CUORE DI LATTA

16 ottobre 2014 ore 03:31 segnala


settima parte

di

AllegroRagazzo.Morto



Yoshiwara, ora di computazione terminale, Baia dei Ferventi. Juanus assemblò come meglio poté le uniche due anime centrali che fosse riuscito a trovare, in un tempo così ristretto, ed ancora comprensive di una discreta capacità disponibile. Kandra, accanto alla grande macchina computazionale per il controllo del flusso, auscultava i rantoli della grande fucina. Il bronzo veniva raffreddato negli stampi, i contenitori anch'essi incandescenti, scricchiolavano perdendo rapidamente calore. Non aveva dormito molto durante l'ultimo periodo. Il sonno aveva smesso di essere per lei una fonte ristoratrice e, sempre più spesso, un profondo senso di oppressione la dilaniava ed incupiva. Juanus la distolse dai propri pensieri chiamandola a sé. Kandra sapeva egli nutrisse ancora dei dubbi, non era del tutto convinto, poteva leggerglielo in volto... quanto ancora avrebbero dovuto confrontarsi? E se anche fosse esistita una sola quanto remota possibilità di riuscita… cosa andava a pensare... cosa sarebbe accaduto loro una volta fuori? Tentò in tutti i modi di allontanare quell'ansia e vide le uniche due anime che Juanus fosse riuscito a sistemare e le sembrò già un miracolo avendo fatto tutto così all'improvviso. Le disse che l'autonomia, trovando dell'acqua, avrebbe garantito loro anche il volo, questo avrebbe facilitato i loro spostamenti in superficie. Dovevano muoversi e, dopo un tempo infinito trascorso in silenzio, decisero... seguirono uno degli affioramenti, fuori dalla griglia, lontano dagli occhi e dalle orecchie della Casta, dopo la ripida ascesa avrebbero avuto solo da forzare il diaframma e il portellone esterno. Si abbracciarono, la grande fucina martellava, era giunto il momento di andare.

Avamposto, ora di computazione incerta, superficie. Kandra si svegliò in preda a spasmi, era sola, la luce dell'alba screziava già l'apertura dell'avamposto, si guardò in giro più e più volte ma non riconobbe il posto, aveva ancora chiare nella mente le visioni dirompenti che l'avevano imprigionata in un incubo senza fine, provò ad alzarsi, tentò di puntare i piedi contro una delle pareti ma appena allontanatasi dalla stessa, ricadde a terra. Affondò le mani nel terriccio, un odore acre riempiva la pungente aria del mattino. Si convinse a spingersi carponi verso la grande apertura, i primi movimenti le risultarono incerti ma l'adrenalina ancora in circolo le diede nuovo vigore, arrancò fino al varco quindi con ambo le mani si issò sopra l'intercapedine divelta. Incapace ancora di parlare si guardò intorno. Vide poco distante, all'aperto, Juanus che effettuava alcune riparazioni. Provò a raggiungerlo alzandosi e nuovamente svenne crollando a terra. Lui la sentì, si voltò verso di lei e si precipitò a soccorrerla, si sincerò che non avesse nulla di rotto e tentò di farla rinvenire. Kandra, dopo il buio, aprì gli occhi per la seconda volta, adesso finalmente sveglia, raccolse un respiro che parve infinito e quindi urlò sino a che il suo stesso grido mutasse improvvisamente in un rantolo sincopato. Non aveva(no) parlato più molto dal suo risveglio, ella era un fascio di nervi, le informazioni ricevute dalla piccola scatola computazionale avevano confermato l'esistenza di un portale, un primo terminale ad esso collegato era localizzato in Yoshiwara ma la piccola scatola computazionale aveva, sfortunatamente, esaurito la propria energia prima di localizzare il secondo terminale.

