra i disperati spicca una signora di 60 anni che rifiuta le coperte dicendo :"grazie, ne ho giá tre, datele a qualcun'altro che magari ne ha piú bisogno".
Distribuite quindi le coperte a chi ne aveva bisogno si gira su via Marsala dove il numero delle persone in fila per mangiare supera le 200 unitá.
La prima ad avvicinarsi è una signora italiana che chiede una copertina rosa o azzurra, quasi a voler esorcizzare la bruttura del posto.
In pochi minuti, mentre consumavano il pasto portato da altri volontari, 300 coperte sono state distribuite tra i vari "Dio vi benedica" e "Voi siete gli angeli con le moto".




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« immagine » Con il freddo polare che miete vittime tra i clochard di Roma, i ragazzi del MPM ROMA M.C. hanno caricato 400 coperte e sono partiti per distribuirle nella zona della stazione Termini. La serata inizia subito dopo Piazzale Tiburtino dove, a ridosso delle mura, vive una comunità di sen...
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5° REUNION BEFANA

15 gennaio 2017 ore 21:38 segnala



Dopo la classica manifestazione, che ha visto una grande partecipazione pubblica malgrado le avverse condizioni atmosferiche, ancora una volta il grande cuore Biker ha battuto per i bambini, grazie alla fratellanza degli altri Club e dei free, della cittadinanza e all'impegno dell'On. Fabrizio Santori, dell'On. Andrea De Priamo e di Mauro Ferrari. Oggi, i ragazzi del MPM Roma M.C. hanno potuto effettuare la prima consegna degli alimenti raccolti durante la Reunion Befana. Oltre sedici quintali di generi alimentari sono stati consegnati alle case famiglia di via S.Agata dei Goti gestite dalle Suore. Prossimamente verrà effettuata la seconda consegna, alle case famiglia di Villanova di Guidonia e di Castel Madama.

Milites Pro Minoribus




LA RACCOLTA PER LA BEFANA

06 gennaio 2017 ore 15:50 segnala


Anche quest'anno si rinnova la tradizionale raccolta di materiale necessario per le case famiglia delle Suore Pallottine di via S.Agata dei Goti,8 ,e "Antares" e "Crescere Insieme" di Tivoli. L'occasione di incontrare i bikers dell' MPM Roma M.C. e i sostenitori della associazione 8212 è importante proprio per il suo valore umanitario. Chiunque desideri partecipare è invitato a portare alimenti in scatola, pasta, omogeneizzati, zucchero, latte a lunga conservazione, olio, dolci di ogni genere, calze della Befana, giocattoli in buono stato, confezioni di pannolini per i più piccoli. Il luogo dell'appuntamento è presso il TMR Village di via Lago dei Tartari 1 (via Tiburtina km 21,00) Guidonia Montecelio e la data è domenica 8 gennaio tra le 9 e le 16. Aiutate l'MPM Roma M.C. a portare tutto il possibile ai piccoli ospiti delle case famiglia: ne guadagneranno loro e ancor più chi avrà la consapevolezza di aver fatto qualcosa di concreto, con amore.
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« immagine » Anche quest'anno si rinnova la tradizionale raccolta di materiale necessario per le case famiglia delle Suore Pallottine di via S.Agata dei Goti,8 ,e "Antares" e "Crescere Insieme" di Castel Madama. L'occasione di incontrare i bikers dell' MPM Roma M.C. e i sostenitori della associaz...
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ANCHE PICCOLO E' BELLO

