INTENSI AL CREPUSCOLO

27 settembre 2014 ore 21:32 segnala
di

AllegroRagazzo.Morto




L’ultima ora li impegnò sul serio, soli, a contare sulle proprie forze, scalando letteralmente gli ultimi 350 pioli di uno degli accessi verticali; l’efficienza aveva suggerito un taglio netto col quale collegare una delle risalite ad uno degli accessi superficiali. Era necessario attivare al passaggio ognuna delle valvole di pressione, posizionate ogni 50 metri quasi, ogni circa cento pioli. Ogni valvola assicurava la sicurezza del passaggio ed al contempo notificava del personale in transito. Il sordo sbuffare di Yoshiwara si amplificava in ondate, ritmiche, l’eco la manteneva persistente. Juanus si ancorò alla pedana supplementare, si calò la protezione sugli occhiali e fece anche cenno a Kandra di fare lo stesso. Dopo aver sbloccato la prima intercapedine la attraversarono entrambi e la richiusero dietro di loro. Solo il diaframma Chekter li separava dal portello esterno. Attivarono l’ultima valvola di pressione e sbloccarono il diaframma che si schiuse con un sordo risucchio di lamine bronzee. Juanus attinse alle ultime energie rimaste e sbloccò il flusso che permetteva l’ultima l’apertura. Vi fu un sibilo acuto e il portellone gemette, la ruggine e la terra lo avevano ricoperto all’esterno senza però intaccarne l’integrità. Uscirono all’aperto, riacquistando l’equilibrio ed aiutandosi, facendo attenzione a dove mettessero i piedi. Ansimando ma saldi si fermarono poco fuori l’area antistante l’apertura. Al di là della struttura mobile non via era molto altro attorno, arbusti ed erbacce. Alcuni fasci meteorici schizzavano di colori freddi il cielo, lontano ad ovest, dietro la grande costa rocciosa, gli ultimi raggi sfiorivano intensi al crepuscolo.


*
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di AllegroRagazzo.Morto « immagine » L’ultima ora li impegnò sul serio, soli, a contare sulle proprie forze, scalando letteralmente gli ultimi 350 pioli di uno degli accessi verticali; l’efficienza aveva suggerito un taglio netto col quale collegare una delle risalite ad uno degli accessi...
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ILLUSIONE

23 luglio 2013 ore 00:26 segnala


Magari
pensi che il tempo sia finito

Magari
pensi che la nostra voce si sia spenta

Ma il tempo muore
solo nella nostra mente
e nessuna voce tace
se un sussurro urla ancora

Niente finisce mai veramente




.
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« immagine » Magari pensi che il tempo sia finito Magari pensi che la nostra voce si sia spenta Ma il tempo muore solo nella nostra mente e nessuna voce tace se un sussurro urla ancora Niente finisce mai veramente .
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23/07/2013 00:26:27
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ERA BELLA

11 giugno 2013 ore 09:36 segnala


Era bella la mia compagna di giochi
bella nel suo animo oscuro
nei suoi tortuosi cammini mentali
nelle sue ricerche instancabili
di emozioni soffuse
e polverose strade deserte
dove avanzare sragionando

chè di ragionare
in questo mondo
non c'è invero bisogno
ma di scivolare surfando
su onde di ruggine e lebbra
tra ragnatele globali
ah sì, che c'è bisogno

ed era bella
e mi piaceva ascoltarla
con le orecchie degli occhi
ma si fece ammaliare
dalle proprie sirene noctiluche
e scelse di chiamare timidezza
la sua indifferenza.

Ma era bella
e ancora mi manca.
Vaghi ancora?
Ti arriva la mia voce?



.
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« immagine » Era bella la mia compagna di giochi bella nel suo animo oscuro nei suoi tortuosi cammini mentali nelle sue ricerche instancabili di emozioni soffuse e polverose strade deserte dove avanzare sragionando chè di ragionare in questo mondo non c'è invero bisogno ma di scivolare surfando...
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DUE PASSI

14 marzo 2012 ore 15:18 segnala

Mentre i giorni per una sorta di elasticità soprannaturale si allungano fino a diventare anni, il mondo che era così quieto, così immobile che ti veniva da allungare un dito per toccarlo, scuoterlo. All’improvviso ti balza incontro e ti colpisce in pieno viso e ti fa girare e girare vorticosamente, affannosamente. E in questi momenti senti il desiderio di abbandonare questo mondo che non riconosci alla ricerca della quiete perduta. E allora abbandoni il mal di testa che ti assilla ormai da tempo e vai a fare due passi sui tetti di Yoshiwara, a vedere gli uccelli che planano dal cielo e si posano per la notte sui lampioni delle strade, a respirare gli odori di spezie perdute e ad incontrare le anime amiche che vivono questa città …
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« immagine » Mentre i giorni per una sorta di elasticità soprannaturale si allungano fino a diventare anni, il mondo che era così quieto, così immobile che ti veniva da allungare un dito per toccarlo, scuoterlo. All’improvviso ti balza incontro e ti colpisce in pieno viso e ti fa girare e girare v...
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14/03/2012 15:18:53
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INGRANAGGI