Avamposto, ora di computazione incerta, superficie. Si erano incamminati ormai da un pezzo, più e più volte Juanus aveva tentato di richiamare il beacon ma inutilmente, alcune interferenze statiche ne rendevano la guida di ritorno approssimativa. Le loro anime non avevano sufficiente energia per una ricognizione aerea. La luce mutò, Kandra alzò lo sguardo, fasci di plasma turbinavano da un punto all'altro dell'orizzonte, il loro spettro risaltava a tal punto da oscurare il sole. Qualcosa stava alterando la fisica del cielo o almeno questo sembrava stesse accadendo e questo era anche la sola sensazione da loro percepibile. Dovevano comunque mettersi al riparo, uno degli affioramenti di accesso al sottosuolo era poco distante. Nonostante la mancanza di informazioni, Juanus aveva compreso che l'attivazione del portale aprisse un varco. In condizioni normali un evento di questo tipo sarebbe risultato secondario ma temeva che al loro ritorno, i controllori potessero ghermirli. Provò a concentrarsi ma avvertiva distintamente il sentore che dell'altro di ben più grave stesse accadendo da qualche parte. Era giunto alla conclusione che lo stato di Kandra ne fosse diretta conseguenza e anche, su questo non credeva di sbagliarsi, quello di molti altri. Il suo cuore di latta iniziava a fare i capricci, non lo diede a vedere, raddoppiò gli sforzi e tenne il passo per tutti e due. Kandra sembrò tranquillizzarsi alla vista dell'affioramento. Il portellone cigolò ancora una volta, Juanus lo lasciò cadere, il frastuono venne smorzato dalla presenza del diaframma ancora sigillato. Aumentò la pressione affinché il diaframma si schiudesse e appena vi fu lo spazio sufficiente, ci si infilò al fine di attivare la valvola di pressione immediatamente dietro. Erano pronti a rientrare. Udirono un sibilo dirompente e poi uno schianto secco ed un susseguente lento e sommesso crepitare. Ciò che restava del beacon era una poltiglia fumante, Juanus lo identificò subito, le propaggini computazionali erano ciò di cui si occupava per vivere. Avrebbe voluto capire di più ma non ve ne era il tempo. Juanus entrò per primo ma Kandra non lo seguì, provò a richiamarla e la vide ferma con lo sguardo fisso verso la strana tempesta di plasma ormai di una certa intensità, si sporse ad afferrarla e non poté fare a meno di guardare anche lui.

Spazio esterno. Ora di computazione sconosciuta. Ogni singola barriera andava assottigliandosi, ogni distanza fisicamente computabile perdeva importanza. Una prima breccia, nel profondo, era stata aperta, Esso, aveva raggiunto il loro piano. Il non tempo infinitamente trascorso più non era. Comete antiche, gelide vagabonde dei più profondi recessi astrali irruppero mentre occhi, molteplici occhi, scrutarono gli strani corpi attraversare in scie sottilissime e brillanti il vuoto nero. Le videro avvicinarsi alla grande limitatrice dimensionale, perdere massa, potenza, velocità e ammirarono bramosi la loro completa disgregazione nel silenzioso e gelido nulla. Gli occhi, molteplici occhi, si premettero avidamente contro la ormai sottile bolla di contenimento, ogni differenza stava rapidamente venendo meno, lo stesso tessuto dimensionale era ormai un corrotto ibrido e fasci di plasma si contrapponevano all'aberrante protusione di ogni occhio vischioso. La pelle si tese, resistette, quindi si tese ancora conformandosi alle forme arcane avide di spazio, anelanti l'assoluta conquista, lucidamente consumate dall'eterna fame. Un altro sciame di comete intercettò la grande limitatrice, la differenza di massa le attirò vertiginosamente, molte di esse si disintegrarono consumate dall'enorme calore e tuttavia, un impatto venne registrato. La pelle in un crepitio si lacerò, gli occhi liberi puntarono tutti nella stessa direzione, i sussurranti delle tenebre erano adesso liberi.



segue



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16/10/2014 03:31:55
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Commenti

