ARMONIE CARDANICHE

21 ottobre 2014 ore 09:51 segnala


parte nove

di

AllegroRagazzo.Morto


Yoshiwara, ora di computazione primaria, quarto anello. Uno dei recessi più profondi, l’area di ricondizionamento del flusso primario, l’essenza di ogni comunicazione in Yoshiwara dove implacabilmente infinite maestranze in turni alternati ma costanti si occupavano della continua ricalibrazione delle onde e delle antenne necessarie alla diffusione dell’essenza informativa. Da ogni avamposto dedicato, la voce monotona e metallica dei gracchianti informava e indirizzava chiunque, in ogni alloggio, in ogni mensa, in ogni grande sala di ritrovo, attraverso ogni hangar, dalla fucine incandescenti degli anelli più profondi alle aree di manutenzione, dalle officine sempiternamente in funzione al più piccolo boccaporto, dai bordelli alle camere di stasi. Juanus analizzava gli ultimi dati ricalibrando una delle portanti in modo ottimale, era il suo lavoro... lo era da sempre, da quando ne avesse memoria, costantemente, era il suo lavoro e quello di molti altri. Operazioni delicate ma ripetitive, un piccolo errore avrebbe significato il blackout dei gracchianti e le direttive erano adamantine al riguardo. Per nessun motivo, in nessun caso, ci si poteva astenere dal manutenere il servizio in questione. Juanus lavorava e verificava ciclicamente i rapporti relativi alla propagazione del segnale ma la sua mente era sempre più spesso rapita da pensieri diversi, la sua mente indugiava altrove, volando oltre le coltri nebbiose del vapore e dell’argon, oltre le paratie bronzee, oltre il potere direttivo, oltre i tralicci e i grovigli interiori ad ogni apparato. Il gracchiante annunciò finalmente la fine del suo turno. Juanus raccolse i pochi effetti personali e si diresse verso una delle terminazioni antistante la grande matassa di trasporto, innestò una delle valvole di controllo facendo bene attenzione alle risonanze e aprì il portellone. Vi entrò e si sedette, il gracchiante chiese immediatamente la destinazione e lui rispose semplicemente “casa”.

Affioramento, ora di computazione incerta, superficie. Osservarono impietriti, oltre la volta eterea, oltre la sua apparente curvatura, una piaga improvvisamente apertasi ed inghiottire il cielo. Il plasma continuava nel suo crepitare, fasci di energia cominciarono ad abbattersi intorno a loro. Juanus indicò qualcosa appena fuori lo strano fenomeno al quale stessero assistendo. Forme scure, olivastre iniziavano a delinearsi nello spazio cangiante, circondate da un alone rossastro, grandi figure fluttuanti in ordine sparso. Non potevano essere nulla di terrestre, nulla di riconducibile nemmeno agli antichi testi. Kandra indietreggiò, non a causa del pericolo imminente, indietreggiò perché in cuor suo aveva, sapeva di avere, le risposte alle quali Juanus tentava di rispondere. Una delle creature sembrò avvicinarsi rispetto alle altre, erano enormi, indescrivibili nella loro forma sempre in costante mutare. Implacabilmente, queste manifestazioni aberranti ripopolavano la volta celeste con al centro del grande squarcio un turbinio di folle intensità. Non potevano più aspettare, Juanus si diede da fare per l’apertura dell’affioramento, Kandra alla sue spalle cadde come fulminata.

