Favola di natale

05 giugno 2013 ore 17:11 segnala
ambiente invernale e natalizio, una baita isolata vista dall'esterno schiarisce la neve intorno con la luce che fugge dalle finestre denunciandone la vita che vi si svolge.
All'interno, di fronte al camino acceso, un uomo anziano seduto su una sedia a dondolo conversa e dà soddisfazione a quello che verosimilmente è il piccolo nipote sdraiato a pancia in giù sul tappeto rosso rispondendo alle sue fantasiose e pressanti curiose domande.
"NonnoVito, ma perché il natale si chiama Natale?"
"Eh, ha questo nome perché celebra una nascita, oggi è nato gesù bambino"
"NonnoVito, ma perché babbo natale porta i regali?"
"Eh, perché i bambini che sono stati buoni sono come gesù, e allora lui fa come i re magi"
"NonnoVito, ma perché in cima all'albero di natale c'è sempre un angioletto?"
Il sorriso accomodante di NonnoVito improvvisamente lascia il posto ad un espressione penetrante ed inquisitoria, di quelle che spaventano ed affascinano.
"Piccolo mio, per raccontarti il motivo di quest'usanza si deve risalire fino al primo natale della storia di tutti i natali..."
Gli occhi del bambino si fanno grandi e pieni di curiosità, NonnoVito sapeva bene le sue parole sarebbero state la porta del convento che si apre davanti al vagabondo. Così il giovane nipotino, senza proferir parola si sistema seduto a gambe incrociate ed il viso sorridente sorretto dai pugni sotto il mento erano non meno di quanto bastava a NonnoVito per far uso del suo stesso ruolo di narratore.
"Allora. Era il primo natale della storia di tutti i natali e, come puoi immaginare, BabboNatale era molto nervoso, era come il primo giorno di scuola, e due ore prima dell'inizio del primo natale di tutti i natali, ricontrollava mentalmente che tutto fosse in ordine. Ripercorreva mentalmente tutti i preparativi per continuare ad esser sicuro che tutti i pacchetti avessero il loro fiocco, che le renne fossero ben nutrite, che la slitta e le redini fossero ben oliate, e tutto pareva senza dubbio in ordine e perfettamente sistemato. Pareva proprio che BabboNatale non avesse altro da fare che guardare le lancette dell'orologio di natale scorrere, ma in una maniera che gli parve drammaticamente lenta. "Adesso sai che faccio?", pensò BabboNatale, "per avvantaggiarmi un po' metto sù il costumino di natale". E così se ne andò nell sua cameretta di natale dove sul letto, perfettamente stirato ed inamidato, era poggiato il completo ufficiale di BabboNatale.
Per prima indossò la camicia di natale, bianca e profumata, e subito dopo il gilet di natale, morbido e vellutato, ma non poté fare a meno di notare che il tutto era forse una taglia meno del necessario. "Avevo detto alle fatine di natale di cucirmi il vestito un paio di taglie in più, avevo detto, io, che quando sono nervoso mangio e ingrasso, ma loro no! Le precisine dovevano fare" sbottò BabboNatale con voce grave. "Poco male", pensò, "indossandolo adesso magari un po' cede".
Così fu la volta dei pantaloni di natale, caldi ed avvolgenti, e poi degli scarponi di natale, comodi e robusti. Ma quando BabboNatale si chinò per allacciare gli scarponi, un lacerante e terribile rumore riempì la stanza ed il petto di BabboNatale di un altrettanto terribile sospetto di cosa potesse mai esser accaduto. Voltandosi verso lo specchio ebbe allora la conferma del disastro avvenuto: Un terribile squarcio di natale sui pantaloni appena indossati proprio in mezzo alle chiappe di natale, e dal quale si potevano ormai vedere e distinguere chiaramente i mutandoni di natale dei quali BabboNatale andava sì fiero, ma non al punto da volerli mostrare!
Il sospetto lascio posto alla certezza, la certezza, a sua volta e condita dall'emozione e l'ansia da prestazione, al raccapriccio.
BabboNatale cercò di non perdere la testa, un imprevisto era messo in conto, e meno male che aveva deciso di indossare il costume con largo anticipo. Complimentandosi per la sua stessa lungimiranza non fece altro che quello che sarebbe parso più logico a chiunque: Una telefonata alle fatine di natale per rimediare al piccolo inconveniente.
Un numero dopo l'altro e la telefonata fu presto composta, ma dall'altro capo del filo, dopo pochi segnali di chiamata, non si ottenne che il messaggio registrato e recitato da una segreteria. "Aahh, me l'hanno fatta, quelle fatine!!" pensò BabboNatale, che non avendo altra scelta, dopo il -BIP- lasciò un messaggio in cui richiedeva pronto ed efficace soccorso.
Da uomo saggio quale BabboNatale era per prima cosa pensò che in ogni caso non avrebbe mai dovuto perdere la calma, che una soluzione si sarebbe in ogni caso trovata. Da buon leader pensò che nessun allarmismo avrebbe prodotto niente di buono, e così pensando ebbe fiducia che le fatine avrebbero presto richiamato e lui avrebbe rivolto loro la parola con la sua consueta dolcezza mista a ferma autorità, e per far ciò pensò che fosse il caso di prepararsi una di quelle tisane che gli avevano preparato i folletti dei boschi proprio per calmare i nervi nei momenti di stress natalizio.
Detto e fatto in un attimo il bollitore con l'acqua già fischiava sul fuoco e BabboNatale si sarebbe presto ritrovato comodamente seduto sulla sua poltrona di natale preferita a sorseggiare la sua tisana aspettando la sicura chiamata delle fatine.
