CAMMINARE

18 dicembre 2011 ore 18:58 segnala


Esiste un posticino a metà strada, lungo la via del sonno, dove potrei starmene ore e ore. Quando ci si è appena coricati ma non ci si è ancora annullati nella notte, è un momento perfetto per guardare il soffitto, ripensare alla propria vita e domandarsi cosa abbia in serbo il futuro. La notte in cui ho pensato a questo post, mi sono domandata se il futuro ha in serbo qualcosa che mi consentirà di liberarmi da queste manette e camminare liberamente per Yoshiwara …
4579cdfc-7509-424b-9db9-52f2f17945df
« immagine » Esiste un posticino a metà strada, lungo la via del sonno, dove potrei starmene ore e ore. Quando ci si è appena coricati ma non ci si è ancora annullati nella notte, è un momento perfetto per guardare il soffitto, ripensare alla propria vita e domandarsi cosa abbia in serbo il futur...
Post
18/12/2011 18:58:51
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    3

NOTTE

06 dicembre 2011 ore 22:12 segnala


La notte, a Yoshiwara, non è figlia del Tempo. E' un entità a sé stante, non ha bisogno di nulla e nulla chiede, non è nata e dunque non sa cosa sia la morte. La notte a Yoshiwara, è eterna. Girare le lancette degli orologi non serve a farla passare. Ride di noi, ci gira intorno, copre i nostri colori. Bacia le nostre anime e le raggela. Posa la sua mano sui nostri occhi e li chiude. Ed essi non se ne accorgono. Nel buio, non puoi vedere il buio.
d21a60be-51b2-401a-96fd-be8162cd399e
« IMMAGINE: http://pazit.files.wordpress.com/2010/04/metropolis_fritz-lang1.jpg » La notte, a Yoshiwara, non è figlia del Tempo. E' un entità a sé stante, non ha bisogno di nulla e nulla chiede, no...
Post
06/12/2011 22:12:47
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    5
  • commenti
    comment
    Comment
    3

TRAMONTO

28 novembre 2011 ore 21:19 segnala


Ora è autunno, e le persone se ne stanno tranquillamente sedute qua e là, i volti splendenti nella luce del tramonto. Perfettamente immobili, come statue saldamente avvitate al terreno, attendono quieti con la testa alzata che gli ultimi raggi del sole sprofondino nella metropoli. Quando alla fine il sole tramonta e la luce azzurrata della sera li copre, abbassano il volto, posano il capo sul marciapiede e chiudono gli occhi. Così finisce la giornata a Yoshiwara.
3fb26530-836e-46c3-8331-deab20b518cc
« immagine » Ora è autunno, e le persone se ne stanno tranquillamente sedute qua e là, i volti splendenti nella luce del tramonto. Perfettamente immobili, come statue saldamente avvitate al terreno, attendono quieti con la testa alzata che gli ultimi raggi del sole sprofondino nella metropoli. Qu...
Post
28/11/2011 21:19:21
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    1
  • commenti
    comment
    Comment
    5

ANGOLI BUI

13 novembre 2011 ore 02:00 segnala


Ci sono angoli, in questa città, che non amo percorrere, vicoli dove non sempre fa bene passare, soffi di aria malsana e nebbie plumbee ci ricordano che la vita non è nè rose nè cieli stellati. Mi piace trovare rifugio in una mia personale biblioteca, carica all'inverosimile di memorie trascorse, di detti dimenticati, di tutto lo scibile del mondo; le cose se ne stanno quiete, attendono pazienti, potessero reclamerebbero d'esser sfogliate per vivere un minuto ancora. Nessuno ci va più e ne traggo un solitario conforto. La quiete mi avvolge, non devo sprecare tempo nè ingegno a pensare, lo fanno gli altri per me e di solito mi accorgo che lo han fatto in maniera egregia. Fosse nelle mie capacità, la renderei sconfinata, quella di Babele non reggerebbe il confronto. Qui mi perdo e non mi ritrovereste più, se non fosse per quel barlume di umanità che mi costringe a tornare indietro. Ma non ne sono felice, lo faccio perchè devo. Solo lì esisto io. Tra la carta e l'inchiostro. Io. Una parola come miliardi di altre.
e2f6b12d-6348-455b-8325-b709b3175fcf
« immagine » Ci sono angoli, in questa città, che non amo percorrere, vicoli dove non sempre fa bene passare, soffi di aria malsana e nebbie plumbee ci ricordano che la vita non è nè rose nè cieli stellati. Mi piace trovare rifugio in una mia personale biblioteca, carica all'inverosimile di memor...
Post
13/11/2011 02:00:12
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    5
  • commenti
    comment
    Comment
    3

