Folle...

23 settembre 2010 ore 10:57 segnala

Pazzia, cos'è, come la si misura? chi decide chi è folle e chi no?

Quale sottile linea divide una mente sana da una che non lo è?

E chi decide dove porre questa linea, questo confine netto varcato il quale ti affibbiano un'etichetta ed un comportamento prefissato?

Siamo poi così sicuri d'essere noi i "sani", quelli che non han bisogno di dighe artificiali innalzate dalle medicine per evitare  d'affogare se stessi in pensieri attorcigliati eppure senza capo ne coda?

Oppure siamo semplicemente più bravi a dissimulare, a nascondere le nostre piccole e grandi pazzie,

solo perchè una mente libera da qualunque vincolo di pensiero ci spaventa per la sua vastità ed inesorabile lucida estraneità?

Nella normalità apparente si nasconde spesso la più grande delle pazzie, il mostro fattosi uomo non ne se va in giro gridando frasi incoerenti o sbavando,ma si riveste in giacca e cravatta o con una divisa e con la sua logica inumana macina quei "normali" esseri umani che gli danno ascolto fino a trasformarli in cenere.

Allora, i pazzi son quelli rinchiusi o quelli che hanno deificato i loro dittatori ed in loro nome,in nome d'una sanità di parte, han compiuto cose che un pazzo vero non farebbe mai?

Pazzia, follia, forse ne servirebbe di più di quella che c'è, una pazzia sana, non quella quotidiana che ci fà accettare cose schifose con un'alzata di spalle ed un lieve sussulto della nostra coscienza e niente più, ma quella che dà ai nostri pensieri nuovi incroci a cui svoltare,anche solo per il gusto di andare a vedere cosa c'è la in fondo.

Solo un pò, un pizzico in più di follia, ecco cosa vorrei...

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Pazzia, cos'è, come la si misura? chi decide chi è folle e chi no? Quale sottile linea divide una mente sana da una che non lo è? E chi decide dove porre questa linea, questo confine netto varcato il quale ti affibbiano un'etichetta ed un comportamento prefissato? Siamo poi così sicuri d'essere noi... (continua)
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23/09/2010 10:57:59
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hummmm

20 settembre 2010 ore 11:55 segnala
Che strano, più ci penso è più mi convinco che il vero tratto distintivo di noi esseri umani non sia il raziocinio, il cogito ergo sum dei latini, o quanto meno che non ci inquadri completamente, direi che ciò che ci identifica meglio  è:

 amo, quindi incasino.

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Che strano, più ci penso è più mi convinco che il vero tratto distintivo di noi esseri umani non sia il raziocinio, il cogito ergo sum dei latini, o quanto meno che non ci inquadri completamente, direi che ciò che ci identifica meglio è: amo, quindi incasino.
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DONNE

13 settembre 2010 ore 11:43 segnala
Ci son donne che amano e muoiono, uccise da chi non ha sentimenti se non per se e distrugge ciò che non può possedere,

Ci son donne che usano l'esser donne come arma, calpestando cuore e corpo di chiunque gli si pari davanti per arrivare là dove la loro ambizione le spinge,

Ci son donne che asciugano lacrime di dolore e di gioia nei posti più bui del mondo, perse in guerre dimenticate dove il proiettile che potrebbe raggiungerle costa più della loro vita, proiettile regalato a caro prezzo  al dittatore di turno dal mondo ricco e civile in cambio d'altra ricchezza sporca di sangue,

Ci son donne che vendono il loro corpo per disperazione, altre che lo vendono per ricchezza e quando arrivano a possederla si accorgono d'aver tutto senza avere nulla, finiscono a cercare quel che i soldi non possono comprare,l'amore vero,sempre meno se stesse per nascondere solo ai loro occhi il passare del tempo,

Ci son donne che serenamente amano e vivono tutto quel che ogni singolo giorno porta loro, buono o cattivo che sia,anche in quei giorni che sembran passare senza un motivo,

sanno di buono queste donne, sanno del profumo dei loro figli, dell'uomo che con loro e con lei divide il proprio cammino, mano nella mano, un lieve sorriso sulle labbra, una piccola scintilla di consapevole tristezza negli occhi,

sono,

semplicemente,

Donne

PIOGGIA

30 agosto 2010 ore 13:40 segnala

 

 

 

 

 

 

tuona,

segno sonoro dello scolorio dell’estate,

si perdono i taglienti blu e bianco del caldo pungente,

evaporati lievi e lenti come un buon profumo,

sostituiti dai grigi metallici della pioggia,

vento freddo che risveglia la voglia di stringersi nel calore d’un’altra pelle,

ascoltando l’odore della polvere sollevata dalle prime gocce,

rincorrendo ancora con gli occhi il verde scuro delle foglie

mescolato al blu cobalto del mare nostro, ricco di profumi e di storia,

ora, piove,

e dilava contrastati colori, umani e non,

poco a poco tutto prenderà i gialli ed i rossi d’autunno rubati al sole caldo di ieri,

ma, ancora per un po’,

voglio godermi l’odore dell’estate

mescolato a queste gocce…