Who I Really Am

28 gennaio 2023 ore 15:14 segnala
Quella sera camminavo velocemente perchè era tardi, ma avevo dovuto trattenermi al lavoro, come sempre negli ultimi tempi. Era buio ed era una gelida notte d'inverno. Cercavo di raggiungere la macchina parcheggiata a qualche isolato di distanza dall'ufficio. All'improvviso, in quel silenzio, sentii un rumore, come un fruscio. Mi girai, mi guardai intorno e quasi spaventato accelerai il passo. Un altro fruscio, un movimento furtivo dietro di me. Gettai a terra la mia sigaretta e mi misi a correre. Il computer portatile che mi sbatteva sulla schiena, i piedi che scivolavano sul ghiaccio e all'improvviso....Mi sentii sollevare verso l'alto, vedevo l'asfalto sempre più lontano e mi sentivo svenire mentre qualcosa mi stringeva sul collo. Un attimo e avevo perso i sensi. Quando mi risvegliai ero nel mio letto, era notte fonda, non ricordavo altro che quanto fin qui ho raccontato. Pensai che fosse un sogno, solo un brutto sogno. Mi alzai e andai in bagno. Un po' stordito mi guardai allo specchio e vidi ciò che ero diventato...o che ero sempre stato.... Avevo due segni rossi e tondi sul collo, avevo la pelle cadaverica e i miei occhi verde sottobosco erano divenuti color ghiaccio...Li chiusi ripetutamente, era un incubo, li riaprii, guardai lo specchio ed ero io...di nuovo io...Turbato tornai a letto, mi sentivo sfinito e mi addormentai di nuovo....
Era l'alba ormai quando mi svegliai. La sveglia non aveva ancora preso a trillare, avevo ancora qualche minuto per pensare e riposare prima di ricominciare con il solito tran tran: lavoro, pranzo, lavoro, lavoro, casa...
Stanco come non mai, nel buio nella mia stanza, volgevo gli occhi al soffitto e pensavo alla notte precedente. Com'era stato tutto così dannatamente reale e quella stanchezza? Da dove veniva? Si, lavoravo troppo già da un po' di tempo, non avevo più tempo per me stesso, ma non era normale tutto ciò...Ecco che la sveglia prese a suonare. Mi alzai a fatica, entrai d'impulso sotto la doccia, avevo bisogno di calore, sentivo uno strano freddo e una spossatezza mai sentita prima. Che fosse febbre? Che mi fossi preso un'influenza? Eppure la sera prima stavo bene... Il vapore della doccia appannò lo specchio, quando ne uscii avvolto dall'accappatoio, feci il solito gesto di pulirlo con la manica e sobbalzai....La mia immagine non era riflessa, mi toccai la fronte...gelida.... Mi tastai il polso....assente.... Mi toccai il collo a destra...niente...a sinistra.....sentivo con le dita due fori distanti non più di 4-5 centimetri l'uno dall'altro. "No, non è possibile! Sono in un incubo, no...no...." dissi a voce alta senza nemmeno accorgermene. "Non è un incubo, è realtà". Sobbalzai. Di chi era quella voce così sinistra e suadente allo stesso tempo? Mi guardai intorno e vidi la più bella donna che avessi mai visto appoggiata con le spalle allo stipite della porta, con le braccia incrociate che mi guardava. Aveva lunghi capelli scuri, occhi neri e profondi, una pelle delicata, labbra rosse e carnose, era bellissima. Vestita con una giacchetta molto scollata e pantaloni di pelle nera, stivali rossi fuoco con dei tacchi vertiginosi.
"Chi.....chi....sei tu?" domandai tremante. "Oh tu sai chi sono, tu mi conosci da sempre, non ho segreti per te". Si avvicinò, prese il mio viso tra le mani, mi baciò. Non avevo mai sentito tanto ardore, tanta passione prima. Le sue mani scivolarono sul mio petto ancora bagnato, sotto l'accappatoio. Io sentii un irrefrenabile impulso che mi spingeva verso di lei, mi sentivo vivo anche se forse non lo ero più. Senza accorgermene in un attimo eravamo nella stanza da letto, sentivo quella donna già mia, tra noi non c'erano vergogne, non c'era pudore. Nudi sul letto, avvinghiati e avvolti da una passione irrefrenabile. Mentre tutto ciò accadeva nella mia testa scorrevano immagini di noi due, di una vita trascorsa al suo fianco, di un amore immenso. All'improvviso un istinto animale si impossessò di me, con la bocca sul suo collo, intento ad assaporarne la delicatezza, sentii l'impulso di mordere e mi sentii trasformare dentro. I miei denti nella sua carne, il sangue che scorreva sulla sua spalla. Provavo gusto in ciò che stavo facendo e contemporaneamente mi sentivo così strano. "Ora ti riconosco amore mio" mi disse lei dolcemente sorridendo. Di scatto mi fermai. La guardai negli occhi confuso.
E poi, poi ricordavo tutto, sapevo chi ero...
Mi ero ritrovato.

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Quella sera camminavo velocemente perchè era tardi, ma avevo dovuto trattenermi al lavoro come sempre negli ultimi tempi. Era buio ed era una gelida notte d'inverno. Cercavo di raggiungere la macchina parcheggiata a qualche isolato di distanza dall'ufficio. All'improvviso, in quel silenzio, sentii...
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28/01/2023 15:14:01
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