Yoshiwara, ora di computazione mediana, Baia dei Ferventi. Kandra osservava con apparente indifferenza, quasi apatica, i vapori eccitati dalle cariche statiche che si innalzavano al di sopra delle condutture di contenimento, la luce filtrata da essi, proiettava frattali infiniti. Aveva appena terminato di verificare i rendiconti alla macchina computazionale di Regime, era una privilegiata essendo in grado di poterne usare una direttamente da casa ma, riposare adesso, non era un’opzione praticabile, era certamente una possibilità da non prendere nemmeno in considerazione. Da troppo tempo ormai il sonno non le arrecava alcun piacere ristoratore, aveva sempre la sensazione di muoversi su di un sottile strato cristallizzato e fragilissimo al di sotto del quale, l’abisso bramosamente la scrutava e la attendeva... no, nessun riposo ristoratore, nessuna pausa, nessuna tregua. Si scostò i capelli rossi dal viso e si avvicinò alla consolle di comando e confermò le nuove direttive innestando i valori opportuni, staccò lentamente una delle anime centrali in carica e tentò di completare quindi un altro livello di analisi. Lavorava, lavorava ma la mente, sempre più spesso indugiava su pensieri distanti, diversi, quasi ardenti... era pericoloso, era sconveniente, era... ciò di cui avesse realmente ed infinitamente bisogno, lo avvertiva distintamente, disperatamente. Il gracchiante annunciò la prossimità dell’arrivo, Juanus si preparò ad uscire, afferrò la borsa e la mise a tracolla e non appena il segnale lo consentì uscì fuori, si trovava a pochi passi dal lungo corridoio che si diramava in migliaia di alloggi. Camminò senza problemi (n)stante il turno massacrante appena terminato, aveva nostalgia di altri pensieri, di altre sensazioni, di lei. Arrivò davanti il loro alloggio, schiacciò la placca di ingresso, ogni apertura funzionava allo stesso modo, una valvola consentiva l’accumulo di vapore sufficiente da ripartire il movimento del grande pistone verticale collegato ad essa, una volta liberato il vapore il pistone apriva la breccia.

Affioramento, ora di computazione incerta, superficie. Juanus la portò al coperto, chiuse il portellone e lo assicurò, fece schiudere il diaframma, la strada del ritorno, sotto di loro, era lunga e difficile, la avrebbe portata giù di peso se fosse stato necessario. Una volta chiuso l’affioramento, il sordo pulsare di Yoshiwara ricominciò ad echeggiare, stabilizzò la valvola di pressione, agganciò le due anime centrali lungo il cavo di sicurezza e le spinse in fondo, le avrebbe recuperate dopo, iniziò quindi ad assicurare se stesso e Kandra per poter iniziare la discesa.

Yoshiwara, ora di computazione mediana, Baia dei Ferventi. Il portellone di accesso stridette e si aprì, Lei vide Juanus sulla soglia e gli si precipitò contro, avvinghiandovisi senza proferire alcuno, senza difese, protese le braccia a stringerlo ancora, in modo più deciso, serrò le proprie labbra contro le sue per rubargli il respiro, carpirne l’anima, nutrirsi del suo calore, del suo sapore. Lui non si oppose, non frenò la di lei possanza e poi guidò entrambi con rinnovata ed accresciuta irruenza. Aggrovigliati come i suoi capelli ribelli, irruppero oltre le loro remore, seguendo l’istinto rapace ed incontrollabile e, trascinati da esso, in un attimo allontanarono ogni altra percezione esterna. Il cadenzato rimbombare dei martelli della fucina, assordante, ridondante sembrò sparire, affievolire improvvisamente con solo l’ovattata onda di compressione a segnare quasi un ritmo incessante adesso incrementale, un motore percussivo inarrestabile, un totem ancestrale ed ossessivo. Il portellone si richiuse di colpo. Incuranti del rumore, incuranti dell’intero universo, entrambi persi l’uno nell’altra, le loro membra avide di contatto, assetate di calore corporeo, serrate adesso come le loro bocche, esploravano, carpivano, liberavano. Urtarono convulsamente la parete e poi caddero in terra travolgendo ogni cosa nella caduta. Si strinse intorno a lui, vi affondò le dita, respirò profondamente, gravida di passione bruciante come gli altoforni, inevitabile come il destino. Staccò rabbiosamente allora le proprie labbra dalle sue per una frazione di secondo, condividendo lo stesso intimo respiro e prolungando la successiva apnea, quasi rantolante nella sua risonanza, per poi morderlo convulsamente e ricongiungervisi ed insieme, abbandonarsi ancora. Profondamente legati, in un’unione di carne e cuore e ancora cuore e rabbia e sudore e adesso inevitabilmente, alfa e omega, corpo contro corpo, corpo su corpo, corpo dentro corpo, i loro volti persi in un torbido vorticare di umori e percezioni tattili, principio e fine ancora, corpo nel corpo consequenzialmente, violentemente, animalescamente, fusione di forme schiacciate su altre, forme contratte, venate da tendini e muscoli. Kandra inarcò la schiena, tendendosi per un momento che parve infinito in quella pura forma umanamente univoca ancora in nuce, puro istinto femmineo anelante una sola cosa. Trattennero il respiro quasi ad allontanare l’inevitabile cataclismatica profusione pulsante, profondamente e spasmodicamente pulsante. Il tempo si accantonò al loro cospetto, lasciò loro lo spazio dimensionale a colmare e riorganizzare l’essenza stessa della vita sin nella sua forma primaria ed elementale. Oceano dirompente, aura magnetica, marea inarrestabile, ascesero precipitando più e più volte al ritmo dei martelli, della vibrante ed istintiva metallica madre, essenza organica dilatante, ordinale unico, intellegibile integrità presentante. Il tempo, invidioso, ritornò a scandire i loro tormenti, accelerò e spinse oltre la barriera dell’umana resistenza ed entrambi gridarono lasciandosi affondare, occhi negli occhi nell’estasi più completa, consumati dal battito unisono e dalle loro pulsioni, corpo dentro corpo ancora e ancora fino ad abbandonarsi, uniti e vibranti, esausti di piacere.