17 febbraio 2012 ore 19:58 segnala


Non è affatto facile comprendere cosa sia - o cosa faccia - Yoshiwara. Certo dal suo interno, a voler ascoltare attentamente "sotto" il vociare degli abitanti, giungono scricchiolii, gemiti, curiosi rumori. Una sorta di prolungato lamento soffocato, dei ticchettii sempre più nervosi. La sua massa, sfuggente al concetto di limite, si amplia, si contrae, vive di sè stessa: o forse, di chi si agita al suo interno. Forse siamo noi, i suoi abitanti, gli ingranaggi che la fanno fremere, i meccanismi che pompano vita al suo cuore di ottone e ruggine. Ma nessuno viene ad oliarci con il balsamo della speranza e Yoshiwara, nella sua notte perenne, esprime la sua protesta.
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« immagine » Non è affatto facile comprendere cosa sia - o cosa faccia - Yoshiwara. Certo dal suo interno, a voler ascoltare attentamente "sotto" il vociare degli abitanti, giungono scricchiolii, gemiti, curiosi rumori. Una sorta di prolungato lamento soffocato, dei ticchettii sempre più nervosi....
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TEMPESTA

05 febbraio 2012 ore 12:13 segnala


Tutte le porte sono chiuse contro la tempesta che infuria la fuori, si sentono senza vedersi, la rabbia e l’angoscia che graffiano muri e imposte. Riuscendo peraltro a penetrare da ogni crepa o fessura, ricoprendo ogni superficie di questa città di un velo grigio, fumoso. Che tinge anche la luce, rendendo il giorno così pallido da costringere ad accendere i lampioni, ridotti a loro volta a una sudicia ombra grigia che, ben lungi dal diffondere allegria, appaiono in realtà sinistri. Vorrei spegnerli, desidererei che gli abitanti di Yoshiwara accostassero le rispettive panchine per sedere vicini in un rassicurante semioscurità, ma la percezione del tempo e del mondo non lo permette …
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« immagine » Tutte le porte sono chiuse contro la tempesta che infuria la fuori, si sentono senza vedersi, la rabbia e l’angoscia che graffiano muri e imposte. Riuscendo peraltro a penetrare da ogni crepa o fessura, ricoprendo ogni superficie di questa città di un velo grigio, fumoso. Che tinge a...
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GIRANDO

20 gennaio 2012 ore 11:05 segnala


Ricordo quando varcai il portone, così tanto tempo fa, tutte quelle luci... L'uomo all'ingresso in livrea fuori epoca, demodè, inquietante, con quel sogghigno che pareva voler dire "Ma davvero vuoi entrare a Yoshiwara?". Ma l'occasione era troppo ghiotta; le sue porte non si aprono che in rari momenti, persi nel tempo e nello spazio. Come Brigadoon, anche Yoshiwara vola in un altro spazio, in un altro tempo, tutti suoi, non rispetta nè noi nè le nostre leggi. Ogni tanto ha fame e apre le sue bocche: e qualcuno, come ho fatto io, osa varcarle. E poi, ha tutta l'eternità per vagare qui dentro e prepararsi a pagare il biglietto d'ingresso...
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« IMMAGINE: http://lastinceptions.files.wordpress.com/2011/06/labirinto.jpg » Ricordo quando varcai il portone, così tanto tempo fa, tutte quelle luci... L'uomo all'ingresso in livrea fuori epoca, ...
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CONCETTUALE

06 gennaio 2012 ore 08:05 segnala


La verità di Yoshiwara, non è vera, cioè, che siamo entrati in una città dal tempo interrotto a recuperare la nostra serenità perduta, per poi perderla voltandoci indietro nel maldestro tentativo di riabbracciarla; ma la favola è comunque vera, nel senso che è vero il concetto: le parole, la musica possono alleviare le angosce e farci recuperare dal fondo di noi stessi emozioni smarrite, farle affiorare in superficie, farle rivivere, ma a patto che restino tali, pure emozioni; chi si volta a toccarle non le ritrova più. In questo luogo si possono far rivivere le sensazioni, ma non le cose in sé.
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« IMMAGINE: http://img37.imageshack.us/img37/4774/elephantd.jpg » La verità di Yoshiwara, non è vera, cioè, che siamo entrati in una città dal tempo interrotto a recuperare la nostra serenità perdu...
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DISCENDENDO

02 gennaio 2012 ore 00:32 segnala


Ci sono nuvole nere nel mio cervello.

Volano rombando sopra il deserto del cuore.

E, in mezzo, solo i lampi insanguinati dei miei occhi.
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« immagine » Ci sono nuvole nere nel mio cervello. Volano rombando sopra il deserto del cuore. E, in mezzo, solo i lampi insanguinati dei miei occhi.
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LA ZONA DEL CREPUSCOLO

23 dicembre 2011 ore 20:28 segnala


Il sole cala, quel poco che è riuscito a penetrare fin quaggiù, e lente le ombre scivolano sui muri. Ho sempre amato questo momento, da piccolo mi ci cullavo dentro, una specie di limbo che perdeva contorni e significati. Seduto su una sedia a guardare la finestra diventare sempre più scura mentre intorno a me tutto svaniva. Momenti brevi ma che tendevano all'eternità, sembrava che il tempo non scorresse, così come guardando fisso il tramonto ci si stupisce che il sole cali veramente. Insieme al buio anche la mia mente si espandeva, cercando di rincorrere i suoi stessi confini. Pian piano tutto imbruniva e la notte prendeva a regnare. Oh, quanto vorrei godere ancora di quei momenti, quanto vorrei non vivere di notte, sempre nel buio. E, allo stesso tempo, quanto vorrei la luce.
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« immagine » Il sole cala, quel poco che è riuscito a penetrare fin quaggiù, e lente le ombre scivolano sui muri. Ho sempre amato questo momento, da piccolo mi ci cullavo dentro, una specie di limbo che perdeva contorni e significati. Seduto su una sedia a guardare la finestra diventare sempre pi...
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23/12/2011 20:28:06
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