Contraddizioni

04 ottobre 2009 ore 12:26 segnala
I fatti. Ci siamo incontrati casualmente. OK..Forse ci siamo piaciuti più del gioco che doveva essere. Forse, abbiamo avuto paura e ci siamo distrutti sul nascere. Io per prima…ma ti ho chiesto scusa, non ti ho mollato, ti ho ricercato, ho fatto il possibile per farmi perdonare. Sei partito. Cinque giorni di telefonate da Berlino, 3-4-5 volte, giorno e notte. Risate, promesse, emozioni che passavano e ripassavano per ore dentro ai nostri cellulari..Chissà, forse allora gli interesso?
L’ultimo mercoledì che ci siamo visti mi hai fatto detto che non ero una “scopata e via”, forse c'era qualcosa di più? Ma l'idea ti spaventava, ti mandava in confusione. Mi hai detto “Tu mi sei entrata nella testa, non faccio altro che pensarti quando non ci sei e mi manchi… ho cercato di rassicurarti, ti ho detto:”Per te sono qua, ti rispetto e rispetto i tuoi tempi, la tua vita, non ti intralcerò in nulla”. Ho scritto qualcosa di me e di te. Magari non hai apprezzato, era orribile, ma nemmeno un "grazie”? Esiste una
parola che si chiama educazione. Vabbè.
Mi sono fidata di te quando mi hai detto:” Amore, ci vediamo venerdì sera”. Pensavo fosse una cosa certa, forse troppo scontata. Mi dispiace. Non avevo capito che era solo un modo di dire. Ho reagito male quando a poche ore dall'appuntamento mi hai detto esco con gli amici… Ci sono rimasta male più per il fatto che non ero stata avvisata e io mi ero già organizzata per l'uscita.  Poi la telefonata: mi dici:” Siamo diversi”, non so cosa hai inteso con questa frase, poteva dire tutto e niente, cose positive e negative, ancora una volta non ho capito.
Poi hai detto:” Io non devo rendere conto a te di cosa faccio”, giusto, sono d’accordo, nessuno te l’ha chiesto, magari pensare che forse anch’io ho una mia vita, no?? Ma ho capito il senso e mi sono messa di nuovo da parte, buona, in silenzio.
Mi hai detto anche “Tu questa cosa la prendi molto più seriamente di me”, va bene, mercoledì sera mi sembrava un’altra cosa, forse ho capito male io, mi scuso.
Poi mi arriva il mex:” Lo so ho un brutto carattere, ma questo non mi impedisce di volerti bene, dammi il tempo e cambierò”. Ok..stavolta spero di aver capito bene. Vuole continuare a vedermi?
Continuo a chiamarti, ti mando qualche SMS per farti sentire che per te ci sono.
Gli SMS non li gradisci perché non rispondi mai…ok, ho capito anche questo.
Ti chiedo se hai voglia di uscire ancora con me, mi dici di sì, ma vengo collocata in fondo alla lista dei tuoi impegni, messa lì con un “forse…vediamo”.
Ok…molliamo sta presa per un po’.
Giovedì parto per Viareggio, ti telefono per salutarti. L’ultima frase che mi hai detto e che ha accompagnato il mio pensiero per 350km è stata:” Scusa, ma ho solo voluto
mettere i puntini sulle “I”. Stamattina ti mando un SMS…nessuna risposta..già, avevo dimenticato che
non ami rispondere nemmeno ai saluti.
Hai ragione tu, siamo diversi.
Io non mi sono mai vergognata di provare dei sentimenti, mi sono sempre esposta per questo, a volte ho vinto, a volte ho perso e l’ho anche pagata cara, ma sono contenta di avere ancora un
cuore che batte. Vivo anch’io in questa giungla di malsane relazioni umane, tutti i giorni, come te, e mi vanto di non aver mai fatto il leone, ma, carissimo, non intendo nemmeno fare la gazzella.
Sì, ora ho capito, proprio in tutto questo siamo diversi.