L'ORRORE DAL VUOTO

17 ottobre 2014 ore 10:41 segnala


parte otto

di

Crenabog



Nelle profondità di Yoshiwara, il caos si stava scatenando. Il Primo Validante era riuscito a trovare rifugio in una camera corazzata, nascosta alla vista dall'altare principale, e tentava disperatamente di escogitare un' idea, un' idea qualsiasi, che potesse salvare il suo mondo dalla mostruosità penetrata dal Vuoto cosmico e che stava devastando la sala delle adunanze. Le urla di terrore dei validanti in cerca di salvezza non riuscivano a coprire il disgustoso rumore di fondo, composto dai tonfi dello spostarsi dell'enorme corpo di Cthulhu, dal vischioso sciacquìo dei suoi artigli nelle membra delle vittime e dall'incessante ritmico dipanarsi degli scricchiolii delle macchine che producevano il vapore e l'elettricità. La morte stava suonando la sua demente sinfonia, rendendo quasi impossibile al Primo Validante concentrarsi. Le squadre corazzate dei militi, con le loro inadeguate protezioni e i loro fucili ridicoli davanti alla possanza del dio ancestrale, avevano formato un ultima difesa, un fronte massiccio che cercava di impedire l'avvicinarsi della mostruosità ai giganteschi portali bronzei che davano l'accesso all'esterno, a Yoshiwara e naturalmente a Metropolis. Il Primo Validante sedette sulla poltrona in pesante cuoio cheshire, manovrò le leve per adeguare il suo corpo alla forma mobile, iniziò a collegare tubi e cannule alla sua armatura celata dal mantello. Le induttrici elettriche gli permisero di collegarsi all'elaboratore mentale, una sorta di cristallo mistico potenziato che lanciava il suo pensiero verso gli altri, amplificando al massimo il potere di sincronizzarsi con loro e svellere dalle menti i sogni necessari alla Creazione. La luce bassa, morbida, della camera segreta, era stata calcolata per abbassare ogni stato di tensione e i diffusori di aromi esotici allargavano lo stato cosciente, disponendo l'operatore verso una diffusa quiete mentale. Il leggero aroma dovuto all'olio di lavanda e patchouli influenzò positivamente il sacerdote e il tremore che lo scuoteva iniziò a fermarsi. Fermare il mostro con le armi era chiaramente impossibile e il Portale non sembrava in grado di restare aperto a lungo. La visione delle entità che stavano seguendo il dio raggiunse l'uomo con la forza di un maglio, non se lo aspettava: bisognava fare presto e trovare una soluzione prima che tutto diventasse irreparabile. Lanciò i suoi pensieri in una farneticante ridda esterna, sfiorando, contattando, sbirciando, ogni mente che avvicinava. Cercava la fonte a cui si era abbeverato l'incubo, traendo sostegno e forza per lanciarsi all'attacco del Sottomondo. La percezione, dapprima blanda, vaga, poi sempre più chiara, di una mente disturbata, debole, arrivò al Primo Validante. Non conosceva la ragazza, non sapeva nulla di lei ma percepì in maniera cristallina i germi dell'orrore che giacevano nei suoi recessi intimi. Da quei semi lugubri era germogliato il richiamo verso la spaventosa entità primigenia, si era dipanato nella mente del sacerdote illudendolo e finalmente si era concretizzata nel baratro tra i mondi che era stato solcato in un lampo. Per prima cosa, dunque, il Primo Validante lanciò una scossa mentale violenta, provocando in lei uno shock mentale che la fece crollare a terra svenuta e immemore, di sé stessa e dei suoi pensieri. Se anche non fosse riuscito a cancellare gli incubi dalla sua mente , almeno avrebbe bloccato il flusso di cui l'orrore cosmico si stava nutrendo. Ora, doveva guadagnare tempo e bloccare il mostro. Armeggiò con i pulsanti del quadro di comando, e si preparò a collegarsi simultaneamente con tutti i validanti ancora in vita. Il suo richiamo mentale esplose per tutta la sala e oltre, individuandoli, legandoli in un solo nodo: l'abitudine era talmente radicata in loro che immediatamente si fermarono dove erano, concentrandosi al massimo e sintonizzandosi su una sola lunghezza d'onda. Il sacerdote massimo ordinò il richiamo di stasi che partendo da lui riverberò da loro a tutto il circostante spazio. Come cerchi nell'acqua la vibrazione si allargò a dismisura immobilizzando ogni cosa. L'immenso corpo del mostro tremò,