ARIA

06 novembre 2011 ore 15:41 segnala



Sono il disordinato frequentatore delle più nascoste vie, dei più segreti affratti. Della loro inutilità e della loro ignota ubicazione si nutrono i miei giorni, ma quando gli occhi capitano su un luogo come Yoshiwara, dove puoi gridare a qualcuno che non sia il muro, dove puoi dire a voce alta 'Io non voglio. Io non posso'. Dove puoi avere silenzio per lasciare che la mente diluisca l'angoscia, aver aria per lasciare che i nervi si rimarginino. Dove puoi permetterti pensieri immateriali, pensieri che svolazzano per l’aria, poggiano sull’aria, dall’aria sono nutriti e nell’aria ritornano. Allora ti fermi per una pausa perché tutto in fin dei conti è aria. E l'aria c'è o non c'è.
b80534a9-5a7f-45f3-901f-08f87ce4e987
« immagine » Sono il disordinato frequentatore delle più nascoste vie, dei più segreti affratti. Della loro inutilità e della loro ignota ubicazione si nutrono i miei giorni, ma quando gli occhi capitano su un luogo come Yoshiwara, dove puoi gridare a qualcuno che non sia il muro, dove puoi dire...
Post
06/11/2011 15:41:03
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    4

L'INESISTENZA DELLA NOTTE

27 ottobre 2011 ore 22:36 segnala


Da troppo tempo, ormai, il mio orologio ha perso conoscenza di sè stesso. I ritmi circadiani, come il serpente della favola, si sono mangiati la coda e sono svaniti. Notte, giorno, veglia, sonno, non esiste più nulla di tangibile. Un senso perenne di obnubilamento, un vivere ovattato, la perdita della comprensione del tutto. Vago nella notte, lo spirito inquieto, sempre qualcosa che si agita furtiva ai bordi della visione oculare, fruscii. A volte cado in un deliquio momentaneo, mi illudo di aver dormito cinque, forse sei ore ma l'orologio segna dieci, quindici minuti. Sonni brutali, raramente sogni confusi li attraversano. Attimi di staticità che tentano di fermare l'illogico vortice nel quale sono precipitato. E, ogni tanto, sento la sua presenza: è forse lì, dietro i tendaggi, a scrutarmi? E' un suo sospiro quel che mi ha spinto ad aprire gli occhi? Ho veramente spostato io la mano, o non è la sua fantasima che tenta di afferrarla? Cosa vuole da me? Mi vuole? O cerca solo di vivere attraverso il pensiero che di lei mi sono creato? La notte non ha limiti, si sparge a macchia d'olio sul mondo, solo per donarle un asilo, per farla uscire dal suo limbo, per ricondurla a me. La notte sa essere un complice ineffabile, pur nel suo non essere.
3c642f8e-3dd4-4cd7-b100-b506d5aa47a4
« immagine » Da troppo tempo, ormai, il mio orologio ha perso conoscenza di sè stesso. I ritmi circadiani, come il serpente della favola, si sono mangiati la coda e sono svaniti. Notte, giorno, veglia, sonno, non esiste più nulla di tangibile. Un senso perenne di obnubilamento, un vivere ovattato...
Post
27/10/2011 22:36:19
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    4
  • commenti
    comment
    Comment
    8

LA DILATAZIONE DEL TEMPO

20 ottobre 2011 ore 01:21 segnala


E’ strano come in una pagina come questa piena di sogni si pensi di avere davanti a sé tutta una vita e soltanto a posteriori ci si renda conto che proprio questi momenti sono la vita. Qui la speranza ha ancora un lungo cammino da fare, non c’è ombra di rassegnazione, tutto è permeato da un senso di attesa. In questa strada di Yoshiwara, in cui il vento soffia addosso le emozioni dei suoi abitanti il tempo si è fermato perché finché l’universo si dilaterà, ogni momento resterà presente in questa metropoli, perché esisterà sempre un puntino nell’universo che disterà lo stesso numero di anni da questo momento. Se uno si potesse trovare in quel punto e potesse guardare giù con un binocolo, potrebbe vedere se stesso, quà in questa strada, al vento, inchiodato in eterno in questo punto che non andrà mai perduto.
d2b38b06-d08c-423f-97b1-16b68d6910de
« immagine » E’ strano come in una pagina come questa piena di sogni si pensi di avere davanti a sé tutta una vita e soltanto a posteriori ci si renda conto che proprio questi momenti sono la vita. Qui la speranza ha ancora un lungo cammino da fare, non c’è ombra di rassegnazione, tutto è permeat...
Post
20/10/2011 01:21:34
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    3
  • commenti
    comment
    Comment
    18