Ma al momento in cui la credenza di natale fu aperta nella parte alta, dov'erano conservate le tisane, un tripudio di ciottoli, pentolini, tazzine, piattini erbe tisane mestoli e gingilli caderono dalla credenza facendo sembrare l'aprir le ante come abbattere una diga. La sorpresa e il frastuono furono tali che BabboNatale si prese un bello spavento e contemplando tutto il disordine sul pavimento della cucina di natale ebbe un bel da fare a trattenere una gran parolaccia di natale!
Con il cuore in gola per l'ansia e lo spavento, si chinò per frugare tra le cianfrusaglie in cerca della benedetta tisana ed allora un rumoraccio ormai noto di stoffa che si lacera lo fece d'istinto scattare di nuovo ritto in piedi.
Oh, sorte ria, scattando in piedi, BabboNatale, prese proprio lo spigolo di un'anta lasciata aperta sul sopracciglio di natale provocandogli un profondo taglio che ben presto sanguinò imbrattando tutta la camicia di natale. Il dolore e lo sconforto furono tali che BabboNatale barcollò, e cercando un appiglio ebbe a urtare proprio il bollitore di natale con l'acqua bollente sul fuoco rovesciando l'acqua che conteneva sui pantaloni, gli scarponi, e tutto il resto delle cianfrusaglie per terra, comprese le tisane, cosicché sul pavimento si formò una poltiglia marrone densa e scivolosa.
BabboNatale accettò i suoi limiti e lasciò che l'ira si tramutasse in un poderoso pugno scagliato sulla credenza di natale che però non fece che aggiungere dolore al dolore ed ira all'ira. "Tisana ho detto e tisana sarà!!!" urlò babbo natale così forte che si poté udire fino al polo sud, raccolse il bollitore di natale, lo riempì di nuova acqua e lo scagliò sul fornello così forte che una buona metà ne schizzò fuori ancora.
Ma proprio in quel momento squillò penetrante in telefono di natale! "Le fatine!" esultò BabboNatale, e con i pantaloni fradici e strappati, il viso e la camicia insanguinate e la mano dolorante fece per correre al telefono così forte che scivolò sulla poltiglia marrone cadendo fragorosamente sulla chiena finendo per inzaccherare anche tutto il gilet di natale. Stoicamente, però, raccolse le forze e strisciò fino al telefono lento ma inesorabile urlando a squarciagola tutte le peggiori parolacce di natale che i vocabolari dell'epoca mettevano a disposizione con una precisione enciclopedica. Arrivato al telefono però scoprì d'esser stato troppo lento, perché smise di squillare proprio nel momento in cui BabboNatale sollevò la cornetta allungandosi disperato dal pavimento e non sentì altro che il - TUTU - del tono di libero che mai gli fu parso più odioso.
A BabboNatale il vocabolario a disposizione non fu più sufficiente, e coniò appositamente almeno venti nuove parolacce di natale tutte ben più terribili delle precedenti.
Fece per richiamare le fatine. Occupato.
Il bollitore sul fuoco iniziò a fischiare molestamente.
D'improvviso il suono del campanello della porta.
Il bollitore fischiava sempre più forte.
Il telefono squillò ancora, e stavolta BabboNatale rispose subito ma farfugliando di guerre e pestilenze miste ad altre venti nuove parolacce.
Il campanello della porta continuava a suonare con un insistenza degna della quarant'unesima parolaccia.
Il bollitore ormai urlava come un gallo dal collo tirato.
Al campanello della porta, insistente, s'erano aggiunti colpi sul battente.
Col telefono in mano BabboNatale tentò di raggiungere la porta, e striscia striscia tirò tanto il filo del telefono da strapparlo!
BabboNatale creò la parolaccia di natale perfetta unendo tutte le quarant'uno precedenti in un'unica sola.
Il bollitore in quel momento esplose.
Il campanello della porta non accennava a smettere.
BabboNatale bagnato, lacero, sporco, insanguinato e dolorante raggiunse ed aprì la porta paonazzo in volto e le vene pulsanti fuori del collo.
Lì c'era un angioletto che alla vista di quel BabboNatale deglutì, e con un filo di voce chiese "BabboNatale, qui c'è l'albero. Dove lo metto?"
E da allora, piccolo mio, ogni anno sulla punta dell'albero di natale per tradizione v'è infilato un angioletto."
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ambiente invernale e natalizio, una baita isolata vista dall'esterno schiarisce la neve intorno con la luce che fugge dalle finestre denunciandone la vita che vi si svolge. All'interno, di fronte al camino acceso, un uomo anziano seduto su una sedia a dondolo conversa e dà soddisfazione a quello...
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05/06/2013 17:11:17
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Commenti

  1. Nancy.80 05 giugno 2013 ore 21:41
    Capisco che non sembri giugno, ma addirittura natale? :mmm

    Oh ma lo sai che.. circa 3 anni fa (così tanti?!) a me questa favola-di-natale-che-però-di-natalizio-non-ha-un-tubo è stata raccontata live?
    Non ci crederai ma mi è stata recitata, con espressioni e vocine buffe dall'accento toscano con tanto di impre'azioni di natale, senza C.
    ..E non c'erano tappeti rossi: stavo su un ..asciugamano-modello-piazza-rossa, io! :-p

    Strasu' (..maaa se aggiungessi anche " -cchio' " suonerebbe male? :mmm ?)!
  2. DELFINO 25 dicembre 2013 ore 22:20
    splendido racconto di natale, trovato per caso la sera di natale. buon natale

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