le ali da pipistrello sbatterono convulsamente, il suo ruggito impotente squarciò l'aria mentre si bloccava sulla montagna di corpi smembrati. Solo i suoi molteplici globi oculari guizzavano, lanciando odio feroce. Non sarebbe rimasto bloccato a lungo e il sacerdote massimo se ne rese conto; restava solo una carta da giocare. Strinse nella destra la leva in ottone ricoperta di sottili fasce di cuoio, la spinse in avanti ed un complesso sistema di ingranaggi aprì il sottofondo della camera segreta, facendo scendere la poltrona su uno sbuffante pilastro istoriato. La luminescenza tenue del lucore verdastro che avvolgeva la sala inferiore avvolse il validante. Nulla raggiungeva quel misterioso antro, nessun rumore, nessun pensiero: la calma, il silenzio lì dentro erano una realtà tangibile, una immersione in una nuvola. Girò la testa guardando con orgoglio la Risorsa Suprema di Metropolis, la cosa di cui era al corrente soltanto lui e chi lo aveva preceduto. Nelle pareti, una lunghissima teoria di piccole cellette, baluginavano di luce pulsante e mostravano al validante il loro contenuto. Centinaia di alvei pieni di liquido amniotico nei quali galleggiavano forme che avrebbero devastato la mente di chiunque le avesse viste. Sin dall'inizio della creazione di Metropolis la casta dei Validanti aveva capito che era necessario disporre di un potere nascosto, qualcosa che avrebbe fatto da diga salvifica nel momento stesso in cui le risorse mentali della popolazione fossero scemate. Il tesoro segreto venne costituito lontano dagli occhi del potere politico: una accurata campagna di sensibilizzazione della popolazione l'aveva convinta che le risorse del Sottomondo non sarebbero mai bastate per tutti. La pianificazione familiare venne dapprima spinta con i media, poi organizzata da leggi. Ogni nuova vita veniva vagliata e, nel caso i medici avessero decretato la sua insufficienza a sopravvivere nel devastato universo che li circondava, l'aborto clinico veniva ordinato. Supporti morali ed economici venivano elargiti alle famiglie ma quel che nessuno sapeva era che i feti non venivano eliminati. Venivano trasportati in segreto nel Tempio e sistemati nelle celle amniotiche dove composti chimici ne impedivano la crescita, lasciando sopravvivere delle creature quasi eterne, immobili nella loro non-formazione, che mai avrebbero visto lo scorrere degli anni come qualsiasi essere umano. Privi della conoscenza della realtà esterna, intoccati da stimoli e pensieri, essi vivevano in un paradiso fuori dal tempo, totalmente vergini dal bene e dal male. Ai loro sogni, al loro sconfinato potere mentale intendeva dunque accedere il Primo Validante. La gigantesca riserva di energia nascosta lì dentro era il fronte decisivo nella lotta contro l'abominio. Il sacerdote massimo si alzò, raccolse il luccicante cavo posato su un unico monolite nero, gelido al tocco, lo fissò, lo soppesò e poi innestò lo spinotto terminale nel centro della propria fronte. Solo i Primi Validanti venivano sottoposti all'apertura della ghiandola pineale, con l'inserimento di un occhiello nascosto perennemente da uno strato sottilissimo di pelle sintetica. Sentì con un brivido il gelo penetrargli direttamente nel cervello, il caleidoscopio di colori e vibrazioni proveniente dai Sognanti si diffuse in tutte le fibre del suo corpo. Concentrò l'ordine e fece esplodere il potere dei Sognanti verso l'immagine mentale del dio prigioniero nel salone superiore. Un vortice turbinante avvolse la pelle grigia e scagliosa del mostro, lo fece ruotare convulsamente mentre in lontananza il Portale prese a lampeggiare: un cupo rumore - come del risucchio di un maelstrom - fece vibrare le pareti della sala delle adunanze. Il gorgo afferrò l'essere e lo risospinse nelle profondità del Portale, risucchiando insieme ad esso i corpi maciullati dei validanti e dei soldati della milizia. Poi, in un bagliore di luce nera, si chiuse scomparendo. Fuori, all'esterno, il rombante grido di pura follia del mostro che tornava nelle profondità cosmiche dei suoi domini, raggiunse i sussurranti mentre volavano in cerchio sulle devastate lande semi deserte e li fece collassare. Come una pioggia di morte, spenti, annullati, precipitarono al suolo, schiantandosi, disintegrandosi. Il Primo Validante deterse con il dorso della mano il sudore che gli bagnava il volto, rimosse lo spinotto dalla fronte e si lasciò cadere sulla poltrona. Ora doveva pensare alla ricostruzione.