16 dicembre 2016 ore 21:38 segnala

Il panorama motociclistico italiano, ben rappresentato nella sua realtà - spesso diversa dalle cifre che i media propongono - da quel che si vede quotidianamente sulle strade, sembra ormai da decenni essersi suddiviso in due enormi scaglioni, quello degli scooter e quello delle moto di grossa cilindrata. Queste hanno risentito delle mode e hanno prediletto ora le naked, ora le streetfighters, con uno zoccolo duro inscalfibile rappresentato dalle custom che devono la loro intramontabilità soprattutto al vasto e variegato mondo dei moto club bikers. La cosa che lascia impressionato uno spettatore attento però, specialmente se ha qualche anno, o parecchi anni - dipende dai punti di vista, perchè chi va in moto ha un cuore che non invecchia mai - è la mancanza di un forte segmento nelle basse cilindrate. Gli anni settanta e ottanta videro le strade italiane solcate da modelli leggendari, quasi tutti tra un minimo di 100 cc e un massimo di 500 cc, nomi e sigle che hanno rappresentato la nostra storia. Dal Gilera 98 Giubileo, usata sia per le corse che per i pattugliamenti delle vigilanze private, al glorioso Morini 350 con tutta la famiglia dei Corsaro e Corsarino, e la meravigliosa Ducati 250 Scrambler ricca di cromature e con quel giallo che la rendeva riconoscibile a chilometri. Quest'ultima proprio recentemente tornata alla ribalta, con un sussulto nei cuori dei vecchi motociclisti, in nuova veste, muscolosa, potente e in una vasta gamma di possibili customizzazioni. Da notare però che la fissazione, costruita nelle menti degli acquirenti italiani, da decenni di mode imposte di desiderare soltanto grosse cilindrate ce l'ha ridata con un motore da ottocento cc. Eppure di piccole interessanti cilindrate ancora ce ne sarebbero, spesso da scoprire, talvolta scansate con sufficienza da chi non si sente a suo agio se non ha tra le gambe un 1200 cc; e molte di queste, guarda caso, rientrano a buon diritto nella gamma delle custom. Certamente è più facile trovarle nel campo dell'usato, dove ancora girano inossidabili Honda e Yamaha di media e piccola cilindrata, con il problema però, se si vive in una metropoli come Roma dove i blocchi della circolazione stanno diventando sempre più ossessivi e le moto storiche iscritte all'Albo non hanno più facoltà di girare liberamente, che se non si appartiene alle fasce Euro più recenti non si può correre entro il G.R.A., la Fascia Verde e la Ztl. Quindi i più giovani, le bikers e quei motociclisti che hanno lasciato il cuore dentro le borse di una Guzzi 250 , di un Alce o di un Falcone sono costretti a guardare nei concessionari con più attenzione di quel che ci si aspetta.


E però di sorprese ancora se ne possono trovare: unica bobber nata già così di fabbrica è la Leonart 350 con motorizzazioni Honda e anche un segmento 125. Per chi fosse interessato a questa originalissima custom, in tre diverse forme, c'è da tener presente la formidabile offerta sul loro sito del 50% di sconto sugli ultimi pezzi in concessionaria.


Ancora, ricordiamo la Keeway Superlight e Blackster, nelle due motorizzazioni 125 e 250 cc, con la componentistica delle vecchie Virago ,vanto della industria cinese Qjian Jiang, la cui fabbrica ha ormai le dimensioni di una città capace di dar vita a oltre un milione duecentomila moto l'anno. La sede europea si è attestata a Budapest e da noi, prima a Pistoia e poi a Pesaro, vengono assemblati i modelli italiani che a fronte di prezzi incredibilmente contenuti offrono mezzi curati, comprensivi di parabrezza e borsoni laterali, e antifurto elettrico con sirena e dal consumo bassissimo, che si attesta facilmente sui cinquanta chilometri con un litro. Morbida, comoda, economica, facilmente customizzabile è una moto che dà pochissimi problemi ed è curioso notare come da noi ce ne siano in giro pochissime mentre in Sudamerica, in India e nell'Europa dell'Est - Turchia soprattutto - se ne realizzano incredibili versioni dragster e bobber e ci sono popolarissimi motoclub dedicati ad essa.


Per chi ama la velocità è consigliabile tener d'occhio la Kymco Venox 250 il cui costo è quasi il doppio di quello della Keeway, ma che raggiunge quasi i duecento chilometri orari, un piccolo missile che bisogna saper tenere sotto controllo. La Venox è di aspetto più moderno della classica Superlight (il cui modello di punta, la 150, non è più disponibile) così come un altra moto amata dagli appassionati del settore, l'Aquila Hyosung.


