NO COMMENT

18 marzo 2010 ore 23:21 segnala

Anzi un commento ce lo faccio va...lascio la parola al pungente Oscar Wilde:

"La sigaretta è quella cosa che da una parte c’è il fumo e dall’altra un cretino"

"Pensieri...." [da "Luci e solitudine" cap.II]

03 novembre 2008 ore 16:12 segnala

Che strano senso di inquietudine mi pervade oggi. Saranno le preoccupazioni del lavoro, sarà il raffreddore incipiente, o forse semplicemente ho bisogno di un pò di compagnia.

Dalla finestra del mio studio uno scorcio davvero esaltante: il tetto d'una casa, un albero, il cielo. Per fortuna che c'è il cielo...anche se oggi sembra più triste del solito. Adesso anche il sole si è fatto più coraggioso e vedo una pallida luce illuminare la scrivania. Ad intervalli regolari, tanto odioso quanto insistente, giunge alle mie orecchie un suono fastidioso: è la vicina di casa che tenta di suonare il pianoforte ed inconsapevolmente disturba i miei pensieri. Ed ecco che subito essi emergono, si mescolano, si ribellano calpestandosi i piedi e fuggono via come una mandria di cavalli impazziti.

Da dove vengono? Dove vanno? Non lo so nè penso lo saprò mai. Già prima di me sin dalla nascita dei tempi, altri si ponevano le stesse domande. Com'è possibile che noi esseri umani possediamo questi "pensieri" che in quanto tali ci permettono di creare le più complesse associazioni, di catalogare, significare, immaginare?

Nacque così l'idea che un dio buono e generoso, forse un tantino annoiato, in un momento X, guidato da un'irrefrenabile desiderio di novità, creasse degli esseri, cosiddetti "umani". Ma dal momento che intendeva crearli a propria immagine e somiglianza allora ci ficcò in testa la coscienza che poi sarebbe l'alito divino. Sarebbe dunque la coscienza la generatrice dei nostri amici pensieri. O sono forse questi pensieri che in quanto tali caratterizzano la coscienza? Mi si stanno confondendo le idee...

"Pensieri" [da "Luci e solitudine" cap.II]

18 ottobre 2008 ore 17:50 segnala
-Cogito ergo sum- chissà se poi è vero. Mi volto e ci ripenso, e il passo diventa greve. Forse perchè ho appena pranzato ma tutto appare più pesante. Anche l'aria sembra ti crolli addosso, mentre il suo odore fitto di polvere si mescola al cinguettìo odioso degli uccelli. Lontano un rumore di elicottero o forse di macchina, non so. Lì certo non ci pensano ma io si. E penso anche a tutto ciò che ho fatto, che farò e che continuo a fare. Maledetti pensieri, che non ti danno mai il tempo di pensare...ognuno ha i suoi, sono tanti, tutti diversi. L'importante è però che in questo momento non ho più voglia di pensarci ma fatto sta che più ci penso su e più mi viene sonno. Può sembrare strano per un essere umano cosiddetto "normale" ma alle volte mi domando che senso possa avere il perenne fluire, le macchine, la pazzia del mondo, il trillo degli uccelli, le nubi che volano in cielo, la gente che s'ammazza e non solo con le parole, un verme, un fiore e sotto i nostri piedi un microcosmo di esseri che vive, e sopra i nostri pensieri un universo infinito, finito chissà come tra i nostri neuroni. -Forse l'ineluttabile Fato!- dirà il filosofo o l'uomo saggio. -Senz'altro il volere divino e la Provvidenza!- dirà il credente convinto e poi ancora e via dicendo. Più semplicemente io penso (se è lecito farlo) che ci siano degli interrogativi cui non è dato a noi di trovare risposta. E mi consolo con i soliti pensieri...eh si! Tanto irreali quanto liberi, quasi come sogni. Liberi da cosa poi? Beh questo non l'ho ancora pensato.... Il fatto è che ormai abbiamo violentato i nostri pensieri, o meglio il nostro modo di pensare. Vari fotogrammi di vissuto si sublimano dinanzi ai miei occhi e mi sento ottimista e guardo tutto con più gusto...ma ecco che già la certezza del mio ottimismo mi ricaccia nella malinconia di sentirmi sempre, in fin dei conti, con uno stato d'animo che non ho cercato, e che forse non meritavo: ci dev'essere qualcuno che pensa a me! E più ci penso e meno ne son convinto... forse è meglio se ci penso un pò su.

"L'emergente" [da "Luci e solitudine" cap.I]

14 ottobre 2008 ore 19:28 segnala

"...e i giovani soprattutto, devono essere le forze fresche su cui puntare per la rinascita di questo tanto martoriato Sud! E la scuola in tal senso, diventa protagonista quale fucina di nuove menti e palestra di democrazia!...."