segue



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« immagine » parte otto di Crenabog Nelle profondità di Yoshiwara, il caos si stava scatenando. Il Primo Validante era riuscito a trovare rifugio in una camera corazzata, nascosta alla vista dall'altare principale, e tentava disperatamente di escogitare una idea, una idea qualsiasi, che potesse...
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Commenti

  1. Eleanor.Peacock 17 ottobre 2014 ore 11:30
    la voglio pure io la poltrona in cuoio cheshire.
  2. Cicala.SRsiciliana 17 ottobre 2014 ore 12:24
    A parte la bellezza del racconto che nel tempo si fa sempre più bello è allettante, mi sorprende la Vostra genialità. E dico il vero, non è un complimento, lo leggo e rimango incantata dalle idee originali, stravaganti, bizzarre, singolari. Siete due assi, complimenti, Rita
  3. stregaxamore.VE 17 ottobre 2014 ore 12:34
    Bello davvero i mostri spaziali sono la mia passione ,super bravi davvero
  4. salyma 17 ottobre 2014 ore 14:47
    Ohhhhhh finalmente il mostro e company sono stati disintegrati. E ci credo che sudava il Primo Validante. Lo aspettava un lavoro altrettanto impegnativo e faticoso. Ce la farà?????? vedremo!
    Ho l'impressione che pur raccontando una stessa storia tu e ragazzo siate su due linee parallele ma diverse tra loro. Sbaglio?
    Bravi comunque...ci vuole un po' più di concentrazione nel leggere, almeno per me che so vecciaaaaaa :-)))
  5. julia.pink 17 ottobre 2014 ore 15:49
    Che dire, siete davvero bravi, ho letto tutto con il fiato in sospeso. Complimenti!
  6. MorganaMagoo 17 ottobre 2014 ore 16:07
    che fantasia!
    in ogni puntata c'è sempre qualcosa di nuovo e di impensabile.
  7. Nibs 17 ottobre 2014 ore 20:45
    x Eleanor.Peacock, appena trovo una svendita ti avverto!
  8. Nibs 17 ottobre 2014 ore 20:46
    x Cicala.SRsiciliana, ringraziamo entrambi, questa inaspettata sinergia tra di noi sta dando frutti spettacolari in verità!
  9. Nibs 17 ottobre 2014 ore 20:47
    x stregaxamore.VE, eheh però Mazinga e Goldrake non ce li metteremo, eh, avvisata!
  10. Eleanor.Peacock 17 ottobre 2014 ore 20:48
    Mi accontento anche della pelle avanzata a ARM, dopo essersi dimezzato. Basta tingerla.
  11. Nibs 17 ottobre 2014 ore 20:49
    x salyma, sì, lo hai notato, in pratica ci siamo suddivisi aspetti diversi del racconto, ad ARM è affidato lo svolgersi dei caratteri di Jaunus e Kandra mentre io elaboro il substrato e le avventure drammatiche che avvengono. poi ovviamente uniamo il tutto in determinati punti per fare combaciare la storia. bizzarro, eh!
  12. Nibs 17 ottobre 2014 ore 20:51
    x Eleanor.Peacock, mi sembra che l'unica pelle dimezzata in circolazione sia quella di un certo barone calviniano, se non mi sbaglio. qui solo rotoli di vacchetta fior fiore. abbiamo anche poggiapiedi rosa in setola di maiale, robustissimi.
  13. Nibs 17 ottobre 2014 ore 20:51
    x julia.pink, ma grazie!
  14. Nibs 17 ottobre 2014 ore 20:54
    x Morganamagoo, decisamente siamo l'equivalente degli ovetti kinder, per Chatta. Ci trovi sempre qualcosa di nuovo e qualcosa di buono. Il cioccolato no, mi spiace, me lo sono già mangiato io...
  15. AllegroRagazzo.Morto 17 ottobre 2014 ore 21:18
    Ciao, direi che ogni parte sviluppata divenga funzionale alla successiva, NIBS non ha bisogno di specifiche lui ci abita qua... io sono quello che ci si affaccia