LA RICERCA DEL QUANDO

16 ottobre 2011 ore 00:17 segnala


Giusto, guardare Yoshiwara a lungo, magari da lontano, può suscitare emozioni, impressioni, stati d'animo che non rasentano minimamente la realtà. Ed è anche giusto che sia così; Yoshiwara si situa nelle regioni dell'Id, nei Territori oltre l'Orizzonte, soprattutto si situa in un altroquando temporale, lontano secoli dalla bieca società che ci si abbarbica alle caviglie. Yoshiwara ha l'odore del carbone, è spesso avvolta nello smog di una Londra ottocentesca, magari vi si aggira persino lo spettro della Regina Vittoria. Ha colonne di rame, lampioni a gas, computer a manovella, reostati, batterie collegate a zampe di rane in perenne movimento, repliche della vita. Yoshiwara non brilla d'oro ma ti puoi specchiare nell'ottone e talvolta è bene che ti assicuri che ciò che vedi sia proprio tu. Ci sono angoli non euclidei, vicoli che non vorresti percorrere mai, pub in cui si entra e non si sa se se ne esce. Come tutti i sogni, ti offre a piene mani la grandiosità di un futuro spettacolare ma ai bordi, dove i contorni si sfilacciano, puoi intravedere l'incubo.
5893943c-18cb-48b7-99a6-028500b4ecc5
« immagine » Giusto, guardare Yoshiwara a lungo, magari da lontano, può suscitare emozioni, impressioni, stati d'animo che non rasentano minimamente la realtà. Ed è anche giusto che sia così; Yoshiwara si situa nelle regioni dell'Id, nei Territori oltre l'Orizzonte, soprattutto si situa in un alt...
Post
16/10/2011 00:17:43
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    5
  • commenti
    comment
    Comment
    7

DISTORSIONE

15 ottobre 2011 ore 23:39 segnala


Guardano Yoshiwara dall'alto è un po’ come fare una foto di una foto di una foto. L’immagine risulta sempre meno chiara. Le ombre si scuriscono, le facce diventano sfuocate. Alla fine diventa tutto una questione di interpretazione, ma a dare questa interpretazione sono sensi che abbiamo addestrato a cercare pericoli e minacce e che pertanto tendono a vedere il nemico anche dove non c’è. A ogni sguardo sugli stessi fatti aumenta la probabilità che si scopra qualcosa che è spaventoso, o che si ritiene tale anche se proprio spaventoso non è. Alla fine, il solo fatto di aver guardato verso il basso diventa sospetto di per sé.
acc2ef19-5917-4924-9b69-08a3f0b45c68
« immagine » Guardano Yoshiwara dall'alto è un po’ come fare una foto di una foto di una foto. L’immagine risulta sempre meno chiara. Le ombre si scuriscono, le facce diventano sfuocate. Alla fine diventa tutto una questione di interpretazione, ma a dare questa interpretazione sono sensi che abbi...
Post
15/10/2011 23:39:38
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    2
  • commenti
    comment
    Comment
    1

SCHIAVI

11 ottobre 2011 ore 10:45 segnala


Schiacciati sotto il peso dei doveri, delle convenzioni, delle costrinzioni, strisciamo muti ed abbattuti nel formicolante carnaio di un'umanità depressa e priva di ideali: ci agitiamo, barcolliamo, spinti, incitati, obbligati dal vortice della vita. Lavoriamo. Lavoriamo. Produciamo. Consumiamo. Creiamo debiti. Creiamo incertezza. Guadagnamo paure. Gli orologi si frantumano sotto il peso del Tempo che vuole espandersi per assorbire ancora di più le nostre energie, le nostre vite. Il Tempo le fa sue e le brucia come fiammiferi in un ciclone. Fuggire. Sfondare cancelli, aprire tombini. Rifugiare la mente, se non il corpo. Giù, sotto la Metropoli che macina tutto. Giù, dove ancora esistono sogni e non incubi. Sempre più giù, dove l'abisso è dolce.
9bf52d79-90ac-4e8f-86d0-eda052cabfea
« immagine » Schiacciati sotto il peso dei doveri, delle convenzioni, delle costrinzioni, strisciamo muti ed abbattuti nel formicolante carnaio di un'umanità depressa e priva di ideali: ci agitiamo, barcolliamo, spinti, incitati, obbligati dal vortice della vita. Lavoriamo. Lavoriamo. Produciamo....
Post
11/10/2011 10:45:39
none
  • mi piace
    iLikeIt
    PublicVote
    6
  • commenti
    comment
    Comment
    32