Sempre la stessa storia....si, non c'è dubbio, tutte cose belle e dette bene ma stringi stringi, nulla di nuovo all'orizzonte.

Soffoco sotto il tacco della scarpa il mozzicone di sigaretta, che esala l'ultimo anello di fumo che si disperde grigio come le parole del forbito oratore.

La gente applaude e sbadiglia: -Bravo di qua, bravo di là-  tutti ad accalcarsi  per stringere la mano a quell'uomo tanto sicuro di sè e dei propri argomenti. Quante cose sante che ha detto! Chissà poi se le pensa davvero?

-Tu pensi sempre in negativo!- mi urla un amico nell'orecchio.

Si ma almeno io penso quello che dico, chissà se è lo stesso per quello là. Certo sembrava così sicuro e convinto quando parlava...ma che vuoi sapere. Dei pensieri in fondo non c'è da fidarsi: vanno e vengono, come i bambini al banco dei dolciumi di una fiera.

Potessi leggere nel pensiero delle persone, potessimo farlo tutti! Ogni cosa sarebbe più semplice. Però ci sarebbe il problema che i pensieri non sarebbero più pensieri...forse è meglio lasciare tutto come sta.

-Ora si è fatto tardi, è meglio andare a dormire che domani c'è tanto da fare- 

Quella voce normale mi riporta alla realtà.  -Si ma non pensi anche tu che...-  -Io penso che tu pensi troppo!- esclama ridendo il mio amico -Su andiamo, e non ci pensare più-

Si forse ha ragione lui, meglio non pensarci più, tanto domani sarà tutto diverso.

L'opinione

04 ottobre 2008 ore 22:40 segnala
GLI IRRAGGIUNGIBILI

Terra sospesa fra due mari, che si arrampica su di un cielo sempre terso attraverso dolci clivi, che la percorrono in lunghezza, quasi come due mani che le carezzassero la schiena. E' questa la Calabria, da sempre ambita mèta turistica per vacanzieri italiani e d'oltralpe.Fanno da cornice a questa variegata bellezza naturalistica, un clima mite e gradevole, un patrimonio storico culturale millenario, che ovunque si mostra con testimonianze tangibili, una tradizione enogastronomica di tutto rispetto, una popolazione votata da sempre all’ospitalità. Verrebbe automatico pensare: il turismo in Calabria la fa da padrone e rappresenta una delle principali risorse. Effettivamente in una certa misura è così. In realtà mi pare che quest'anno più che mai sia stata molto dura tirare il carretto, e molti operatori turistici abbiano assistito impotenti ad un calo impressionante nelle affluenze. E' un trend in continua tendenza negativa quello che fa registrare la nostra regione negli ultimi anni nel settore turistico. Quanto accaduto si inserisce sicuramente in un più ampio panorama di recessione e crisi economica ma la contingenza non può da sola assolutamente dare ragione di questo fenomeno negativo e deteriore. Come sempre avviene, soprattutto per un non addetto ai lavori quale posso essere io, è sempre oltre modo complicato e forse anche un tantino presuntuoso cercare le ragioni di tale "disfatta". E infatti non ci proverò perchè i motivi sono tanti e complessi ma mi soffermerò brevemente su di uno solo in particolare. La rete di infrastrutture inesistenti, in primis le strade. La viabilità in Calabria rappresenta un atroce ed annoso problema che richiederebbe interventi urgenti ed efficaci, anzichè estemporanei e quanto mai inutili palliativi. La grossa arteria che convoglia i mezzi su gomma verso la Calabria è la fatidica Salerno-Reggio. Poco proficuo dilungarsi nei dettagli sullo stato pietoso in cui versa l'unico percorso obbligato per raggiungere la nostra terra. Appalti in mano alla mala vita con la connivenza di politici miopi hanno portato ad una situazione oserei dire grottesca, con lavori che si protraggono ormai da decine di anni, cantieri che aprono e chiudono di continuo. E passiamo ad analizzare brevemente una zona specifica, il Vibonese ad esempio, dove esistono posti stupendi, da Tropea a Capo Vaticano, passando per Pizzo Calabro e Zambrone. Basti pensare alla strada che da Vibo Valentia, passando per Mesiano, raggiunge Tropea, una delle perle dei nostri mari. La famosa strada, da Caria in poi, si trasforma praticamente in una mulattiera asfaltata che scoraggerebbe il più intrepido degli automobilisti. Non dimentichiamo che lungo il travagliato itinerario è ubicato anche l'unico teatro di un certo livello della zona, nei pressi di Drapia, che risulta quindi difficilmente raggiungibile. E Capo Vaticano e Ricadi? Località che hanno avuto di recente un discreto sviluppo in senso turistico, si ritrovano con viottoli asfaltati al posto di strade degne di questo nome. La strada per raggiungere Nicotera, con la sua splendida marina ed il suo caratteristico borgo superiore non è certo in condizioni migliori. Per la serie: gli irraggiungibili!