  1. Cicala.SRsiciliana 16 ottobre 2014 ore 08:34
    Si avverte nella settima parte, che il narratore coinvolge tutto se stesso. Il pensiero e gli accadimenti sono fluidi, ben pensati e scritti con forte ardore per cui calarmi in un racconto così ricco e vasto di fatti che di continuo si susseguono, è stato piacevolissimo e come sempre sul più bello s’interrompe nel lettore, l’incantesimo che lo appassiona…e desirerebbe che la storia non finisse mai. Fantastico racconto, Rita
  2. Nibs 16 ottobre 2014 ore 08:46
    x Cicala.SRsiciliana, grazie Rita, sicuramente ARM si sta impegnando molto e penso che si diverta anche parecchio ad inventare tutto questo mondo alternativo. ogni tanto gli dò qualche direttiva per cercare di fare un testo omologato ai pezzi miei ma sempre nella massima libertà. direi che sta venendo un romanzo sorprendente! abbracci (crenabog)
  3. Eleanor.Peacock 16 ottobre 2014 ore 09:06
    Ti ho, vi ho già detto in separata sede, cosa penso. Confermo. Però leggerò il tutto nuovamente quando sarà completato.

    Ps se ARM usasse termini tipo " a guisa" sparagli sulle rotule.
  4. Cicala.SRsiciliana 16 ottobre 2014 ore 09:44
    si Nbs, davvero sorprendente! Quanto mi piace questo racconto, tu non lo immagini davvero... Complimenti ad entrambi, Rita
  5. julia.pink 16 ottobre 2014 ore 09:53
    Il racconto si fa sempre più interessante e come dice Rita ci lasciate sempre sul più bello, complimenti ad entrambi avete un grande talento nello scrivere. Aspetto il seguito. Buona giornata :fiore
  6. stregaxamore.VE 16 ottobre 2014 ore 10:05
    Veramente coinvolgente , non sono riuscita a staccarmi dalo schermi fino che non ho finito, ne sta uscendo uno stupendo racconto bravissimi!!
  7. Nibs 16 ottobre 2014 ore 10:16
    x Eleanor.Peacock, cercherò di contattare I CESARONI per farmelo tradurre in italiese, magari ti ci diverti, eheheheh
  8. Nibs 16 ottobre 2014 ore 10:16
    x Cicala.SRsiciliana, meno male! abbracci
  9. Nibs 16 ottobre 2014 ore 10:17
    x julia.pink, grazie, stiamo cercando di dare il massimo pur divertendoci nel farlo.
  10. Nibs 16 ottobre 2014 ore 10:18
    x stregaxamore.VE e non sappiamo neanche quando e come finirà...eheheh! ciao!
  11. Eleanor.Peacock 16 ottobre 2014 ore 10:18
    I cesaroni mi sono più ostici dell'Ulisse di Joyce.
  12. Nibs 16 ottobre 2014 ore 10:19
    va be', ci rifaremo con Finnegan's Wake. o Vicar of Wakefield, un altro che si risvegliava nei campi...
  13. Eleanor.Peacock 16 ottobre 2014 ore 10:22
    Mettiamo a leggerlo chi mette nei palinsesti i cesaroni, come forma di punizione, piuttosto.
  14. Nibs 16 ottobre 2014 ore 10:25
    è peggio della gogna. che vergogna. be', mangia' ho mangiato, vado a nanna. at salùt, a stanotte...
  15. Eleanor.Peacock 16 ottobre 2014 ore 10:26
    at salut . amaracmand tan fega brut sogn. Ciao tabac
  16. Spiritwalker 16 ottobre 2014 ore 11:34
    anche se non è il genere che amo...è comunque avvincente ed ora, anch'io aspetto la prossima puntata per...sapere ;-)
    Complimenti...abbraccio ad entrambi
  17. Odirke 16 ottobre 2014 ore 11:58
    Da apnea. Veramente bravi.
    Semper Fidelis
  18. Robyarch71 16 ottobre 2014 ore 14:18
    Quando inizia la battaglia? :hihi :mitra
  19. MorganaMagoo 16 ottobre 2014 ore 14:30
    a me piacciono così lunghi i racconti, altrimenti non hai nemmeno il tempo di immergerti che sono già finiti. va bene così. adesso si entra nella storia. a me personalmente l'incipit con l'Avamposto, e l'ora di computazione, mi mandano in estasi. entro subito nell'altra dimensione.
  20. salyma 16 ottobre 2014 ore 15:10
    Capperi, siamo al livello di un noir veramente spaventoso, chissà se meglio fuori o meglio dentro a questo punto. Direi che mi ha profondamente colpita lo scintillio e lo sfasciarsi delle comete. Chissà se un giorno anche noi saremo costretti a crearci una città sotterranea per fuggire dal male che all'esterno dilaga.
    "La pelle in un crepitio si lacerò, gli occhi liberi puntarono tutti nella stessa direzione, i sussurranti delle tenebre erano adesso liberi." Chissà che succederà adesso!
    Bravo Ragazzo e bravo Nibs come parziale suggeritore anche se credo non ce ne fosse bisogno. Avete superato davvero voi stessi in questa puntata.
  21. Vereor 16 ottobre 2014 ore 15:17
    voglio una "macchina computazionale" da polso,grazie
  22. AllegroRagazzo.Morto 16 ottobre 2014 ore 17:04
    ciao,
    colgo l'occasione per ringraziare tutti... mano a mano che la storia procede e le trame si sviluppano si riesce a rendere ogni segmento più articolato. Relativamente poi al canovaccio e alle possibili evoluzioni dello stesso, posso dire che a volte mi capita di pensarvi nei momenti più disparati e così annoto da qualche parte l'idea, se è decente si può provare a svilupparla e poi ci sono sempre delle linee guida delle quali tener conto considerando anche quanto usato in precedenza e quini un occhio alla continuità logica degli eventi.