Prodotta dagli inizi degli anni duemila in tre cilindrate, 125, 250 e 650 è anch'essa bassa di sella e comoda, ricca di cromature, dalla componentistica giapponese ma di fabbricazione coreana per evidenti ragioni di risparmio sui costi della mano d'opera. La 650 Special, realizzata per il trentennale della casa produttrice, è nota sia per la sua spettacolarità sia per le accuse di plagio piovutele addosso, somigliando parecchio alla Harley Davidson V-Rod Night Special. Resta comunque una bellissima moto, diversa dalla pur bella 250, meno fantascientifica d'aspetto. Come si vede, dunque, sarebbe ora che il mercato italiano, anche quello dei più giovani, approfittasse di queste opportunità distogliendosi dai soliti scooter o dalle piccole moto da cross che allignano fracassone intorno ad ogni scuola del paese. E anche i vecchi spiriti di cromo e cuoio, che hanno costruito le loro rughe su piccoli motori che li hanno accompagnati per decenni - ricordate il Gilera 98 che non aveva neanche la batteria ma il volano magnete, e partiva al primo colpo di starter anche dopo anni di fermo? - potranno tornare a sentire il profumo della lontana gioventù seduti su un comodo 250 anzichè montare su uno dei soliti giganti che imperversano ovunque.
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« immagine » Il panorama motociclistico italiano, ben rappresentato nella sua realtà - spesso diversa dalle cifre che i media propongono - da quel che si vede quotidianamente sulle strade, sembra ormai da decenni essersi suddiviso in due enormi scaglioni, quello degli scooter e quello delle moto d...
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NOI

06 dicembre 2016 ore 22:41 segnala


A volte, presi dagli impegni quotidiani, ci dimentichiamo di guardarci indietro. Così, l'infinito mosaico di ciò che facciamo, delle esperienze, delle emozioni, si sfalda e sembra scivolarci addosso. Guardiamo indietro, invece. Fermiamo un attimo le nostre ruote, togliamoci il casco. Quante cose! Quest'anno, cosa abbiamo vissuto, cosa abbiamo costruito? Le nostre feste, e le altre - tante - alle quali abbiamo partecipato, i momenti conviviali che uniscono e rafforzano l'amicizia scelta , pranzi e cene insieme, dalla semplice pizza al TMR alle braciolate sui falò in campagna come nomadi senza pensieri. La celebrazione annuale del club con tutto il misticismo che comporta e il passaggio dei gradi e l'ingresso dei nuovi Rudis. E l'aiuto nel sociale, il sostegno alle famiglie, il supporto continuo a chi ne aveva bisogno. Quante cose fatte e non dette, se non - forse - dopo, come le raccolte alimentari, la presenza a manifestazioni e soprattutto la partecipazione con la Protezione Civile all'emergenza per il terremoto, con i nostri a lavorare e darsi il cambio per giorni e giorni sui luoghi devastati. Bello. Grande. Cose che se ci ripensiamo ci scaldano ancora i cuori perchè è la dimostrazione che il vivere in un moto club come il nostro non è l'incontrarsi fuori da un bar per scambiare chiacchiere e guardare le moto l'un l'altro, è costruire legami tra di noi destinati a durare negli anni, è passare le ore prendendosi cura della Domus comune, è rispettare ognuno il proprio fratello sia che stia tutti i giorni presente sia che stia sempre in viaggio e venga ogni tanto per un raduno. E' anche il vivere per, con e sulla propria moto, quella che si è scelta , sulla quale hai voglia a trafficarci, modificare, tagliare, cambiare, dipingere, aggiungere. E' un amore che non ti dà pace, ma soddisfazioni sì, è il simbolo stesso del sentirsi liberi. Perchè di catene la vita e la società ce ne mettono addosso pure troppe e dunque perchè rinunciare a quella scintilla che ci portiamo dentro? Mai. Lasciamola brillare, lasciamo che illumini il buio che ci circonda. Portiamola con orgoglio su di noi, sui nostri gilet, quella scintilla fatta dei nostri colori. Quella storia che si è evoluta in tanti anni, quella favola immaginata da pochi e diventata realtà per tutti noi. Guardiamo ancora a tutto quello che abbiamo fatto. Ne siamo contenti, soddisfatti? Sì, e così tanto ancora possiamo immaginare di fare, e lo faremo.
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« immagine » A volte, presi dagli impegni quotidiani, ci dimentichiamo di guardarci indietro. Così, l'infinito mosaico di ciò che facciamo, delle esperienze, delle emozioni, si sfalda e sembra scivolarci addosso. Guardiamo indietro, invece. Fermiamo un attimo le nostre ruote, togliamoci il casco....
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Reunion 2016

