Nei dintorni d'agosto

25 luglio 2013 ore 14:48 segnala
Di tanto in tanto, nei dintorni d'Agosto, pensi che esser in vita è una questione di responsabilità.
Mentre vai col finestrino abbassato e il braccio fuori steso lunghissimo che sembra che ti aggrappi all'aria, lo pensi, a quell'ora che c'hai un po' fame e l'aria che c'è a quell'ora nei dintorni d'agosto è quella che fa diventare l'acqua del fosso molle come l'olio e ti ricordi quando ti capitava di vedere quelli che nuotano da soli nella piscina e pensi che son bravi perché fanno pochissimo rumore e sembra che nuotano nell'olio, e tu pensi che non far tanto baccano sia una questione di bravura, di talento.
Mentre torni a casa, la casa di mamma che poi è quella che è sempre aperta, lo pensi, che ci trovi l'odore della cena e le due o tre parole scelte con cura che non è mica facile farti ridere, e nemmeno sorridere, e allora per una volta sorridi prima d'ogni parola e ti ricordi quando ti capitava d'incontrare una persona che ti stava davanti e ti faceva l'effetto del regalo da scartare quando sai che comunque è un giocattolo, e pensi che ridere è una questione di bravura, di talento.
Mentre te ne torni a poggiare il culo sulla tua solita sedia girevole, in mezzo a quei muri che tutta la forma ed il colore che c'hanno t'è passata tutta fra le mani, lo pensi, e però prima il gatto ti fa l'agguato da dietro lo scalino in fondo, e pure quello lo devi alle tue mani, e ti vengono in mente tutti i morsi e i graffi di Timoteo, di Figaro, e pensi che mordere e graffiare sia una questione di bravura, di talento.
Mentre ti bevi la birra, lo pensi, mentre pensi che c'ha lo stesso sapore di un anno fa e non dovrebbe avercelo, mentre guardi un altro film e capita che un sorso ti va giù come una cazzo di pallina da ping pong e pensi a tutte quelle che hai ingoiato e che hai fatto ingoiare e ti ricordi di quel figlio di puttana che ti ha picchiato sul lungarno vent'anni fa e ancora non sai perché e tutto sommato il livido non era diverso dagli altri e allora pensi che guarire è una questione di bravura, di talento.
E la bravura, il talento, sono una questione di responsabilità.
E tu non lo sapevi.
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Di tanto in tanto, nei dintorni d'Agosto, pensi che esser in vita è una questione di responsabilità. Mentre vai col finestrino abbassato e il braccio fuori steso lunghissimo che sembra che ti aggrappi all'aria, lo pensi, a quell'ora che c'hai un po' fame e l'aria che c'è a quell'ora nei dintorni...
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