    Eleanor: non potendo argomentare in alcun modo sul/il TUO senso estetico, a ragion veduta, mi preoccuperò di fornire a NIBS le munizioni sufficienti e relativo archibugio e così, armato in cotal guisa potrà disporne...
  23. giusi62 16 ottobre 2014 ore 17:20
    Molto coinvolgente,siete bravissimi,
    tutti e due :rosa :rosa
  24. Nibs 16 ottobre 2014 ore 21:41
    x Spiritwalker, credo che la forza della buona, bella scrittura - e delle idee in essa contenute, ovvio - sia proprio quel riuscire ad attrarre lettori amanti anche di generi affatto diversi. sembra che ci riusciamo alla grande! cari saluti!
  25. Nibs 16 ottobre 2014 ore 21:46
    x Odirke, la prossima volta, invece delle cuffiette audio stereo, vi voglio vedere tutti col boccaglio! pinne,fucile ed occhiali non sono obbligatori eheheheh!
  26. Nibs 16 ottobre 2014 ore 21:49
    x Robyarch71, dai, che la prossima ammazziamo un po' di gente, abbi pazienza ahahah
  27. Nibs 16 ottobre 2014 ore 21:50
    x MorganaMagoo, già, sembra che quasi tutti vogliano dei romanzi brevi, altro che post... ci si prova!
  28. Nibs 16 ottobre 2014 ore 21:54
    x Vereor, adesso guardo su eBay se te ne rimedio una, prego...
  29. Nibs 16 ottobre 2014 ore 21:56
    x salyma, nello scrivere autonomamente i nostri brani ci concediamo una grande libertà, visti i risultati evidentemente siamo ben sintonizzati tra di noi! :rosa
  30. Nibs 16 ottobre 2014 ore 21:57
    x salyma, nello scrivere autonomamente i nostri brani ci concediamo una grande libertà, visti i risultati evidentemente siamo ben sintonizzati tra di noi! :rosa
  31. Nibs 16 ottobre 2014 ore 21:58
    x giusi62, ed entrambi ringraziamo soddisfatti!
  32. Nibs 16 ottobre 2014 ore 22:02
    x AllegroRagazzo.Morto, sempre ben felice dei tuoi interventi nei commenti, a corollario dei post. ogni volta che necessita, questo spazio è a tua completa disposizione. per Eleanor mi sa che manco una lupara caricata con pallini rivestiti di teflon ci basta...
  33. AllegroRagazzo.Morto 16 ottobre 2014 ore 22:18
    Credo che in fondo ogni cosa si bilanci alla fine, qualunque sia il genere adottato, poter scrivere in modo, diciamo così, itinerante consente da un lato di sviluppare nodi e trame al momento, hai poco tempo per organizzare insooma, nel contempo scrivere in cotal guisa, obbliga chi scrive a forzare la continuità per non allontanarsi troppo dal canone stabilito.