segue



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21/10/2014 09:51:20
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Commenti

  1. Eleanor.Peacock 21 ottobre 2014 ore 10:17
    Durata della computazione ?
  2. Odirke 21 ottobre 2014 ore 11:32
    Bè.. scena erotica da far invidia persino a tutte le sfumature esistenti.
    Ben scritto ed avvincente.

    Semper Fidelis
  3. MorganaMagoo 21 ottobre 2014 ore 15:23
    :sbong
    ARM, mi fai il riassunto delle puntate precedenti? ;-)
    ... mi necessita una raccolta.
    Nell' ora di computazione mediana, Baia dei Ferventi,
    accadono cose che noi umani non potremmo mai immaginarci,
    e il racconto si fa sempre più interessante.
    ... anche la di lei possanza è scritto ad arte, tipo a tal
    guisa, e qui fa percepire la presenza di Dante e di quell'
    amor un pò universale e antico... mi piace. ... la di lei
    possanza...
  4. Nibs 21 ottobre 2014 ore 20:42
    x Eleanor.Peacock, un botto!
  5. Nibs 21 ottobre 2014 ore 20:43
    x Odirke, visto? ARM ha fatto lo sbarazzino, e meglio per voi lettori perchè se aspettate me, che sono uno scrittore da oratorio, certe cose non le trovate...eheheh
  6. Nibs 21 ottobre 2014 ore 20:46
    x MorganaMagoo, ammetto che quando ho letto l'originale e mi son trovato davanti alla possanza, ho visualizzato una erinni di nome Brunilde intenta a prendere a schiaffi i vichinghi con una mano mentre nell'altra reggeva un boccale da cinque litri di birra. visione alquanto possente ahahah! ma siccome è giusto che ARM si esprima come vuole non l'ho cambiato. buon divertimento!
  7. Eleanor.Peacock 21 ottobre 2014 ore 20:57
    Secondo me A R M ha copulato con una betoniera. Da qui la possanza ed è facile che ti giri la testa.
  8. AllegroRagazzo.Morto 21 ottobre 2014 ore 22:09
    Eleanor: il tempo daprima rispettoso la agevolò e successivamente invidioso fu artefice del loro, diciamo così, collidere...

    Odirke: era qualcosa che avevo intenzione di scrivere prima... era un punto dovuto all'approfondimento dell'iterazione tra questi due personaggi. Sperando di aver chiarito qualche dubbio...

    Morgana: Possanza... beh... uno dei termini della mia infanzia, facile anche da rilevare per chi è come me drogato di visioni continue. Kandra è una donna che non è consapevole del proprio potenziale, quasi ingenua nel suo concedersi e che però nasconde e sottintende la sua indole risoluta.

