Alla Deriva

25 aprile 2021 ore 19:55 segnala
Era una giornata un po' scura, c'era una leggera pioggerellina e la nebbia stava calando. Sembrava che stesse scendendo la notte eppure era mattina presto.
Guardavo fuori dalla finestra mentre sorseggiavo il mio caffè e mentre i pensieri più oscuri attanagliavano la mia mente. Uscii sul pontile con indosso una tuta, avvolto da una coperta. L'acqua del mare era stranamente calma, una tavola leggermente increspata da piccole onde. Non c'era vento, ma l'aria era comunque fredda.
Decisi di salire sulla mia piccola imbarcazione e di prendere il largo. Non avevo intenzione di andare da nessuna parte, ma semplicemente quella di distrarre la mente da quelle frasi, da quelle parole che mi tormentavano e che continuavano a risuonarmi in testa.
Più mi allontanavo dalla costa e più il cielo sembrava incupirsi e con lui i miei pensieri. Percorsi diverse miglia, non vedevo più la terra ferma dietro di me nè ne vedevo all'orizzonte. Non vedevo nulla all'orizzonte in realtà.
All'improvviso una luce quasi abbagliante si fece largo nella nebbia, illuminò il mare e aprì completamente la visuale. Un raggio di sole penetrò quell'oscurità e lo fece sempre più prepotentemente, sembrava voler avvolgere tutto, me compreso.
E lo fece, mi circondò e scaldò, il mare era di un blu intenso e brillava accarezzato da quel tocco delicato, ma deciso.
Un sorriso si fece largo sul mio volto. I pensieri si diradarono. Feci un bel respiro e sentii quell'aria fresca e profumata entrarmi dentro. Lasciai la mia coperta accanto al timone, mi alzi in piedi e, allargando le braccia mi feci avvolgere completamente.
Spensi il motore e issai le vele per lasciare che la barca venisse spinta dal vento. Navigai per ore in quella pace, senza sentire il bisogno di null'altro, sentendomi davvero sereno e appagato, libero da quella cupezza che mi attanagliava fino alla notte prima e pure al risveglio.
Mi sdraiai chiudendo gli occhi, rilassandomi, facendomi baciare il volto e gli occhi da quel calore. Mi addormentai e non so quanto tempo passò, qualche minuto o forse qualche ora. All'improvviso il cielo venne squarciato da un tuono. Un fulmine colpì l'albero della mia barca facendolo scricchiolare. Mi alzai di scatto e cercai di ammainare le vele e di rientrare, ma cominciò a piovere intensamente, il mare cominciò ad ingrossarsi. Le onde divenivano sempre più alte, il mio piccolo mezzo imbarcava sempre più acqua. Finchè uno scossone e un colpo fortissimo, sul petto, non mi fecero cadere in mare e perdere i sensi.
Mi risvegliai dopo un po'. Non sapevo quanto tempo fosse passato, ma la tempesta era ancora in corso e non vedevo altro che onde tutt'intorno a me.
Sentivo un bruciore tremendo dove qualcosa mi aveva colpito. Appoggiai una mano, sul lato sinistro del petto, da dove proveniva quel dolore e rimasi di stucco quando vidi quel rosso intenso sciogliersi tra le mie dita.
Ero in mezzo al nulla, sanguinante, in mezzo ad una tempesta, solo. Per un po' pensai che sarei morto. Quelle acque erano infestate dagli squali.
Raccolsi tutte le forze che mi erano rimaste e cominciai a nuotare. Verso dove? Non lo sapevo, ma era la mia unica possibilità.
Sapevo di essere uno stupido mentre mi "dimenavo" cercando di rimanere a galla. Ma era semplice istinto di sopravvivenza.
Non ricordo altro. So soltanto che mi svegliai su una spiaggia isolata, circondato dallo stesso buio con cui mi ero svegliato quando decisi di partire. Completamente nudo e con una grande lacerazione sul petto, proprio sopra al cuore, ero stremato, infreddolito e confuso. Mi guardai intorno e riconobbi la mia baracca, il mio pontile sul fondo, a centinaia di metri, forse chilometri.
Non so come riuscii a tornare a casa. Mi feci una doccia calda, medicai quella ferita, spalmai una pomata protettiva e la coprii con una garza, fissata con del cerotto cerato resistente. Mi vestii con abiti pesanti e spessi, mi sdraiai sul letto e mi coprii col piumone, per potermi riscaldare un po'. I miei brutti pensieri tornarono a farmi visita, impedendomi di riposare, ma questa volta non cercai di scacciarli. Li lasciai invadere la mia mente perchè solo loro potevano farmi dimenticare di essere stato completamente Alla Deriva.

6374360d-a2c6-4f84-9e04-8ae7f8a67a04
« immagine » Era una giornata un po' scura, c'era una leggera pioggerellina e la nebbia stava calando. Sembrava che stesse scendendo la notte eppure era mattina presto. Guardavo fuori dalla finestra mentre sorseggiavo il mio caffè e mentre i pensieri più oscuri attanagliavano la mia mente. Uscii...
Post
25/04/2021 19:55:03
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1

Scrivi commento

Fai la login per commentare

Accedi al sito per lasciare un commento a questo post.