    Morgana: ogni singolo brano potrebbe anche essere autoconclusivo anche se il tessuto narrativo funziona meglio serializzando... diciamo anche che non è che vi sia una lunghezza predefinita e nemmeno volutamente vi sia un cliffhanger alla fine, ogni nuovo passo in realtà si sviluppa in parallelo e come è già accaduto a volte si descrivono eventi precedenti a quelli sin qui descritti.

    Eleanor: conosco un fabbro che realizza cilici su misura ergo...

    Vereor: la più piccola presumo pesi almeno 20 libbre, diciamo circa 10 chili, possiamo adottare un modello a tracolla ma ovviamente non stavo considerando l'accumulatore che a vapore è grande quanto un silos più o meno... se poi è uan del Regine, meglio munirsi di autoarticolato, ovvviamnete steam...

    NIBS: qui vogliono il sangue... vox populi
  34. Matt.ssx 17 ottobre 2014 ore 01:23
    narrazione coinvolgente ! Ciao!
  35. Eleanor.Peacock 17 ottobre 2014 ore 08:56
    Il pallino antiaderente. NO NO NO voglio pallini in allumina sinterizzata con una forma ergonomica appositamente studiata per la perforazione rapida, meglio sarebbe fossero anche indolore. Prima che mi spariate vorrei poter dire l'ultima sull'arma.
    Ovviamente voi due vi strangolo direttamente con le mie mani.
  36. Nibs 17 ottobre 2014 ore 10:34
    x AllegroRagazzo.Morto, e sangue stanno per avere, ahahahah!
  37. Nibs 17 ottobre 2014 ore 10:34
    x Matt.ssx, yoh!
  38. Spiritwalker 17 ottobre 2014 ore 10:34
    Vero ci riuscite...alla grande ;-)
    Buona giornata
  39. Nibs 17 ottobre 2014 ore 10:36
    x Eleanor.Peacock, ricoprendo un proiettile di teflon lo rendi capace di attraversare i giubbotti antiproiettile come fosse burro. ma su richiesta posso spalmarli di aglio, così anche se non ti uccidono subito, la cancrena per avvelenamento è assicurata. ah, tocca insegnatte tutto!
  40. Nibs 17 ottobre 2014 ore 10:36
    x Spiritwalker, cosa non faremmo per i nostri lettori! felice mattina, vecchio mio!
  41. nerorosso 17 ottobre 2014 ore 10:38
    Mi sono allineato , avevo perso qualche puntata
    Un caro saluto
  42. Nibs 17 ottobre 2014 ore 10:44
    x nerorosso, e te ne servo subito una nuova! camerateschi saluti
  43. Eleanor.Peacock 17 ottobre 2014 ore 11:00
    Preferisco di gran lunga le armi da taglio. Tutti sono capaci di sparare se dotati di qualche mira ( anche espansionistica). Senti ma ...... con quelli al teflon e i dum dum ( detti proiettili a fungo) ci posso fare un risotto?

    L'opzione che vi strangolo con le mie mani rimane in gioco e si rafforza.
    Più leggo i commenti che mi fa ARM, più diventa una certezza. Nel mentre scrivi il seguito, che vi si legge volentieri.
  44. Nibs 17 ottobre 2014 ore 11:28
    ok, buona lettura!
  45. a.Qa 17 ottobre 2014 ore 16:12
    mi trovo col commento di Spiritwalker
    ammappate ohhhhh!!!! siete bravi :clap
  46. Nibs 17 ottobre 2014 ore 20:43
    x a.Qa, e soprattutto NON copiamo nessuno... ahahah!

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