    Nibs: in generale prima di scrivere questo pezzo ho scritto a parte quasi due schede anagrafiche, a focalizzare i loro modi, i loro comportamenti...
  9. AllegroRagazzo.Morto 21 ottobre 2014 ore 23:45
    Nibs: macché oratorio... sei integralmente da Cattedrale, sempre maestoso ed in guisa austera. Un'eminenza nella/della scrittura.
  10. Nibs 22 ottobre 2014 ore 01:02
    x AllegroRagazzo.Morto, eheheh, e io che pensavo di far parte - come diceva Alberto Sordi - dei "compagnucci della parrocchietta"! che tempi... ci si divertiva davvero con pochissimo. e anche i libri costavano poco, se ne poteva fare man bassa. Be', via, vado a costruire qualche altro "Pilastro della Terra", eh? ci si ritrova...
  11. Robyarch71 22 ottobre 2014 ore 01:13
    Beh, insomma, dopo un turno di lavoro massacrante, per rilassarsi ci vuole il corpo contro corpo. :ok
  12. Nibs 22 ottobre 2014 ore 01:26
    x Robyarch71, sicuramente. apprezzerei anche io, dato che a me è rimasto giusto il "corpo contro il materasso" eheheheh...
  13. julia.pink 22 ottobre 2014 ore 07:09
    Bravissimo, avvincente come sempre, anche la scena sentimentale/ erotica è descritta in maniera egregia, e devo dire che forse, visto i commenti è stata la parte più interessante...;)
  14. Nibs 22 ottobre 2014 ore 09:28
    x julia.pink, che dici, c'era da immaginarselo? ah, che lettori! eheheheh
  15. julia.pink 22 ottobre 2014 ore 10:00
    Si si siamo lettori attentissimi! :ok
  16. Cicala.SRsiciliana 22 ottobre 2014 ore 10:15
    Il racconto coinvolge sempre di più. Bellissimo il momento della passione che non si limita solo al piacimento della carne ma che coinvolge anche il cuore. Questo momento ha toccato molto la sfera delle mie emozioni. Bello, bello e bello ma a questo punto mi piacerebbe che continuasse ancora a lungo. Quando un racconto, mi procura emozioni, vorrei non finisse mai….vi abbraccio, Rita :fiore
  17. stregaxamore.VE 22 ottobre 2014 ore 10:49
    :hihi perfetto dopo il mostro dello scorso episodio , ci voleva l'amore ,momento azzeccato :many
  18. AstrotermicAle 22 ottobre 2014 ore 21:25
    Finalmente un po' di passione sfrenata :-)
    Ci voleva, acciderbolina!
    Scherzi a parte, sempre bravissimi
  19. Nibs 23 ottobre 2014 ore 09:08
    x Cicala.SRsiciliana, capisco, se una cosa piace perchè desiderare che finisca! stiamo lavorando su ulteriori idee per sviluppare il racconto. vedremo... abbracci
  20. Nibs 23 ottobre 2014 ore 09:09
    x stregaxamore.VE, ci stiamo mettendo dentro di tutto!
  21. Nibs 23 ottobre 2014 ore 09:09
    x AstrotermicAle, grazie da parte di entrambi!
  22. MelanieChisholm 23 ottobre 2014 ore 10:52
    Sono incantata! :rosa
    Scrivete cose notevolissime...
  23. Nibs 23 ottobre 2014 ore 10:56
    x MelanieChisholm, abbiamo avuto una bella idea ad unirci nello scrivere questo racconto, sì! ciao! (crenabog)
  24. Cicala.SRsiciliana 23 ottobre 2014 ore 11:19
    ottima notizia Nbs, sono contentaaaa, abbracci a te e a crenabog :rosa
  25. AllegroRagazzo.Morto 23 ottobre 2014 ore 15:38
    Mi unisco a Nibs nei ringraziamenti a tutti voi.