    Eleanor: ho, come disse u vucceri meu, ho anche fegato da vendere oltre alla pelliccia...

    Nibs: e qui, su questo pezzo, c é poco da commentare, che lo scrivo a far
  16. Nibs 17 ottobre 2014 ore 21:27
    eheheh, diciamo che concordo, via! tu affacciati quanto vuoi che va bene a tutti!
  17. Dingelin 18 ottobre 2014 ore 10:57
    Gli incubi continuano e non riesco a farli smettere.
    A volte temo di non volerli fare smettere.
    La tentazione di farsi sedurre dal canto delle sirene della disperazione,
    è forte ...
    Assaporarne l'attesa...
    Lasciarsi avvolgere dal canto illusorio ...
    Il buio cala su di me come un manto a ricoprire ogni luce.
    Non posso far altro che inchinarmi di fronte all'avanzare delle tenebre.

    Ci sono più "Kandra" nel mondo di quel che si pensa ;)
  18. Nibs 18 ottobre 2014 ore 23:10
    x Dingelin, e ci sono anche molti più Juanus di quanto le Kandra si accorgano... metterò sotto carica le batterie della torcia, magari fosse la volta buona che un mio spiraglio di luce ti riporta qui. e se proprio no, spegnerò tutto, vorrà dire che al buio sarà più facile ritrovarci. basterà sentire i battiti del cuore.
  19. AllegroRagazzo.Morto 19 ottobre 2014 ore 02:57
    Dingelin, Nibs: credo anche io, il motore é unico ma ognuno poi lo ottimizza affinché giri in un modo del tutto personale e tuttavia spesso ci si riscopre, nonostante tutto, molto più affini di quanto non si voglia credere
  20. Dingelin 19 ottobre 2014 ore 12:28
    Quando il mondo,
    mi riversa addosso tutto lo squallore,
    e proprio non c'è verso di togliermelo.
    Allora mi rannicchio in qualche angolo di Yoshiwara,
    chiudo gli occhi,
    e inizio ad ascoltare le storie,
    quelle che raccontano queste strade .
    Con tutti i particolari ...
    quello che i validanti dicono …
    quello che gli abitanti sognano …
    i colori ...
    i suoni...
    gli odori...
    Tutto!
    E la bruttezza che mi circonda
    poco a poco se ne va.
    Prima o poi ritorna, è ovvio,
    ma intanto, per un po', grazie alla luce di questo mondo l'ho ingannata.
  21. Nibs 19 ottobre 2014 ore 14:07
    x AllegroRagazzo.Morto, penso che alla fin fine noi siamo il racconto che leggiamo. entra in noi più di quanto entriamo in lui ma la simbiosi finisce sempre per accadere. ed è dell'autore, degli autori - in questo caso - l'onere di gestire la trasformazione del lettore con le corde giuste per suonare una sinfonia impareggiabile.
  22. Nibs 19 ottobre 2014 ore 14:10
    x Dingelin, una pennellata alla volta, la tela sporca di grigio del tuo mondo, ho cercato di cambiarla dipingendovi sopra - con queste pagine - un affresco affatto diverso dalla realtà. un mondo distopico nel quale ricrearti. e come vedi, la terapia lentamente, molto e sin troppo, lentamente va sortendo i suoi effetti. la goccia scava la pietra, e a volte le parole ammorbidiscono le corazze. baci.

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