24 giugno 2016 ore 01:30 segnala
Anche quest'anno, nonostante il tempo inclemente, si è tenuta la Reunion Bikers del MPM ROMA M.C., giunta alla sua sesta edizione.
Il grande piazzale del TMR Village ha cominciato a riempirsi fin dal mattino delle più spettacolari moto custom, nella cornice creata dai vari stands e dalla DOMUS degli MPM.
Come ogni anno la Reunion, oltre ad essere un grande momento di incontro e di amicizia, è una manifestazione creata per dare voce e supporto ai bambini colpiti dalle malattie rare ed alle loro famiglie, e vede unito lo sforzo nel sociale sia degli MPM ROMA M.C. che degli 8212 Onlus.
Hanno dato la loro adesione alla Reunion varie associazioni tra le quali ricordiamo la Co.Ge.Ma.R., "Divento grande" onlus, i Volontari della Protezione Civile Valle dell'Aniene, GOODGUYS American Car Mania, Park & Forest Rangers.
Una grande fratellanza di bikers uniti dai medesimi ideali che, intorno alle 10,30 , al via si sono mossi compatti per la sfilata, ottimamente organizzata e controllata, scortata dalle forze dell'ordine, che ha seguito il bellissimo percorso turistico nel pieno centro della capitale passando davanti ai maggiori luoghi di culto come a voler rinforzare i profondi ideali che contraddistinguono gli MPM.
Porta Maggiore, la basilica di S.Croce in Gerusalemme, la basilica di San Giovanni, le terme di Caracalla, il Colosseo, Santa Maria Maggiore, e poi ancora la stazione Termini, piazza Esedra, via Nazionale, piazza Venezia, il Circo Massimo e qui la sosta per consegnare il Crocefisso al Corpo della Polizia Locale di Roma.
Ripartiti lungo viale Aventino e la Piramide Cestia il corteo, chiuso da una Ford Gran Torino - la vettura usata nei telefilm della serie "Starsky & Hutch", ha ripreso la via per il luogo della Reunion.

Qui la kermesse è stata animata dalle Miss Pin Up che hanno ricreato le atmosfere degli anni della Seconda Guerra Mondiale a bordo di una jeep originale americana, dai concerti tenuti dai Four X, The Anthem Blues Band e dai Malaffare.
Erano presenti anche una tatuatrice, un barber shop che ha creato barbe e capelli in style , un piccolo ospedale da campoche ha fatto controlli gratuiti al pubblico e ovviamente l'esposizione di macchine americane e d'epoca, e di moto italiane degli anni d'oro del motociclismo.
Moltissimi gli intervenuti alla Reunion e desideriamo ricordare tra loro gli Hells Angels Eternal City, Centuria, Lords of Loyalty, Enrico dei Boom's Brothers, Cabum, Falcons, Semper Fidelis, Phoenix, A.B.Motoclub by Alex, gli amici dello 06 Garage e tutti gli altri con i quali ci scusiamo se al momento ci sfuggono i nomi ma che conserviamo nel cuore riconoscenti per la loro amichevole presenza.
In ultimo, ma non per ultimi, ricordiamo tutti i fratelli MPM e gli 8212 che hanno dato il loro concreto aiuto e sostegno nell'allestimento precedente la festa, nella organizzazione e controllo della stessa e nel sistemare tutto una volta passata la valanga degli intervenuti. Grazie, a tutti voi, e avanti sempre al grido di "Milites Pro Minoribus".

Informazioni sulla sfilata della VI Reunion Bikers

11 giugno 2016 ore 22:50 segnala
Domani 12 Giugno per la sfilata dentro Roma, l'appuntamento è alle 10.30 al TMR.
Per poi raggiungere i punto di raccolta ore 11:30 a Piazzale del Verano davanto la Basilica da dove entreremo nel centro della città eterna scortati dalla Polizia Locale.
Manifestiamo a favore dei bambini colpiti da malattie rare.
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Domani 12 Giugno per la sfilata dentro Roma, l'appuntamento è alle 10.30 al TMR. Per poi raggiungere i punto di raccolta ore 11:30 a Piazzale del Verano davanto la Basilica da dove entreremo nel centro della città eterna scortati dalla Polizia Locale. Manifestiamo a favore dei bambini colpiti da...
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11/06/2016 22:50:06
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