    AstrotermicAle: aggiungo che il tuo nick è classicamente steampunk, penso più che ad un personaggio, ad un'individualità, che mi richiama una delle alte mistiche per esempio, col tempo acquisì oltre all'innata capacità di accrescere la propria conoscenza anche il potere di acquisirla dai tachioni ancora in viaggio verso di noi... l'abilità nel tempo di predirre gli eventi futuri.
  26. AllegroRagazzo.Morto 23 ottobre 2014 ore 15:41
    Julia.pink: il principale nodo narrativo si sviluppava nel sottosuolo, come descritto da Nibs, le altre iterazioni sono conseguenti o precedenti, come in questo caso.

    Robyarch71: in questo caso direi che fosse quasi inevitabile...

    MelanieChisholm: il merito è tutto di Nibs...

    Cicala.SRsiciliana: in qualche modo ci proviamo!

    Stregaxamore.VE: la cosa migliroe è comunque sviluppare una trama congrua, magari se si è fortunati, si viluppano pensieri ed idee che incontrano il favore di chi legge.
  27. giusi62 23 ottobre 2014 ore 18:40
    Mi piace ancora di più,con quel tocco piccante,
    e avvolgente ci voleva.........Buon proseguimento
    certo che voi due fate squadra insieme! :rosa :rosa
  28. Nibs 23 ottobre 2014 ore 23:58
    x Cicala.SRsiciliana, :ok :rosa
  29. Nibs 23 ottobre 2014 ore 23:59
    x AllegroRagazzo.Morto un ringraziamento per la continua e feconda collaborazione, anche nel gestire i commenti dei lettori che, sono certo, gli fa molto piacere sentire anche te! un abbraccio
  30. Nibs 24 ottobre 2014 ore 00:00
    x giusi62, e direi che i risultati sono al di sopra di quel che pensavamo quando ci abbiamo..."provato", quasi per gioco. un caro saluto.
  31. Cicala.SRsiciliana 24 ottobre 2014 ore 00:23
    notte Nbs, notte crenabog :batadorme
  32. Nibs 24 ottobre 2014 ore 09:09
    x Cicala.SRsiciliana, serena giornata Rita, tra un po' me ne vado a letto anche io. dopo un sontuoso pranzo composto da una ciotola di macedonia. molto depurativa... bah! ;-(
  33. Cicala.SRsiciliana 24 ottobre 2014 ore 11:56
    che piangi? Ma quando mai tu? :many .Riposati che sarai stanco della notte. A presto, Rita :-))
  34. AllegroRagazzo.Morto 24 ottobre 2014 ore 16:20
    Giusi62: qua il motore inesauribile lo sappiamo tutti chi è (NIBS), sicuramente con un motore di cotal portata, la strada si macina facilmente...
  35. AllegroRagazzo.Morto 24 ottobre 2014 ore 16:22
    Nibs: relativamente alla ciotola di macedonia, hai la mia più sconfinata ed integerrima comprensione... (s)fortunatamente quando scrivo attingo alle risorse datemi dai materiali combusti... non dormo più, non mangio più però almeno non soffro d'asma...
  36. Nibs 24 ottobre 2014 ore 19:37
    x Cicala.SRsiciliana, eh un tre-quattro ore stamattina le ho dormite, sì...adesso si ricomincia la nottata... a ben risentirci!
  37. Nibs 24 ottobre 2014 ore 19:42
    x AllegroRagazzo.Morto, guarda, sono cinque giorni che non fumo, da un pacchetto al giorno che mi facevo, e mangio molto poco. sto cominciando a rasentare quella linea ideale che comincia col raccogliere mozziconi per terra a fare sesso con un tegame pieno di spaghetti alla carbonara, passando per il gratuito accoltellamento di chiunque si avvicini senza levarsi il cappello. in pratica stateve accuort, che sto dando i numeri... dovrò andare a curarmi da Burger King...
  38. methos1phd 26 ottobre 2014 ore 19:16
    Chissà com'è farlo nello spazio ?? Bellissima la descrizione dell'amplesso nell'ora di computazione mediana :-))) buona serata. Angie
  39. Nibs 28 ottobre 2014 ore 20:44
    x methos1phd, immagino sia come farlo nell'acqua ma con l'umidità concentrata solo in determinati punti eheheheh, serena serata anche a te!

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